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Thursday, 15 January 2015 17:46

OPERAZIONE PERSEO: 11 richieste di condanna

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Risale all'ottobre del 2013 quella che fu battezzata come "Perseo", operazione in cui vennero emesse dodici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni su tutto il territorio del Nord Salento in particolar modo a Salice Salentino e nei paesi limitrofi.

Nel corso del giudizio con rito abbreviato, svolto nella giornata odierna, il pubblico ministero Paola Guglielmi ha formulato undici richieste di condanna: 18 anni di carcere al 29enne Salicese Giovanbattista Nobile, considerato il capo promotore dell’organizzazione, 10 anni per il 37enne Tonio Mangiulli, sempre di Salice Salentino, 8 anni e 6 mesi ad Antonio Capocello, 33enne di Salice Salentino, Dario De Pascalis, 25enne di Salice, Francesco Leuzzi, operaio di 26 anni residente a Guagnano, Andrea Marcellino, autotrasportatore 30enne di Salice Salentino, Antonio Mogavero, 29enne di Salice e Raffaele Schiavone, 22enne sempre di Salice e Gabriele Timo, originario di San Pietro Vernotico. Quattro anni per Simone Muia, 27 anni; e Antonio De Fazio, 32enne.

Le accuse mosse a discapito degli imputati sono quelle di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio tranne che per Nobile e Mangiulli, i quali devono rispondere anche a casi di estorsioni, e per Muia e De Fazio che al tempo vennero solo denunciati per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Subito dopo la requisitoria sono incominciate le arringhe difensive che proseguiranno il 29 gennaio. La sentenza, invece, è prevista per il 2 febbraio.

Il pubblico ministero, Paola Guglielmi, iniziò l'attività investigativa nel maggio del 2011 nel momento in cui sorprese Tiziana Leone, casalinga incensurata, con 248grammi di cocaina e 758 euro.
Attraverso l'interrogatorio della donna emerse che il proprietario degli stupefacenti fosse proprio Nobile, arrestato poi nel 2012 per porto illegale di una pistola calibro 7.65 completa di 12 proiettili. Altra accusa mossa ai danni di Giovanbattista fu quella di violenza domestica.
Grazie alle attività investigative dell'Arma del Nucleo operativo e radiomobile venne trovata una cassaforte nella quale era custidito lo stupefacente. Altra cassaforte era tenuta anche in casa di Mogavero.
Lo spaccio di cocaina non era la sola attività dell'organizzazione; di fatti anche spaccio di marijuana e hashish e attività di estorsioni ai danni dei clienti debitori erano frequenti. 
Risultavano diversi i casi in cui gli acquirenti di stupefacenti accumulassero debiti subendo poi “sequestri preventivi” di beni personali, come autovetture e carte bancomat che fungevano da garanzia del credito da riscuotere fino al momento del debito saldato.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Rita Ciccarese, Pantaleo Cannoletta, Rosanna Saracino, Alessandro Ruggeri, Laura Pisanello, Antonio Savoia, Cosimo Casaluci, Luigi Rella, Antonio Di Candia, Oronzo Maggiulli, Salvatore Rollo e Francesco Tobia Caputo.

Read 2305 times Last modified on Thursday, 15 January 2015 17:51

Ingegnere Informatico, Valentina ha da sempre avuto predilezione per tutto ciò che riguarda il sociale, la cultura e lo sport.

Vicepresidente dell'Associazione Culturale fino a settembre del 2016.

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