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Giovedì, 01 Marzo 2018 15:56

Politiche 2018 – Emanuele Fina ed ex appartenenti al PD salicese lanciano appello per il voto a LeU.

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Nei giorni scorsi, l’associazione Itaca ha ufficializzato il suo appoggio a LeU. Quali sono i rapporti tra LeU e Itaca?

Come è noto, dopo l’approvazione della Legge di stabilità, l’Italia si è avviata frettolosamente verso il voto, in una campagna elettorale brevissima che, anche a causa del clima, non aiuterà la partecipazione. Il precipitare degli eventi, quindi, non ci ha dato la possibilità di organizzare adeguatamente il movimento di “Liberi e Uguali” con organismi dirigenti ufficiali e, pertanto, oggi gode soltanto del sostegno di gruppi distinti e personalità provenienti da realtà diverse, a Salice come altrove. Io, insieme ad un gruppo di amici, ho lasciato il PD da tempo, prima ancora della scissione e ho sempre fatto parte dell’area che si riconosce nelle figure di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Il nostro sostegno alla lista “Liberi e Uguali” è la logica conseguenza di un percorso lineare intrapreso sin dai tempi della Sinistra Giovanile prima e dei DS poi. L’associazione Itaca è una realtà del nostro territorio attiva da oltre un decennio, si è sempre schierata nel corso delle campagne elettorali, ha partecipato alle ultime primarie del centrosinistra con un risultato importante ed oggi ha scelto di sostenere la lista “Liberi e Uguali”. Significa che LeU è in grado di andare oltre il suo perimetro tradizionale, come conferma il sostegno anche di personalità provenienti dal mondo del cattolicesimo-democratico, dell’ambientalismo, del volontariato.

LeU è nata dalla fusione di più partiti, a loro volta nati da politici che per un motivo o per l’altro non trovando spazio hanno deciso di “mettersi in proprio”. Storico è stato il gesto di alcuni ex esponenti del PD di lasciare il partito di governo per confluire tra le fila dell’opposizione. Come dovrebbe essere interpretato dall’elettore questo continuo cambio di casacca?

Non c’è stato nessun “cambio di casacca”. Liberi e Uguali nasce dall’unione di Articolo 1, Possibile e Sinistra Italiana che rappresentano un pezzo importante della sinistra. L’obiettivo è quello di ridare una casa ad un popolo che non si sente rappresentato dal PD renziano perché non ne condivide le scelte politiche e, per quanto riguarda gli ex PD, l’idea padronale del partito emersa in quella che i giornalisti hanno definito “la lunga notte dei coltelli del PD” in cui le minoranze di Cuperlo, Orlando ed Emiliano sono state tagliate fuori dalle liste e relegate in un ruolo di mera testimonianza. Vogliamo recuperare quella parte di elettorato di centrosinistra che mai voterebbe per questo PD e che oggi sceglie l’astensione o, nella peggiore delle ipotesi, vota per il Movimento 5 Stelle. E’ ciò che è accaduto nel corso di questi anni di dolorose sconfitte, dall’Emilia alla Sicilia, da Roma a Torino, da Genova a Monfalcone e via dicendo. Un dissenso politico profondo, quindi. Per “trovare spazio” sarebbe stato più semplice fare come Pier Ferdinando Casini, candidato del PD a Bologna, e contrattare qualche posto nei collegi blindati o listini bloccati piuttosto che correre da soli.   

Quali sono i progetti che i candidati locali di LeU hanno intenzione di portare avanti per il territorio salentino?

I nostri candidati sono il giovane dirigente del MGS Puglia Alberto Colucci nel collegio uninominale per la Camera, la docente universitaria Irene Strazzeri nel collegio uninominale per il Senato, l’ex presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni capolista del plurinominale della Camera, il Presidente Massimo D’Alema capolista del plurinominale del Senato e candidato anche nel collegio uninominale di Nardò. Candidature che per storia e provenienza rappresentano punti importanti del nostro programma. Attenzione ai più giovani, che significa più lavoro e diritto allo studio a partire dall’Università del Salento penalizzata, come gli altri atenei del Sud, nella ripartizione delle risorse sulla base dei criteri dell’Anvur, diritto alla salute e tutela dell’ambiente, difesa e valorizzazione del territorio come risorsa di sviluppo che significa contrarietà all’approdo individuato per TAP, un piano straordinario per l’agricoltura salentina martoriata dalla Xylella (per la quale il nostro Europarlamentare Massimo Paolucci ha già ottenuto un impegno da parte dell’UE) che sostenga le imprese del settore e consenta una riconversione anche verso altre coltivazioni a partire dalla vite, maggiori servizi e infrastrutture per sostenere il turismo anche oltre la stagione estiva. Più in generale, affinché si possa ridurre l’enorme distanza tra Nord e Sud del Paese cresciuta negli anni della crisi e che ci restituisce un reddito medio procapite di 34.000€ per un cittadino della Padania e di 18.000€ per uno del meridione, è necessario avviare una stagione di investimenti pubblici a favore del Mezzogiorno come avvenne con i Governi dell’Ulivo negli anni ’90 quando la quota di investimenti destinati al Sud superò il 40% e il Sud crebbe più del Nord Italia.

Quali sono i punti salienti del vostro programma?

Oltre a quelli già citati, vogliamo ripartire da una maggiore attenzione al mondo del lavoro reso più debole e precario dal Jobs act – proprio in queste ore i dati INPS dimostrano che nel solo 2017 i contratti a tempo indeterminato sono diminuiti di 116.851 unità mentre quelli precari sono aumentati di 594.970 unità, a fronte di un numero di ore lavorate inferiori – restituire dignità al mondo della scuola bistrattato con la riforma della “Buona scuola”, incentivare un Piano del Verde per reindirizzare gli ingenti sussidi statali attualmente diretti al sostegno di attività dannose per l’ambiente verso interventi virtuosi per la rigenerazione delle nostre città, per imporre un definitivo stop al consumo di suolo urbano e agricolo, rendere più progressivo il sistema fiscale rendendo più stretti gli scaglioni IRPEF e più progressive le aliquote (uno studio de Il Sole 24 Ore dimostra che la nostra proposta darebbe in media 2500€ alle famiglie con redditi inferiori a 35.000€ e costerebbe oltre 2300€ a chi ha un reddito superiore a 150.000€ mentre la Flat Tax di Berlusconi e Salvini darebbe zero ai primi e oltre 30.000€ annui ai secondi), abolire i super-ticket e sostenere un forte investimento nella Sanità pubblica (il Censis certifica che oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato e rinviato prestazioni sanitarie diagnostiche e stima che manchino oltre 20 miliardi per mantenere gli attuali standard assistenziali), attraverso la progressività fiscale e la valutazione del merito rendere l’istruzione universitaria un bene universalistico estendendo la platea di chi non paga le tasse universitarie oltre i 13.000€ ISEEU previsti dal Governo Gentiloni (la misura costa 1.6 miliardi di euro che sono un decimo dei 16 miliardi di euro di sussidi dati ad attività dannose per l’ambiente e il 5% degli oltre 30 miliardi di euro che il Governo Renzi ha dato alle imprese in questi anni sotto forma di bonus mentre calavano le immatricolazioni del 20% portando l’Italia ai livelli della Romania), per contrastare i rigurgiti neofascisti, il razzismo della Lega e del M5S è necessario approvare la legge sullo ius soli che il PD ha boicottato sul finire della legislatura illudendosi di racimolare consensi tra gli elettori del centrodestra e abolire la legge Bossi-Fini che ha causato disastri in materia di immigrazione perché, come ci ricorda Papa Francesco, di fronte ai flussi migratori che interessano l’Europa “avere dubbi e timori non è peccato, è peccato lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto”.

Perché chiede alla gente di votare Leu?

Quasi certamente non ci sarà nessun vincitore e nessuna maggioranza in grado di governare il Paese. La legge elettorale imposta da Renzi con il voto di fiducia è sostanzialmente proporzionale, due terzi del Parlamento saranno eletti col sistema proporzionale attraverso le liste bloccate ed un terzo nei collegi uninominali col maggioritario. Questo significa che gli elettori avranno la possibilità di votare per chi ritengono che possa rappresentargli al meglio. Votare per “Liberi e Uguali” significa sostenere una  sinistra di governo che domani potrà dare voce e rappresentanza in Parlamento a chi non ne ha avute in questi anni a partire da giovani, mondo del lavoro e Mezzogiorno, significa contrastare culturalmente l’avanzata della destra e dei populismi, restituire un punto di riferimento ad un popolo spaesato che non si riconosce nel PD renziano e porre le basi per un centro-sinistra in cui i valori della sinistra tornino ad avere piena cittadinanza. 

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