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Venerdì, 20 Aprile 2018 19:56

Cartoline non spedite #38 Sviluppi In evidenza

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Ciao bei capelli.
Mentre camminavo nei vicoli di Lecce per andare a sviluppare una pellicola fotografica, un ragazzo mi ha chiamata così, e a me è sembrato molto buffo, perché nell’elenco delle cose di cui sono soddisfatta e orgogliosa di certo non ci metterei i miei capelli. Anzi, a dire il vero li odio con tutta me stessa. Amore e odio, s’intende. È che proprio non riescono a stare fermi, né in ordine o al posto giusto. Sembra sempre che io sia reduce da un uragano e quando riescono a stare in ordine, l’inganno dura poco. E poi, basta che io mi giri ovunque e ne trovo mille di ragazze con questi capelli perfetti, ma davvero perfetti. Sembra che siano appena uscite dal parrucchiere in qualunque momento della giornata, con qualsiasi clima atmosferico, scirocco, tramontana, ponente, levante, che importa. A volte mi chiedo se siano proprio dei capelli veri, o delle parrucche. Sì, a volte me lo chiedo, e questa così mi fa arrabbiare moltissimo. Perciò questo ragazzo l’ho guardato a metà tra l’incredulo e il “ma dai, ma che sfotti”, gli ho sorriso e ho continuato dritta per la mia strada, con il mio passo da lena, tanto c’era il sole, e alle bugie col sole ci si crede di più.

 Come cambiano le cose. Chi vive e vivrà per sempre nei paesini di provincia non se ne rende conto, abituato com’è a questa concezione della vita che tutto debba rimanere uguale, perenne, nei secoli dei secoli. Chi ogni settimana si divide tra varie nazioni invece sa benissimo che anche un minuto può essere fatale e ogni cosa diversa. Eppure basta anche lo sviluppo di una semplice pellicola fotografica a distanza di due mesi per rendersi conto che non bastano i pranzi condivisi insieme, non basta aver spronato qualcuno a fare qualcosa, non basta neanche pensare che certi legami una volta instaurati non posso che crescere e germogliare sempre di più. A volte non basta neanche impegnarsi per far funzionare le cose, perché senza troppi giri di parole le cose cambiano. Anzi di parole non ce ne stanno più, ormai da mesi. Ritrovo una foto in cui A. fa con le dita il segno di vittoria, abbracciandosi ad F. Solo che noi non ci parliamo più, e io non so neanche bene perché. Doveva andare così. Buffa la vita. Lei sì che veniva fermata sempre per la bellezza dei suoi capelli. Particolarissimi. Ciao bei capelli.

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