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Domenica, 13 Maggio 2018 20:37

Cartoline non spedite #41 Dimensioni In evidenza

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Forse il problema fondamentale della comunicazione è che non ascoltiamo per capire l’altro, ma per rispondergli. È che noi siamo al tempo stesso la porta dove vorremmo entrare e il suo guardiano. Capisci quant’è difficile? Quando feriamo qualcuno senza neanche rendercene conto, quando veniamo feriti e l’altro neanche se ne rende conto. Dove finiscono i sorrisi? E la gratitudine? Non voglio che restino solo le lacrime. Io non ne posso più. Certo, le parole mi feriscono, ma non a morte, altrimenti non starei qui a scriverne. Il tuo passo è difficile da reggere, è quello che penso ma non ti dico, perché “il tuo passo è difficile da reggere” è quello che mi dicono. Poi tornano tutti, certo, ma a volte è davvero tardi. Sono andata troppo avanti, troppo lontana, uno scatto che ha distanziato tutti. È accaduto proprio questo, tantissime volte. Ma così non era successo mai. Non sono né lieta né infelice, è una somma di sensazioni indefinite. A volte capita. Allora ci dirai, verso la fine, poco prima di concludere l’anno, intensifichiamo i rapporti da due a tre, perché l’odio sia odio vero oppure niente. Dobbiamo spostarci verso il grottesco, nella finzione come nella vita probabilmente. Ci costruiremo delle antenne e delle ali, saremo zanzare tigre, le più stronze. Ma la vita è già grottesca di suo, e ti concede solo sette giorni di tempo per recuperare dal passato tutto quello che potrà servirti nel futuro, e mi raccomando, ti dice, non dimenticare di comprare una marca da bollo da sedici euro. Ogni cosa ha un prezzo, inevitabilmente. Do ut des. Non era così per me, non lo è mai stato, eppure ho avuto degli insegnanti appassionati, e ora tutto quello che so lo devo a loro. Grazie, gentilissimi. In punta di piedi, se necessario, saprò sparire, trasportarmi in un’altra dimensione. Rimarrà di me solo una visione, la percezione di un’idea. Così, anche se per strada dovessero esserci dei vetri rotti riuscirò a non ferirmi. Ci guardiamo negli occhi ma chissà cos’è che vedi. Sulle gambe ho dei lividi, questo posso dirtelo. Saranno gli unici visibili, te lo giuro. Gli altri li tengo per me. Se hai permesso al dolore di renderti cattivo allora è stato tutto sprecato. Arriva al punto in cui non puoi scegliere più, il punto in cui tutto è inevitabile. Qualunque cosa tu farai, abbi cura di farla con delicatezza.

Letto 320 volte Ultima modifica il Domenica, 13 Maggio 2018 20:50

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