Cose da Sapere

Alimentazione, leggere per informarsi

Per nutrirsi meglio la prima regola è quella di sapere «cosa» si mangia. Lo strumento più immediato a disposizione è l’etichetta, resa obbligatoria dall’UE nel 2011 su tutti i cibi confezionati.

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L'etichette alimentari dicono tutto: cosa c’è dentro, come conservarlo, da dove viene. Ma vanno sapute leggere

L’etichette alimentari hanno il loro alfabeto e la loro grammatica. Per imparare a capirle a pieno c’è qualche utile “istruzione per l’uso”, dagli esperti.

Etichette alimentari: cosa contiene

Degli ingredienti in elenco, che è obbligatorio, è importante notare ordine e carattere. I componenti non sono riportati in modo casuale, ma in ordine di quantità, dal più al meno abbondante nella ricetta. Attenzione poi a come sono scritti gli ingredienti, perché i potenziali allergeni devono essere evidenziati.

E le “strane” sigle che iniziano con la “E”? Stanno per additivi e conservanti: i più comuni sono l’acido ascorbico E300 e l’anidride solforosa E220.

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Caratteristiche nutrizionali

Dal 2016 l’etichetta nutrizionale è obbligatoria su tutti i cibi confezionati.

È una carta d’identità che deve contenere sette valori riferiti a 100 g o ml di prodotto e che aiuta il consumatore a fare scelte consapevoli: apporto calorico e proteico, grassi, carboidrati, zuccheri e sale.

A queste indicazioni minime possono essere aggiunte altre voci, come fibre o grassi monoinsaturi.

Durata e conservazione

L’etichetta dice come conservare un alimento confezionato: può andare in frigo (leggi anche la guida su come disporre gli alimenti in frigo), in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore, solo per fare qualche esempio.

Obbligatoria per alcuni alimenti è la scadenza: la dicitura “da consumare entro” indica la data oltre la quale il prodotto non va consumato, anche se è stato conservato in confezione integra. Quando indicato, una volta aperto, il prodotto va mangiato entro pochi giorni.

E cosa vuol dire “da consumare preferibilmente entro”? In questo caso, passato il giorno riportato sulla confezione, l’alimento è ancora commestibile, ma potrebbe risentirne in termini di gusto, colore e apporto di nutrienti.

Provenienza

È una delle domande più comuni tra i consumatori, ma la provenienza non è un’indicazione obbligatoria per tutti gli alimenti.

Lo è per le carni ovine, avicole, caprine, suine e bovine, pesce, per frutta e verdura fresca.

E ancora per miele, olio extravergine d’oliva, latte, pasta, riso, derivati del pomodoro e sughi pronti.

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09 April 2020

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