Letteratura
24 su 24 Opinioni & Informazione
redazione@sali-ce.it 329.2792189

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.
Venerdì, 02 Febbraio 2018 19:42

Cartoline non spedite #27 Sforzati In evidenza

Scritto da
Vota questo articolo
(2 Voti)

Ho una concezione troppo alta dell’umanità per potermi accontentare di quella presunta che vedo intorno. Non ha niente a che fare con lo snobismo o con l’avere la puzza sotto al naso. Se in un momento scomparissero tutte le immagini, se in un solo momento scomparisse qualsiasi fotografia o figura.
Ho bisogno di bere un bicchiere d’acqua perché il reflusso gastrico mi ha lasciato un sapore in bocca troppo amaro, così all’improvviso, eppure avevo da poco mangiato un quadratino di cioccolato fondente.

Un giro di valzer, di polca, di mazurca, di mattonella, inventa una parola solo per me, ma che sia delicata. Morbida e aggraziata. Arriveranno dolci sogni, anche se prima hai dovuto vedertela con quattro incubi, dico quattro, e tutti reali, e infatti non capivo come tutto questo fosse accaduto solo in mezz’ora e non invece in almeno una decade.
Quando in cielo ci sarà la luna piena, e i cardellini torneranno a parlottare tra di loro, lasciami andare, sarò io a cercarti. Anche se molte parole si dicono tanto per dire, e io ne ho le prove. Non perché le ho dette, ma perché le ho sentite pronunciare e minuziosamente le ho raccolte e archiviate in ordine alfabetico, per poterle trovare subito all’occorrenza. Mi è costato un po’ di fatica, ma lo sforzo ne è valsa la pena. Solo che adesso c’è la lettera zeta che mi punta una pistola continuamente. Da quel momento, in ogni azione che svolgo, sono costretta a sentire su di me quest’arma carica e non so quando premerà il grilletto, se lo premerà. Magari è la giusta condanna per aver voluto incasellare e ordinare, in questo museo letterario. Perché le parole si dicono, e a volte si scrivono, ma una volta che si sono dette e si sono scritte diventano altro da noi, e io me ne rendo conto sempre più spesso. Le parole che scrivo diventano degli altri, e non c’è più possesso, non c’è più ordine, sono solo una somma di lettere, che cambiando l’ordine divengono altro e diventano di tutti. Per fortuna però che quello che vivo, lo vivo soltanto per me, perché bisogna essere molto egoisti per poter diventare altruisti. Io a volte sono distratta, poi mi ricordo che i doni non si rinfacciano mai, soprattutto quando non ce li danno, specialmente quando non ce li fanno. E allora mi ricordo di respirare, che tutto esiste anche nella mancanza. Se in un momento scomparissero tutte le immagini, se in un solo momento scomparisse qualsiasi fotografia o figura. Almeno avrei voluto saper disegnare, ho sempre avuto questo desiderio che resterà incompiuto. Sapessi almeno disegnare, farei il ritratto del ricordo, nonostante quella dispettosa lettera zeta che mi continua a puntare la pistola, e non spara. Forse con questa tensione si disegna meglio, forse mi ricorda che bisogna sempre vivere, qualsiasi cosa significhi. Non lo saprò mai, in realtà, perché la risposta ce l’avevo in una foto, ma non in una foto reale, ancora peggio, in una foto della mente, e non riesco più a leggerla, perché gli occhi mi si sono riempiti d’acqua, ché sono andata a vedere un laghetto pieno di oche e queste mi hanno infradiciato. Se solo ti sforzassi almeno un po’, io non so più come non dirtelo. Non volevo saperlo. C’è una quantità immensa di conoscenza e tutto ciò non fa che aumentare la mia ignoranza. Io guardo il laghetto e tu mi parli di anatre, rinoceronti, fenicotteri, pterodattili. Alzo gli occhi al cielo e mi chiedo quando la lettera zeta, costantemente al mio fianco, sparerà. Non ti ascolto più, mi chiedo solo se la sua mano sarà abbastanza ardimentosa. Ma la zeta non spara mai, è solo molto sadica e si diverte così. Sforzati mentre mi sforzi, lasciami dormire almeno un giorno intero.  

yaoyao

 

Letto 464 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Febbraio 2018 20:12

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Devi effettuare il login per inviare commenti

Importante

Il presente sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 07/03/01. Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Oggi51
Ieri167
Questa Sett.218
Questo Mese6132
Totale1483407

Martedì, 23 Ottobre 2018 08:00

Chi è on line

Abbiamo 170 visitatori e nessun utente online