Cultura
24 su 24 Opinioni & Informazione
redazione@sali-ce.it 329.2792189

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.
Cultura

Cultura (504)

Salice, sali-ce, salic'è, salicè, salicé, salice salentino, salento, informazioni, lecce, portale, associazione, cultura, sport, attualità, fotografia, ricette, ricette del giorno, ricette antiche, sport, calcio, bocce, torneo, acsi, campionato,

Il Teatro Dantès Art Factory coordina "Il respiro del corpo", un’esperienza immersiva per il corpo e la mente nello splendido Chiostro di S. Domenico a Gallipoli, nell'ambito della rassegna "Sipari di pietra". 
Workshop a numero chiuso per un numero complessivo di venti partecipanti (aperto ad attori, danzatori e a chiunque voglia sperimentare le potenzialità del proprio corpo)

Il Workshop si terra dalle 18.00 alle 23.00
Quota di partecipazione € 60.00
Per info e iscrizioni: 

3200876262
teatrodantesartfactory@gmail.com 

STRUTTURA:
CORPO: Il lavoro prevede una prima parte di preparazione del corpo all’atto fisico partendo dallo zen-stretching, mezzo necessario per stimolare l'energia fisica e riattivare quell'elasticità muscolo-scheletrica fondamentale per una incondizionata e totale adesione del corpo all'espressività ricercata.
MOVIMENTO: La seconda parte è dedicata ad ampliare la consapevolezza corporea attraverso alcune pratiche di respirazione, rilassamento e concentrazione, seguite da esercizi di coordinazione finalizzati a stabilire un equilibrio dinamico tra gli emisferi destro e sinistro del cervello. Si passerà poi alla fase di visualizzazione e adesione corporea all'immaginario.
DANZA: In quest'ultima parte l'attenzione sarà diretta a rievocare l'azione poetica, mediante brevi sequenze danzate, a scoprire il ritmo del proprio corpo ed indagare le capacità e le potenzialità espressive che costituiscono la base dell'improvvisazione.
La danza si discosta dai conosciuti parametri del contemporaneo, segue una rotta differente, sottoposta a un costante processo di evoluzione nella ricerca di un teatro che narra.
Finalità/Obiettivi:
- Consolidare le conoscenze corporee di base sviluppando le capacità senso percettive e coordinative
- Accrescere lo stato di rilassamento e dinamismo
- Sensibilizzare ad un ascolto attivo verso i bisogni e le necessità del corpo
- Presenza scenica

Sabino Tamborra
Attore-Danzatore, studia e lavora a Milano con Tadashi Endo, noto danzatore Butoh, Franco Reffo (Compagnia di danza Corte Sconta), Durshan Savino Delizia e Cesare Ronconi (teatro "val d'Oca" di Cesena). Costruisce la sua metodologia di lavoro sviluppando tecniche di respiro, Zen - stretching, danza contemporanea e danza Butoh. 
Dal 1998 tiene corsi e stage di Zen - stretching e dance improvisation in Italia e all'estero (Bari, Bologna, Lecce, Livorno, Londra, Lugano, Milano, Napoli). Attualmente vive e lavora a Lecce.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

sara

Scrivere è complicatissimo. E non intendo mettere in fila, una dietro l’altra, le lettere come tanti soldatini. Scrivere senza finzioni è complicatissimo. Uno ci prova e sa che potrà solo avvicinarsi da lontano a quel grado di sincerità che tutti si aspettano da lui, e che egli stesso pretende di raggiungere. Ecco perché poi vanno tanto di moda quei giochetti in cui è possibile comunicare tra di noi senza metterci realmente la faccia. Ci vuole coraggio, e si sa, non è per tutti.
L’ultima applicazione arrivata è “Sarahah”, e a differenza di “Ask”, in cui gli utenti potevano replicare ai messaggi senza destinatario che erano prevalentemente domande, questa qui permette soltanto di ricevere degli appunti anonimi, contenenti apprezzamenti ovvero critiche ‒ possibilmente costruttive.
Se devo essere sincera ( tra l’altro, manco a dirlo, la traduzione del nome arabo dell’app è proprio “onestà” ), anch’io prima di scrivere quest’articolo sono stata tentata di installarla per poter descrivere meglio l’impatto psicologico e sociale. Poi sono tornata in me e siccome, citando Jane Austen nel libro Orgoglio e pregiudizio “Sono poche le persone che amo davvero, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono insoddisfatta; e ogni giorno mi conferma nelle mie certezze sull'incoerenza della natura umana, e su quanto si possa fare poco affidamento in ciò che appare merito e buonsenso. “ , mi è bastato osservare le varie tipologie di persone che condividevano questo link e i vari messaggi che ricevevano.  In ordine sparso erano più o meno questi:  hai delle belle tette; sei una merda;  fottiti; sei così bello/a che se non fossi già fidanzato/a ci farei un pensierino; il tuo fidanzato fa schifo; hai rotto le palle; sei grasso/a; ti ammiro molto; ti stimo; datti fuoco; ciccione/a di merda. Potrei andare avanti per ore, ma non lo farò, perché come al solito tutto si riduce sempre a questi argomenti.
L’unica cosa che mi sento di dire è che sì, probabilmente chi è sfigato continuerà a sentirsi sfigato e chi è ammirato continuerà ad espandere il proprio ego, trovando delle conferme. È anche vero che nell’anonimato si diventa più cattivi del solito, gratuitamente, magari senza avercela davvero col destinatario, ma solo per sfogare verso qualcuno tutto l’odio represso per una giornata (o una vita) andata male.
Io però sono di un’altra linea di pensiero, e un’amica era fiera di dirlo in un monologo teatrale, non molto tempo fa, “Quanti falsi amici si è disposti a perdere in nome dell’onestà? È  tanto meglio avere un vero nemico! Uno a cui dire ‒ mi stai tremendamente sul cazzo! E lo sai. Ed io ti faccio schifo! E lo so. ‒, e invece si finge affetto, si finge compassione”.
A volte, ed è uno di questi casi, si confonde la sincerità con la cattiveria gratuita, per il semplice fatto che “tanto nessuno lo saprà mai che l’ho scritto io”. Ma è anche un modo per dire cose belle a qualcuno senza far crollare quel muro di orgoglio e inaccessibilità che a fatica abbiamo costruito.
In fin dei conti, Sarahah potrà anche significare onestà, ma tutto sommato è un modo come un altro per dire al mondo (social e non) “Ehi, sono qui! Lo sai che esisto?". Sarahah perché (men)tiamo.    

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Venerdì, 11 Agosto 2017 19:26

Cartoline non spedite #2 San Lorenzo app

Scritto da

WhatsApp Image 2017 08 11 at 01.05.43 1

Scorrendo i vari social, questa mattina, ho potuto recuperare le notti stellate di più o meno tutti i miei amici (anche dei meno amici, o solo conoscenti). Una foto di una candela col mare sullo sfondo, delle dirette in differita, dei fuochi d’artificio, la storia di una bottiglia che viene stappata, qualsiasi cosa, perfino dei dettagli irrilevanti. Non credo che ormai questo sia classificabile come giusto o sbagliato (categorie alquanto relative nell’ottica personale), ma piuttosto come un dato di fatto. E chest’è, come direbbero i napoletani. Quindi, assodato che Facebook esiste e ne siamo tutti più o meno schiavi, nel suo recente aggiornamento c’è un’app che permette di monitorare gli amici vicini. Ti arriva proprio una notifica che dice “Caio è nelle vicinanze” e lì per lì magari pensi  “Esticazzi!” oppure se la persona ti interessa, “Ahh ma guarda un po’, e chissà con chi è”, oppure “E neanche mi ha avvisato, ‘sto/a  – inserire nomignolo dispregiativo a caso – ”. E così, ieri sera, mentre il mal di testa mi faceva da padrone, sorseggiando un bicchiere di bianco, mi arrivavano queste notifiche che ignoravo bellamente. C’è da dire che la notte di San Lorenzo, se non sei un adolescente perde un po’ il suo fascino. Niente tende da accampati, slalom tra asciugamani, nuvoloni di fumo, sbronze epiche, sabbia che ti ritrovi ovunque. Insomma, è stato divertente accorgersi di non avere più vent’anni. A dispetto della dinamicità delle coppiette che limonavano nelle vicinanze, io cercavo solo di fare una bella foto (magari da pubblicare su uno dei vari social). Dicevo, ero in questo locale sul mare, pseudo-chic , con i cuscini e le lanterne sugli scogli, ed ho pensato che sarebbe stato singolare se ci fosse stata un’app a notificare la caduta di una stella. Mi immagino un ragazzo che sta suonando la chitarra e proprio nel mezzo della strofa, viene improvvisamente ignorato da tutti quelli che ha accanto perché è arrivata la notifica che nelle vicinanze sta per cadere una stella. “HIP 102098 è nelle vicinanze e tra poco cadrà” e allora tutti subitamente a guardare su, per questa stella, a cercare di vederla per prima, e poi esprimere quel desiderio che si sa che è sempre quello da almeno cinque anni, e figurati se si avvera proprio quest’anno, ma non si sa mai. Non si sa mai. “San Lorenzo app” nome semplice e accessibile. Chissà, magari se lo sapessero le stelle, farebbero a gara per cadere, per essere notate anche solo per cinque minuti. E invece loro se ne stanno lì, e noi non le guardiamo quasi mai, queste stelle che restano, tanto nella realtà  –  così come nel virtuale  –  cerchiamo sempre quello che sfugge e mai quello che c’è.   

 

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Quello che ho capito è che la gente ha dei seri problemi ad accettare la bellezza. Non la sa gestire, per assurdo la ritiene un’azione molto più complicata del quotidiano aver a che fare con le preoccupazioni e gli imprevisti. Destabilizzare il normale andamento delle cose è un processo che richiede tempo, a volte troppo, e capita che non sempre una delle due parti ne abbia a disposizione la stessa quantità.
Le giornate di agosto sono come quei rapporti che partono benissimo, almeno come idea nella testa, ma poi al momento della realizzazione ci si rende conto di quanti dettagli avevamo tralasciato presi dall’entusiasmo. È un po’ come il primo giorno di ferie ‒ tanto agognate ‒, in cui si finisce per non far nulla di diverso da quello che si faceva già prima. Una strada in città, deserta alle due del pomeriggio, tra l’ombra di un palazzo e l’afa che ti fa tirare indietro i capelli, ormai bagnati. Bella, ma non te la godi. È un terminale che si blocca durante un’operazione in banca e ti costringe ad aspettare per ben due ore, senza far nulla, finché non si riavvia. È quella bambina seduta di fronte a te, col suo vestito bianco a fiori, che cerca di abbracciare il suo papà, e viene ripetutamente respinta per via del caldo ‒ nonostante il condizionatore a 18°. È come quando stai passando da una chiesa, sotto il sole cocente, e noti sul sagrato un fotografo e delle persone vestite più o meno a modo, che aspettano l’arrivo della sposa, sudano e si lamentano, poi quella puntualmente arriva, e diventi testimone di qualcosa che è misterioso e sacro, ma al momento incomprensibile per te, e che si compirà a breve, tra colonne ottocentesche e affreschi. Eppure riesci solo a dirti che non la reputi tutta questa grande idea, per via del caldo eh, s’intende.
Sì, i giorni di agosto sono come quelle persone belle, con le quali esci e nonostante siano lì accanto a te, riescono a mancarti anche in quello stesso momento. E non sai proprio spiegarti perché. Sono lì, al tuo fianco, ma non ci sono davvero. Ecco perché qualcuno cantava che Agosto è il mese più freddo dell’anno, ed io non posso che essere d’accordo.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Iniziato il conto alla rovescia, per il nono anno consecutivo per uno degli eventi più importanti dell'Amministrazione Comunale di Guagnano: "Il Premio Terre del Negramaro ".
L’evento, organizzato da Comune di Guagnano e Comitato Tecnico Operativo del Progetto “Premio Terre del Negroamaro”, con la collaborazione di Pro Loco Guagnano ’93 e Arci Rubik.
Si parte il 17 agosto con la serata di anteprima dal titolo Vignaculture il percorso enoturistico per le vie del centro storico di Guagnano. Un walking tour interamente organizzato da Salento Wine Tours;
Appuntamento alle 19 al Sudeststudio di Guagnano (s.p.104, Km 3), dove Ernesto Di Renzo, docente di Antropologia dei Patrimoni Culturali e Gastronomici e Antropologia del Turismo presso l’Università di Tor Vergata, terrà un intervento dal titolo “Da Dioniso all’Enoturismo: come il vino si fa cultura”.  Seguirà, spazio al cookin’ dj set di Don Pasta, dj, economista e appassionato di gastronomia nato in Salento, definito dal New York Times “uno dei più inventivi attivisti del cibo”.
La sera del 18 agosto a partire dalle 21 andrà in scena la tradizionale kermesse; sul grande palco di piazza Madonna del Rosario importanti personalità, locali e non, riceveranno il noto riconoscimento dedicato al Negroamaro per aver dato lustro.
Riceveranno il Premio Terre del Negroamaro: Lucia Buffo, giornalista del TG2 di origini salentine, da anni impegnata nel settore dell’enogastronomia; Eduardo Pascali, preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università del Salento; Luca Calabrese, chirurgo oncologo e presidente dell’Associazione “Salvatore Calabrese Onlus”; Claudio Quarta, titolare dell’azienda vinicola “Claudio Quarta Vignaiolo”; Silvia Perrone, ballerina e parte integrante del “Canzoniere Grecanico Salentino”. Ospite Vittoria Cisonno del Movimento Turismo del Vino Puglia. La cornice musicale sarà a cura di The Three Souls Soul, presenterà la serata la giornalistaAzzurra De Razza.
Terminate le premiazioni, la scena sarà tutta diAntonella Ruggiero. Toccherà infatti ad una delle voci più versatili del panorama musicale italiano deliziare il pubblico con l’atteso concerto nella storica piazza salentina. L’accompagneranno, sul palco di Guagnano, i musicistiMark Harris,Roberto ColomboeIvan Ciccarelli.
Il Premio Terre del Negroamaro è patrocinato da: Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento, Camera di Commercio di Lecce, Coldiretti Lecce, Unione dei Comuni del Nord Salento. 
 

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Sabato 29 e domenica 30 luglio torna a Guagnano la 37° edizione della storica sagra "Dell'Uva Cardinal e del Vino".
Era il lontano 1981 quando a Guagnano il locale comitato feste,  insieme ad un gruppo di produttori di uva, decise di creare la sagra in piazza. Fu la piazza il luogo scelto per una serie di motivi: come storico punto di ritrovo ma, al tempo stesso, come il punto dove i nostri agricoltori reclutavano i dipendenti a giornata per il lavoro nei campi. La piazza di Guagnano si vestiva a festa ed il colore predominante era il ROSSO PORPORA: da qui il nome di uva CARDINALE. Come raccontano i nostri produttori più anziani, infatti, il nome è  dovuto al fatto che il colore rosso dell'uva richiamava l'abito talare dei cardinali. Un'uva croccante e deliziosa che, al momento in cui si mastica, emana sensazioni e sapori che non si possono descrivere. Un' uva da tavola unica e dal sapore inconfondibile. 
Nel corso degli anni l'evento, per ragioni di sicurezza, è stato spostato presso largo Pertini di fronte alla villa comunale dove tuttora si svolge con cadenza annuale.
La sagra dell'uva cardinal e del vino è organizzata dalla Pro loco Guagnano 93 in collaborazione con il comune di Guagnano e presenta un programma bello e ricco, nelle due serate, di tanta buona musica, buon vino, divertimento per grandi e piccoli, e le buone prelibatezze gastronomiche locali come "li pezzetti" della Maria Scalinci.
L'evento ha inizio sabato 29 luglio con il concerto degli OPA CUPA del maestro Cesare Dell Anna, famosa band che unisce sonorità tipiche dell Italia del Sud e melodie balcaniche. Per i più piccoli ampio spazi con gonfiabili ed animazione a cura dell'associazione il paese dei balocchi. Domenica 30 luglio, invece, alle ore 20.00 vi sarà la gara della cassetta di "Uva Cardinal più bella" evento, questo, storico e tradizionale che nel corso degli anni ha visto i produttori sfidarsi fino alla fine.
Una tradizione oggi ancor più significativa ed emozionante in quanto l'uva è presente in quantità minore rispetto al passato ma sempre meritevole di amore e rispetto per la tradizione ed i sacrifici di tante generazioni che si porta dietro. Ricordo da bambino che, in questi giorni, Guagnano pullulava di mediatori e commercianti, provenienti da ogni dove, che facevano a gara tra chi doveva acquistare l'uva migliore. Basta chiedere all amico Angelo Suffianò, memoria storica dell uva cardinal e membro della giuria tecnica ad-onorem, per tuffarsi in un passato bello ed emozionante che difficilmente i nostri "figli-social" oggi possono comprendere! 
Alle ore 21.00 di domenica 30 luglio, dopo la premiazione, si esibiranno i Party Rock Salento con le loro parodie e, ad seguire, lo show di El Taxi e Street Angel con la loro musica 80-90, Reggaeton, pop e latina.
Nell'ampio spazio espositivo non mancheranno stand di artigianato locale, stand dedicati alla solidarietà ed al volontariato e, soprattutto, non mancheranno gli stand dei produttori dove poter acquistare la preziosissima e gustosissima "Uva Cardinal"  protagonista indiscussa dell'evento e regina di bellezza e di bontà.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Mercoledì 26 luglio 2017 alle ore 21.00, presso i Giardini del Palazzo Ducale di Martano (Le) sarà presentato il libro della book blogger Paola Bisconti: “Sulle strade dei libri. Viaggio nei mondi della lettura” (Ed. Esperidi).

A dialogare con l’autrice saranno: Andrea Aprile, consigliere con delega alla Cultura del Comune di Martano e la libraia Maria Assunta Russo.

Sarà presente l’editore Claudio Martino.

La presentazione è inserita nella rassegna estiva dell’“Estate Martanese”.

Il libro. Il libro di Paola Bisconti accende i riflettori sulla situazione culturale del salento leccese, per quanto riguarda il mondo della lettura. Chi legge? E perché? Chi compra libri? E dove? Chi vende libri?

Tante sono le domande alle quali questo libro cerca di rispondere. L’autrice ci prova, narrando con toni appassionanti le sue avventure tra le librerie indipendenti e le biblioteche scolastiche, tra una lettura in un parco vicino ad una “Free little Library” e in uno studio medico, o ancora in mezzo alla movida del sabato sera. Paola Bisconti crede nel potere salvifico e aggregante della lettura, ci regala le sue esperienze, ci invita a seguirla nei suoi percorsi di carta e parole, armati solo di tanta voglia di leggere!

Scrive il giornalista Antonio Errico nella prefazione: “La libreria è il luogo del rammarico: perché quei libri vorresti comprarli tutti, possederli tutti. Ce ne sono alcuni intorno ai quali giri e rigiri per più giorni. Risparmi su altre cose e poi li compri, con la convinzione che poche sono le cose essenziali e fra queste poche ci sono il pane e i libri. Paola Bisconti ci fa provare ancora questo rammarico, ci ricorda questa essenzialità”. Aggiunge nell’introduzione Fabiana Renzo: “Questo di Paola Bisconti è un libro fatto di sogni, sogni che hanno radici e germogliano, sfogliatene le pagine con cura, lasciatevi cullare dalle sue parole, è un libro da gustare piano, se sarà il caso perdetevi, perché sarà dolcissimo l’incanto di vedere questi sogni fiorire”. Conclude Giuliana Coppola nella postfazione: “Paola racconta la storia delle “Little free Library” ma racconta la sua, di storia, che poi è anche quella della sua famiglia allegra, complice, sorridente; del marito Manuele che crea e costruisce mini biblioteche, della grande famiglia di amici che accompagnano la sua energia e si muovono insieme a lei”. In copertina: per gentile concessione di Giorgio Milani: Babele 2005, (assemblaggio di caratteri tipografici di legno cm h 67 x ø 60).

 

L’autrice. Paola Bisconti (Lecce, 1984), blogger, opera da circa dieci anni nel settore culturale con energia, entusiasmo e creatività avviando una serie di progetti che mirano a portare la lettura in contesti insoliti. Aderendo al movimento delle “Little free Library” ha installato nel Salento e non solo circa trenta mini biblioteche contribuendo ad avvicinare le persone ai libri. Certa del principio secondo il quale la cultura è di tutti e per tutti, nel 2015 la Bisconti ha inventato il “Vagabondaggio Letterario”, momenti di lettura nelle periferie dei paesi con le persone sole o emarginate, o con i ragazzi della “movida”. Scrivendo versi sulle vetrine dei negozi, Paola ha dato vita al cosiddetto “Assalto poetico” mentre, leggendo alle donne in dolce attesa nelle sale d’aspetto degli studi medici, è nato il “Sottofondo Letterario”. Altra appassionante iniziativa è “Il TG dei Bambini” condotto dai suoi figli. Già vicedirettrice di Salento in linea, ha collaborato con varie testate tra cui Articolo21, La Perfetta Letizia, L’Ora del Salento. Attualmente Paola Bisconti cura un blog su Linkiesta e ha condotto una rubrica culturale settimanale sull’emittente televisiva siciliana “Telejato”. È coautrice, con Roberta Natalini, del libro “Le rose d’acciaio” (Pubblicazioni Italiane) che raccoglie le testimonianze delle donne “dell’Ilva” di Taranto. Instancabile organizzatrice di eventi culturali e artistici, attenta alle tematiche inerenti la legalità e l’uguaglianza, ha curato la prefazione di romanzi e raccolte poetiche. La sua ultima creatura è il blog sullestradedeilibri.it.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Venerdì 21 luglio 2017 alle ore 20.00, presso l’atrio del Palazzo Ducale (P.zza Cito) a San Cassiano (Le), sarà presentato ufficialmente il nuovo libro di Pina Petracca, la silloge poetica dal titolo: “Solitudini a Sud della tua luce” (Edizioni Esperidi, giugno 2107).

Dopo i saluti del sindaco Gabriele Petracca, relazioneranno Cristina Martinelli responsabile dei Presidi del Libro di Casarano, Nicola Russi, studioso di letteratura, già Generale E.I.

Interverranno Enzo Abati critico d’arte, Oronzo Russo giornalista, Claudio Martino editore. La lettura dei versi è affidata a Donato Chiarello attore della Compagnia “La Calandra”, Enzo Lazzari e Gabriele Bernardi, attori, sulle note del pianoforte di Eleanna Greco, compositrice di musica per le immagini. Modera la serata Luciana Petracca docente di Storia Medievale presso UniSalento. L’evento è patrocinato dal comune di San Cassiano.

Il libro: Incessanti sono le domande che la donna e poetessa Pina rivolge alla luna, intessendo con essa un dialogo fatto di sguardi e versi. La raccolta è articolata in ripartizioni di tematiche sulle quali è uniforme la visione sconfortata e vagamente pessimistica della scrivente. L’eterna lotta tra il bene e il male sembra dominare il verseggiare lirico e musicale di queste poesie, in un costante ripetersi di luci e ombre. E speranze.

(Foto di copertina, Fotovideo Emmelle)

L’autore: Pina Petracca, insegnante di Laboratorio di Chimica presso l’I.I.S.S. “Don Tonino Bello” di Tricase, è nata a San Cassiano e vive a Surano, in provincia di Lecce.

Nel 1999 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Inno alla vita” (Liber Ars ed.) e nel 2007 il volume “L’Antidoto” (Carra ed.). Nel luglio del 2013 la pittrice Laura Petracca pubblica il libro “Il senso dell’incanto” (Libellula ed., con prefazione dell’attrice Paola Pitagora) in cui sono raccolti i suoi dipinti e le poesie di Pina ad essi ispirate.

Oltre ad essere intervenuta a diversi reading di poesia, Pina Petracca ha partecipato a concorsi letterari nazionali conseguendo in varie occasioni menzioni speciali e premi, tra cui: vincitrice assoluta per la sez. Poesia al “Lecce ART FESTIVAL” nel 2006, con la poesia “Il volo” presentata per l’occasione dall’attore Sebastiano Somma e trasmessa su Rai 1; vincitrice assoluta per la sez. Libro edito al Concorso di “Edizione Creativa” di Torre del Greco (NA) nel 2009, con il volume “L’Antidoto”; finalista al “Premio Letterario Nazionale Nabokov” per la sez. Poesia edita nel gennaio 2014, con il libro “Il senso dell’incanto” realizzato con la pittrice Laura Petracca.

Pina Petracca ha ricevuto inoltre il I° Premio sez. Poesia al Concorso Nazionale “Umberto Bozzini” a Lucera (FG) nel giugno 2014, ed è stata premiata in presenza dell’attore Michele Placido dal giornalista RAI Sergio De Nicola e da una Commissione Giudicatrice composta tra gli altri anche dal giornalista Raffaele Nigro.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
PORTO CESAREO (LE) Sabato 5 agosto p.v., ore 20:00, ai piedi dell’antica torre costiera di S. Stefano (meglio conosciuta come torre Chianca), il regista Marco Tullio GIORDANA riceverà la statuetta del dio Thot, simbolo dell’Alto Riconoscimento “Virtù e Conoscenza” che annualmente viene assegnato a chi con l’ingegno, il talento e la sua opera meritoria ha dato lustro alla terra mediterranea.
E’ stata una giuria presieduta dal Prof. Giuliano VOLPE (Presidente del Consiglio Superiore dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) ad assegnargli l’ambìto Premio per la sezione “Speciale Mare Nostrum” con la seguente motivazione: “Persona di alta moralità, appassionato regista e sceneggiatore, vincitore di quattro David di Donatello, per aver saputo affrontare e raccontare con originalità i temi della violenza, del terrorismo, del potere mafioso e dell’’immigrazione, marcando punti di vista, liberi da convenzioni, che destano da uno stato di indifferenza”.
La consegna del Premio sarà curata da Salvatore ALBANO (Sindaco di Porto Cesareo), Paola CAZZELLA (Assessore alla Cultura) e Cosimo Damiano ARNESANO (Ideatore e Direttore Artistico del “Virtù e Conoscenza”).
Nell’ambito della Cerimonia di premiazione, che segue quella già avvenuta nel mese di giugno per altre personalità, è previsto un dialogo-confronto tra il dott. GIORDANA, Enzo DEL VECCHIO (Giornalista RAI, già vincitore della passata edizione del “Virtù e Conoscenza”) ed Elsa Valeria MIGNONE (Sostituto Procuratore della Repubblica) sui temi dell’immigrazione, della criminalità e del terrorismo. Anche il pubblico potrà intervenire.
Atteso è l’intervento di due giovani salentini di successo: Francesco Giuseppe RAGANATO (Regista, vincitore del “Premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo” organizzato da RAI e CMCA di Marsiglia) ed Agnese CORRERA (Regista e sceneggiatrice a cui l’Associazione MediterraneaMente, grazie al contributo dell’Assessorato alla pubblica Istruzione della Regione Puglia, ha commissionato il documentario “Virtù e Conoscenza”).
Sarà la cantautrice Chiara PAPA ad aprire la serata con alcuni sui brani tratti dall’album “Donne” prodotto dall’etichetta “Dodicilune”. I balli e i canti della tradizione popolare salentina saranno invece eseguiti dalla band “Quelli della Taranta”.
Per l’occasione i responsabili del CEA (Centro Educazione Ambientale) accompagneranno i presenti a visitare la Mostra Archeologica “Storie dal mare di Porto Cesareo. La statua del dio Thot e le recenti ricerche di archeologia subacquea”, realizzata all'interno della torre Chianca dal Comune di Porto Cesareo in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Certamente un evento da non perdere; una serata all’insegna del grande cinema, della buona musica e della cultura mediterranea, da trascorrere piacevolmente in uno scenario paesaggistico d’incanto.

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Al via oggi, 12 luglio, ad Acaya, la seconda edizione del festival di cinema francese 'Vive le cinéma', organizzato dall'Apulia Film Commission diretto da Alessandro Valenti, Angelo Laudisa, Brizia Minerva, e finanziato dalla Regione Puglia, che si concluderà nella giornata di domenica 16 luglio, in piazza Vittorio Veneto a Vernole.
La serata inaugurale vedrà la presentazione delle due giurie, quella dei lungometraggi, composta da Maya Sansa, Laure Marsac e Pietro Sermonti, guidata dalla regista e attrice Nicole Garcia, e quella riguardante i cortometraggi e documentari, composta da Càmelia Jordana, Syrus Shahidi e Mauro Marino, guidata dal regista, produttore, attore e sceneggiatore Ivan Taieb
Dopo la presentazione della giuria ci sarà un'esibizione di Raffaele Casarano e la prima proiezione, ossia il capolavoro di Alain Gomis "Félicité", fresco vincitore dell'Orso d'Argento al Festival del cinema di Berlino.
Sulla scia del successo ottenuto l'anno scorso per questa manifestazione, continua e si cerca di ripetere la piccola rivoluzione culturale, sempre ad Acaya. Sono stati chiamati i nomi più importanti tra produttori, attori, giornalisti, musicisti, imprenditori francesi per cercare di trasformare un piccolo borgo del Salento nella capitale dell’industria cinematografica francese. 
Oltre alle proiezioni di anteprime internazionali, si svolgeranno dei masterclass a cura di Luca Bandirali, che avranno come protagonisti Bertrand Bonello, Nicole Garcia e Julie Bertuccelli.
L'ingresso è gratuito e il programma completo si può trovare sul sito http://vivelecinema-festival.com/

Condividi Questo Articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Pagina 1 di 36

Importante

Il presente sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 07/03/01. Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Oggi66
Ieri420
Questa Sett.709
Questo Mese9712
Totale1302178

Mercoledì, 23 Agosto 2017 08:13

Chi è on line

Abbiamo 142 visitatori e nessun utente online