Cartoline non spedite

Cartoline non spedite #72 Grills

 

 

Non avevo mai contato i giorni che passano dopo un compleanno di un’amica alla quale non hai volutamente fatto gli auguri. Non ci è voluto molto a far passare un mese. Di proposito. Non avevo neanche mai contato i secondi che impiega un ascendore per elevarsi fino all’ultimo piano. È che sono sempre stata convinta del fatto che esistano alcuni posti in cui il tempo si ferma.

Un lunedì mi hai reso partecipe della tua prima firma su un registro scolastico, grazie ad una foto, nel novembre del duemilaediciassette. Le nostre strade si erano già materialmente divise, tu al nord e io al sud. Lo stesso anno in cui io avevo ricominciato gli studi, finalmente un indirizzo adatto alle mie inclinazioni. Mi hai detto anche che però non venivi pagata, ma era una prassi da seguire per poter acquisire punteggio e salire nelle graduatorie delle scuole pubbliche. Io ti ho risposto che se non altro stavi facendo esperienza e soprattutto eri lì dove ti piaceva essere. Che se ci pensi ora, emozionarsi per una firma accanto alla materia “diritto” è una cosa che avresti potuto fare solo tu, ma io ti capivo eccome (intendo per il fatto di emozionarsi, sia chiaro). E quando mi hai detto che era palese il fatto che ti capissi, altrimenti sette anni prima non ti saresti fermata a parlare proprio con me, tra altre cinquecento persone in quell’aula, ecco, quello è un momento in cui il tempo si ferma.

Mentre scrivo penso che questa non è neanche la prima volta che ti faccio gli auguri in ritardo (ma era solo di un giorno, l’altra volta), e poi sai bene che è una mia caratteristica, in fondo, quante mattine mi hai aspettato a lezione, o mi hai videochiamato per studiare insieme e io non rispondevo, e poi ti richiamavo l’indomani. Ci siamo sempre dette, scherzando (ma avevamo ragione), che per le cose buone buone ci vuole tempo. Ed è proprio grazie al tempo che ti accorgi, che quelle buone buone non si esauriscono, non sono un fuoco di paglia che si spegne al primo alito di vento. Questo è il nostro decimo anno. L’avresti mai detto? Sì, sì, e assolutamente sì. Io sì. Quando due anime si riconoscono accade esattamente questo. Cosa ce ne frega del tempo e dello spazio? Abbiamo l’infinito alle calcagna, noi. Ecco, esistono dei momenti nella vita, in cui c’è bisogno di dire grazie, o di rinnovare i grazie. Grazie per esserci, hic et nunc, ma anche ex tunc. Abbiamo fatto funzionare lo spettacolo. Il trucco? Resistere e lottare, me l’hai detto tu.

Io che vorrei sempre una scusa per scappare via, la tua Alice nel paese delle meraviglie, una stacanovista senza impegno, ti direi che adesso devo lasciarti perché ci sono delle cose importantissime da fare, ad esempio mangiucchiare il bordo di una caramella gommosa, oppure ubriacarmi nelle bollicine frizzanti del nulla cosmico, e masturbarmi i pensieri, vedi che bel daffare? Dipingere con gli acquerelli e disegnare edifici. (Oh, tra le altre cose, da poco abbiamo scoperto che abbiamo anche quest’altra connessione!)

Però aspetta, ho altri due secondi per dirti che mi manchi. Se ne passano tre magari ci ripenso. Tanto c’è sempre Montego Bay. Non c’è fretta. Lo sai che prima o poi ci troveremo “casualmente” lì, vero? Joyeux anniversaire Grills.

 

Foto di: eli.salmon

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09 April 2020

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