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Salic'è - Teatro
Teatro

Teatro (72)

Appuntamento stasera alle ore 20 presso il Centro Polifunzionale “P. Benigno Perrone” con la Compagnia IL TEATRO DELLE GIACCURE STRITTE la quale, patrocinata dal Comune di Salice Salentino, ha organizzato una serata teatrale finalizzata alla raccolta fondi a favore dell’Associazione TRIACORDA onlus per il Polo Pediatrico del Salento.

Scopo della serata è quello di mantenere vivo il ricordo di Walter Scalpello, giovane salicese scomparso prematuramente dieci anni fa, a cui molti salicesi ripensano con affetto per le doti umane e artistiche che lo caratterizzavano.
Sarà la Commedia dell’Arte “IL SERVITORE DI DUE PADRONI” di C. Goldoni, nell’adattamento in vernacolo di Mimino Perrone che ne cura anche la regia, ad andare in scena con gli attori teatrali Antonio Leuzzi, Anna Innocente, Loredana Persano, Ilaria Giannotta, Lucia Ricciato, Franco Verdesca, Luigi Palazzo, Gabriele Cagnazzo, Francesco Bosco e Alessandro Marinaci. La direzione di scena è affidata a Patrizia Dell’Anna.

Abbiamo voluto ricordare Walter con la riedizione di questo testo Goldoniano, in quanto a mio parere è stato il suo capolavoro interpretativo quando nel lontano 2004 fu messo in scena per la prima volta con lui protagonista. In quell’occasione Walter si cucì addosso il personaggio del Servitore un po’ scaltro e al tempo stesso ingenuo, a metà tra Arlecchino e Pulcinella e con la sua mimica, i suoi movimenti scenici, il suo dinamismo recitativo fece allora divertire grandi e piccoli in molte platee del salento. Aggiungo poi che dal lato umano, Walter era l’amico di tutti: sempre pronto a spendersi a favore degli altri, grande organizzatore di eventi e manifestazioni soprattutto per far divertire i bambini e molto attivo nel campo del volontariato

La Compagnia “Il Teatro delle Giàccure Stritte” nata nel lontano 1991 grazie alla felice intuizione di Salvatore Scalpello, oggi presieduta da Franco Verdesca e diretta da Mimino Perrone, ha nel suo curriculum più di 280 spettacoli realizzati con opere in lingua di vari autori tra i quali Martoglio, Pirandello, Agatha Christie, N.Simon, Goldoni, Scarpetta, Aristofane, De Santis etc. e varie opere in vernacolo autoprodotte.

Nel corso degli anni ha vinto importanti premi e conseguito prestigiosi riconoscimenti in tante rassegne teatrali.

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Mercoledì, 16 Maggio 2018 09:34

La vita è bella... Tu no!

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Sarà la spendida corinice del Teatro Paesiello ad accogliere, l'11 giugno, la prima nazionale dell'eclettica e divertente commedia "LA VITA È BELLA... TU NO!".

Un'opera messa in scena dell'Associazione Culturale Oneira, scritta e diretta da Mattia Pascali che si contraddistingue per i toni brillanti, comici e goliardici ma mai volgari, narra la storia di un importante produttore cinematografico di origini kazake che, sul punto di morte consegna una teiera al nipote, figlio di sua sorella.

Questi, rimasto deluso dalla misera eredità, invoca involontariamente il Genio in essa contenuto. Per esaudire il desiderio del suo nuovo padrone, ovvero incassare un’eredità ben più cospicua, il Genio sarà costretto a tornare indietro nel tempo allo scopo di impedire al produttore di lasciare l’Italia, rischiando di perdere i propri capitali, e rientrare in patria per sfuggire a una delusione d’amore. Tra gag esilaranti e avvincenti equivoci, riuscirà il nostro Genio a perseguire il suo macchinoso intento?


L’autore: Mattia De Pascali, dedito soprattutto al cinema, come sceneggiatore e regista, torna a dedicarsi al teatro, dopo una breve esperienza romana.

Tra i suoi lavori, il più recente è il film McBetter, la cui uscita in home video è prevista per l’autunno.

Gli attori impegnati sono:

Massimo Mangia, un leccese romano che, dopo aver calcato i migliori palcoscenici della capitale, torna alle sue radici salentine, interpretando il Genio/Franz;

Donatella Reverchon, romana ma con cittadinanza leccese, porta la sua Roma in Salento, interpretando Esterina Panacchioni;

Maurizio Aiuto, abituato alle luci del cinema, si cimenta a teatro portando la sua estrosità, interpretando il magnate Zzurrovkij;

Alessandro Stajano, nipote della celebre Giò Stajano da cui ha ereditato verve e classe, triplica la sua performance regalandoci, tra gli altri, un’esuberante Lola Pamplona;

Elena Oliverio, al suo debutto teatrale, stupisce per la sua naturalezza interpretativa di Katharina.


11 Giugno 2018 ore 20.30

TEATRO PAISIELLO

Via Giuseppe Palmieri, 83, 73100 Lecce

Biglietti: platea € 10,00 Palchi Centrali € 10,00 Palchi laterali € 8,00 Loggione € 5,00Botteghino: 328 4717266

info: 328 4717266

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Giovedì, 05 Aprile 2018 23:39

DiGIOVEdì: la stagione teatrale di Leverano

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Al via il secondo appuntamento con “diGIOVEdì”, la stagione teatrale di Leverano partita il 22 Marzo.
La rassegna è promossa dal Comune di Leverano e organizzata dalla compagnia ALIBI – Artisti liberi e indipendenti, con la direzione artistica di Piergiorgio Martena.  

Il palco del teatro comunale, che già due settimane fa ha visto esibirsi, per il primo appuntamento della rassegna, Giuseppe D’Aversa e Patrizia Miggiano con “MUTTURA” opera di Walter Prete (rappresentazione sulle ecomafie che ha recentemente vinto il premio “Marcello Primiceri”), questa sera ha presentato “CLUB 27”, spettacolo prodotto da NASCA – Teatri di Terra, in cui l’attore Ippolito Chiarello conduce un viaggio tra miti e artisti scomparsi prematuramente all’età di 27 anni.

La rassegna “diGIOVEdì” proseguirà il 19 Aprile con “Bukowski – A night with Hank” a cura della compagnia Teatro dei Limoni di Foggia. Lo spettacolo, scritto da D.Francesco Nikzad e diretto e interpretato da Roberto Galano, sarà l’occasione per approfondire la conoscenza del controverso poeta statunitense.

La compagnia Produzioni Impertinenti col suo “Storie di Zhoran”, calcherà il palco il 3  Maggio. La piéce, scritta e interpretata da Giuseppe Ciciriello con musiche di Pietro Santoro, è dedicata alla cultura Rom, tra musiche, racconti e danze popolari.

La rassegna teatrale di Leverano terminerà il 24 Maggio con uno dei classici del teatro italiano, “La Locandiera” di Carlo Goldoni ad opera degli attori di ALIBI con la regia di Giuseppe D’Aversa.
All’interno della rassegna, anche tre laboratori teatrali gratuiti a cura dell’attore Piergiorgio Martena. Il primo, che ha avuto luogo il 24 Marzo, ha posto l’attenzione dei partecipanti su “l’incontro e l’azione”.

La prossima domenica, 8 Aprile, il laboratorio avrà come tema “L’azione e la relazione” e il 6 Maggio, “il testo e il pretesto”.

Per informazioni sui laboratori gratuiti che si terranno dalle 10 alle 17, è possibile prenotare al numero 328 8190297.

Per informazioni sulla rassegna:
diGIOVEdì // Stagione Teatrale a cura del Comune di Leverano
presso Teatro Comunale Leverano
Orario spettacoli: ore 21

Costo biglietto 5 euro
Info e prenotazioni: 329 1271425

Viola Marino

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Forte partecipazione a Salice Salentino nella domenica di Pasqua per la Sacra Rappresentazione Teatrale della Passione di Gesù Cristo "CHRISTUS" messa in scena dal Centro Sociale Parrocchiale "Don Mario Melendugno" e diretta da Rino Fantastico.
Una tragedia itinerante che ha le sue origini nel lontano 1997 e che, Salice Salentino e i paesi limitrofi, attendono con trepidazione.La rappresentazione, fissata per il giorno 25 marzo, è stata poi spostata al primo aprile causa mal tempo.
In scena Iacopo Tonello nelle vesti di Gesù, Nicoletta Cotugno interpreterà invece Maria.
Gli altri ruoli saranno interpretati da Francesco Matteo (Simon Pietro), Stefano Palazzo (Giovanni) Massimo Ligori e Giuseppe Verdesca (sommi sacerdoti), Roberto Tonello (sacerdote), Alessandro Fantastico (centurione), Pierpaolo Verdesca e Giampiero Melechì (1° e 2° manipolo vicino a Gesù), Giuseppe Fantastico (Ponzio Pilato) Teresa Vallone (Claudia), Francesco Leone (demonio), Sandro Leone sarà il cronista (voce fuori campo).
Importante il contributo di Franco Verdesca, da sempre nel ruolo di Gesù, che questa volta è stato al di là della scena.
Oltre 150 volontari, tra attori, figuranti e tecnici, sono stati coinvolti in una nuova edizione, arricchita di molte novità e che hanno reso la rappresentazione più suggestiva e coinvolgente.
Un’iniziativa promossa dal Centro Sociale Parrocchiale diretto da Stefano Orlandino che ha trovato la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Gal "Terra d’Arneo", Unione dei Comuni "Nord Salento".

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Inizia una nuova stagione nel 2018 della Compagnia Mura di Flamenco Andaluso. Giovedì 18 gennaio nel teatro comunale di Novoli, ore 21, si terrà il concerto e reading poetico "IL FUOCO NELLE MANI DI GARCIA LORCA: CANTE JONDO E FLAMENCO". Con esecuzione di brani di Flamenco del Chitarrista Compositore MAX MURA con danze della Coreografa ALESSANDRA GRAZIUSO e della  Ballerina MARIA GRAZIA CARROZZO e accompagnamento del Percussionista (cajòn e bongo) LAYE SECK;
Il reading  poetico dal Poemadel Cante Jondo di Federico Garcìa Lorca con DENISE COLLETTA, ViceDirettrice artistica della “Compagnia Mura”. Presentazione di  VINCENZA  DE  RINALDIS.
Direzione artistica di MASSIMO “MAX” MURA.
L'evento è organizzato dal comune di Novoli-Fondazione Focara, col patrocinio morale della provincia di Lecce.

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Premio Letterario Internazionale Vittorio Bodini
· IV edizione, 14 ottobre 2017, ore 20:30, Teatro Apollo, Lecce ·

La quarta edizione del Premio Vittorio Bodini Poesia e Traduzione è ormai alle porte: la cerimonia di premiazione del premio dedicato alla poesia e alla traduzione è fissata per sabato 14 ottobre 2017. 
Artisti e letterati di chiara fama saranno ospitati quest’anno da uno degli storici e più prestigiosi palcoscenici della città, il Teatro Apollo di Lecce, restituito ai cittadini lo scorso 3 febbraio dopo oltre trent’anni di chiusura e un restauro durato dieci anni.
Settecentocinquanta posti a sedere, marmi e parquet, stucchi originali saranno la scenografia del Premio dedicato al poeta e traduttore tra i più originali e significativi del Novecento, promosso dal Centro Studi Vittorio Bodini con il Patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Lecce, del Comune di Nardò, dell'Università del Salento e di Edizioni Controluce-Besa.

Conduttore della serata, come da tradizione, il giornalista Antonio Capraricache quest’anno sarà affiancato da uno dei nomi più noti del teatro italiano,Daniela Poggi, attrice, conduttrice e regista.

• La partecipazione alla cerimonia di premiazione sarà libera e gratuita, occasione per godere di un momento di letteratura e poesia in uno dei teatri più belli della provincia leccese. È possibile prenotarsi chiamando al numero 392 6970510 •

Il Premio Vittorio Bodini è assegnato a opere edite in lingua italiana e si articola in due sezioni dedicate alla poesia e alla traduzione con due rispettivi contributi in denaro. Il Premio prevede anche tre premi speciali assegnati a personalità che si sono adoperate in favore della divulgazione del nome di Bodini e della sua opera: il premio La Luna dei Borboni, il premio Le mani del Sud e l’Omaggio alla Memoria.

Numerosi autori e le maggiori case editrici hanno partecipato nelle quattro edizioni: moltissimi volumi pervenuti al vaglio della giuria sono stati pubblicati da editori noti e importanti come Mondadori, Einaudi, Feltrinelli, Adelphi, Garzanti, Marsilio, Sellerio, e altri ancora. E tra i nomi dei partecipanti spiccano poeti come Umberto Piersanti, Roberto Mussapi, Cesare Viviani, Gezim Hajdari e traduttori dalla riconosciuta bravura come Ilide Carmignani, Anna Mioni Elena Cappellini, Ottavio Fatica, Anna Linda Callow e numerosi altri. 
Protagonisti del Premio da vincitori, nelle scorse edizioni, sono stati Valerio Magrelli e Fabio Pusterla, Matteo Colombo e Nicola Crocetti, Vivian Lamarque e Massimo Bacigalupo.

Il Centro Studi Vittorio Bodini, presieduto da Valentina Bodini, figlia e unica erede di Vittorio, è stato istituito con l’intento di promuovere la conoscenza dell’opera letteraria di Vittorio Bodini attraverso molteplici attività culturali, artistiche ed editoriali. Da quattro anni i componenti del Centro Studi operano nel tentativo di restituire a Vittorio Bodini, poeta tra i più originali e significativi del Novecento e tra i maggiori interpreti e traduttori italiani della letteratura spagnola, spazi e riconoscimenti consoni alla sua memoria. 

Dal 2017 al Centro Studi è stata affidata una sede permanente a Nardò, nel Castello degli Acquaviva, dove è esposta la mostra permanente multimediale dell’uomo e del letterato dal titolo “Viviamo in un incantesimo. Vittorio Bodini tra letteratura e vita” a cura di Antonio Minelli. L’attività sin qui intrapresa sarà divulgata anche attraverso gli atti del Convegno Internazionale su Vittorio Bodini, tenutosi in occasione dei cento anni dalla nascita del poeta e traduttore, di recente pubblicazione per i tipi di Besa editrice.
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Vittorio Bodini nasce a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi. È uno dei più significativi e originali scrittori italiani del Novecento. Poeta, narratore, critico, operatore culturale, è ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola.

www.vittoriobodini.it

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Il Teatro Dantès Art Factory coordina "Il respiro del corpo", un’esperienza immersiva per il corpo e la mente nello splendido Chiostro di S. Domenico a Gallipoli, nell'ambito della rassegna "Sipari di pietra". 
Workshop a numero chiuso per un numero complessivo di venti partecipanti (aperto ad attori, danzatori e a chiunque voglia sperimentare le potenzialità del proprio corpo)

Il Workshop si terra dalle 18.00 alle 23.00
Quota di partecipazione € 60.00
Per info e iscrizioni: 

3200876262
teatrodantesartfactory@gmail.com 

STRUTTURA:
CORPO: Il lavoro prevede una prima parte di preparazione del corpo all’atto fisico partendo dallo zen-stretching, mezzo necessario per stimolare l'energia fisica e riattivare quell'elasticità muscolo-scheletrica fondamentale per una incondizionata e totale adesione del corpo all'espressività ricercata.
MOVIMENTO: La seconda parte è dedicata ad ampliare la consapevolezza corporea attraverso alcune pratiche di respirazione, rilassamento e concentrazione, seguite da esercizi di coordinazione finalizzati a stabilire un equilibrio dinamico tra gli emisferi destro e sinistro del cervello. Si passerà poi alla fase di visualizzazione e adesione corporea all'immaginario.
DANZA: In quest'ultima parte l'attenzione sarà diretta a rievocare l'azione poetica, mediante brevi sequenze danzate, a scoprire il ritmo del proprio corpo ed indagare le capacità e le potenzialità espressive che costituiscono la base dell'improvvisazione.
La danza si discosta dai conosciuti parametri del contemporaneo, segue una rotta differente, sottoposta a un costante processo di evoluzione nella ricerca di un teatro che narra.
Finalità/Obiettivi:
- Consolidare le conoscenze corporee di base sviluppando le capacità senso percettive e coordinative
- Accrescere lo stato di rilassamento e dinamismo
- Sensibilizzare ad un ascolto attivo verso i bisogni e le necessità del corpo
- Presenza scenica

Sabino Tamborra
Attore-Danzatore, studia e lavora a Milano con Tadashi Endo, noto danzatore Butoh, Franco Reffo (Compagnia di danza Corte Sconta), Durshan Savino Delizia e Cesare Ronconi (teatro "val d'Oca" di Cesena). Costruisce la sua metodologia di lavoro sviluppando tecniche di respiro, Zen - stretching, danza contemporanea e danza Butoh. 
Dal 1998 tiene corsi e stage di Zen - stretching e dance improvisation in Italia e all'estero (Bari, Bologna, Lecce, Livorno, Londra, Lugano, Milano, Napoli). Attualmente vive e lavora a Lecce.

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Domani 30 luglio, alle ore 21.00, Salice Salentino e nello specifico la piazza Caduti sul Lavoro, sarà testimone della 36esima replica de “La grazia”, una commedia rappresentata dal gruppo teatrale “Il Teatro delle Giàccure Stritte”, così chiamato per via del soprannome dato ai salicesi perché ritenuti avari (Stretti di Giacca), nato per gioco nel 1991 proprio a Salice Salentino, grazie ad una felice intuizione del compianto Salvatore Scalpello che per dieci anni ne è stato il trascinatore.
L’opera teatrale che fa parte del programma civile previsto in occasione della Fiera della Madonna della Visitazione, è scritta da Mimino Perrone, ed è tratta dalla commedia siciliana “San Giovanni Decollato” di Nino Martoglio.
Attraverso “La Grazia” si narrano le vicende di Mastro Agostino, modesto ciabattino e fervente devoto di Santa Pupa che, vessato dalle angherie verbali della petulante moglie Concetta, chiede alla santa la grazia, appunto, di far “cadere la lingua alla moglie”.
La figlia Rosina intanto, promessa in sposa, su richiesta di don Calogero Lupara, al compariello Uccio Carzittella, è invece innamorata del giovane dottore Gigino e di nascosto fugge con lui, gettando Agostino nella disperazione. A completare il quadro della narrazione: mastro Ciccio, barbiere e amico di Agostino, donna Carlotta zia di Gigino, il ciabattino mastro Raimondo e la piccola Cozzapilusa. Gli interpreti di questa esilarante commedia sono: Franco Verdesca, Anna Innocente, Antonio Leuzzi, Luigi Palazzo, Loredana Persano, Patrizia Dell’Anna, Gabriele Cagnazzo, Alessandro Marinaci e Mimino Perrone.
Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere veloci col regista Mimino Perrone e con uno dei protagonisti, Franco Verdesca.

Caro regista, siete giunti alla 36esima replica di questa commedia, cos’è che vi spinge ad andare in scena sempre con entusiasmo e a rendere unica la vostra performance?

Mimino Perrone: Sicuramente è la passione per il teatro che permette questo miracolo. Ed anche il fatto che ogni replica è unica per noi, anche se lo spettacolo è sempre lo stesso. Così come cambia il pubblico e la location, cambia anche lo stato d’animo e l’entusiasmo con cui si affronta ogni spettacolo, il che incide inevitabilmente sulla performance, rendendola sempre diversa.

C’è un’emozione particolare nel recitare nel vostro paese d’origine, in occasione di un evento molto sentito, come è appunto la Fiera della Madonna della Visitazione?

Mimino Perrone: Per noi è sempre entusiasmante recitare nel nostro paese in generale, ancor più farlo in occasione dell’evento più importante. Per anni è sempre stata la nostra compagnia ad iniziare il programma festivo, proprio in occasione del 30 giugno, ed ora che questa tradizione si sta riprendendo non può farci che ulteriore piacere.

Qual è il segreto per essere così benvoluti e apprezzati dal pubblico durante tutti questi anni di carriera?

Franco Verdesca: Credo che la forza delle Giàccure, oltre l’amore per il teatro, sia soprattutto la grande amicizia che lega i componenti del gruppo. Il personaggio che interpreterò domani, Mastro Agostino, è un sognatore umile, simpatico ed ironico. Penso che il pubblico chieda questo, l’autenticità, divertirsi senza troppi pensieri, rivivendo attraverso i personaggi delle storie che raccontiamo, momenti della loro vita quotidiana, che rimangono fedeli anche se caricati di comicità.

Come risponderebbe il suo personaggio ne “La Grazia”, Mastro Agostino, alla domanda precedente?

  Franco Verdesca: Tanto va la gatta al lardo...ca cu l’acqua soa stessa se coce!

Appuntamento a domani, allora.

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Nuova rappresentazione per il Teatro delle Giaccure Stritte che stasera porta a San Pietro Vernotico una nuova, ma antica, commedia: "Lisistrata".

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In scena Alessia De Blasi, Maria Margherita Manco e Francesca Caricato

IL “TEATRO DANTÈS - ART FACTORY” PRESENTA “LE TRE DONNE: BERENICE, LIGEIA, MORELLA”, ADATTAMENTO DA EDGAR ALLAN POE

Per la regia di Antonio Duma, con le musiche originali di Davide Manzone

Nella splendida cornice del Teatro “Garibaldi” di Gallipoli, andranno in scena ossessioni, saperi misteriosi e arcani e, infine, la sconfitta della morte! Il tutto nello spettacolo “Le Tre Donne: Berenice, Ligeia, Morella”, un libero adattamento da Edgar Allan Poe, per la regia di Antonio Duma, con le musiche originali di Davide Manzone. Tre donne sul confine con l'aldilà, tre incubi, tre storie d'amore esasperato in cui le protagoniste hanno la forza di trascinare nell'inferno dell'orrore e della dannazione gli uomini che le hanno amate. Le “Tre Donne” saranno interpretate da tre giovani e promettenti attrici salentine: Alessia De Blasi, Maria Margherita Manco e Francesca Caricato.

Dopo lo spettacolo, ci sarà una degustazione di una selezione di vini delle “Cantine Bonsegna”. Lo spettacolo andrà in scena il prossimo Lunedì 31 Ottobre, presso il “Teatro G. Garibaldi”, alle 21; biglietto d’ingresso 7,00 €.

I tre racconti proposti sono stati scritti tra il 1835 e il 1838 da Edgar Allan Poe, scrittore e poeta statunitense. Sono la ricostruzione morale e fisica delle “Tre donne”, la cui bellezza e intelligenza rappresentano, per lo stesso autore, motivo di un ingannevole incanto, che lo condurrà a un’esistenza di dolore. Un dolore fatto di conflitto con la morte, di terrore di figure mostruose, che appaiono dai reconditi antri della sua mente, influenzata dal piacere intellettivo di una conoscenza e di un sapere a volte esasperati e ossessivi, ricondotti emblematicamente alle figure di Berenice, Morella e Ligeia.

C’è, dunque, uno stretto legame nei racconti che ritraggono le figure delle “Tre donne”. Le tre figure, che l’autore minuziosamente descrive nella loro bellezza esteriore e interiore, sono avvolte da un alone di fascino, dapprima etereo, vagamente divino, e, infine, irreale, quasi spettrale. Un alone di fascino che, forse, anche ingannevolmente, attrae lo stesso autore, fatalmente ammaliato dall’energia dei sentimenti e delle emozioni della graziosa Berenice, della conoscenza sapiente e misteriosa dell’opprimente e malinconica Morella e dell’immortale Ligeia. A differenza delle donne, l’autore non ama, o, meglio, è la perdita delle donne, causata da morti improvvise, a fargli considerare “amore” quell’affetto, quella stima che provava nei loro confronti, quell’ossessione per il loro sapere o per le loro particolari “anomalie”. Sarà la mente, la ragione a condurre le sue emozioni: il ragionamento, le meditazioni saranno il suo modo di comprendere il mondo e di concepire la relazione con le donne. Rimanendo, comunque, succube delle donne e della loro intellettuale essenza. Concludendo che senza di essa, senza di esse, non potrà vivere. Nello scritto originale di Edgar Allan Poe, da cui è tratto questo lavoro teatrale, il protagonista-autore finisce per sentirsi privato della guida dei propri sentimenti, vedendo nella tragedia della morte delle “tre donne” l’origine del suo dolore fisico e psicologico.

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