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Lunedì, 22 Ottobre 2012 15:02

L’ira funesta della vecchia signora

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L’ultimo turno di campionato ci ha consegnato un quadro dei valori delle contendenti diverso, e più definito rispetto al turno immediatamente precedente.

La partita di Torino, campo principale di questa domenica, rimasta in equilibrio per 80 minuti, ha evidenziato i limiti di un Napoli che, forte dei successi fin ora ottenuti in campionato (sei), voleva accontentarsi di un pareggio che, qualora ottenuto contro la Juve a Torino, sarebbe stato un ottimo risultato.

Proprio questo rappresenta in questo momento il limite dei partenopei: una grande squadra non può accontentarsi. Per il Napoli è stato snaturarsi e venire meno alla propria indole.

Di fronte la Juve che, anche col cambio dei protagonisti, e l’entrata in scena dei cosiddetti “panchinari”, non ha mutato il proprio atteggiamento, mai paga del risultato, evidenziando la propria fame di vittoria.

Da due dei calciatori subentrati, sono arrivati i gol vittoria della compagine bianconera. Onore al merito.

Le recriminazioni dei partenopei devono riguardare la gestione di una partita non assimilabile alle altre, contro una squadra con una marcia in più.

L’atteggiamento rinunciatario in alcuni momenti; la rinuncia al talento di un giocatore fondamentale come Hamsik per arginare la fonte di gioco avversaria (Pirlo); la mancata sostituzione di giocatori non all’altezza sabato sera (Pandev e Maggio), sono temi su cui Mazzarri deve meditare e forse recriminare: la strada per il titolo italiano passa dal superamento dell’ostacolo ingombrante Juventus.

Al cospetto dell’onta per lesa maestà, la Vecchia Signora ha mostrato l’aspetto più micidiale della propria forza: carattere, tenacia, grinta in tutti gli elementi della rosa della squadra, sarà dura depauperare una formazione solida, compatta e così convinta dei propri mezzi.

Alle spalle della Juventus, dopo il ridimensionamento del Napoli, si affacciano due squadre che sembrano ben decise a insidiare i vertici della classifica.

La Lazio del neo profeta del calcio propositivo Petkovic, che sottovalutata in precampionato ha ottenuto l’ennesima vittoria, ricevendo linfa vitale da giocatori che davano per finiti (vedi Candreva).

A pari punti con la Lazio, l’Inter che proseguendo la strada del finale di campionato dello scorso anno, prosegue il suo cammino con la quinta vittoria consecutiva e il raggiungimento del terzo posto a un punto dal secondo.

L’allenatore interista (Stramaccioni)vha saputo imporre quel sistema tattico con la difesa a tre che, proposta da Gasperini l’anno scorso, sembrava un’utopia (è costata la panchina all’allenatore), quest’anno sembra il tocca sana vincente.

Il Campionato ha preso un indirizzo preciso: la Juventus rimane la squadra da battere, e se le compagini che inseguono a breve distanza vorranno prevalere, dovranno dimostrare di avere qualcosa in più. Non basterà il talento dei calciatori o le alchimie tattiche, ci vorranno doti caratteriali e morali preminenti per superare “l’ira della Vecchia Signora”.

 

C.P.

Letto 1070 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Ottobre 2012 15:47

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