Cartoline non spedite

Cartoline non spedite #64 Amori attuali e domande datate

 

In questi giorni ho finito di vedere una serie tv che mi ha fatto fare molte domande (e anche piangere tantissimo). Ma soprattutto è una serie tv che parla del tema più abusato e sputtanato da tutti: l’amore. Così mi è venuta in mente un’altra delle domande che mi continua a torturare sin da quando studiavo giurisprudenza.
In realtà, più che una domanda, è una citazione di un racconto scritto da Friedrich Dürrenmatt.
Esistono ancora storie possibili, storie degne di uno scrittore?
Questa frase io la scrissi sul mio quaderno, circa nove anni fa, all’interno della quarta di copertina, e non me la sono mai più dimenticata. E Dürrenmatt se lo chiedeva già nella metà degli anni cinquanta. Ora, io me lo chiedevo nove anni fa, e in questi anni, di libri e di storie ne sono state scritte in modo molto prolifico (e la maggior parte veramente irrilevanti), tant’è che mi chiedo se l’unica povera stronza rimasta fuori dal giro sia io. Possibile, mi dico.

E poi, in quegli anni studiavo giurisprudenza, e questo racconto lo menzionò un professore (che farò cadere nell’oblio dei meriti e dei demeriti) di una materia, forse l’unica, che io abbia mai amato di quel corso di laurea. Filosofia del diritto. E non era mica buttato lì, voglio dire, c’aveva un senso, nello specifico, e anche un senso universale. Io ora non vi starò a raccontare la trama, perché se c’avete un minimo di curiosità, questo racconto ve lo dovete andare a cercare (si chiama “La panne”, del 1956, ed Ettore Scola ci girò un film “La più bella serata della mia vita”). Ho deciso di non raccontare qui la trama ché già di pappe bell’e pronte ne esistono fin troppe in questa società iperconsumistica. E ho sempre pensato che uno dei ruoli sociali che debbano attribuirsi ad un scrittore (o che vorrebbe essere tale) sia quello del suscitare qualcosa che sia pure un senso di curiosità, far riflettere, non far morire tutto lì. Spingere oltre, altrimenti è solo uno bravo a mettere in fila le parole seguendo le regole grammaticali. E a far questo (non) siamo bravi tutti. No, veramente, è inutile che ve ne convinciate.

E perché mi è tornata in mente proprio questa frase qui, di questo racconto qui, citato durante una lezione del corso di laurea di giurisprudenza, più di nove anni fa, mentre pensavo all’ennesima serie tv che ha come tema l’amore, e che è fatta benissimo?
Ve lo dico, sì, perché c’è una morale in “La panne”: prendete un innocente, processatelo e questo si scoprirà d’essere colpevole, come riassume perfettamente Pietro Citati, in una sua analisi. Insomma nella nostra natura non esistono innocenti, c’è sempre qualche segreto inconfessato e inconfessabile, almeno uno. E questo mi ha fatto pensare all’amore, almeno una volta siamo stati tutti colpevoli (delitto doloso o colposo, fate voi).

Ah, la serie tv è Modern Love, nel caso in cui ve lo steste chiedendo.

 

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10 April 2020

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