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Giovedì, 27 Ottobre 2016 16:23

TEOLOGIA e MEDICINA a CONFRONTO nel libro COME LE ROSE A MAGGIO, di Antonello D'Ajello. Ed. Argomenti

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 COME LE ROSE A MAGGIO - La storia vera della malattia di un figlio raccontata dal padre, quella di Antonello D’Ajello, in cui sofferenza, amore e speranza si intersecano. Un libro che tocca varie tematiche come l'eutanasia, le dinamiche sociali all’interno delle strutture ospedaliere che diventano vere e proprie comunità, in cui si creano legami sociali forti, una società di sfigati, come ama definirla l'autore ed ancora… l’incontro con Dio attraverso il dolore, il mistero della sofferenza, le mutazioni nella quotidianità che comportano un trauma dovuto alla malattia. Tematiche che, insieme, costituiscono i petali di una rosa chiamata realtà.

A confrontarsi, ieri, mercoledì 26 ottobre, presso il Centro Polifunzionale di Salice Salentino, diversi ospiti, Alessandro Ruggeri avvocato e Vicesindaco del Comune di Salice,Tiziana Mogavero infermiera pediatrica, Mino Miccoli docente di Filosofia e Scienze Umane presso la Scuola Secondaria di Secondo Grado e di Storia delle Religioni presso l’Università Teologica Pugliese ed il sacerdote, don Salvatore Innocente.

A dialogare con l’autore Silvia Grasso, Sociologa e Antonio Soleti, giornalista ed editore.

A riportare la sua esperienza all’interno del TIN, Reparto di Terapia Intensiva Neonatale, Tiziana Mogavero che ha riferito sulla difficoltà del personale sanitario e medico nel comunicare le notizie riguardanti lo stato di salute dei ricoverati ai loro famigliari.

Di grande rilevanza il dibattito e gli interventi di  don Salvatore Innocente e del prof. Mino Miccoli sull’incontro con Dio attraverso il dolore, ma soprattutto sul senso della sofferenza, mistero al quale non si può dare una risposta se non il fatto che possa farci identificare con Dio stesso sulla Croce il quale, sentendosi abbandonato dal Padre, si è reso simile al più piccolo degli uomini.

Fine ultimo dell’esistenza umana, non la morte, ma la Resurrezione e la speranza, mezzo per superare i momenti di dolore, come freccia tesa verso un obiettivo ben preciso che è la felicità, ma non la felicità intesa come suggestione sentimentalistica e momentanea, ma come comunione con Dio.

Prossimo appuntamento con la rassegna Una lettura in compagnia di …  il 5 novembre, con la Sirena di Gallipoli di Annibale Pignataro, sempre presso il Centro Polifunzionale.

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Silvia Grasso

Laureata in Educatori Socio-Ambientali presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Specializzata in Sociologia e Ricerca Sociale, presso la Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio.

Si interessa di turismo ed esercita da breve tempo l’attività di Assistente Turistico come libera professionista.

Innamorata della sua terra e sempre alla scoperta di nuovi luoghi interessanti dal punto di vista storico-culturale, si dedica spesso ad attività di ricerca e di ricostruzione degli aspetti antropologici, culturali e sociali del suo territorio.  I suoi hobbies sono la danza, in particolare la Pizzica e l’equitazione.

È spesso  impegnata anche in attività di volontariato.

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