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Venerdì, 21 Luglio 2017 08:47

Dalle elezioni alle panchine. Intervista a Mimino Leuzzi.

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Dopo la notizia dei giorni scorsi, pubblicata sulla stampa locale, per la quale sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – che Gaetano Ianne (candidato con la lista Salice nel Cuore con Itaca, ora consigliere di minoranza dopo la sconfitta dell’undici giugno scorso) sia pronto ad appoggiare la neo eletta maggioranza di Tonino Rosato, Alessandro Ruggeri (capogruppo di Salice nel Cuore) risponde con un “no comment”.

A quanto sembra, Ruggeri, non vuole in questa prima fase esprimersi o prendere posizione su quella che sembra essere da giorni la gara a chi prende prima le distanze dal centrosinistra locale. D’altro canto, Ianne, forse cerca di salvare il salvabile e di restare a galla. 

In tutto questo, a Salice, dopo alcune esternazioni a dir poco paradossali, sembrerebbe che sia scattato il “tutti contro tutti”, con gruppi e gruppetti che si creano a sinistra della sinistra e a sinistra di quest’ultima. Tipico del centrosinistra verrebbe da dire, “chi li conosce li evita”direbbero i detrattori. Fatto sta che molto spesso si tende a confondere ciò che è la politica locale con quella che è, invece, consuetudine nella politica nazionale.

Salic’è fa il punto della situazione con Mimino Leuzzi. Inoltre, nell’intervista si chiedono chiarimenti in merito a un post, pubblicato da Salice nel Cuore, in merito allo spostamento di alcune panchine dalla zona PIP.

Salice nel Cuore ha criticato la scelta di spostare le panchine dalla zona PIP ad altri luoghi della cittadina. Infatti, sulla propria pagina Facebook, sottolinea che quelle panchine erano state acquistate con l’ausilio di fondi vincolati regionali “con divieto assoluto di distogliere i beni destinati a quelle finalità”. In pratica, per il gruppo di Alessandro Ruggeri, non potevate spostare quelle panchine.

Allora, primo stiamo parlando di un progetto già chiuso da anni, ormai. Secondo stiamo parlando del nulla. Anche perché se proprio dobbiamo dirla tutta quelle panchine stavano lì a marcire.

Il problema è nato da un’esigenza che in altri punti di Salice c’era il bisogno di panchine (come la villetta del circolo cittadino). Finché non si sistemerà in maniera adeguata la zona PIP, abbiamo deciso di spostarle. Abbiamo ricevuto i ringraziamenti dei cittadini, le panchine adesso non stanno marcendo, sono “rinate”.

Secondo lei c’è il rischio che la Regione chieda indietro i soldi?

Assolutamente no. Sono fantasie di chi scrive. Quelle panchine sono in una villetta pubblica dove i cittadini ci stanno ringraziando.

Dopo le elezioni, c’è stata un’assemblea dove hanno partecipato gli appartenenti all’area del centrosinistra. Emanuele Fina, in un’intervista a Salic’è, ha dichiarato: “Da quell’assemblea è emersa la voglia diffusa di ridefinire i contorni di un’area da tempo divisa”. A quell’assemblea ha partecipato anche lei. Un’assemblea del genere non si poteva fare prima dell’elezioni e portare il centrosinistra unito?

No, perché il centro sinistra non è rappresentato da quelli che in maniera impropria si sono definiti di centro sinistra. Secondo me quell’aggregazione non ha nulla a che fare con il centrosinistra. Non basta mettersi un’etichetta per definirsi di quell’area, bisogna esserlo sempre e dimostrarlo in tutte le occasioni.

Mi spiego, il fatto che loro abbiano definito la loro lista di centro sinistra è una definizione che lascia il tempo che trova. Intanto per definirsi dell’area è semplice, per rappresentarla tutta è più complicato. Non l’hanno rappresentata e non lo faranno mai. Buona parte di loro si definiscono di centrosinistra ma non lo sono mai stati.

Il Cardinale Martini definì la politica italiana come uno spazio geometrico. Tangentopoli, secondo me non è mai stata chiarita del tutto, credo che in quel momento ci sia lo snodo della politica italiana. Se non si chiarirà una volta per tutte quel momento continueremo a prenderci in giro. Non basta chiamare quel periodo in un certo modo per stare con la coscienza apposto. Sono convinto che quello è il momento più importante della storia politica degli ultimi 50 anni e che in quella fase bisogna andare a trovare la verità storica. Non basta dividere chi è stato ladro da chi no. Anche perché abbiamo visto che dopo quella famosa data è successo di tutto e che quei ladri, in confronto a questi, sarebbero dei dilettanti.

Nella politica italiana (quindi a livello generale, ndr), mi definisco socialista e basta. Quando ci sarà un centrosinistra degno di quel nome, allora aderirò. Sono molto vicino alle posizioni del PD e del PSI (anche se non esiste più) rispetto che ad altre.

A quella riunione hanno partecipato persone riconducibili al nuovo partito di Massimo D’Alema e Roberto Speranza.

Sì ma con quel partito non c’entro nulla, con D’Alema men che meno. Lo considero, dal punto di vista politico, un nemico. Lo considero uno degli artefici e dei responsabili del caos politico di quegli anni. A mio avviso, lui assieme a Fini e Berlusconi, sono tra i maggiori responsabili di quella stagione che non è stata ancora chiarita. Ha trionfato non solo la confusione ma anche il populismo, è stata fatta tanta demagogia. Non è stata approfondita la questione. Solo gli storici stanno approfondendo non i politici. Assieme ai politici c’è una buona parte della popolazione italiana a cui sta bene così. Gli italiani sono un popolo particolare, stanno sempre dalla parte dei vincitori.

Tornando su Salice, questa unione perché non è stata fatta prima?

In tempi non sospetti noi siamo andati a parlare. Qui a Salice il Partito Democratico non esiste, è un partito che necessita di rinnovarsi, ha bisogno di fare un congresso vero e che ha bisogno di un rinnovamento dalle fondamenta. Nel momento in cui si rifonderà si potrà discutere con tutti. Inoltre, credo che tutti coloro che sono lontani da quel partito potrebbero riavvicinarsi a quell’area politica.

Non le piace la gestione di Marinaci?

Non è una questione personale. Marinaci è un amico, non c’entra.

Dal punto di vista politico la gestione la ritengo non soddisfacente. Non per colpa sua ma per un insieme di questioni. Marinaci avrebbe fatto bene, per esempio, se dopo la sconfitta avesse rimesso il suo mandato per rimettere in discussione tutto e dar vita a questo cambiamento di cui si parla tanto ma non si realizza mai.

Ultima domanda su Gaetano Ianne. Il consigliere Ianne sembra non volersi ritirare anche se sconfitto. Sembra voler stare sempre sulla cresta dell’onda. Come interpreta la sua disponibilità?

Non ho capito il percorso di Ianne prima delle elezioni. Stava costruendo una lista ma a un certo punto, non si capisce bene con quali motivazioni, sono giunti alla decisione di fare le primarie. Lui, secondo me, le primarie le ha vinte. Al di là del risultato, di fatto era una persona sola contro tutti e ha vinto le elezioni primarie. Non ho capito perché abbia scelto quella strada, ma alla fine hanno fatto la lista assieme e hanno subito la sconfitta più cocente della storia politico amministrativa di Salice. Questo nonostante le due liste siano state unite dalle primarie.

Il sindaco ha lanciato, con molta chiarezza, la sfida all’opposizione dicendogli che non chiuderà le porte a nessuno. Ianne si è messo a disposizione, non è passato di certo in maggioranza ma sta mettendo a disposizione la sua esperienza.

Vuole dire qualcosa su questo primo mese di amministrazione?

A me non piace parlare prima è una cosa antipaticissima, soprattutto non mi piace una volta andati al potere parlar male di chi c’era prima. A differenza loro che hanno cominciato a dire che siamo partiti male e che stiamo dando incarichi ai professionisti esterni. Noi non abbiamo voluto stravolgere nulla di quello che c’era perché prima di muoverci vogliamo capire, le cose che stiamo facendo sono in continuità con quello che loro avevano fatto nell’ultimo periodo. Anche gli stessi incarichi derivano da scelte di chi ci ha preceduto. Sono stati dati in continuità su scelte fatte da loro. Prima di agire, vogliamo renderci conto della situazione. Situazione che non è rosea come qualcuno la dipingeva, è molto più scura e non mi pare (questo lo posso preannunciare) che avessero ripianato e risanato un bel niente. Ci sono grossissimi problemi economici per il Comune. Se devo essere onesto dall’ultima volta che ho amministrato, anni fa, non ho trovato di certo un comune migliore.

Letto 909 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Luglio 2017 12:26

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