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Venerdì, 24 Agosto 2018 22:22

Cartoline non spedite #55 Golden hour In evidenza

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Non ho mai riflettuto abbastanza circa la mia posizione rispetto ai temporali estivi. Li amo o no? È come se mi dicessero, lo vedi come può cambiare tutto in un momento? Te la ricordi ancora l’estate, ti pare possibile che fosse lì solo qualche ora fa? E ti piace ancora? Sì, probabilmente amo i temporali estivi. Mi fanno ricordare che le pause e le interruzioni servono a capire quanto sia importante qualcosa per me, e quanto mi piaccia. Credo che l’estate sarà per sempre la mia stagione preferita,e sì, l’attenderò ogni volta con entusiasmo. Anche se passa in fretta (proprio perché passa in fretta). E anche se verso la fine di agosto si inizia già a sentire quella malinconica percezione dei finali (io non sono mai stata brava con i finali), del non essere riuscita a fare tutto quello che c’era da fare (in fondo le liste si compilano per avere dei motivi per andare avanti, mica per depennare tutto, mi dico). Solo una settimana fa ero su un aereo, e quasi rischiavo di perdermi in un aeroporto grande quanto il mio paese (non che ci voglia molto, in effetti), e oggi invece fulmini, tuoni, prelievi e vaccini, forse febbre. Ho rivisto l’elenco dei posti che avrei voluto visitare, che sollievo non essere riuscita a vederli tutti, perché come dice uno dei miei scrittori preferiti, un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro quando si parte. Poi magari non si torna più, ché la vita fa sempre quello che vuole, anche se ci illudiamo di poterla governare, ma intanto rimane l’illusione che ci mantiene accesi. Secondo me assomiglia un po’ alla luce delle sette di sera, quando tutto si avvolge di un’aura particolare (mica a caso la chiamano “golden hour”), poco prima del tramonto, non più di venti, quaranta minuti al massimo. Forse è tutto lì. Forse è davvero tutto lì. Il resto è solo attesa. Così, le altre stagioni, ruotano attorno a qualcosa che sanno di non poter mai raggiungere davvero. L’inverno si mette proprio d'impegno a farsi odiare, come quelle persone sempre musone; la primavera cerca invano di imitarla, e l’autunno vive nel suo ricordo. Ed io che adoro l’estate, amo Ottobre tra tutti i mesi dell’anno, che nella contemplazione della memoria, si sa, ogni cosa ci appare più bella di quella che è.    

Letto 307 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Agosto 2018 22:45

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