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Tuesday, 16 April 2013 09:34

STRAGE ALLA MARATONA DI BOSTON. L'OMBRA OSCURA DELL'11 SETTEMBRE.

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Era un giorno di festa per la città di Boston, un giorno in cui felicità e allegria avrebbero dovuto far da padrone .Ma tutto ciò non è accaduto, tutto è stato brutalmente rovinato in pochissimi attimi, e quella che per tutti sarebbe dovuta essere solo una festosa maratona celebrativa degli eroi della rivoluzione americana si è rapidamente trasformata in una terribile strage.

Tutto il pubblico era intento a incitare e festeggiare i numerosi corridori (quasi 40mila) partecipanti alla famosa maratona, quando alle 14.50 ore locali (le 20.50 in Italia) una potentissima esplosione ha investito chiunque si trovasse in prossimità del traguardo. La prima deflagrazione è stata poi seguita a ruota da una seconda esplosione ancora più potente.

Tre le vittime accertate, tra cui un bambino di 8 anni , avvicinatosi per abbracciare il padre che aveva da poco tagliato il traguardo. Oltre 140 i feriti, di cui almeno 19 gravi. 10 le amputazioni. Si aggrava cosi' , di ora in ora ,il bilancio della tragedia che ha fatto ripiombare gli Stati Uniti nell'incubo terrorista. Al momento, ma la prudenza e' d'obbligo, nessun italiano risulta tra i feriti.

Secondo le prime indagini i due ordigni, artigianali, pieni di cuscinetti a sfera, sono stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede in prossimità dell'ultimo miglio di maratona , e fatti esplodere con un telecomando a distanza.

Chi è stato? E perché? Naturalmente è ancora troppo presto per ricevere risposte esaurienti alle mille domande che gettano nello sconforto il mondo intero. Le autorità brancolano nel buio o tengono nascosti eventuali progressi delle indagini. Così è arrivato puntuale il messaggio del Presidente Obama ancora sconvolto: “Gli esecutori verranno assicurati alla giustizia e in questo momento non ci sono Democratici né Repubblicani, ma solo americani...io e Michelle piangiamo per le vittime”

 

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Laureata in "Scienza e Tecniche Psicologiche" all'Università del Salento. Da grande vorrebbe fare la psicoterapeuta o la scrittrice. Ama leggere qualsiasi cosa le capiti per le mani ma predilige i grandi classici della letteratura. Attualmente è tiratrice della squadra di carabina presso Poligono di Lecce.

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