Letteratura
24 su 24 Opinioni & Informazione
redazione@sali-ce.it 329.2792189

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.
Venerdì, 01 Dicembre 2017 15:51

Cartoline non spedite #18 Sospensioni In evidenza

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

Tutte le promesse che non abbiamo mantenuto e che tornano all'improvviso, quando per caso, ti guarda un ragazzo con gli occhi neri. Un ragazzo in divisa che fa da guardia all'altare della patria. Qual è la nostra casa? Qual è la nostra patria? Quella per cui abbiamo combattuto, profonda, intima e personalissima patria, sempre pronta a risorgere e ad essere difesa. Tra le mille interruzioni che ci vengono imposte, le distanze, le pause non richieste e quelle volute e necessarie, c'è l' adattarsi ad un passo che non è il nostro.
Ho sempre pensato che ci voglia una fiducia spropositata per essere al mondo e che su questa fiducia non abbiamo nessun controllo diretto; non può essere controllata o decisa a tavolino, solo incanalata nel verso giusto, quando c'è. Così alcune pause ti fanno ricordare il motivo per cui avevi iniziato a dire quello che stavi dicendo e a fare quello che stavi facendo.
La vicinanza e la costanza sono due caratteristiche che probabilmente non saranno mai del tutto incondizionate, nè mi apparterranno totalmente, in quella volontà di essere sempre altrove. Eppure nella mia enorme sfiducia verso il genere umano ci ho sempre visto una grande voglia di abbandono. Un il desiderio di essere smentita almeno una volta. Almeno una.
Ci vuole un gran coraggio a credere che tutto sia ingiusto e spento, e che il nostro corso sia già scritto. Ogni volta che mi sono fidata non è mai stato semplice e poi i fatti, ma soprattutto le persone, mi hanno dato ragione, e Dio solo sa (e alcuni altri pochi veri amici) quanto avrei voluto sbagliarmi.
Per questo ho sviluppato una sorta di passo svelto, un passo che è mio e personale, e quindi tu che mi sei accanto o ti adegui, se sei più lento, oppure mi tieni testa e mi dimostri che in fondo non sono l'unica a credere in quello che credo. Che poi mica lo so davvero quello in cui credo, o meglio io lo so ma poi ogni giorno le persone mi convincono che le cose vanno totalmente in direzioni diverse e che tutto è fallace e fragile come la pioggia che è caduta in questa mattina autunnale, all'improvviso, durante un passeggiata col sole ( e per fortuna avevo l'ombrello nello zaino).
Le foglie che cadono sull'acqua sono più fortunate rispetto a quelle che cadono per terra, almeno possono galleggiare. Però chi l'ha deciso che alcune foglie debbano cadere sull'acqua e altre debbano cadere per terra. Io non lo so e non posso pensare che non ci sia un ordine naturale delle cose. Un ordine che rende bello quello che è bello senza bisogno di sforzarsi, senza che ci sia bisogno di violentare gli equilibri.
Ho sempre pensato che ci voglia un gran coraggio per credere che tutte le persone agiscano sempre e soltanto prima per un proprio interesse. A voler credere ciò, occorre un grande dispendio di energie nel cercare di migliorare se stessi.
A volte sei costretto a ritrovare un'armonia che ti viene imposta dall'alto o dal basso (dipende sempre da come si vogliono vedere le cose), ma in questa interruzione involontaria o meno ci si rende conto di quanto sia difficile adeguarsi e di come ogni giorno sia una grande prova d'amore e di coraggio verso l'altro, che in fondo potrebbe anche non esserci e che in molti casi non c'è.
In un mercatino vintage ho trovato un libro dal titolo "una moglie" e l'ho preso perché dovevo fare un regalo ad una persona speciale anche se ci siamo viste solo per due giorni. Non penso che siamo destinati a dedicare tutto il nostro tempo a qualcuno ma penso che possiamo dedicare una buona parte solo a pochissimi, senza nulla togliere agli altri. Si tratta sempre di una tacita relazione reciproca e sì che nelle cose importanti non c'è mai davvero troppo bisogno delle parole (nonostante io le ami e le tema con la stessa riverenza).
In questo parco pieno di foglie autunnali, in cui mi ritrovo adesso, ci sta una vecchietta con un cappotto rosso che ha lasciato delle buste sotto un albero e si è messa al centro. Adesso fa un monologo per degli spettatori invisibili e conta con le dita numeri senza ordine e probabilmente dice cose che se potessi sentire non avrebbero molto senso.
Ha scelto questa vita lei, ma non tutte le vite sono per tutti ed è inutile prendersi in giro con questa stronzata da sognatori poco realistici. Credo che ci voglia un grande coraggio a credere nel male del mondo perché è lì che si diventa sognatori concreti, quelli che poi il mondo cercano di cambiarlo per davvero quando possono.
Per esempio, anche adesso il mio flusso di pensieri è stato interrotto, mi son detta 'c'è un tempo per tutto' e va bene così. Niente è mai abbastanza, ma a volte quello di cui si ha bisogno è necessario e può bastare.

Letto 189 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Dicembre 2017 15:08

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Devi effettuare il login per inviare commenti

Importante

Il presente sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 07/03/01. Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Oggi5
Ieri368
Questa Sett.5
Questo Mese11463
Totale1379088

Lunedì, 18 Dicembre 2017 00:32

Chi è on line

Abbiamo 224 visitatori e nessun utente online