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Lunedì, 16 Ottobre 2017 09:18

Dalle municipalizzate per i salicesi alla crisi il passo è breve

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Sicuramente giudicare l’operato di un’amministrazione dai primi cento giorni sarebbe come giudicare un film dal trailer, ma se si potesse il giudizio non sarebbe dei migliori. Ad oggi, quello che passa più sotto i riflettori è lo scontro (tutto interno) alla maggioranza, con un consigliere comunale che lascia l’ufficio del sindaco di certo non entusiasta e i rapporti con un comune limitrofo incrinati da non ben specificati motivi. Questo è quello che si evince dall’incontro con l’avvocato Alessandro Ruggeri, capogruppo di Salice nel Cuore.

Nelle scorse settimane abbiamo provato a contattare i consiglieri Manno e Cuppone, entrambi hanno gentilmente reclinato l’invito a rispondere alle nostre domande sull’ipotetica crisi di maggioranza, sfociata, a detta di molti, subito dopo la nomina degli assessori. Quindi, bocche cucite! Che stiano cercando di salvare il salvabile lavando i panni sporchi in casa propria? Al momento, non sembra esserci dato sapere. In caso di uscita dei consiglieri Manno e Cuppone dal gruppo di maggioranza, i voti che avrebbe Rosato scenderebbero a 7 e la minoranza salirebbe a 6. Solo un voto di scarto che impedirebbe ai consiglieri di maggioranza di prendersi anche solo un raffreddore. In questo scenario chi farà da stampella a Tonino Rosato?

Altro fronte quello che vede l’intervento del Sindaco di Veglie in Consiglio Comunale in merito a un bando per la rigenerazione urbana della Regione Puglia. Tale bando prevede la partecipazione di comuni con più di 15000 abitati, permettendo ai comuni al di sotto di tale soglia di aggregarsi. Sembrerebbe che i comuni di Veglie e Salice Salentino avessero pensato di presentarsi assieme, portando il Comune di Veglie a non partecipare ad altri raggruppamenti. Proprio sul più bello, il Comune di Salice Salentino sembrerebbe abbia dato un due di picche a quello di Veglie, impedendogli, in questo modo, la partecipazione al bando.

Quando ad agosto parlava di “Finanziamenti speciali per la raccolta di rifiuti persi” a cosa si riferiva?

Il provvedimento è il 480 del 2017 con cui la Regione ha inteso finanziare interventi straordinari di pulizia. Detta misura era “a sportello” (cioè in ordine di presentazione) e il comune di Salice non ha beneficiato del finanziamento. A nulla sono valse le lamentele sui social di alcuni sostenitori dell’attuale maggioranza che avrebbe paventato un rigetto della domanda del nostro Comune perché di schieramento avverso a quello della Regione. Ma basta leggere l’elenco dei beneficiari di detta misura per comprendere come la maggior parte di questi comuni sia addirittura di centro destra. L’unica responsabilità è da imputare al colpevole ritardo del comune nella presentazione della domanda. Questo non ci sorprende, infatti, si erano vantati in campagna elettorale di intercettare innumerevoli finanziamenti ma il più semplice è stato mancato. Ora, aspettiamo di vedere cosa accadrà in futuro. Noi solleciteremo una maggiore attenzione e preparazione, visto che da soli non riescono a far quadrare il cerchio. Sembrano più interessati a mantenere una flebile maggioranza che a dedicarsi alle reali problematiche del paese.

Ma c’è davvero una “crepa” nella maggioranza?

La crepa nella maggioranza c’è e come. L’abbiamo visto anche nell’ultimo consiglio comunale, quando, la consigliera Cuppone ha presentato la richiesta (da me anticipata a microfoni spenti) di anticipare la delibera di subentro del consigliere Marinaci alla dimissionaria Margherita D’amone. Questo perché il consiglio era monco e bisognava “ripristinare la legalità” rieleggendo il consigliere subentrante. Tutto questo anche perché dovevamo approvare delle modifiche al bilancio e non c’era motivo di rischiare che qualcuno impugnasse la delibera in quanto il consiglio era monco. Questa richiesta ha scardinato gli equilibri. Il consiglio è stato sospeso per circa 30 minuti, la maggioranza si è ritirata nell’ufficio del sindaco per vedere se fosse possibile o meno anticipare la delibera. Una volta usciti, hanno accettato la richiesta.

Questo cosa c’entra con Cuppone?

L’avvocato Cuppone ha avuto una discussione animata, uscendo anticipatamente dall’ufficio del sindaco. All’uscita era abbastanza agitata. Questo mi dispiace, in quanto, prima come politico e poi come avvocato, il comportamento di Sonia è stato doppiamente ineccepibile.

Prima mettendosi da parte, anche se con le sue competenze sarebbe stata necessaria per la gestione della macchina comunale. Ricordiamoci che Sonia Cuppone ha preso un botto di voti. Considerando, inoltre, che l’avvocato Cuppone non faceva parte né dello schieramento di Tonino Rosato né di Primavera Salicese ma è stato un elemento esterno, il fatto stesso che non le sia stato riconosciuto un assessorato è rilevante e sminuisce la stessa figura dell’avvocato Cuppone. Nelle coalizioni uno può fare un passo indietro a favore di un altro, ma visto che lei era da sola avrebbe dovuto avere il necessario rispetto, cosa che non ha avuto.

Il secondo aspetto è quello legale, l’istanza era estremamente fondata.

Non solo il consigliere Cuppone ma anche il consigliere Giampiero Manno ha dimostrato un grandissimo senso di responsabilità. Anche Manno, che ha avuto una quantità spropositata di voti, avrebbe avuto il diritto di far parte della giunta. Manno ha una vasta esperienza e una fitta rete di legami con i cittadini e potrebbe esserne il portavoce e interpretare le esigenze di gran parte dell’elettorato, meriterebbero entrambi (Manno e Cuppone, ndr) di stare in giunta.

Ma tutte queste parole al miele verso la consigliere Cuppone e il consigliere Manno, sono per portarli in opposizione e togliere voti in consiglio a Rosato?

No, assolutamente no. Anche perché non dureranno. Non c’è l’amalgama giusta.

Margherita D’amone, al di là degli impegni personali, ha fatto un passo indietro anche per lasciare il posto a Enzo Marinaci (segretario di partito)?

No no, assolutamente no. Margherita si è spesa fino all’ultima goccia di energia, cercando di dare tutto il possibile e si è visto. Tutti alla fine della campagna elettorale hanno riconosciuto il valore di Margherita D’amone che ha innalzato i livelli dei Servizi Sociali. Tant’è che il mio intervento in Consiglio Comunale è stato travisato dal Sindaco Rosato. Quando ho detto che la subentrante Paola Galizia deve avere un livello molto alto per mantenere il ritmo di Margherita D’amone, credeva che io volessi dire che Galizia non avesse le competenze. In realtà, volevo dire che le aspettative che abbiamo sull’assessore Galizia sono molto elevate, quindi, sentirà l’ombra di Margherita D’amone sul suo lavoro. Tonino Rosato ha detto:“Galizia è due spanne più elevata a livello di preparazione” e da qui nascono le pretese da parte nostra, infatti, ben venga! Perché noi ci aspettiamo molto di più da Paola Galizia, visto che dobbiamo alzare il livello e andare a crescere. I servizi sociali sono un campo di battaglia, quindi, si vedrà subito se Galizia ha le competenze per sostituire Margherita.

Gaetano Ianne. Gli è convenuto candidarsi con voi per non uscire dalla compagine politica salicese, oppure, avrebbe dovuto candidarsi da solo?

No, da solo non avrebbe avuto riscontro. È un politico che si è giocato molto bene la sua partita…

Però è uscito subito dal gruppo Salice nel Cuore con Itaca

Sì, è uscito subito per altro senza avere un colloquio o un dialogo. Ha mandato quella comunicazione che è stata letta in Consiglio, con cui ha dichiarato espressamente di prendere le distanze dal capogruppo di opposizione, che sarei io. Quindi, non conosco le motivazioni.

È stata una manovra per non essere cancellati dalla compagine politica salicese?

Probabilmente sì. C’ha visto lungo, sapeva che la sua squadra non avrebbe avuto un riscontro sufficiente…

Quindi vi ha usati?

No, non ci ha usati. È stato un politico molto scaltro. Noi avevamo bisogno di lui e lui aveva bisogno di noi. È stata una forma simbiotica di unire le forze. Vuoi che la gente voleva il cambiamento a tutti i costi, infatti, a prescindere da chi si sarebbero trovati di fronte, volevano il cambiato punto e basta. Loro hanno viaggiato a vele spiegate su quest’onda favorevole.

Adesso lo possiamo dire, era molto complicato riuscire ad avere una riconferma. Anche perché io ero visto come l’amministrazione uscente, pur avendo caratteristiche politiche diverse dal sindaco predecessore, però, inevitabilmente come è successo in altri comuni gli elettori hanno voluto il cambiamento e hanno perseguito questa strada.

Attualmente, da parte dei comuni, è in corso la candidatura a un bando della Regione Puglia per la rigenerazione urbana. Questo bando è aperto ai comuni con più di 15000 abitanti e permette a quelli sotto quella soglia di unirsi per potervi partecipare. I sindaci di Veglie e Salice decisero di parteciparvi assieme, al punto che Veglie abbandona l’idea di partecipare con altri comuni con i quali aveva preso contatti. A un certo punto, il 4 agosto, il Sindaco Rosato comunica al Sindaco Paladini che Salice non avrebbe partecipato più al bando con Veglie ma sarebbe andato con l’Unione dei Comuni del Nord Salento. In questo modo Veglie è rimasta esclusa dal bando. Era al corrente di questa storia, cosa ne pensa?

No non ne ero al corrente. Mi lascia abbastanza allibito per la mancanza di correttezza nei confronti di Veglie, è una grandissima scorrettezza che ha inficiato un percorso comune tra Salice e Veglie. Resto senza parole, ti rubo questa storia per raccontarla poi ai miei figli.

D’altronde noi l’abbiamo sempre detto, la gente ha deciso di dare questa sferzataperché questo cambiamento poteva apportare migliorie. Dovranno passare un paio d’anni per riuscire a inquadrare la situazione, ma intanto il tempo passa con evidente danno per la macchina amministrativa. Loro non hanno dato una sferzata di novità, anzi, stanno più o meno continuando quello che noi avevamo fatto. Però, emergono grandissime contraddizioni tra quello che dicevano in campagna elettorale e quello che poi hanno fatto in Consiglio Comunale. Ricordate le famose società in house che volevano costituire? Volevano farlo in controtendenza nazionale, in quanto la normativa attuale mira a evitare che queste società possano avere degli sbocchi clientelari. Quindi, il legislatore tende a disciplinare in maniera incisiva. Loro, invece, volevano aprire queste società per far lavorare la gente del paese. Poi, invece, in consiglio cosa hanno votato? Hanno messo in vendita le quote dell’unica partecipata (Società di Servizi Pubblici Ambientali) che poteva servire al loro progetto politico. L’unica società è stata venduta! Quella società era un contenitore che poteva continuare a funzionare. Si poteva creare una rete con l’Unione dei Comuni per la gestione di servizi intercomunali (ad esempio: la gestione del verde, il randagismo, i servizi cimiteriali). Mi sono sforzato di dirlo nel mio intervento ma i consiglieri di opposizione non vengono minimamente considerati.

Un racconto, dal suo punto di vista, di questi primi 100 giorni.

Quando penso ai cento giorni penso ai cento giorni agli esami, una giornata fantastica. In questo caso c’è poco da essere felici. Si vantano che stanno lavorando su otto progetti ma dobbiamo basarci su cose concrete. La Festa dell’Assunta (di ché se ne dica) non è stata autorizzata, il Jazz & Wine non c’è più. Il consigliere (di minoranza, ndr) Grasso ha chiesto di poter usare il Chiostro del Convento per la parata storica ma è stata sfrattata con la scusa della ristrutturazione l’intero Convento. Solo lei! Infatti, gli altri sono rimasti! La parata l’abbiamo spostata a Cutrofiano.

La biblioteca sta per essere chiusa, il bando con la cooperativa che gestiva il polifunzionale sta andando in scadenza e non è stato predisposto un altro bando. Ora ci chiediamo chi gestirà il Centro Polifunzionale? La biblioteca verrà chiusa? Con l’intesa di trasferirla al Chiostro del Convento quando saranno completati i lavori? Quindi, corriamo il rischio di restare tre anni senza biblioteca.

Dicevano che avrebbero fatto partire il parco giochi, perché non l’hanno fatto? Parliamo del verde. Ricordate le foto “mai più così”? Sono passati 100 giorni, dobbiamo ancora aspettare prima di vedere migliorare il nostro paese? O si stanno rendendo conto che obiettivamente amministrare significa tutt’altro? Vuol dire avere grosse responsabilità e i risultati si iniziano a vedere pian piano.

Una cosa su cui rivendico la paternità è il progetto di 200000€ per le strade. Partirà a breve e c’era già l’elenco delle strade e noi pretendiamo vengano rispettate quelle scelte e asfaltate quelle strade. Noi denunceremo nel caso in cui ci saranno cambiamenti di programma.

Questa come altre, sono tutte cose che abbiamo fatto noi, loro cosa stanno facendo, oltre a gestire l’ordinario?

Letto 1746 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Ottobre 2017 12:41

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