Cartoline non spedite

Cartoline non spedite #68 Esami

 

“A questo esame prendi trenta, sicuro, ma te lo giuro, assodato. È un esame in cui sei preparata abbastanza per prendere trenta tranquillamente. Anzi visto che io non l’ho preso, ti odio perché è colpa tua. No, sto scherzando, però mi hai abbandonata. Stronza.”

“Ma te l’avevo detto di tornare domani insieme a me, visto che ci aveva dato questa opportunità. E invece no. Io oggi sai che faccio? Mi ripeto le cose e domani vado bella tranquilla.”

“Sìììì MA CHE C’ENTRA. NOI ERAVAMO UNA SQUADRA! Andavamo insieme a fare gli esami, e prendevamo trenta. Ora hai rovinato tutti i piani! Vabè, dai, allora prendilo tu visto che io non l’ho preso. Prendilo altrimenti m’incazzo. Almeno che ne sia valsa la pena. Io mi acconteterò di questo ventisette senza infamia e senza lode.”

Poi è successo che il giorno dopo le ho mandato un messaggio per avere aggiornamenti sull’esito e mi sono ritrovata con tre vocali di dieci minuti l’uno. Praticamente dopo aver fatto l’esame ha inciso un album e quindi me l’ha fatto ascoltare in anteprima.

“Ehi, scusa se rispondo ora, ma è andato una merda. Una merda! Malissimo. A parte che prima di me ha messo diciotto a tutti, e ha pure bocciato un sacco di ragazzi. Ad una ha detto ti metto diciotto o vuoi venire la prossima volta? A me ha fatto un sacco di domande alle quali ho saputo rispondere, e cercavo anche di contestualizzare e lui mi faceva eh arriva subito al punto perché non abbiamo tempo. Praticamente apriva il libro e mi chiedeva addirittura le note. Come scusa? Non abbiamo tempo e mi chiedi gli esempi nelle note? Mamma mia, è andato una merda. Io le cose le sapevo, non sto capendo perché è stato così stronzo, ma veramente ma veramente stronzo. Mentre parlavo mi interrompeva ogni secondo e non capivo perché, te lo giuro, ma mi ha indisposto in una maniera tale che non hai idea ho ancora la rabbia mentre ti sto registrando queste cose. Ma poi dico, le domande erano le stesse a quella prima di me, tant’è che mentre le sentivo pensavo, eh beata lei, se avesse chiesto questi argomenti a me, io avrei detto tutto perfettamente. MA IO SONO GIRATA DI COGL- rumore di un’ambulanza che è appena passata, più pausa di dieci secondi – IO ORA VADO A CASA E SPERO DI CALMARMI. No quell’ambulanza non era per me. Ma sono proprio nervosa. E poi le facce, non hai idea delle facce che mi faceva non appena iniziavo a parlare. E poi neanche un secondo dopo mi diceva vabè, vabè, vabè, eee, vabè, vabè, mamma mia che nervoso, ma vabè cosa? Che se non mi hai neanche fatto parlare. Eh no signorina non abbiamo tempo, eh non abbiamo tempo, vabè, vabè, vabè, eeeeh, vabè. Capisci? Ma stai capendo? Mica non rispondevo alle domande! Non mi faceva proprio parlare. Ma poi la pancia ce l’aveva già? Io non me lo ricordavo così! Ma era già stempiato quando lo seguivamo a lezione? AAAAH MA POIII UNA COSA CHE TI DOVEVO CHIEDERE! Ma tu ti ricordi che aveva un occhio offeso? Cioè io assolutamente non mi ricordavo questa cosa, ma sto sbagliando, ma sto sbagliando? Dimmi tu, ti prego, confermami questa cosa! Ma poi alla fine non ho rifiutato neanche il voto perché mi sono detta, ma io questo non lo voglio vedere mai più in vita mia. Cioè dieci minuti contati mi ha tenuta! Cioè abbiamo fatto esami in cui ci hanno tenuto almeno mezz’ora e questo dieci minuti e non mi fa dire niente, ma veramente? Ero tentatissima a rifiutare il voto, ma poi ho detto ma che cazzo me ne frega, ma vaffanculo, ma io non lo voglio più vedere. Che poi vabè, non è stato neanche il voto che mi ha fatto rimanere male, ma proprio il trattamento umano, mi capisci? Si è posto proprio in una maniera arrogante. Ad un certo punto volevo cantargli la canzone di Morgan, ti giuro, le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua arroganza blablabla, gliela dovevo cantare porca miseria, ma secondo me avrebbe detto Ehh no no no no signorina, non c’è tempo, non c’è tempo. Ma poi ad un certo punto l’ho visto proprio osceno, ma te lo giuro, la bocca storta, cioè voglio dire sono io che l’ho visto così, o anche tu? Stempiato pure, mado'. Comunque sia dai, fuori uno.”

 

Ok.

(che poi io gliel’avevo detto di restare e farlo insieme a me, ma eeeh vabè vabè vabè.)

Oggi4
Ieri947
Total90967

Who Is Online

3
Online

10 April 2020

Social & newsletter

Testata Giornalistica "Salic'è l'Espressino Quotidiano" iscritta al n° 8 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce del 4 luglio 2017.

© 2019 Salic'è. All Rights Reserved.Design & Development by Salic'è

Search

Don't have an account yet? Register Now!

Sign in to your account