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Venerdì, 02 Marzo 2018 19:03

Cartoline non spedite #31 Libertà In evidenza

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Disinnescati. Disinstallati. Disinformati. Disinibisciti. Disgiungiti. Dividiti. Disintonizzati. Divertiti. D.
Ci ho provato, te lo giuro. Ci ho provato a staccare il cervello, ma il mio problema è sempre lo stesso. Vorrei che tutti capissero quello che penso, e mi premuro di spiegarglielo mentre parlo, a volte sottolineando il tono di una parola. Non ce n’è bisogno – facile per te, mi dico. No, non è facile neanche per un cazzo, mi dici. Chi ti è accanto deve capirlo da sé, o non capirlo affatto. Non star lì a spiegare sempre tutto. Ma da dove deriva questa tua voglia impellente di fare sempre una lezione? Di portare ogni cosa ad un livello cerebrale. Sei completamente fottuta.  E poi diventi anche antipatica.

La verità è che sono un’illusa. Mi dico che le cose possono cambiare, se uno s’impegna e ci crede davvero, e invece mi basta guardarmi intorno per capire che non è così. La meritocrazia è davvero una chimera, e la cattiveria regna, sempre e comunque. Talvolta ci sono dei piccoli paradisi privati, ma quelli non hanno molta rilevanza a livello globale. Sì, certo, si inizia dapprima a coltivare il proprio giardino, ma che succede se uno il giardino da coltivare non ce l’ha? E magari non ha neppure una casa, altro che giardino.

Ci preoccupiamo sempre di rispondere alla domanda “cosa vorresti per il mondo?” una di quelle belle risposte pronte e confezionate tipo “la pace”, il problema è che nessuno ci è mai stato in guerra. Chi è che pensa mai a degli obiettivi concreti, vicini alle nostre possibilità? È sempre molto facile crogiolarsi nell’attesa di un’utopia inattuabile. Ma quello che abbiamo intorno è peggio di una guerra, anche se non ci sono feriti, anche se non ci sono morti. L’ignoranza dilagante e le espressioni qualunquiste mi fanno venire voglia di espatriare a chilometri di distanza. Che bella la libertà, anni e anni di sacrifici per poterla ottenere. Anche se poi mi ricordo che tra tutte le libertà c’è anche quella di essere dei coglioni. Dei completi e giganteschi coglioni. E guarda caso, tra tutte questa è proprio la libertà più abusata. La cosa che mi fa sorridere è che non c’è una differenza di sesso, assolutamente il sesso non c’entra nulla. Puoi essere una donna cogliona e puoi essere un uomo coglione, non fa differenza. Allora sì, magari rivendichiamo questo diritto asessuato. Tutte quelle battaglie – per carità, ammirevoli in certi casi – a favore di un sesso piuttosto che di un altro, e poi arriva una deficiente (o un deficiente) a farti capire che proprio no, il sesso non c’entra niente. È tutta una questione di mente. Di ogni singola mente. Così come la morte è parte integrante della vita, anche l’essere coglioni è parte integrante della libertà. Lo scopro tardi. Che bella la libertà, ho potuto scrivere “coglione” per cinque volte in meno di dieci righe, e non sto neanche a preoccuparmi se questo possa essere considerato volgare o meno. Dopotutto anche Leopardi lo usava nei suoi scritti: “Amami, caro Brighenti, e ridiamo insieme alle spalle di questi coglioni che possiedono l'orbe terracqueo. Il mondo è fatto al rovescio come quei dannati di Dante che avevano il culo dinanzi ed il petto di dietro”.  Ti avverto, non sfidarmi al gioco degli sguardi, io so reggere, ne usciresti perdente.

Letto 404 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Marzo 2018 19:09

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