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Venerdì, 21 Settembre 2012 09:23

Il patteggiamento nel diritto sportivo

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Oggi, 21 settembre , si svolgerà l'ennesima puntata dello scandalo che ha colpito , come accade oramai da diversi anni, il mondo del calcio , e che ha visto coinvolti personaggi più o meno noti . E' , infatti, in programma l'udienza del TNAS, chiamato ad esprimersi sul ricorso del tecnico bianconero, Antonio Conte condannato a 10 mesi di squalifica per omessa denuncia.


La bufera che si è abbattuta sul calcio ha sollevato, anche questa volta, molte critiche soprattutto per quel che concerne il sistema di giustizia sportiva, visto dai più come un sistema che necessità di essere riformato.

Uno dei temi di maggiore discussione è stato sicuramente quello relativo all'istituto del patteggiamento. Facciamo una breve disamina.
Il Codice di Giustizia Sportiva parla di tale istituto in due articoli: l'art. 23 e l'art. 24. In particolare, l'art. 23 è rubricato "Applicazione di sanzioni su richiesta delle parti" in base al quale "1. I soggetti di cui all’art. 1 comma 1 possono accordarsi con la Procura federale, prima che termini la fase dibattimentale di primo grado, per chiedere all’organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta, indicandone le specie e la misura. 2. L’organo giudicante, se ritiene corretta la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, ne dispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento nei confronti del richiedente. 3. L’applicazione di sanzioni su richiesta delle parti è esclusa nei casi di recidiva e nei casi di cui all’art. 7, comma 6." L'art. 24 , invece , è rubricato "Collaborazione degli incolpati" e sancisce che "1.

 

In caso di ammissione di responsabilità e di collaborazione fattiva da parte dei soggetti sottoposti a procedimento disciplinare per la scoperta o l’accertamento di violazioni regolamentari, gli organi giudicanti possono ridurre, su proposta della Procura federale, le sanzioni previste dalla normativa federale ovvero commutarle in prescrizioni alternative o determinarle in via equitativa. 2. In tal caso, la riduzione può essere estesa anche alle società che rispondono a titolo di responsabilità diretta od oggettiva."


Come si vede , la prima norma prevede un accordo sulla quantificazione della pena che prescinde dall'ammissione di responsabilità, che deve intervenire tra il deferito e la procura federale, per poi essere sottoposto all'organo giudicante, che ne dispone l'applicazione, a condizione che la pena patteggiata sia ritenuta congrua. La seconda norma, al contrario, prevede un'ammissione di responsabilità e una collaborazione del soggetto sottoposto a procedimento disciplinare, che poi vedrà ridotta o commutata la pena su proposta della Procura Federale. Alla luce della disputa che si è venuta a creare in ogni dove circa il fatto che il patteggiamento preveda un'ammissione di colpa da parte di chi lo richieda, bisogna precisare che il patteggiamento non prevede nessuna ammissione di responsabilità. Del resto pure in ambito penale l'istituto dell' applicazione della pena su richiesta di parte (art. 444 c.p.p.) non integra un riconoscimento della propria colpa. Sicché, la dottrina e la giurisprudenza tendono ad individuare in tale istituto una strategia difensiva, sia per il reo che voglia godere di determinati benefici (ad es. riduzione della pena), sia per l'innocente che ritenga non potersi difendere adeguatamente nel processo sportivo a causa dei limiti alle prove producibili in giudizio, nonché a causa dell'inversione dell'onere della prova.

Letto 1026 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2012 09:48

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