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Giovedì, 23 Gennaio 2014 10:20

La prima storica nell'Olimpo italiano del calcio. 8 settembre 1985. Il Lecce di Fascetti contro il Verona Campione d'Italia

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LA PRIMA STORICA NELL’OLIMPO ITALIANO DEL CALCIO
8 settembre 1985. Il Lecce di Fascetti contro il Verona Campione d’Italia

 

La prima storica partita in serie A dell’Unione Sportiva Lecce, disputata l’8 settembre 1985, venne giocata di fronte ai tifosi del Bentegodi, in quell’occasione vestito col tricolore. Il mister Osvaldo Bagnoli nella stagione precedente era l’artefice di un miracolo: l’Hellas Verona aveva conquistato lo scudetto, l’unico in tutta la storia della società scaligera. E gli uomini di Eugenio Fascetti erano consapevoli che la sfida sarebbe stata monumentale.

 

 

 

 

La prima domenica di campionato è una giornata soleggiata, che sembra voler intimare a tutti che l’estate, nonostante fosse agli sgoccioli, non volesse finire. Una domenica ricca di impegni sportivi, poiché non solo gli appassionati di calcio attendono il fischio d’inizio, ma anche i tifosi della Ferrari sperano nella vittoria di Michele Alboreto nel gran premio d’Italia, in piena lotta per il successo mondiale. È anche una domenica di cronaca nera: nella mattinata, prima le radio, poi i telegiornali, tornano a parlare del mostro di Firenze, che in nottata è tornato a colpire di nuovo, con modalità brutali, uccidendo una coppia di francesi che si era appartata in cerca di intimità, sodomizzando i corpi senza vita delle vittime. Intanto al Gran Premio di Monza è Alain Prost a salire sul gradino più alto del podio. Dopo di lui seguono i brasiliani Nelson Piquet e Ayrton Senna. L’attesissimo italiano, Michele Alboreto è costretto a ritirarsi dopo 45 giri per un guasto al motore. Sarà il francese della McLaren, Alain Prost, ad aggiudicarsi l’ambito titolo mondiale.

 

 

 

Riposti nel cassetto sogni e speranze per gli appassionati e tifosi del cavallino rampante, l’attenzione degli sportivi si rivolge sui campi della Serie A: il neopromosso Lecce, alla sua prima partita nella massima serie, è atteso al Bentegodi, dove l’Hellas Verona di mister Bagnoli si presenta con il tricolore cucito sul petto. Nonostante gli entusiasmanti risultati della scorsa stagione nello stadio scaligero non si registra il tutto esaurito. Questa situazione è dovuta perché la società gialloblu ha raddoppiato i prezzi di abbonamenti e biglietti, credendo di riuscire a riempire lo stadio grazie solo all’entusiasmo incondizionato dei tifosi. In realtà l’operazione sortisce l’effetto di svuotare parzialmente il Bentegodi.

 

 

 

Le altre partite della giornata sono le seguenti: l’Atalanta ospita la Roma del tecnico Angelo Sormani e del direttore sportivo Sven-Göran Eriksson; il Milan del presidente Farina è impegnato in trasferta a Bari; la Sampdoria, che arricchisce la sua casacca blucerchiata con la coccarda tricolore della Coppa Italia, giocherà in casa della Fiorentina; Inter e Juventus sono impegnate rispettivamente negli incontri casalinghi contro il Pisa e l’Avellino, mentre il Napoli accoglie il Como al San Paolo; Al Friuli invece va in scena lo scontro tra Udinese e Torino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’incontro che vede impegnate l’Hellas Verona e il Lecce viene designato come direttore di gara Rosario Lo Bello di Siracusa, di 39 anni, figlio d’arte del noto Concetto Lo Bello, arbitro di fama internazionale che ha smesso la sua carriera nel 1974. Osvaldo Bagnoli schiera un 3-5-2: Giuliani in porta, acquistato nella finestra estiva per sopperire alla partenza di Garella; la linea difensiva è composta da Ferroni, Fontolan e Tricella; a centrocampo propone, da destra verso sinistra, Vinicio Verza (arrivato dal Milan dopo la partenza di Pietro Fanna all’Inter) Bruni, Sacchetti e Volpati; sulla trequarti Antonio Di Gennaro che fa da spalla ai centravanti Galderisi e Elkjær. In panchina, oltre al secondo portiere Spuri, seguono Galbagini, il tedesco Briegel, Beniamino Vignola e Terracciano. D’altra, la squadra salentina, allenata da Eugenio Fascetti, risponde con un classico 4-4-2: in difesa della porta giallorossa è stato chiamato Negretti; i centrali difensivi Carmelo Miceli e Roberto Miggiano sono affiancati sull’esterno dai fratelli Di Chiara. La linea di centrocampo è composta, sempre da destra verso sinistra, dall’attesissimo Franco Causio, Enzo, il neoacquisto Barbas e Raise; l’ala Marino Palese viene messa di supporto al centravanti argentino Pedro Pablo Pasculli. A disposizione del tecnico leccese ci sono Ciucci, Colombo, Nobile, Orlandi e Paciocco.

 

Sono le 15:00. Lo Bello e gli altri direttori di gara fischiano il calcio d’inizio sui rispettivi campi della Serie A. Riapre così il campionato, ma spettacolarità e reti si fanno attendere, lasciando alla vista dei tifosi degli incontri di equilibrata bellezza. Bisogna aspettare il ventiquattresimo minuto del primo tempo quando il danese Preben Elkjær Larsen sblocca  il risultato al Bentegodi, superando Negretti con un delizioso diagonale all’angolino basso del secondo palo della porta difesa dall’estremo difensore giallorosso. Fu proprio il danese a siglare l’ultima rete dell’edizione precedente, ed è lui ha riaprire i giochi della stagione 1985/1986. Sugli altri campi seguono intorno al trentaduesimo le reti di Giordano, che porta in vantaggio il Napoli sul Como, e di Roberto Pruzzo. Il bomber romano garantisce il momentaneo vantaggio della Roma in trasferta a Bergamo. Al quarantatreesimo arriva il raddoppio del Napoli con il gol dell’argentino Daniel Bretoni, mentre, nemmeno un minuto dopo, è Michele Armenise a siglare la rete che gela il Giuseppe Meazza: l’Inter di Castagner chiude il primo tempo in svantaggio contro il Pisa.

 

Al Bentegodi inizia la ripresa dell’incontro: mister Fascetti apporta delle modifiche alla sua tattica e sostituisce il goriziano Maurizio Raise con Salvatore Nobile. Intanto verso il cinquantaduesimo è la Juventus a passare in vantaggio sull’Avellino: è il nuovo acquisto Aldo Serena a firmare il tabellino dei marcatori. Il centravanti bianconero è stato uno dei nomi scottanti dell’estate: proveniente dal Torino, era stato corteggiato anche dall’Inter, ma alla fine la scelta del giocatore cadde sulla corte della famiglia Agnelli. Due minuti dopo al gol di Serena è la squadra salentina ad andare a segno: la galoppata di Stefano Di Chiara termina in un traversone nell’area scaligera e trova l’incornata di Nobile. Il risultato tra Verona e Lecce ritorna in parità, mentre Bergomi riesce ad andare in gol, riportando di nuovo il risultato in equilibrio tra l’Inter e il Pisa. A Osvaldo Bagnoli il risultato va stretto e tenta di apportare delle modifiche al modulo: esce Luciano Bruni ed entra il neoacquisto, proveniente dalla Juventus, Beniamino Vignola. La squadra veneta spinge e al sessantatreesimo Antonio Di Gennaro trafigge Negretti sul primo palo con una bella coordinazione. Un gol generato dagli sviluppi di un calcio di punizione, e che riporta l’Hellas in vantaggio.

 

Passano i minuti e si va verso il settantesimo, mentre i campi della Serie A si infiammano e diventano vere e proprie bolgie. Settantaduesimo minuto: Alberto Di Chiara tenta un cross nell’area veneta: l’argentino Pasculli non ci arriva, ma si inserisce il connazionale Juan Alberto Barbas che si inventa un delizioso pallonetto ai danni di Fontolan, e che finisce sul piede di Ricardo Paciocco, subentrato al posto di Palese, che con un bel tiro al volo, da distanza ravvicinata, batte Giuliani. Seguono sugli altri campi il blitzkrieg di “KalleRummenigge (il tedesco realizza una doppietta in due minuti a danno del Pisa), mentre si sbloccano anche Fiorentina e Milan: Daniele Massaro porta in vantaggio i viola verso il settantacinquesimo, e Andrea Icardi sblocca il risultato a Bari verso il settantanovesimo. Un minuto prima era stato il Como ad accorciare le distanze, con l’autogol di Raimondo Marino. Nella partita di Bergamo l’Atalanta trova il gol in zona Cesarini con Magrin, ma tuttavia questa rete non basta ai nerazzurri. La Roma aveva trovato il raddoppio verso il settantasettesimo con il terzino Sebastiano Nela. Al Bentegodi l’ultimo sussulto lo offre il Lecce, con Franco Causio che scheggia il palo, ma la palla ritorna in campo per finire tra le braccia di Giuliani. Invece il risultato rimane a reti inviolate per tutti i novanta minuti nell’incontro tra Udinese e Torino.

 

 

Letto 630 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Gennaio 2014 08:59

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