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Domenica, 04 Maggio 2014 10:40

Ecotassa, tra impegno e ricorso

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La minaccia dell’ecotassa ha messo alla prova un po’ tutti. Come scritto anche in un altro articolo, il concetto stesso di ecotassa è volto a stimolarci e a migliorare. È certamente un’aliquota “punitiva”, che mette su piani differenti quei Comuni che hanno investito risorse per migliorare rispetto a quelli che non hanno mai avviato politiche serie in merito alla differenziata. Un’aliquota che trasforma, quindi, una questione di carattere ambientale e sociale in un interesse di tipo economico gravante sui cittadini.

Diciamocelo francamente, l’ecotassa è una “matrigna” che ci mette con le spalle al muro e, si sa, in situazioni del genere, o si cerca una via di fuga o si contrattacca. È proprio il caso della comunità salicese che, nel corso degli ultimi mesi, ha “contrattaccato” prendendo a cuore la questione dopo esser stata sensibilizzata. I nostri progressi sulla raccolta differenziata RD sono evidenti. Osservando infatti i dati della differenziata RD salicese sul sito del servizio Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia, possiamo notare che, se a dicembre ci attestavamo ad un misero 5,80% di RD, nel mese di gennaio siamo passati ad un 7,90%, a febbraio abbiamo mantenuto un 7,48% di RD e nel mese di marzo siamo ulteriormente cresciuti fino ad un 9,26% di RD. Non è ancora noto il dato di aprile ma, del resto, anche l’impegno dei cittadini è abbastanza evidente: per rendercene conto basta farci un giro il giovedì mattina e osservare il notevole incremento delle buste esposte davanti alle abitazioni.

Dato che dobbiamo incrementare il valore di RD relativo all’anno 2013 del 5% entro il 30 giugno (5,8% + 5% = 10,8%), se continuiamo con questo trend, pertanto, potremmo anche farcela. Il risparmio economico per la comunità sarebbe notevole: si passerebbe da un’aliquota di 25,82€ ad una di 15,00€ per ogni tonnellata che conferiamo in discarica.

Anche la politica locale, al di là delle rispettive polemiche, ha dato i suoi validi spunti. Primo tra tutti il gruppo di Primavera Salicese, che già a dicembre scorso (quando l’ecotassa non faceva ancora paura a nessuno) ha messo in luce la questione con un convegno presso il circolo cittadino. Ma anche la sensibilizzazione serrata della Maggioranza è stata e continua ad essere essenziale, come anche  gli eco concorsi “Porta, pesa e Vinci”, gli incontri, le locandine e le bonifiche delle discariche abusive. Per non parlare degli incontri organizzati da Pd, Forza Italia e associazione Itaca, degli incontri con i commercianti e del Consiglio Comunale monotematico. Tutte queste iniziative messe assieme forniscono un bagaglio di valide idee, da approfondire con umiltà e senza preconcetti. Soluzioni che ora non possono più rimanere solo sul piano teorico dei convegni, ma che necessitano di essere messe in atto anche e soprattutto sul piano pratico. Per il bene di tutti.

In questo momento molti Comuni si stanno rimboccando le maniche attraverso sensibilizzazioni serrate e miglioramenti del servizio, Porto Cesareo ad esempio sta avviando il servizio dei bidoncini porta a porta, Guagnano ha addirittura stipulato un contratto ex novo per smaltire la frazione umida (grazie alla quale sono passati dal 25,73% al 59,64% di RD in soli tre mesi), ecc. È una corsa contro il tempo che, spero, non si arresti una volta terminata questa “minaccia”, anche perché, è bene ricordarlo, la vera sfida è quella di superare il 60% di RD. A fronte di tutto ciò, credo che si possa ormai affermare con obiettività che l’ecotassa sta riscontrando quegli esiti sperati di stimolo e miglioramento. In fin dei conti, se fosse stata prorogata per un altro anno, ci saremmo impegnati ugualmente?

Tuttavia sembra che sia nata un’altra “via”, ancora incerta, per far fronte alla minaccia di questa “matrigna”. È quella di metterla direttamente in dubbio attraverso un ricorso. Tale provvedimento è stato intrapreso da diversi Comuni della Provincia (capeggiati dal vicesindaco di Brotugno e Assessore Provinciale alle risorse finanziarie, Silvano Macculi) che si sono già affidati all’avv. Luigi Quinto per presentare  ricorso al Capo dello Stato contro l’ecotassa. Queste amministrazioni, a cui si è accodata anche quella di Salice con Delibera di Giunta del 17/04/2014,  si appellano al fatto che il costo dello smaltimento dei rifiuti in discarica  stabilito dall’ecotassa (25,82 €/ton) sarebbe troppo elevato perché “paghiamo già la selezione negli impianti sul territorio”. In sostanza, secondo quanto indicato dal ricorso, il valore dell’ecotassa definito dalla Regione Puglia sarebbe “incostituzionale” e violerebbe la legge nazionale 549 del ’95, pertanto dovrebbe scendere a 5,17 €/ton. Non si sa al momento se tale mossa sia o meno vincente, la cosa certa è che questi Comuni sosterranno comunque dei costi legali per affrontare il ricorso in questione.

Insomma, visti i progressi degli ultimi mesi, ma considerando anche tutti quegli aspetti connessi all’Aro e ai servizi regionali, nonché gli innegabili errori commessi dalla politica locale, l’arrivo dell’ecotassa peserà indubbiamente come un ulteriore macigno su una situazione già disastrata. Una cosa però è certa, se è bastata della semplice sensibilizzazione per sviluppare la coscienza dei cittadini e far progredire il nostro dato, figuriamoci quanto miglioreremmo se si intraprendessero anche quelle misure più pragmatiche e a lungo termine proposte e/o promesse in questi mesi. Non si sa al momento se riusciremo ad ottenere un’aliquota ecotassa di 5,17€/ton in seguito al ricorso o se otterremo una agevolazione con le nostre forze e il nostro impegno. Quindi, sulla base di tutti questi aspetti, non ci resta da chiederci quale delle due vie sia la più matura ed opportuna per affrontare il salasso che ci attende tra due mesi.

Letto 29683 volte Ultima modifica il Domenica, 04 Maggio 2014 11:11

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Daniele Perrone

Collaboratore Salic'é. Appassionato di urbanistica, di
politica, di ecologia e di tutte quelle pratiche virtuose che valorizzano
l'efficienza e la tradizione di un territorio.

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