Cartoline non spedite

Cartoline non spedite #62 Spropositi di Gennaio

Ecco. Il settimo giorno di gennaio. Duemilaventi, bello tondo. Duemila eventi.
Cominciare l’anno di martedì, perché si sa che il vero inizio è quando si riprende a lavorare o a studiare.
Questa mattina mi è arrivata l’agenda che avevo ordinato verso fine dicembre, prima di Natale. Nel pacco ci hanno messo anche una decorazione per l’albero, che voglio dire, ormai è chiaramente fuori tempo. Magari si potesse imparare a dilatarlo questo tempo, in frammenti acuminati per poi ferirsi. Ma è meglio sbriciolare biscotti e camminarci sopra.

Adesso mi sento all’oscuro di tutto. Non posso dire davvero cosa stia succendo, ma tutti intorno sanno molto bene quello che succederà. Ci stanno lavorando sodo per farlo accadere. Ed io? Io vorrei smetterla di ricercare la felicità dove non c’è (sì, è molto difficile sfuggire alla tentazione di rimettere le cose a posto, ma tant’è, in un modo o nell’altro qualcuno dovrà pur farlo). Resta da capire cosa verrà dopo il prossimo. Di cosa godrà? Chi saprà concedersi senza darsi, né a se stesso né al prossimo. Chi si darà senza restare. Purtroppo accade che essere passivo nelle cose ti rende un divenire costante. Siamo un motore immobile di desiderio, troppo emotivamente liquidi per trattenere qualcosa. Qualunque cosa che ti passa accanto ti fa sentire come se fossi provvisorio. Un’ibridazione denutrita di te stesso. Partenze. Ritorni. Fughe. Nessun rifugio. Dove sono le cose che amiamo? E quelle che amiamo senza sapere di amarle?
Siamo sospesi in questo gennaio dell’anima. Glaciale. In cui ogni cosa è perduta e reversibile allo stesso tempo. In fondo per un sognatore è tutto reversibile. Per un pragmatico no.
Essendo nella schiera dei pochi sognatori rimasti, cinicamente e ciclicamente abbiamo dei meccanismi che guidano le nostre azioni. Ad una certa anche Cenerentola non ha avuto più paura della mezzanotte. Il problema è che le controazioni degli altri, di tutti gli altri che pensano che siano irreversibili, mi lasciano senza parole, senza fiato e sconfitta. Ingabbiata. Mi rimane l’espiazione del reato di mancanza di realtà. E poi gli altri, sempre gli altri, hanno fatto i loro buoni propositi per il nuovo anno. 
A me non restano che gli spropositi. 

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09 April 2020

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