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Giovedì, 04 Ottobre 2012 16:25

La svolta del nostro calcio

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Dopo sei giornate, il campionato di calcio di Serie A, ha già motivi di riflessione per chi ama questo sport.

Anticipato come un campionato ridimensionato nei suoi valori assoluti, rispetto al passato, per vari fattori sopravvenuti, assistiamo in ogni caso, ad una competizione che suscita interesse, e non solo per gli addetti ai lavori.

 

La mancanza di risorse economiche e la conseguente fuga dei “top player” verso nuovi lidi; l’abbassamento del livello tecnico medio dei calciatori impegnati; il mancato arrivo di giocatori stranieri validi; la cattiva gestione dei vivai e la conseguente

 

mancanza di buoni giocatori; la necessità di un ordinamento sugli stadi di proprietà dei club calcistici, viatico per una politica gestionale più redditizia: sono questi i fattori che hanno determinato una involuzione del nostro campionato, ma  non tutti i mali vengano per nuocere.

 

 

A fronte di risorse economiche sempre più scarse, che ha visto anche i club calcistici ai vertici (Milan e Inter in primis) coinvolti, si è assistito a una politica di ottimizzazione delle risorse, che ha coinciso con una rivalutazione dei mezzi già a disposizione.

 

Gli amministratori delle società di calcio hanno dovuto investire sui prodotti fatti in casa, dando possibilità a giovani di belle speranze, di poter dimostrare il loro valore, e non sottostare a quelle lunghe attese ad aspettare il momento, che forse mai sarebbe giunto, in cui dimostrare il proprio talento, chiusi da cosiddetti campioni, per lo più stranieri, che il più delle volte dimostravano di essere nient’altro che dei brocchi.

 

Apprezziamo i campioni nostrani cresciuti nel nostro paese;  stimiamo le gesta tecniche, grazie a questo nuovo corso e alla politica di società sportive lungimiranti.

 

Celebriamo i vari Insigne, El ShaarawyPerin, Desciglio, e quanti altri giovani di belle prospettive che non sono solo il futuro, ma anche il presente del calcio italiano.

 

Se la Nazionale di calcio italiana ha per anni sofferto di mancanza di ottimi giocatori perché una politica sbagliata di gestione dei club non permetteva uno sviluppo dei talenti indigeni, la svolta epocale per il nostro movimento calcistico è giunta.

 

 

Il Selezionatore Tecnico della Nazionale italiana, sempre attento, ha in questo il merito di sostenere questa linea, e ha il coraggio, diversamente dai suoi predecessori, di contare sui giovani eroi italiani.

 

A lui l’augurio che tali scelte siano vincenti.

 

Per nostro conto, la partita è già vinta: ripresentiamo la Scuola Calcistica Italiana, che potrà essere, e lo auguriamo vivamente, ammirata e invidiata.

 

C.P. Piacenza

Letto 991 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Ottobre 2012 17:40

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