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Domenica, 03 Febbraio 2019 15:24

Cartoline portoghesi #2 Rise and shine In evidenza

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È da ieri che ha smesso di piovere, precisamente da quando mi sono trasferita nella nuova casa. Mi sembra giusto, dopotutto un trasloco durato due giorni con otto valigie sotto il diluvio universale e senza nessuno che possa aiutarmi (la mia ex coinquilina ha ancora la febbre) è un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. Anche se sono piuttosto convinta che il tassista numero due non la pensi allo stesso modo, dato che solo il tassista numero uno ha avuto la gentilezza di scendere dall'auto per accompagnarmi fino al portone, e farsi una doccia sotto la pioggia come nei migliori cliché delle commediole romantiche (di solito è il momento in cui lui capisce che non può vivere senza di lei e ritorna pentito e blablabla quelle cose lì, da film insomma). L'altro tassista è sceso dall'auto giusto per creare un incastro tra una valigia e altre quattro borse, passare tutto nelle mie mani come una staffetta e via, vai con Dio ragazza che studia cose artistiche, e l'avevo capito visto che indossi il basco bordeaux, e hai i capelli corti come una francese, e non si sa mai quando smetterà di piovere, ha detto proprio così, nella breve ma intesa conversazione che abbiamo avuto durante il tragitto.

Il risveglio è stato un po' come se fossi in una puntata di Gossip Girl a Manhattan, nella mia mente ho chiaramente sentito la voce in sottofondo che diceva “Good morning, Upper East Siders. This is your wake up call. È mattina a New York, rise and shine, è ora di svegliarsi dai brutti sogni, saltare giù dal letto e cominciare a fare programmi per un futuro radioso.” Tant'è che come vicino di stanza c'era anche un simil Nate Archibald. Così, ho sceso la scalinata in legno (senza dare il braccio a nessuno) finché non ho invece dato la mano alla donna delle pulizie che mi sono ritrovata in cucina (e che molto scioccata da ciò) mi ha fatto un sorrisone e ha detto che ho un nome bellissimo, presentandomi suo marito e suo fratello che poco prima erano nel salotto indaffarati con altre faccende. Ho continuato a bere il mio latte d'avena, gustandomi la vista fantastica dalle vetrate di questo quinto piano, convincendomi sempre di più del fatto che ci sono momenti, anche se durano attimi, che valgono tutte le prove che ho dovuto superare finora, e che probabilmente non sarei mai stata in grado di apprezzare, se le cose non fossero andate esattamente così.

Letto 198 volte Ultima modifica il Lunedì, 04 Febbraio 2019 00:01

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