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Venerdì, 22 Settembre 2017 19:15

Cartoline non spedite #8 Equi in ozio

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I ghiaccioli si sciolgono ancora anche se sembra insolito.
Vivere al sud presuppone Kelsey King illustrationattraversare un autunno settembrino senza identità. Non è più estate e non è ancora tempo per le foglie di cadere per terra. I tipici colori caldi ci avvolgeranno in ottobre, il mio periodo preferito da sempre (e il fatto che manchi un mese esatto al mio compleanno è totalmente ininfluente nel giudizio, totalmente, lo giuro).

Di solito nei periodi in cui ritorna qualcosa ciclicamente o in quelli in cui si cerca di iniziare da capo una nuova vita, si tende a far spazio o quantomeno pulizia e ordine. Poi succede che in realtà, la formula “basta, da domani cambio tutto” funziona solo per quei ricconi cinquantenni che prenotano un biglietto e si trasferiscono a mille miglia a vendere cocco bello, cocco fresco sulla spiaggia, ma questa è un’altra storia.   
Per quel che mi riguarda ho cercato di fare il cambio di stagione nell’armadio, ma proprio una settimana fa, sono stata rapita da un vestitino corto, sebbene a maniche lunghe, abbastanza leggerino e svolazzante. E a casa, ogni sera, mi pento di non aver dato retta al mio io più vero, che mi diceva “ma vedi che non lo metterai, farà sempre più freddo”. Sì, perché nei camerini dei negozi c’è un’idea di vita falsata, tutto ti sembra splendido, la vita semplice e glamour e il freddo non esiste, soprattutto se sei reduce da una corsa per infilartici dentro (prima che la serranda chiuda e concluda la giornata lavorativa di quei commessi che ora ti stanno guardano con la bestemmia in punta di lingua).
Se può contare come pulizia, mi affibbio anche l’intrepido gesto coraggioso di aver sgrassato minuziosamente ogni fessura della tastiera del mio pc (da una ricerca londinese pare che sia più sporca di una tavoletta del water), notando come la lettera Z sia quella più incline al sudiciume, e che cazzo! Ed inoltre ho una K che mi è saltata via, ma forse questo è un dettaglio meno entusiasmante (forse).
Non vorrei cadere nell’errore, seppur comune, di lasciare la polvere sotto al tappeto, anche se evitare di fare qualcosa potrebbe costare di per sé molta più fatica. Magari sto provando un po’ di amarezza, ma a quanto pare mi farà bene a lungo termine. Il dolore si accetta e si attraversa, mi ripetono. Ho una paura matta dell’inverno che sta per arrivare, anche di me e della mia testa. A volte ho bisogno di mettere tanta distanza tra me e le persone. Conservare i momenti più preziosi, proteggere la poca gente che vale e tagliare fuori quello che in un modo o nell’altro può nuocermi. Non ho fatto una lista, non mi basterebbe, mi sono detta. Anche le foglie cadono giù con una lunga e paziente danza. La nostalgia che porta con sé l’autunno mi rende spossata e romantica.
Quando soffio le candeline della mia torta esprimo sempre lo stesso desiderio da anni, anche se non me lo ricordo mai, quindi non so se si sia avverato oppure no. Allora continuo a ripeterlo, a ogni parola non detta, a ogni foglia caduta.    

(Illustrazione di Kelsey King)

Letto 256 volte Ultima modifica il Venerdì, 29 Settembre 2017 18:13

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