Cose da Sapere

Sappiamo davvero cosa c'è in quello che mangiamo?

L'uomo da sempre ha avuto un'esigenza impellente, dopo la ricerca, la conservazione del cibo.

Per mantenere più a lungo le provviste, l'uomo imparò a usare le energie naturali che aveva una disposizione: il sole, il fumo, il fumo e la vendita.

media

In seguito alle scoperte nel campo della microbiologia e della chimica, all'evoluzione tecnologica e alle nuove esigenze del mercato, il trattamento dei generi alimentari è cambiato radicalmente.

I cibi confezionati oggi sono ben poco naturali, sono trattati ed elaborati con l'aggiunta di sostanze oramai onnipresenti:  gli additivi alimentari.

Sono autorizzati dalle leggi europee perché ritenuti necessari per fare prodotti alimentari e per evitare che essi si degradino o possano contenere tossine pericolose.

Questo può essere vero nel caso degli antimicrobici che preservano i cibi dall'azione dei batteri (come ad esempio il pericolosissimo botulino), o per gli antiossidanti che evitano l'irrancidimento.

Ma i coloranti, gli emulsionanti, gli addensanti, gli esaltatori di sapidità e gli adulcoranti non sono certo indispensabili per produrre gli alimenti: servono sopratutto a renderli più attraenti e vendibili.

 

image

Gli additivi sono sotanze aggiunte ai cibi in fase di produzione, trasformazione o lavorazione, ma non sono da confondersi con gli ingredienti o le sotanze che possono essere addizionate per aumentare i valori nutrizionali del cibo come vitamine, proteine o probiotici.

La legge definisce come additivo "qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente caratteristico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, imballaggio, trasporto, magazzinaggio, ... "

Questa definizione ci fa capire che gli additivi servono sostanzialmente a confezionare prodotti alimentari per poter essere venduti più facilmente.

Avremo così i:

  • conservanti per farli durare di più;
  • emulsionanti, gelificanti e addensanti per migliorare la consistenza;
  • coloranti per renderli più vistosi e belli;
  • edulcoranti per addolcirne il sapore;
  • esaltatori di sapidità per aumentarne il sapore.
image

Si ricorda inoltre che gli additivi naturali sono solitamente quelli più innocui perchè più compatibili con l'organismo, ma se consumati in dosi eccessive possono anch'essi dare conseguenze negative.

Chiudiamo questo prima parte dividendo gli additivi tra:

  • naturali: sono presenti in natura, estratti solitamente da vegetali, possono avere funzioni antiossidanti, conservanti o dolcificanti. Ad esempio la Vitamina C o la Vitamina E (usate come antiossidante), oppure gli antociani (pigmenti naturali che colorano alcuni cibi).
  • natual identici: molecole ottenute per sintesi o per via fermentativa, che sono identiche a quelle che si trovano in natura. Ad esempio l'Acido Ascorbico prodotto in laboratorio ha una struttura uguale a quella della vitamina C.
  • di sintesi: composti che si producono in laboratorio attraverso la sintesi chimica.

Nel prossimo articolo parleremo di come riconoscere gli additivi, come sono suddivisi e della loro pericolosità

Oggi159
Ieri883
Total90175

Who Is Online

2
Online

09 April 2020

Social & newsletter

Testata Giornalistica "Salic'è l'Espressino Quotidiano" iscritta al n° 8 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce del 4 luglio 2017.

© 2019 Salic'è. All Rights Reserved.Design & Development by Salic'è

Search

Don't have an account yet? Register Now!

Sign in to your account