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Venerdì, 21 Marzo 2014 20:37

25 Maggio 2014: le elezioni della svolta europea?

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Le elezioni europee 2014 sembrano davvero poter avere dei risvolti “storici”. Alla luce della crisi che ha colpito l’Eurozona, della spada di Damocle del default che pende su molti Paesi membri, delle politiche di austerity, i cittadini verranno chiamati a dare il loro contributo e a scegliere i loro rappresentanti. La risposta che l’Europa riuscirà a dare alla sempre maggiore necessità di misure che favoriscano la crescita, passa dalle urne. La stessa Unione è messa sotto esame da questa tornata elettorale.

La novità, che sottolinea la sempre maggiore attenzione delle istituzioni europee nel rapporto coi cittadini, è stata introdotta con il Trattato di Lisbona: il presidente della Commissione Europea verrà eletto dal Parlamento Europeo, invece che essere nominato dal Consiglio.

Purtroppo, i media non facilitano il percorso di conoscenza delle istituzioni europee da parte del cittadino e la politica del Bel Paese, col ridondante “ce lo chiede l’Europa”, ha spesso accresciuto la confusione, e l’astio, nei confronti di Bruxelles.

Il Parlamento Europeo è l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini. Dei 751 deputati, 73 saranno espressione del voto italiano del 25 maggio: il sistema è quello proporzionale, sulla base di 5 circoscrizioni (Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole).

Principalmente, il Parlamento assolve a tre funzioni: discussione ed approvazione delle normative europee, controllo sulle altre istituzioni europee ed approvazione del bilancio.

La Commissione Europea è l’organo esecutivo dell’UE, ad essa è demandato il compito di promuovere atti legislativi al Parlamento ed al Consiglio, di gestire del bilancio, di vigilare sulle altre istituzioni e di rappresentare l’UE stessa.

L’importanza di queste elezioni, dunque, è subito evidente: per la prima volta, i cittadini influenzeranno direttamente l’indirizzo politico-economico dell’Unione.

I candidati alla presidenza della Commissione sono: per l’EPP Jean-Claude Junker, ex primo ministro del Lussemburgo; per il PES Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento Europeo; Guy Verhofstadt, ex premier belga, è stato scelto da Liberali e Democratici; per i Verdi saranno candidati José Bové e Ska Keller; mentre Tsipras, leader del gruppo greco Syriza, è stato proposto da Sinistra Europea.

Il sogno degli Stati Uniti d’Europa non ha mai conosciuto momenti più difficili di questo. Le sfide che attendono l’Eurozona sono molte e di non facile soluzione; i cittadini, esasperati da una lunga crisi, hanno bisogno di guardare al futuro con fiducia: partendo dal mercato del lavoro fino allo sviluppo economico, dai diritti civili all’ambiente, il voto del 25 maggio e la partecipazione democratica segneranno la storia del Vecchio Continente.

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Gabriele Cagnazzo

Studente di Giurisprudenza presso l'Università del Salento. Si diletta nella recitazione. Appassionato di politica e di satira politica, curioso osservatore di tutto ciò che lo circonda. Ha un debole per la poesia e per la bellezza. Avverso a paletti e confini, soprattutto culturali. Per descriversi, non potrebbe non fare riferimento a due citazioni che lo guidano quotidianamente: "Restiamo Umani" di Vittorio Arrigoni; "Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo paese" di John Fitzgerald Kennedy.

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