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Venerdì, 06 Luglio 2018 23:50

Cartoline non spedite #49 Mongolfiera In evidenza

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Una mongolfiera non vola se non lascia andare vie le zavorre. Zavorra, questa parola ha un suono fantastico. Sembra quasi che già a dirlo se ne riesca a percepire tutta la sua pesantezza. Sulla mensola del bagno, tra le varie creme, ce n’è una per i talloni screpolati, solo che io non la uso mai. La guardo ogni mattina, ma non avendo i talloni screpolati, la sua utilità per me è uguale a zero. Poi di colpo accade che mentre sei seduta, inizi a sentire un formicolio improvviso alle mani, alle braccia, alle gambe e poi ai piedi. Proprio quei piedi che esistono anche se non metti mai la crema, perché i talloni non sono screpolati. E inizi a riconsiderare tutte le piccole cose a cui non fai mai attenzione. Quelle che si danno per scontate. Quelle che si mettono da parte perché ce ne sono altre di più importanti. E poi invece capisci che. Capisci che avresti dovuto fare quello che fanno gli altri. Quelli che vivono meglio. Una cartolina nata contro il panico. Il caldo, i dieci giorni di ritardo, le mail con gli errori da correggere, le partenze vicinissime che potrebbero non essere poi così sicure. (Cosa lo è?) Sai salvarti e annientarti nello stesso istante. Come una partita persa negli ultimi dieci secondi del secondo tempo supplementare. (Da non crederci, eppure è così.) Il profumo dei gelsomini che è forte e pungente, acre e dolce allo stesso tempo. La corriera che non passa quando tra meno di un'ora hai un esame e allora devi risolvere il problema al più presto possibile per non mandare a puttane una sessione. Fare rete aiuta sempre. Questa estate me ne ricorderò. Andrò a pescare. Respira. Non lasciarti travolgere dalle emozioni, lo sai che è solo un passaggio e passerà. (Quante cose bisogna raccontarsi per andare avanti). Respira. Hai letto da qualche parte che dipende tutto dal respiro. Dieci gocce e finalmente riesci a lasciare andare le mani. Quelle mani che stringevano il vuoto e non riuscivano a ritornare nella loro posizione normale. I piedi che possono dimenarsi. La mandibola che trema e gli occhi che pulsano. La pressione bassa. Chi sa calmarti. Uno, due, tre. 

Ci sono poche cose da dire quando è il corpo a parlare. Perché il corpo sa sempre cosa dire. Scriveva Hermann Hesse nel Siddharta: ... « Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri. »

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