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Giovedì, 21 Marzo 2019 23:03

Cartoline portoghesi #3 Apanhar sol In evidenza

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qree

Ci sono troppe ricorrenze. La giornata della mafia, del razzismo, del tiramisù, il compleanno di una delle mie migliori amiche, l’anniversario di nascita della Merini e di Tenco, la superluna. La giornata della poesia, come se già non fosse poesia questo fatto che l’inverno finisce, anche se sembrava impossibile e lunghissimo. E invece. Primavera. Il sole alto nel cielo già alle 7 del mattino, le scie di due aerei che quasi si scontrano. E invece. La calma di una cucina che riconosci come casa (visto che ci passi quasi la maggior parte del tempo, aspettando chi ritorna da lezione come te e si ferma a chiacchierare).
Le confidenze che pensavi non potessero mai esser fatte, gli abbracci di consolazione che ti ritrovi a dare, impacciata, a qualcuno che ti aveva rivolto la parola solo tre volte. La difficoltà di voler esprimere tutto quello che senti con un vocabolario limitato. La sicurezza di quello che vuoi, l’incertezza di quello che avrai. I capelli che dopo averli lavati profumano di gelato alla nocciola. L’unico foulard che hai non si abbina con nessun maglione ma lo devi indossare per via di quel mal di gola che si ostina a non passare. Così come il mal d’orecchio, e di testa.
Questa mattina però ti sei svegliata allegra, perché le ricorrenze sono importanti e il corpo lo sa. Il corpo sa sempre tutto. Anche questa tosse che non va via, che si ferma all’altezza della gola e non ti fa parlare. Ma oggi è diverso. Oggi ti sei svegliata allegra, proprio allegra, ché sei quella che cerca sempre di portare il sole nella vita degli altri e invece, come se lo sapessi, ti sei seduta sul balcone a lasciare per una volta che il sole entri nella tua, di vita. E hai pensato che vorresti comprare un paio di sandali, per camminare a piedi liberi. Benedette velleità. Ma non un paio di sandali qualsiasi, no, non è mai un paio qualsiasi per te. Li hai visti in un negozio due settimane fa, mentre sceglievi un regalo e hai pensato “quelli saranno miei” e lo saranno, che se c’è un punto fisso della tua vita che ti ha reso sempre molto distante da tutti gli altri intorno a te, è che sai benissimo quello che vuoi (anche se quando ti chiedono di scegliere potresti metterci un’eternità). Sì, nonostante tutti i cambiamenti che hai dovuto sopportare per reinventarti ogni volta e non lasciarti andare mai, sai benissimo quello che vuoi. E sai benissimo che sei l’eccezione. Che poi in realtà, quello che vuoi sono una serie di ispirate sciocchezze (la difficoltà consiste nel trovare il modo di commetterle, diceva il signor Shaw). Cose semplici, ma non cose facili. La differenza è tutta lì, ma pochi sanno coglierla. Una porta non si apre che con una chiave, non ne esistono due diverse che possono farlo. Quella è. Inutile accanirsi se le cose non vanno. Smettere di chiedere. Mi sono lavata la faccia con un sapone all’argilla, dice che serve a purificare la pelle. Non mi sono truccata, mi sono guardata allo specchio e quello che ho visto mi è piaciuto. Canto “Arrivederci tristezza, oggi mi godo la mia tenerezza. E domani chissà.” Guardo la luna, spero di non confondermi. Spera di non confondermi.

Letto 153 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Marzo 2019 00:01

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