Cartoline non spedite #106 Mappa

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Ci sono certi gesti che arrivano inaspettati (nonostante tutto il bene che ci sia dietro), come un pacco da Madrid, mentre stai seguendo una lezione in questa bruttissima modalità online, che non ti permette né di scambiarti occhiate d'intesa o di disappunto con i compagni, né tanto meno di costruire davvero dei rapporti d'amicizia, se si è al primo anno di un nuovo inizio. L'ennesimo. Allora capita che siamo quasi alla fine del primo semestre (il tempo passa anche quando non ci si diverte, a quanto pare), e stai per arrivare a metà anno di questa prima parte del nuovo percorso, senza aver potuto legare davvero con nessuno (chissà se qualcuno si è mai posto il problema). Oddio, sì, ci sono due o tre persone con cui nelle ultime settimane hai intrattenuto una conversazione che vada al di là del gruppo WhatsApp della classe magistrale, però non è che vada così al di là. Alla fine si tratta di Instagram. È pur sempre difficile parlare con qualcuno che non hai mai guardato negli occhi, non ci sono le basi, non c'è il giusto grado di solidarietà. Un po' come quando ci sono certi tizi che si illudono di voler incontrare su Tinder l'anima gemella senza mai essersi visti davvero. Basandosi su delle foto piene di filtri e ritocchi. Devo dire che mi fa una tristezza questa cosa, perché alla fine mi sembra come una vetrina in cui uno sceglie il pollo arrosto. Contenti loro, comunque. L'amore è altro, si sa. E anche l'amicizia. Infatti, quel gesto inaspettato che arriva proprio nel bel mentre di una lezione online (e in realtà, in principio mi fa chiedere se per caso avessi sottoscritto inavvertitamente qualche contratto, con tutte le mille richieste d'inserimento mail a cui sono sottoposta ogni giorno), appartiene a un'amica – appunto. Ma non "un'amica", tanto per dire. L'amica con cui iniziai l'università (per la prima volta, dieci anni fa), quella che il giorno del test d'ingresso, nonostante non fossi seduta accanto a lei, mi fermò un attimo prima che uscissi dall'aula per andare via, e io le strinsi la mano e le dissi "ma l'hai visto quel professore?" (che ora è sposato e vive in Brasile, quindi don't worry). Ecco, in quel momento noi scoppiammo a ridere e credo che sia stata proprio quella risata a sancire l'inizio della nostra amicizia. E nel suo regalo, una mappa (della mia città del cuore, Coimbra) si possono scorgere tutte le vie e stradine come se fossero vene e arterie. Pulsanti e reali, così come vorrei che tornasse ad essere tutto.

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