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Venerdì, 06 Ottobre 2017 22:17

Cartoline non spedite #10 Degli addii (al nubilato)

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Metti un’amica che si sposa, e già questo dovrebbe essere un fatto alquanto insolito (o lieto, dipende dai punti di vista); mettici anche il fatto che adesso gli addii al nubilato, complice la distanza che di certo non aiuta, si organizzano su un gruppo whatsapp tra persone sconosciute che in un certo qual modo vogliono realizzare una serata indimenticabile (o così dovrebbe essere); metti almeno due amiche con le quali hai una visione del mondo piuttosto simile o comunque condivisibile; mettici infine che tutte le altre sconosciute remeranno contro qualsiasi proposta in un modo totalmente distruttivo e per niente propositivo. Dopo questi fattori determinanti, e varie ed estenuanti chiacchierate sempre su quel famoso gruppo whatsapp, in cui per poco non si rischiava di sfiorare la terza guerra mondiale, altro che chiacchiere, si arriva alla tanto agognata (da parte di chi non è ancora noto) serata di addio al nubilato. Ora, io non voglio dire, né dirò (ed effettivamente invece è proprio quello che sto facendo) che il locale scelto (da me) per consumare qualche boccone fugace, prima di andare a ballare, sia stato troppo sofisticato e concettualmente lontano dagli standard (quali?) delle altre che condividevano con me il tavolo – e solo quello, voglio ben sperare. 

Se dovessi descrivere in una parola l’inferno, ci metterei dentro tutte quelle persone inette che non hanno nessuna curiosità per il mondo circostante, con delle mentalità così chiuse che se vogliono una CocaCola dev’essere quella e solo quella, senza flessibilità alcuna. Che se devono mangiare una pizza dev'essere esclusivamente quella tonda. Nessuna sperimentazione. Non sanno, tra l'altro, come si possa condividere qualcosa di sé con gli altri, qualcosa che non sia una critica, s’intende. Nessun argomento di conversazione, mai, neanche per sbaglio. Sopracciglia corrugate e occhi con sguardo fulmineo. Tono severo da maestrina e pungenti affermazioni al limite della psicosi, del tipo "se i camerieri non portano la mia ordinazione entro cinque minuti, giuro che mi alzo e me ne vado". Che poi, queste persone criticano solo per partito preso – diciamolo senza fronzoli -, perché se non si fa come dicono loro (e poi effettivamente non dicono mai nulla, mai una proposta, un’idea, niente) sono prontissime ad affossare e gettare fango sulle idee degli altri, o semplicemente sbuffare per tutta la sera, creando un clima non proprio festoso, ecco, ma di sicuro un clima d’addio (da parte mia). In realtà, un po’ mi dispiace per loro, anzi forse no, perché queste persone mi fanno totalmente schifo, le ripudio dal mondo, le aborro, non ci vorrei avere niente a che fare, già il semplice fatto che esistano e che abbiano una vita e che probabilmente faranno da genitori a qualche figliolo (poveri figlioli indifesi), mi fa andare fuori di testa.
Ma in fondo, a persone così gli si può dire solo addio (e invece dovrai rivederle al matrimonio, che sfiga).  

Letto 581 volte Ultima modifica il Mercoledì, 11 Ottobre 2017 23:17

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