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Venerdì, 24 Novembre 2017 18:59

Cartoline non spedite #17 Giochi di mano In evidenza

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C'è un ponte. C'è un viaggio. C'è un vuoto da riempire, anche se non ho mai capito di quale sostanza. Al risveglio mi guardo sempre le mani, non so se sia fatto di proposito oppure fine a se stesso. Non taglio le unghie della mano sinistra da almeno due mesi eppure non ho avuto mai l'occasione di graffiarti. Ci hai pensato tu, ma non con le unghie, ovviamente, neanche con le parole. Una ferita che non ha ancora sanguinato. Come sei riuscito a penetrare nel substrato più profondo della mia pelle? Io volevo parlarti davvero, io che dico tante cose ma mai quello che penso, volevo parlarti col silenzio. Un silenzio pieno di movimenti e gesti non calcolati e voraci. Ho capito che tante cose le ho sempre sbagliate e le continuerò a sbagliare per sempre, perché non esiste mai una vera guarigione, davvero mai. Esistono nuove vite, quelle sì, ed è tutto un altrove sperato, di coste azzurre e zaffiri infiniti.

Nessuno guarda nessuno, nessuno sorride, nessuno scambia sguardi d’intesa, tutti posano i loro occhi opachi e stanchi su tutto, come se non ci fosse differenza tra la chiazza di vomito lasciata a morire di qualche ubriaco della notte prima e una studentessa che mormora in silenzio del suo esame. Si ondeggia con la spalla, si pensa fra sé e sé, si collega il cellulare agli auricolari e si raccolgono le speranze. Io avevo sorriso con insuccesso ad un uomo ed ero rimasta ferita dalla sua indifferenza, selezionavo le foto da cancellare sulla Canon con la testa appoggiata alla parete del vagone ad angolo. E di lì ho visto una cosa bella, una cosa bella davvero che stava succedendo nel vagone accanto al mio, che non ho fotografato chissà perché, eppure sarebbe stata una foto meravigliosa.
Si è fatto tardi e non sono ancora a letto, anche le mie mani non afferrano, né graffiano, sono una carezza mancata. Invano cercheranno tra le lenzuola, povere mani.

Letto 233 volte Ultima modifica il Sabato, 25 Novembre 2017 15:09

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