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Giovedì, 28 Marzo 2019 22:11

Cartoline portoghesi #4 Dio In evidenza

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Questa mattina, quando mi sono svegliata, sul cellulare mi è arrivato un messaggio da Dio. Non il vero Dio, anche perché sarebbe un po’ un miracolo, però c’è un’applicazione su messenger (non so per quale ragione si sia attivata sul mio profilo), che ogni tot di giorni mi manda dei messaggi col suo nome. Oggi, quindi, tra le varie notifiche, avevo anche questa qui, con la dicitura “God”, perché è in lingua inglese. E il messaggio diceva “Hello Denise, do you feel you are humble?”, cioè Lui che mi chiede se sono umile. Okay. Io ho detto di no, perché nessuno lo è veramente. Se lo fossimo il mondo non sarebbe il pasticcio di carne e sangue che è. Pensiamo di avere tutto il tempo dell’universo, di essere invincibili, di fare quello che ci pare e piace tanto ne abbiamo il diritto, di cadere e rialzarci come se fossimo di gommapiuma. E invece poi, chi te l’ha detto. Che ne sai. Dio mi ha risposto che è comprensibile che io non lo sia, ma ogni tanto è giusto ricordarsi che non siamo onnipotenti e non siamo infiniti come Lui. Ehi grazie, mi era giusto successa una cosetta qualche giorno fa, e avevo sbattuto la faccia con la realtà, per la seconda volta. Che poi “sbattere la faccia con la realtà” è un’espressione proprio comica nel mio caso.  Mamma mia quanto siamo fragili. Mamma mia quanta tristezza quando non riusciamo a dire le cose che per noi contano di più. Che imbarazzo a vivere davvero. Soprattutto quando c’è sempre l’ombra del fallimento che aleggia spettrale. Chi ci riesce a fare sempre tutto bene? Che invidia. Ma poi, che cosa rimane? Una stanza in ordine, le scarpe allineate, nessuno strappo sui vestiti. E invece, bottiglie aperte, briciole dappertutto, padelle da lavare, le rimanenze di due torte che hai fatto solo perché non volevi pensare. Scarpe nuove, per la bella stagione. Alle sei del mattino la stanza si inonda di luce come se fosse mezzogiorno. Quant’è difficile dormire, a volte. Tu lo sai che cosa significa? Respirare anche quando fa male, che siamo fatti così, dobbiamo reggerci in piedi da soli, chiedere aiuto il meno possibile, che tanto chi vuoi che ti risponda, andare avanti, in modo disperato, chissà verso dove poi. Le luci che mi abbagliano gli occhi. Ho capito che le discese non fanno per me. Solo salite. E “quello” mi chiede se sono umile.

Letto 419 volte Ultima modifica il Giovedì, 28 Marzo 2019 23:09

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