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COMUNICATO STAMPA 

In merito all’accusa del Sindaco  ai 3 assessori dimissionari di aver “riposto fiducia nelle persone sbagliate” o più esplicitamente di tradimento, come va ripetendo il suo braccio destro Giovanni De Luca, ex Presidente del Consiglio, più volte bannato dai  social per i suoi sproloqui, facciamo presente che in ordine temporale, si sono susseguite le dimissioni, sempre per divergenze col Sindaco, di: 

1. Dott. Piergiuseppe De Matteis consigliere comunale, maggiormente votato nella lista di “Novoli Protagonista”; 
2. Daniela De Pascalis, già assessore ai Servizi Sociali, dimissioni poi “fatte rientrare”; 
3. Piero Pella, direttore artistico della Pinacoteca Comunale, incaricato dalla Giunta; 
4. Pasquale Palomba, Maresciallo della Finanza, Vice Sindaco con deleghe 
5. Ing. Antonio Sozzo, assessore LL.PP, Urbanistica, Viabilità, consigliere comunale subentrato al dott. De Matteis; 
6. Avv. Sabrina Murra, assessore al Personale, Contenzioso; 
7. Prof. Antonio Calabrese, membro del C.d.A. della Fondazione Focara. 

Da ultimo ricordiamo le dichiarazioni dell’assessore Chiara Madaro nel consiglio comunale del 30 Marzo u.s., in parte ritrattate con i successivi comportamenti tenuti (presenza in Giunta e a manifestazione in rappresentanza istituzionale) e il cambio appena a metà mandato del segretario comunale dott. Paolo Pallara scelto e nominato dallo stesso sindaco. 

A questo punto c’è da chiedersi se le persone sbagliate siano tutte queste o di sbagliato ci sia a monte la figura del Sindaco. 

Il fallimento è solo suo, avendo tradito il mandato elettorale conferitogli dai cittadini novolesi, non operando per il bene di tutti ma solo per quelli che l’hanno votato in un’ottica di divisione e non di coinvolgimento. A tal proposito basti pensare, come non solo unico esempio, all’impegno tanto sbandierato di rifondare la Fondazione Focara, mai attuato e anzi perseguito nel peggior modo possibile con la responsabilità di aver provocato un debito di quasi 1 milione di euro in soli  2 anni e mezzo, con il conseguente commissariamento dell’Ente e con danni finanziari che potrebbero ricadere sul bilancio comunale e quindi sui cittadini tutti. 

In tale fallimento rientra : 

• aver lasciato il comune allo sbando senza dipendenti poiché i concorsi banditi da diverso tempo dopo aver contrastato le sue ritrosie sono ancora fermi con il serio rischio della perdita definitiva della capacità assunzionale dell’Ente e nonostante la  nomina delle commissioni già effettuate dalla Prefettura e dalla Corte d’Appello su richiesta e sollecitazione degli assessori al personale succedutesi; 

• aver gestito il Comune come se fosse il gioco del monopoli, non preoccupandosi di quali danni possano provocare alla comunità le sue politiche scellerate basate su spese voluttuarie e non essenziali per il bene comune. 

In merito poi alle accuse di incoscienza, irresponsabilità, irragionevolezza dimostrate dagli ex assessori durante l’ultimo consiglio comunale, precisiamo che il Sindaco aveva previsto l’aumento della Tari, per il corrente anno, nonostante i quasi 300 mila € incassati con l’accertamento dell’evasione per gli anni 2010-2011-2012 e con quelli che ulteriormente verranno incassati ancora per il 2013 di prossima emanazione. 
Le tariffe Tari portate in consiglio comunale e da noi bocciate prevedevano un aumento dell’8% ed ora è naturale chiedersi il perché, secondo il  Sindaco Greco e l’Assessore ai Tributi De Luca, il Commissario Prefettizio dovrebbe aumentarle del 20% come da loro paventato. Il loro piano Tari non era dunque  veritiero? 
Il sistema di gestione dei rifiuti deve essere chiuso in pareggio e per questo deve essere monitorato con la sorveglianza e gli accertamenti che impediscono ai furbi di evadere e/o di riempire le campagne di rifiuti. I risultati della video sorveglianza e delle associazioni appositamente incaricate, misure volute dal Sindaco delegato all’ambiente, non hanno portato risultati in quanto mai ha somministrato le sanzioni  e di contro si è stati costretti a fare costosi interventi di bonifica. 

In tempi di ristrettezze economiche l’amministrazione comunale ha il dovere di scegliere le politiche da attuare o dando priorità ai servizi per i cittadini o agli interventi meno necessari, come contributi a feste, eventi e attività minori organizzate da associazioni varie. Un amministratore corretto e responsabile deve fare delle scelte per il bene comune (di tutti i cittadini e non di una parte) in coerenza col suo modo di pensare, senza per questo essere accusato  di essere “indegno” o peggio “traditore”. 
Per noi è sbagliato aumentare le tasse sui cittadini per finanziare le spese per manifestazioni ed eventi che nella maggior parte dei casi sono fini a se stessi, per così dire, e non portano alcun beneficio alla collettività. 

E’ evidente che se si deve parlare di tradimento, questo lo si deve fare solo per chi è venuto meno al suo impegno di “rinnovamento, trasparenza e cittadinanza attiva” tanto sbandierato in campagna elettorale e riportato nel programma di “Novoli Protagonista”. 

I Consiglieri Comunali del gruppo “Per Novoli” 
Pasquale Palomba 
Sabrina Murra 
Antonio Sozzo 

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NOVOLI – Dopo le ore “infuocate” di venerdì 30 marzo, quando il Consiglio Comunale di Novoli ha visto la spaccatura che ha sancito la fine dell’amministrazione guidata da Gianmaria Greco, sindaco eletto con la lista Novoli Protagonista durante la tornata elettorale del giugno 2015, ora si vivono le ore della quiete. Giovedì mattina Greco ha rassegnato le dimissioni e la stessa sera, con un post sulla sua bacheca Facebook, salutava i novolesi. Saluti amari e non certo carenti di rancore per la scelta “irragionevole” fatta dai tre consiglieri che passarono nel giro di poche ora dalle file della maggioranza a quelle della minoranza consiliare. Salic’è ha contattato il braccio destro del sindaco novolese, Giovanni de Luca 41 anni, ex Presidente del Consiglio Comunale e attuale Assessore al Bilancio di Novoli. De Luca entra nella vicenda non soltanto raccontandoci il presente ma anche facendo un breve excursus storico/politico di questa amministrazione.

Quali sono le cause dello strappo avuto in Consiglio Comunale la sera del venerdì santo?

Pretesti. C’è poco di politico in questa crisi e molto di interessi personali che è doveroso far venire allo scoperto. Sarà questo un ulteriore impegno che assumo davanti alla cittadinanza.

In Consiglio i tre “scissionisti” hanno tentato di ingaggiare una maldestra battaglia sulla TARI, sventolando un pretestuoso quanto vuoto "cambio di visione amministrativa". Hanno bocciato le tariffe che siamo stati costretti ad aumentare inevitabilmente dell’8% a causa di alcune sentenze che riguardano noi ed altri Comuni. Il maldestro tentativo non gli è riuscito, anche a causa della loro incapacità politica, dimostrando tutta la loro incompetenza amministrativa, questo poiché ora le tariffe raggiungeranno la doppia cifra, oltre ad aver cagionato uno squilibrio di bilancio che avrà ripercussioni gravi per i sette consiglieri che hanno votato contro (anche per lo scarso senso istituzionale). Accecati dal rancore, hanno fatto venir meno il criterio amministrativo che si ispira “al principio del buon padre di famiglia” nelle scelte amministrative che riguardano un Ente Pubblico.

Prima di allora, ci sono stati altri avvenimenti che avrebbero potuto presagire quello che stava per succedere?

Sì. In un Consiglio precedente, l'ex Vice Sindaco Palomba, a fronte dell'annunciata assenza del Sindaco Greco, inscenò una sorta di commedia napoletana. Fece finta di non sapere che quel giorno il Sindaco Greco sarebbe stato assente dal Consiglio Comunale per motivi famigliari. Non era vero, lo sapeva dal pomeriggio precedente tant'è che la mattina aveva già pronte le dimissioni. Una persona assolutamente inaffidabile, presuntuosa quanto arrogante.

C’erano state avvisaglie anche da parte degli altri due, ma il Sindaco riponeva in loro fiducia e stima, racchiudeva tutto in normali confronti interni alla maggioranza. Per il sottoscritto non era così e l’ho sempre messo in guardia.

Il sindaco Gianmaria Greco, sulla sua bacheca Facebook (qualche ora dopo aver protocollato le dimissioni) si è scusato con i novolesi per essersi fidato delle persone sbagliate. Lei che da molti è definito un “fedelissimo” di Greco, ci può spiegare com’è possibile che ci si rende conto solo dopo due anni e mezzo che quelle erano le “persone sbagliate”?

Mi onoro di essere per Greco anche un amico oltre che aver sottoscritto con lui un patto amministrativo che per me è “sacro” in quanto fatto nell’interesse di Novoli.

Quando ho visto la lista, ho espresso subito perplessità su quei tre.  Io nell’accordo pre-elettorale attendevo Gianni D’Ambrosio e Gianfranco De Luca, invece mi ritrovai Palomba. Antonio Sozzo, un vecchio democristiano si era già reso protagonista di turbative amministrative nell’amministrazione Quarta nel 1991-1993. Della Murra conoscevo il carattere. Mentre per loro tre, nei confronti di Fratelli d'Italia e del Movimento per Novoli, garantì il Sindaco Greco.

In una dichiarazione rilasciata al Quotidiano di Puglia lei ha detto che avrebbe cercato di evitare il commissariamento dell’ente. In che modo credeva di farcela?

Credevo che il buonsenso avrebbe prevalso. Un commissariamento così lungo lo può volere solo chi è incosciente. Cosa che ho scoperto, mio malgrado, siano (incoscienti). Infatti, credevo che l'UDC, che tra maggioranza e gruppi consiliari contava su tre figure, potesse permetterci un governo “di scopo”. Mi sono sbagliato, infatti, esclusa la consigliere Katia Cosma, le altre due non rispondono a logiche politiche. Se questo è il nuovo....

Come immagina il futuro politico di Novoli?

Chi sfiducia una maggioranza è destinato all'oblio. La gente non tollera i ribaltoni. Gianmaria Greco ha il diritto in futuro di ripresentarsi, noi lo appoggeremo. È stato un buon Sindaco, sempre a fianco delle fasce sociali deboli. Se così non fosse, se non volesse palesare una sua ricandidatura, Fratelli d'Italia questa volta non farà nessun passo indietro sul candidato Sindaco. E non ci sono presunti consiglieri regionali novolesi che tengano. Il loro valore politico è nullo, elettoralmente pari allo zero. A sinistra non hanno un progetto alternativo e anche questa volta hanno dimostrato il loro odio verso Novoli.  Bramano solo il potere.

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NOVOLI – Dopo l’ultimo consiglio comunale lo strappo nella maggioranza era evidente. Il sindaco Gianmaria Greco, in carica dal giugno 2015, non ha potuto far altro che dimettersi. Giovedì 5 aprile, in mattinata, ha protocollato le sue dimissioni. In serata, poi lo ha annunciato sulla sua bacheca Facebook, dove scrive poche righe di saluto e ringraziamento nei confronti degli “amministratori rimasti fedeli al progetto” ma anche verso “i dipendenti e i collaboratori”. Sottolinea il suo “rammarico per l’irragionevolezza dimostrata dai tre (consiglieri, ndr) nell’ultimo consiglio nel bocciare diversi atti che avranno conseguenze negative sul bilancio di previsione 2018 e sul futuro della comunità.”. Al momento sono decine i commenti al post del sindaco di novolesi che lo ringraziano per il lavoro svolto. Il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le proprie dimissioni, dopodiché scatterà il commissariamento dell’ente.

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Sabato, 31 Marzo 2018 11:00

Salice. Aumento della TARI per il 2018

Scritto da

Salice Salentino – Durante la mattinata di giovedì il Consiglio Comunale ha approvato il Piano Economico Finanziario in merito alla TARI (Tassa sui rifiuti), prevedendone l’aumento. La delibera è stata votata dalla maggioranza consiliare, con l’astensione dei consiglieri Cuppone, Manno, Ianne e l’assenza del gruppo di minoranza Salice nel Cuore (che hanno lasciato l’aula per protesta a causa di una diatriba dovuta a un errore nella documentazione ricevuta, in merito alla delibera n. 10). Il costo totale del servizio è di 1.487.960,15€ (al di sotto del costo standard calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di circa 1.766.321€).

I dati che vi riportiamo sono stati presi dal Piano Economico Finanziario, allegato alla Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 29/03/2018, attualmente online sull’Albo Pretorio del Comune di Salice Salentino.

Gli aumenti maggiori si avranno per le utenze non domestiche. Tra questi, i meno colpiti saranno le “Attività industriali con capannoni di produzione” che vedranno innalzare la tassa dell’8,03%. Mentre le più colpite saranno le “Attività artigianali di produzione di beni specifici”, il cui importo da pagare salirà dell’11,51%.

Gli incrementi interesseranno quasi tutte le tipologie previste dalla tabella indicata nel PEF. Tra le principali attività interessate: Negozi di abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli. Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub, birrerie. Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio. Campeggi, distributori di carburanti, impianti sportivi. Bar, caffè, pasticceria. Attività artigianali di produzione beni specifici.

A salire saranno anche gli importi dovuti dalle utenze domestiche su tutti gli scaglioni previsti dal PEF (da un minimo di +6,01% a un massimo di +11,57%). Se la famiglia media è composta da quattro componenti, ubicati in una casa di 100 mq, allora, l’aumento è dell’8,45% (passando da 379,31€ lorde a 411,38€ lorde, circa 30€ in più).

Restano invariate la modalità di pagamento a 4 rate, le cui scadenze previste per i pagamenti sono: 30 giugno 2018, 31 agosto 2018, 31 ottobre 2018 e 7 dicembre 2018.

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Quello che sta accadendo a Lecce è fatto risaputo. Tutti i quotidiani locali ne parlano da settimane.

A Lecce c’è l’anatra zoppa. Che non è un volatile da aiutare chiamando il WWF o le Guardie Zoofile, ma è quel meccanismo, per certi versi contorto, che vede un Consiglio Comunale con una maggioranza che di fatto è la minoranza.

Per i comuni in cui è previsto il ballottaggio può succedere, infatti, che ci si ritrovi con un sindaco di uno schieramento politico e con un consiglio comunale composto per la maggior parte da esponenti dello schieramento politico avverso, questo per via dei risultati del primo turno.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, Lecce era davanti a un bivio. O meglio, i consiglieri comunali di Lecce e il sindaco erano davanti a un bivio. Si doveva scegliere tra: le dimissione dei consiglieri (la maggioranza dei consiglieri, in termini numerici) per andare a elezioni in primavera, oppure, le dimissioni del neosindaco Carlo Salvemini che avrebbero portato al commissariamento dell’ente e a elezioni non prima del 2019.

Sei ai piedi di un burrone con accanto il tuo peggior nemico. L’unico modo per uscirne e che uno dei due decida di buttarsi giù. Ora, chi salta?

Al di là del romanzesco c’è poco da ridere. Sono molti gli esperti che indicano questa situazione come complessa e di difficile lettura. Per cercare di capire meglio quali siano state e quali saranno le dinamiche di questa faccenda, Salic’è ha deciso di intervistare una delle protagoniste di questa storia, la leccese Federica De Benedetto, consigliere comunale di Forza Italia (entrata in forza della sentenza del Consiglio di Stato). Stacanovista e social, De Benedetto da anni segue la politica locale con interesse, la si ricorda tra l’altro per il suo blog viVendolaPuglia dove si parlava non solo di politica ma anche di altre tematiche legate al territorio.

Lei è tra gli esponenti politici giovani più conosciuti del centro destra. Ci racconti del suo percorso e della gavetta necessaria per passare dalla politica di sezione alla candidatura per la Camera dei Deputati.

Spessissimo mi chiedono come sia nata la mia passione politica, ma la verità è che è nata con me.

Al liceo per la prima volta mi sono avvicinata ad Azione Giovani, che era il gruppo giovanile di Alleanza Nazionale e mi sono candidata come rappresentante della consulta del mio liceo (il Liceo Banzi di Lecce). Dopo essere stata rappresentante, da allora non mi sono più fermata. Ho scelto di studiare a Roma, dove mi sono laureata in Economia alla Luiss e anche lì sono stata eletta rappresentante degli studenti. Poi ho voluto fortemente tornare a Lecce per aprire una mia piccola attività imprenditoriale, infatti, la politica è la passione della mia vita ma non è mai stata la mia professione, che è separata e indipendente da qualsiasi attività politica.

Dallo scorso anno sono consigliere comunale a Lecce, inoltre, sono stata candidata alle Elezioni Europee del 2014 per Forza Italia (dove ero la candidata più giovane d’Italia) e nell’ultima tornata elettorale sono stata candidata, sempre per Forza Italia, alla Camera dei Deputati.

La politica, si sa, è anche questione di compromessi. Il Comune di Lecce a seguito delle elezioni amministrative del 2017 si ritrova in una situazione di ingovernabilità. Perché?

Il Comune di Lecce vive il caso della cosiddetta “anatra zoppa”, in cui si ha un Consiglio Comunale con consiglieri di maggioranza di un colore politico (nel nostro caso di centro destra) ma poi al ballottaggio gli elettori leccesi hanno scelto un sindaco di centro sinistra.

Quindi, abbiamo una maggioranza di governo, una giunta, gli assessori e il sindaco di una parte politica e invece un Consiglio Comunale di centro destra in maggioranza. Questo naturalmente crea delle difficoltà maggiori nel portare avanti l’attività amministrativa, perché ovviamente è più complesso trovare delle forme di equilibrio e coerenza tra chi ha portato avanti dei programmi diversi in campagna elettorale e ha delle idee differenti di visione della città.

Lecce, fino al 24 febbraio, ha avuto la possibilità di “sciogliere” il consiglio comunale mediante le dimissioni della maggioranza dei consiglieri e tornare alle urne nel giro di pochi mesi. Successivamente, in alternativa, un’altra strada alla soluzione dell’ingovernabilità è quella delle dimissioni del Sindaco Salvemini, che porterebbero al commissariamento del Comune di Lecce. Perché avete scelto di non dimettervi?

Per rispondere alla vostra domanda, dobbiamo necessariamente, però, ricordare quello che è successo nell’ultimo anno. Infatti quando a giungo, dopo il ballottaggio, si è avuta una maggioranza di centro destra e un sindaco di centro sinistra, si sarebbe anche potuto aprire un dialogo su dei punti comuni e condivisi per il bene della città. Ma questo dialogo non si è mai potuto aprire, perché il centro destra ha dovuto per ben nove mesi (prima al TAR e poi al Consiglio di Stato) difendere il voto dei cittadini leccesi in quanto la Commissione Elettorale aveva deciso di togliere sei consiglieri eletti del centro destra per darne sei al centro sinistra, questo per garantire la governabilità. Ma questo non è un principio applicato nella fattispecie dell’anatra zoppa (che è un’eventualità prevista dalla legge) e che ha visto per ben nove mesi togliere la rappresentatività ai cittadini di centro destra che avevano scelto dei consiglieri. I quali, me compresa, non hanno potuto sedere per ben nove mesi in Consiglio Comunale e rappresentare quei cittadini e portare avanti le loro battaglie.

Quindi, adesso è complesso aprire un momento di dialogo. Personalmente, posso dire qual è la mia opinione. Io mi sarei dimessa il giorno dopo per tornare al voto e confermo che nel prossimo Consiglio Comunale, in cui ci sarà il bilancio, voterò no al bilancio del centro sinistra coerentemente con il mandato dei miei elettori.

E se le chiedessi se tale scelta, in realtà, sia stata dettata dalla concomitanza della campagna elettorale per le elezioni politiche e quindi all’assenza di tempo, necessario alla realizzazione di una nuova campagna elettorale per le amministrative. Cosa mi risponderebbe?

La mancanza delle dimissioni dei consiglieri di centro destra non è collegata alle elezioni politiche, io stessa ero in campagna elettorale e tra l’altro non a Lecce bensì a Bari. Sono tornata tutte le volte che c’erano da fare riunioni o consigli comunali e sono venuta a Lecce appositamente anche il giorno in cui, dal segretario comunale, dovevamo depositare le firme.

La verità è che in quei giorni non c’era la volontà unanime dei consiglieri di centro destra a rassegnare le dimissioni. Dobbiamo essere, quindi, schietti e sinceri con chi ci legge e per questo motivo dobbiamo vedere anche cosa succederà la prossima settimana.

A me non piacciono i pettegolezzi, politici o privati non fa differenza. Pertanto non posso commentare nulla se non i numeri e i voti che avremo il giorno dopo del Consiglio Comunale, in cui si vedrà effettivamente chi ha votato il bilancio e chi no. Ecco, il giorno dopo sarò felice di commentarli, oggi sono soltanto dei pettegolezzi politici che non mi appassionano.

Criticherebbe il Sindaco qualora scegliesse di dimettersi? Se lei fosse al posto di Carlo Salvemini, cosa farebbe?

Secondo me, la coerenza vorrebbe che Salvemini si fosse già dimesso. Come esattamente ha fatto il sindaco di Avezzano, che lo stesso giorno del Comune di Lecce ha avuto la sentenza di conferma dell’anatra zoppa dimettendosi il giorno stesso.

Sono dell’opinione che si doveva e si deve tornare presto al voto, per dare una maggioranza coerente e che dia la possibilità di portare avanti una visione di Lecce coerentemente con il voto dei cittadini. Quindi, secondo me sì! Salvemini si sarebbe dovuto dimettere prima, ma si potrebbe dimettere ancora oggi.

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SALICE SALENTINO – Si è tenuto qualche sera fa l’incontro organizzato dal circolo cittadino di Noi con l’Italia, coordinato da Daniel Cannoletta. Il giovane coordinatore nella premessa a quella che è stata anche la serata inaugurale del circolo, ha esortato i presenti al voto per Noi con l’Italia, ricordando che il rischio è che il primo partito sia quello dell’astensione. Per Cannoletta, lo scudo crociato presente nel simbolo è un richiamo verso i valori di coerenza, lealtà e famiglia. Elogiando le persone che ne fanno parte in quanto “sono la testimonianza di quei valori”.

Tra i numeri presenti anche Renato Stabile, consigliere provinciale, il quale ha lamentato l’assenza di Tonino Rosato, sindaco di Salice Salentino “Questa è stata la sua ed è la sua casa, mi dispiace che non ci sia. – afferma Stabile – Probabilmente, è assente per un valido motivo” – conclude. Stabile nel suo intervento ha elogiato il Presidente della Provincia Gabellone e il suo impegno in questa campagna elettorale. “Questa battaglia non la vinceremo sulle TV e sui giornali ma entrando nelle case e facendo capire alla gente il perché devono votare Noi con L’Italia.”.

Subito dopo c’è stato l’intervento di Federica Nuzzaci, candidata alla Camera dei Deputati. Per la candidata: “Bisogna andare incontro alle esigenze delle aziende, dei commercianti e degli artigiani. – afferma – e noi conosciamo queste esigenze.”. Nuzzaci ha inoltre affermato “Per me è importante condividere un progetto politico fatto di concretezza. – continua – La politica è un’arte nobile”. Nel suo appello conclusivo la candidata ha elencato quello che per lei è il partito Noi con l’Italia: “Siamo tutti un gruppo, siamo corretti, siamo coerrenti, siamo seri, non parliamo per slogan ma per progetti e idee realizzabili”.

Simona Manca, docente e candidata al Senato della Repubblica esorta la platea “Noi vi chiediamo di essere candidati con noi” e a “non votare di pancia o per slogan”. Anche lei dispiaciuta per l’assenza di Tonino Rosato, nel suo intervento ha parlato anche degli avversari politici “Il centrosinistra ha fatto la riforma della buona scuola ma non penso ci sia uno studente, un docente o un preside che ritenga quella una riforma della buona scuola.”. Ha attaccato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, quando nell’intervento a “Porta a Porta” ha parlato della situazione della Embraco: “Parlava come se non fosse lui il Presidente del Consiglio, sembrava una scena surreale, sembrava di stare in un film.”. La candidata ha voluto fare anche una panoramica dei suoi alleati “Anche il voto a destra deve essere ragionato, non ci preoccupano le esternazioni di troppo, il tema è che nei nostri paesi va fatta una scelta su basi razionali.”. Secondo Manca: “Votare Lega significa votare un partito che vuole fare gli interessi del nord”, mentre, “Votare Forza Italia significa votare per chi? Perché non li vediamo – continua – sono persone a noi sconosciute che Berlusconi ha candidato in Puglia”. Nel suo appello elettorale, Manca spiega “Noi abbiamo costruito il programma e individuato i candidati che sono del territorio”, “Siamo un partito che ha rimesso al centro il mezzogiorno.”.

La serata si è conclusa con l’intervento del Presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone. “Salice è una parte di territorio importante per il Salento” – dice mentre annuncia che a Salice saranno realizzati lavori di pubblica illuminazione. Gabellone nel suo appello al voto spiega come Noi con l’Italia abbia messo in campo persone del territorio, in quello che è un “momento importante perché dopo 5 anni di centrosinistra il paese è ingessato”, poi spiega il rapporto che c’è con Raffaele Fitto “Noi siamo rimasti con Fitto non solo per la stima e amicizia ma per la convinzione che abbiamo nelle sue idee e nei progetti”. Conclude il suo intervento contro l’astensionismo e non risparmia nemmeno i populisti: “L’impegno dell’amministratore non è promettere lavoro ma garantire sviluppo.”.

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Nei giorni scorsi, l’associazione Itaca ha ufficializzato il suo appoggio a LeU. Quali sono i rapporti tra LeU e Itaca?

Come è noto, dopo l’approvazione della Legge di stabilità, l’Italia si è avviata frettolosamente verso il voto, in una campagna elettorale brevissima che, anche a causa del clima, non aiuterà la partecipazione. Il precipitare degli eventi, quindi, non ci ha dato la possibilità di organizzare adeguatamente il movimento di “Liberi e Uguali” con organismi dirigenti ufficiali e, pertanto, oggi gode soltanto del sostegno di gruppi distinti e personalità provenienti da realtà diverse, a Salice come altrove. Io, insieme ad un gruppo di amici, ho lasciato il PD da tempo, prima ancora della scissione e ho sempre fatto parte dell’area che si riconosce nelle figure di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Il nostro sostegno alla lista “Liberi e Uguali” è la logica conseguenza di un percorso lineare intrapreso sin dai tempi della Sinistra Giovanile prima e dei DS poi. L’associazione Itaca è una realtà del nostro territorio attiva da oltre un decennio, si è sempre schierata nel corso delle campagne elettorali, ha partecipato alle ultime primarie del centrosinistra con un risultato importante ed oggi ha scelto di sostenere la lista “Liberi e Uguali”. Significa che LeU è in grado di andare oltre il suo perimetro tradizionale, come conferma il sostegno anche di personalità provenienti dal mondo del cattolicesimo-democratico, dell’ambientalismo, del volontariato.

LeU è nata dalla fusione di più partiti, a loro volta nati da politici che per un motivo o per l’altro non trovando spazio hanno deciso di “mettersi in proprio”. Storico è stato il gesto di alcuni ex esponenti del PD di lasciare il partito di governo per confluire tra le fila dell’opposizione. Come dovrebbe essere interpretato dall’elettore questo continuo cambio di casacca?

Non c’è stato nessun “cambio di casacca”. Liberi e Uguali nasce dall’unione di Articolo 1, Possibile e Sinistra Italiana che rappresentano un pezzo importante della sinistra. L’obiettivo è quello di ridare una casa ad un popolo che non si sente rappresentato dal PD renziano perché non ne condivide le scelte politiche e, per quanto riguarda gli ex PD, l’idea padronale del partito emersa in quella che i giornalisti hanno definito “la lunga notte dei coltelli del PD” in cui le minoranze di Cuperlo, Orlando ed Emiliano sono state tagliate fuori dalle liste e relegate in un ruolo di mera testimonianza. Vogliamo recuperare quella parte di elettorato di centrosinistra che mai voterebbe per questo PD e che oggi sceglie l’astensione o, nella peggiore delle ipotesi, vota per il Movimento 5 Stelle. E’ ciò che è accaduto nel corso di questi anni di dolorose sconfitte, dall’Emilia alla Sicilia, da Roma a Torino, da Genova a Monfalcone e via dicendo. Un dissenso politico profondo, quindi. Per “trovare spazio” sarebbe stato più semplice fare come Pier Ferdinando Casini, candidato del PD a Bologna, e contrattare qualche posto nei collegi blindati o listini bloccati piuttosto che correre da soli.   

Quali sono i progetti che i candidati locali di LeU hanno intenzione di portare avanti per il territorio salentino?

I nostri candidati sono il giovane dirigente del MGS Puglia Alberto Colucci nel collegio uninominale per la Camera, la docente universitaria Irene Strazzeri nel collegio uninominale per il Senato, l’ex presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni capolista del plurinominale della Camera, il Presidente Massimo D’Alema capolista del plurinominale del Senato e candidato anche nel collegio uninominale di Nardò. Candidature che per storia e provenienza rappresentano punti importanti del nostro programma. Attenzione ai più giovani, che significa più lavoro e diritto allo studio a partire dall’Università del Salento penalizzata, come gli altri atenei del Sud, nella ripartizione delle risorse sulla base dei criteri dell’Anvur, diritto alla salute e tutela dell’ambiente, difesa e valorizzazione del territorio come risorsa di sviluppo che significa contrarietà all’approdo individuato per TAP, un piano straordinario per l’agricoltura salentina martoriata dalla Xylella (per la quale il nostro Europarlamentare Massimo Paolucci ha già ottenuto un impegno da parte dell’UE) che sostenga le imprese del settore e consenta una riconversione anche verso altre coltivazioni a partire dalla vite, maggiori servizi e infrastrutture per sostenere il turismo anche oltre la stagione estiva. Più in generale, affinché si possa ridurre l’enorme distanza tra Nord e Sud del Paese cresciuta negli anni della crisi e che ci restituisce un reddito medio procapite di 34.000€ per un cittadino della Padania e di 18.000€ per uno del meridione, è necessario avviare una stagione di investimenti pubblici a favore del Mezzogiorno come avvenne con i Governi dell’Ulivo negli anni ’90 quando la quota di investimenti destinati al Sud superò il 40% e il Sud crebbe più del Nord Italia.

Quali sono i punti salienti del vostro programma?

Oltre a quelli già citati, vogliamo ripartire da una maggiore attenzione al mondo del lavoro reso più debole e precario dal Jobs act – proprio in queste ore i dati INPS dimostrano che nel solo 2017 i contratti a tempo indeterminato sono diminuiti di 116.851 unità mentre quelli precari sono aumentati di 594.970 unità, a fronte di un numero di ore lavorate inferiori – restituire dignità al mondo della scuola bistrattato con la riforma della “Buona scuola”, incentivare un Piano del Verde per reindirizzare gli ingenti sussidi statali attualmente diretti al sostegno di attività dannose per l’ambiente verso interventi virtuosi per la rigenerazione delle nostre città, per imporre un definitivo stop al consumo di suolo urbano e agricolo, rendere più progressivo il sistema fiscale rendendo più stretti gli scaglioni IRPEF e più progressive le aliquote (uno studio de Il Sole 24 Ore dimostra che la nostra proposta darebbe in media 2500€ alle famiglie con redditi inferiori a 35.000€ e costerebbe oltre 2300€ a chi ha un reddito superiore a 150.000€ mentre la Flat Tax di Berlusconi e Salvini darebbe zero ai primi e oltre 30.000€ annui ai secondi), abolire i super-ticket e sostenere un forte investimento nella Sanità pubblica (il Censis certifica che oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato e rinviato prestazioni sanitarie diagnostiche e stima che manchino oltre 20 miliardi per mantenere gli attuali standard assistenziali), attraverso la progressività fiscale e la valutazione del merito rendere l’istruzione universitaria un bene universalistico estendendo la platea di chi non paga le tasse universitarie oltre i 13.000€ ISEEU previsti dal Governo Gentiloni (la misura costa 1.6 miliardi di euro che sono un decimo dei 16 miliardi di euro di sussidi dati ad attività dannose per l’ambiente e il 5% degli oltre 30 miliardi di euro che il Governo Renzi ha dato alle imprese in questi anni sotto forma di bonus mentre calavano le immatricolazioni del 20% portando l’Italia ai livelli della Romania), per contrastare i rigurgiti neofascisti, il razzismo della Lega e del M5S è necessario approvare la legge sullo ius soli che il PD ha boicottato sul finire della legislatura illudendosi di racimolare consensi tra gli elettori del centrodestra e abolire la legge Bossi-Fini che ha causato disastri in materia di immigrazione perché, come ci ricorda Papa Francesco, di fronte ai flussi migratori che interessano l’Europa “avere dubbi e timori non è peccato, è peccato lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto”.

Perché chiede alla gente di votare Leu?

Quasi certamente non ci sarà nessun vincitore e nessuna maggioranza in grado di governare il Paese. La legge elettorale imposta da Renzi con il voto di fiducia è sostanzialmente proporzionale, due terzi del Parlamento saranno eletti col sistema proporzionale attraverso le liste bloccate ed un terzo nei collegi uninominali col maggioritario. Questo significa che gli elettori avranno la possibilità di votare per chi ritengono che possa rappresentargli al meglio. Votare per “Liberi e Uguali” significa sostenere una  sinistra di governo che domani potrà dare voce e rappresentanza in Parlamento a chi non ne ha avute in questi anni a partire da giovani, mondo del lavoro e Mezzogiorno, significa contrastare culturalmente l’avanzata della destra e dei populismi, restituire un punto di riferimento ad un popolo spaesato che non si riconosce nel PD renziano e porre le basi per un centro-sinistra in cui i valori della sinistra tornino ad avere piena cittadinanza. 

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Lunedì, 26 Febbraio 2018 13:05

Salice: Itaca verso Liberi e Uguali

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"Da 13 anni l'associazione Itaca si muove sul territorio salicese a difesa dei valori di giustizia ed equità sociale; ed anche in questa tornata elettorale che ci vede il 4 marzo impegnati per il futuro della nostra Italia, noi di Itaca siamo uniti e compatti ad appoggiare Liberi e Uguali con il suo candidato Premier di cui condividiamo la sua espressione di giustizia, lavoro e immigrazione e in cui tanti giovani salicesi si riconoscono", queste le paole del consigliere Gaetano Ianne il quale lascia intendere che la sua assenza nelle locale file del PD porterà a un vuoto incolmabile.

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Sabato, 24 Febbraio 2018 20:07

Politiche 2018 – Il PD incontra i suoi elettori

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SALICE SALENTINO – In tanti hanno partecipato all’iniziativa organizzata dal PD di Salice Salentino, diretto da Enzo Marinaci, che ha visto Salvatore Capone e Dario Stefàno incontrare i simpatizzanti del centro sinistra in vista delle elezioni politiche del 4 Marzo 2018. Assente per contrattempo Francesco Boccia.

Per Enzo Marinaci, il Partito Democratico è l’unica vera forza di governo e nel suo appello al voto ha ricordato come l’onorevole Salvatore Capone, proprio a Salice Salentino, ha avuto un ruolo fondamentale per scongiurare la chiusura del locale Comando di Stazione dell’Arma dei Carabinieri.

Tra i presenti anche Alessandro Ruggeri, capogruppo di minoranza in seno al Consiglio Comunale di Salice, che ha lanciato un appello a votare il Partito Democratico. “… ci metto la faccia (a presentare i due candidati, ndr) perché per me la politica è stato un percorso che mi ha portato a crescere – afferma Ruggeri – Il mio augurio è che ognuno di voi sia protagonista.” – conclude.

Salvatore Capone, reduce da una mattinata a Veglie, rivendica i successi ottenuti dal PD (Reddito di Inclusione, Caporalato, Industria 4.0, Jobs Act, Credito d’Imposta). L’onorevole ha ricordato i dati del PIL, che nel 2012 era sotto il 2% mentre oggi è sopra l’1%. Nel suo appello elettorale ha invitato tutti i presenti a sentirsi candidati.

Dario Stefàno, fa un excursus sugli avversari e le loro peculiarità. “Voi immaginate che Salvini possa venire qui a sostituire me nella difesa del negroamaro o del primitivo? Io penso sia una barzelletta. – afferma il Senatore – Noi lo ospitiamo volentieri, che venga qui a fare le vacanze.”.

Anche sul fronte più centrista della destra non si risparmia “Berlusconi ha lo stesso manifesto di 20 anni”. E sull’abolizione della tassa sulla prima casa afferma: “Lui lo diceva, noi lo abbiamo fatto”.

Dure critiche anche all’operato del Movimento 5 Stelle. “Non prendo lezioni di onestà da parte di Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella” – afferma – “C’è gente che voterà il Movimento 5 Stelle per le notizie false che hanno diffuso – continua – il rischio è che non si voti il merito ma lo slogan.”.

Nel suo appello elettorale, anche il senatore, ricorda ciò che il Partito Democratico ha fatto nel corso di questi 5 anni concludendo con “Facciamo che l’impegno sia comune”.

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I giovani di Azione Cattolica della vicaria del Salento organizzano mercoledì 21 febbraio alle ore 20, presso l’auditorium parrocchiale “S. Antonio Abate” a Veglie (Le) un incontro con alcuni giovani delle maggiori forze politiche dal titolo “Il paese che sogniamo. Confronto di idee per partecipare alla vita democratica”.

Interverranno Andrea Ciardo dei Giovani Democratici, Paolo Giacovelli di Forza Italia, Mirko Ianne di Liberi e Uguali e Gianluca Bozzetti del Movimento 5 Stelle.

L’iniziativa vuole, per usare le parole del presidente nazionale di Ac Matteo Truffelli, “contribuire ad accompagnare il percorso che ci porterà da qui al voto”, dando vita a un dibattito vero, libero e responsabile, consapevoli che la partecipazione alle urne significa prendere pienamente parte alla determinazione del destino nostro e del Paese.

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