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Venerdì, 27 Luglio 2018 15:26

Cartoline non spedite #52 Sonno

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affaaf

Il tempo del racconto è materiale necessario per fruire di una storia. Di una qualsiasi storia. Se davvero vuoi, dieci minuti li trovi, mi sento dire, e rido perché nei cerchi concentrici dell’esistenza sono poi le stesse frasi che mi ritrovo a dire anch’io. Magari fosse così semplice, dico e mi rispondono. E mi confondono. C’è qualcun altro che mi riporta alla realtà, ormai da anni, e benedico il dio di lassù (qualunque esso sia), perché si ha sempre bisogno di chi ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, ma soprattutto dove vogliamo andare. Poi ci sono incontri inaspettati, e risate che ti ricordano altri tempi, quando c’erano altri problemi, ma comunque un modo per scherzare  lo si trovava, insieme. Cercare casa è una delle esperienze che mi mancava, ma che in un modo o nell’altro prima o poi sarebbe dovuta arrivare. Solo che accade in un’altra lingua, e non è né la mia né la loro. Il destino è veramente sempre molto curioso, ed io ripenso che fin da quando frequentavo le scuole elementari stavo sempre a dire ai miei genitori, che all’epoca si chiedevano se non fossi pazza, e mi guardavano come una piccola aliena, insomma stavo sempre a dire che avrei voluto andare a vivere in America, “da grande”. Oppure quando stavamo a litigare, io ingenuamente urlavo “va bene, allora me ne vado ora e mi trasferisco a New York”. In realtà poi quel desiderio non è mai passato, è rimasto, ma come rimane qualcosa che chissà se accadrà mai. Quelle tipiche cose che ti sembrano sempre troppo belle per essere vere e invece di rincorrerle va a finire che le lasci andare e le perdi. A me è successo così, tantissime volte. E anche con un sacco di persone. Ma se la responsabilità per le cose strettamente personali è solo mia, con la gente è diverso, perché si deve essere sempre in due a volerlo, e nessuno può fare il doppio del lavoro, perché poi una mattina ti svegli e ti rendi conto che a crederci eri solo tu. E la consapevolezza di ciò non è mai bella, ti lascia solo un vuoto enorme da riempire con quantità abissali di cinismo e disillusione. Lo vedo negli altri, e mi dispiace così tanto. A me invece lascia il ricordo di tutta la forza e la tenacia che sono stata in grado di avere. Ma in fondo sono un po’ stupida, perché voglio solo la bellezza, datemi solo meraviglia e delicatezza. E tre o quattro ore in più di sonno.  

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