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Cultura

Cultura (587)

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In un precedente articolo è stata riportata la notizia che la scelta delle scuole per le supplenze di prima fascia del personale A.T.A.(Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario), per l’anno scolastico 2018/2019, andava presentata telematicamente dal 7 al 27 giugno 2018..

Il M.I.U.R., con una recente nota, ha fatto presente che si è reso necessario prorogare tali termini.

Questa la nuova tempistica prevista: dal 18 giugno all’8 luglio 2018

Rimangono confermate le modalità telematiche con cui il modello di scelta delle scuole (per non più di 30, per tutti i

profili professionali per cui si concorre), utilizzando l’apposito “allegato G”, va prodotto mediante il portale delle “Istanze on line” del sito INTERNET del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La prima fascia delle graduatorie di istituto in oggetto comprende coloro che sono inclusi nelle graduatorie provinciali

permanenti per soli titoli (requisito di almeno 24 mesi di servizio, anche non continuativo, nella scuola statale) del personale non docente della scuola.

Si ricorda che i profili professionali interessati, per la provincia di Lecce, sono “Collaboratore scolastico” e “Addetto alle aziende agrarie”, dell’area A, e “Assistente amministrativo “ e “Assistente tecnico”, dell’area B.

Gli aspiranti compresi nella prima fascia delle graduatorie di istituto vengono nominati, con priorità, dai dirigenti

scolastici, per il conferimento delle supplenze brevi per la sostituzione del personale assente

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Venerdì, 15 Giugno 2018 20:10

Cartoline non spedite #46 Occhi

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In vacanza sono davvero spensierata, e di recente mi è capitato anche di sognare degli unicorni. In uno zaino molto vecchio c'era un quadernetto che di solito usavo per appuntarci dei pensieri sconnessi, sconclusionati e assolutamente impellenti, e ci ho ritrovato una frase molto vera ma molto acidula, che diceva così “alzeremo gli occhi al cielo a cercare l’ennesima stella che sfugge e si perde, senza curarci minimante di tutte quelle che restano”. Avrò avuto diciott’anni.  Mi meraviglio di quanti piccoli passettini in avanti, quella ragazzina abbia dovuto compiere, senza all’epoca avere fiducia alcuna, né in se stessa, né tanto meno negli altri. Mi meraviglio di questo contrasto, rileggendomi adesso, e di quante cose ho saputo mettere in fila e costruire come un ragno paziente con la sua tela complicatissima. Vorrei abbracciarla quella ragazzina di diciott’anni, sperduta, incasinata (questo non è cambiato), ma sempre presente a se stessa, o per lo meno ai suoi sogni. Il che fa un po’ effetto, quando solo dopo quattro anni, un professore universitario rivedendoti dice che sei cresciuta e tanto. Mi meraviglio perché al nuovo corso di laurea, ci sono un sacco di ragazze e ragazzi che mi considerano una matricola e si stupiscono quando dico la mia età, e tutto quello che c’è dietro (che non si vede mica in faccia). Ci sono gli errori, ci sono i rimedi, e ci sono sempre sempre sempre i sogni. Solo che questa volta è bello parlarne come se facessero parte della mia vita quotidiana, ed è perché quella ragazzina lì non l’avrebbe mai detto (anche se fin dall’inizio lo sapeva, fin dall’inizio credetemi). Mi meraviglio di come la puntualità del destino sappia ancora sorprendermi (sia in negativo che in positivo), e di quanti ricordi io abbia dovuto liberarmi per permettere questa ricerca accurata e incessante di tutto ciò che è bellezza, della mia capacità di riconoscerla, e di anticiparla. Di quanto le persone con grandi sogni ed idee mi siano simpatiche senza che pronuncino una sola parola, perché è così che si riconoscono le anime affini. Mi meraviglio perché dopo tanti anni riesco ancora a sentirmi una turista nella mia città, senza per questo perdere la curiosità di voler visitare tutte le altre.
Ho comprato un paio di occhiali da sole con le lenti rosa (no, non sono innamorata), ma ho sempre amato Kant a dispetto di tutti quelli che lo odiavano perché troppo difficile. È che, come scriveva Baricco, negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto, e io voglio continuare a meravigliarmi.  

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Si svolgerà sabato 9 giugno dalle 15.30 alle 16.15, al Circolo Ufficiali (Ta) la presentazione degli operatori del progetto "La chitarra che canta".
Il progetto del doppio album prodotto dall’etichetta indipendente “Compagnia Mura di Flamenco Andaluso”, con sede a Lecce, copre 45 anni di storia (dal 1958 al 2003) di canzoni d’Autore italiane e internazionali attraverso le cover interpretate in modo originale e suggestivo, col suo stile Classico e Flamenco, dal chitarrista compositore e autore Max Mura, associato Siae, che ha già eseguito in anteprima live una selezione di cover dell’album a settembre scorso nell’ambito del Festival MEI di Faenza. A cura della Compagnia Mura di flamenco andaluso. Con Maurizio Nocera (etnoantropologo e scrittore).

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Venerdì, 08 Giugno 2018 17:52

Cartoline non spedite #45 Congiunzione

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L’improvvisazione mi è difficilissima sulla scena, e mi riesce benissimo nella vita. È che in uno dei due luoghi non mi perdonerei mai di poter ingannare qualcuno. Allora i pensieri nella mia testa creano un grande garbuglio, e complicano quello che dovrebbe essere semplice, così semplice da diventare complicato. Non dirò mai in quale dei due posti io imponga continuamente a me stessa l’autenticità, perché i misteri sono una tra le miriadi di cose ad affascinarmi, da che ne ho memoria. Funzionano solo nei romanzi, però.
Conto fino a tredici prima di addormentarmi, anche se spero sempre di arrivare fino al diciassette. E a volte mi capita di essere ancora sveglia, ma ricomincio da capo. Volevo nascondere tra le mie frasi degli esempi di ridondanza, di modo che se qualcuno dovesse mai leggerle ne sogghignerebbe.

Ho rincorso una bambina che aveva perso un peluche grigio proprio sulla mia traiettoria, e lei non se n’era neanche accorta. (Metto la virgola prima della congiunzione perché so che si può fare, ma soprattutto perché so che a te dà fastidio, e se non posso più tediarti alzando gli occhi all’insù, permettimi almeno di prendermi questa piccola concessione.) Comunque la mamma della piccola mi ha ringraziato tantissimo, come se avessi salvato il mondo. E magari chissà, l’ho salvato davvero, quantomeno il suo.
Cammino sulle punte, e sono abituata a sopportare tanto e per un lungo periodo di tempo, ma quando decido di smettere, smetto davvero. E per sempre. Con estrema grazia, sia chiaro. Quella grazia che ha permesso ad alcuni di odiarmi, perché non potevano realmente odiarmi. Ed ha permesso ad altri anche di tornare. Più volte. Così come si torna sempre nei posti in cui si è stati bene, tu mi hai mostrato che si torna sempre anche nei posti in cui si è stati male, per capire che tutto è davvero superabile. (Tutto tranne quello che non siamo riusciti a risolvere.) Ma le persone non assomigliano a dei cubi di Rubik, se possibile sono anche più complicate. E io lo ben so. Non posso più perdere il mio tempo appresso a dei crudeli sociopatici pronti a demolire qualsiasi cosa (seppur le loro visioni utopistiche). Meno male che esistono gli occhioni di personcine squisite a ricordarmelo. E quindi ciao, molti baci e cari saluti. Cìbìcìerre.  

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Dal 7 al 27 giugno 2018 gli aspiranti a supplenze di I fascia del personale A.T.A.(Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) delle scuole statali, per il prossimo anno scolastico, possono effettuare la scelta delle istituzioni scolastiche, nelle cui graduatorie intendono essere inclusi.

Sono interessati all’adempimento coloro che, entro il 19 aprile 2018, hanno prodotto domanda(avendo maturato almeno 24 mesi di servizio, anche non continuativo,in scuola statale) di inserimento o, per chi già incluso, di aggiornamento nelle graduatorie provinciali dei concorsi per soli titoli del personale A.T.A., ai sensi dell’art. 554 del D.L.vo n.297/1994.

I profili professionali del personale A.T.A. interessati, per la provincia di Lecce, sono quelli dell’area“A”(Addetto alle aziende agrarie e Collaboratore scolastico) e “B” (Assistente amministrativo e Assistente Tecnico).

Dette graduatorie provinciali vengono utilizzate, dall’ufficio scolastico provinciale, per individuare gli aspiranti cui conferire le nomine in ruolo, nel contingente annualmente autorizzato, e, per la copertura dei posti disponibili ma non vacanti, per il conferimento delle supplenze annuali (sino al 31 agosto) o delle supplenze sino al termine delle attività didattiche (30 giugno).

Gli inclusi nelle graduatorie provinciali  hanno titolo ad essere inseriti, a domanda, nella I fascia delle graduatorie di istituto, ai fini del conferimento, con priorità, delle supplenze brevi e temporanee   di competenza dei dirigenti scolastici, per la sostituzione del personale non docente assente.

La domanda di scelta delle scuole, complessivamente non più di 30, deve essere formulata utilizzando esclusivamente l’apposito modello “G”, con la procedura telematica delle “Istanze on line” del sito internet del M.I.U.R

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Venerdì, 01 Giugno 2018 15:12

Cartoline non spedite #44 Puntini

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Prima di iniziare a scrivere disinfetto le mani con un gel che ha il profumo di fragole fresche. Mi sembra il minimo, approcciarmi in modo puro a qualcosa di così sacro. Probabilmente riverso questo mio modo di essere in tutti gli altri aspetti della mia vita, il ché è assolutamente deleterio (per me, s’intende). Alla fine della giornata devo scrollarmi di dosso tutto il sudiciume che gli altri mi hanno riversato addosso, noncuranti di avere un minimo di delicatezza nell’approcciarsi alla vita degli altri. A furia di scrostare e raschiare rimarrà uno strato sottilissimo di me, sarò eterea e impercettibile. Nessuno potrà più rovinarmi.  

Ho seminato i miei puntini di sospensione ovunque, dalla terra più grassa e nera come il caffè a quella sottile e arida come carta velina. Non ci sono mai state mezze misure. Le mezze misure sono per le persone che sanno davvero quel che vogliono, in ogni momento. Ma io che ero più marzolina di qualsiasi lepre al mondo ho banchettato lì dove sembrava essere migliore di qualsiasi posto, e questo meglio fuggiva un po’ di qui e un po’ di là, e questo lo voglio forse che sì, forse che no, magari ripasso e invece addio, perché quando in realtà non ti fermi a rispondere alla semplice domanda “per quanto altro tempo ancora?” perdi la bussola. Poi è il tempo stesso a decidere. Non importa dove tu sia, in quale punto calpesti la vita: hanno già scelto per te.

Mi sono seduta su un sasso e ho aspettato che germogliassero questi miei puntini e mettessero su fiori, ma dovunque mi volti e mi giri, adesso, non vedo niente perché è il niente che c’è. Avrei dovuto prendermene cura. Tutto quello che ho fatto è stato solo stare a guardare, lasciandomi distrarre da qualsiasi cosa inciampata per caso lì dov’ero. Credevo potessero farcela da sé a strisciare fuori dai bulbi. Pensavo che l’amore e la gioia e tante altre cose belle che mi avevano accompagnata nell’aspettare quel miracolo potessero bastare. L’unica cosa che è strisciata via è stato il pugno rattrappito da dove in teoria dovrebbe esserci altro.

Ho dissotterrato con la terra sotto le unghie ciò che era rimasto e ho trovato una serie infinita di pulci morte senza requiem. Ho celebrato funerali in ritardo. Se me ne fossi accorta in tempo avrei almeno evitato il rigor mortis di chi dalle mie mani disperatamente calde non voleva farsi sciogliere.

C’è inoltre questo complicato rapporto con le sveglie: non le sento, le imposto male, mi rifiuto di obbedire al loro richiamo. Ma prima o poi mi sveglio, giuro.

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Venerdì, 25 Maggio 2018 18:41

Cartoline non spedite #43 Dislocata

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Mi dicono che sono veramente antipatici, e io forse l'ho capito. Ho capito com'è che funziona, che se non sorridi perché dovrebbero sorriderti? Quando ti presenti ad un colloquio di lavoro non puoi essere molto diversa dall'idea che loro hanno di te. Il problema è quando neanche lo sai chi sei. O meglio, il vero problema è quando non ti permettono di essere quello che potresti diventare. Una fermata della metro, per scendere e risalire. E sembra di essere stata lì da sempre. Sembra che non sia cambiato nulla, se si esclude tutto. Un ramo secco in bocca ad un cane, che si avvicina per essere accarezzato. Poi la padrona lo trascina via. Peccato. Scegli il valore che vuoi dare. E scegli cosa. E a chi. Sono dell'idea che un paio di occhiali possano cambiarti la vita. Oh, comunque le mie scarpe si abbinano ai tuoi colori, credo proprio che dovremmo passeggiare accanto. Sai che ti dico? Preferirei perdere tutti gli zuccheri presenti nel mio corpo e prosciugare perfino l'acqua. Ma qui, qui c'è un senso a qualcosa che prima mi sfuggiva. E adesso, adesso riesco ad essere oggettiva. La tua giacca si riscopre versatile, ed è in grado di coprire le macchie, mascherarle, quasi come te. Mi sembra di ascoltare un concerto barocco nella mia testa. E dell'ananas a fette, smentisce i falsi miti. Io vorrei davvero credere a chi dice che tutto è orribile, sarebbe molto più semplice. E senza dubbio il male esiste, ma a volte accade che il bene vince. E in quel momento, credo che sia stata compiuta un'azione di riscatto in uno dei tanti universi paralleli che contemporaneamente convivono con noi. Che tutto torna, e tutto passa. E niente passa e niente torna. C'è sempre spazio, anche se ho solo due ore di sonno. Non sono stanca. Approfittane subito. Tutto quello che hai perso in questi anni. Tutto quello che spero di non perdermi. È sempre spiazzante quando qualcuno supera le aspettative. (Anche nelle delusioni.) Vuoi del vino? Ho due bicchieri vuoti. Non serve altro. Guarda, c'è anche il sole. Ed ogni cosa mi parla di lei.

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Lunedì 28 Maggio alle ore 19.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Carmiano, Paolo Cucchiarelli presenta il suo nuovo lavoro “L’ultima notte di Aldo Moro: dove, come, quando, da chi e perché fu ucciso il presidente DC”. 
L'inchiesta giornalistica più innovativa e sconvolgente di questi anni.Cucchiarelli ricostruisce il rapimento,la prigionia e le ultime 24 ore di Aldo Moro, scardinando pezzo per pezzo 40 anni di menzogne. Ne emerge una realtà sconcertante.
L'evento rientra nell'ambito dell'iniziativa "il Maggio dei libri" ed è organizzato dall'assessore alla cultura del Comune di Carmiano Stefania Arnesano.

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Venerdì, 18 Maggio 2018 23:12

Cartoline non spedite #42 Silenzi

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Inizia a piovere. Il tempo di un caffè e ha smesso già. Nessuno può decidere quando fermare la pioggia. Nessuno. Non è cosa mi dici, è cosa non mi dici, perché lo so che si perde (o si nasconde) tutto nel non detto. E io ne sono una specialista. Di solito funziona così, chi parla tanto, dice poco e niente di sé. Ricomincia a piovere. Le tendine blu dell'autobus ondeggiano come una ballerina hawaiana sul cruscotto di un'auto. Quanti silenzi mi riserverai? Probabilmente sarà il male minore. Il ragazzo seduto sul sedile accanto, ascolta della musica rap. Sono bravissima a scombussolarmi la vita compiendo scelte azzardate, forse in un universo parallelo mi manifesto come vento e tempesta. Qualcosa di rabbioso ma comunque passeggero. Quanti silenzi mi riserverai? Le gocce sul finestrino scivolano via veloci. Assomigliano ad alcuni spermatozoi impazziti che cercano di fecondare l’ovulo per primi. Scusa, puoi un attimo spostarti dai miei pensieri? Fatti più in là. Anzi levati dal cazzo. E sappi che dei diritti d'autore non ti spetterà nulla. Te lo puoi sognare. "Eh no, no Lucy ti stavo chiamando per dirti che purtroppo non possiamo fare niente. Non ti preoccupare sarà per la prossima. Buon fine settimana", così il signore seduto in prima fila interrompe la chiamata. Quanti silenzi mi riserverai? "Un caffè normale e uno macchiato, Massimo. Come dove devo andare a prenderlo? In farmacia. Ma ti pare? Manco t'avessi chiesto di costruire una piramide. Ehi, lascia stare. Facciamo finta che non t’ho chiesto niente. Anzi preparati che la prossima fermata è la tua, stiamo per passare.” sempre lui, il signore seduto in prima fila. Pare abbia una predilezione per le chiamate. E tu, quanti silenzi mi riserverai? Ti piacciono le costruzioni? Quelle fatte con i lego, i mattoncini colorati. E le costrizioni? L’aria condizionata non dovrebbe essere in funzione nei giorni di pioggia. Come si spegne? Quest’autista guida così male che mi sta venendo anche la nausea. Il mal di testa ce l’avevo già da prima di salire. Com’è divertente cercare il limite delle situazioni, delle persone, di me stessa. Tremila chilometri e lo scoprirò. Forse. Otto canzoni in riproduzione casuale, e tu quanti silenzi mi riserverai?  

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Mercoledì, 16 Maggio 2018 09:34

La vita è bella... Tu no!

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Sarà la spendida corinice del Teatro Paesiello ad accogliere, l'11 giugno, la prima nazionale dell'eclettica e divertente commedia "LA VITA È BELLA... TU NO!".

Un'opera messa in scena dell'Associazione Culturale Oneira, scritta e diretta da Mattia Pascali che si contraddistingue per i toni brillanti, comici e goliardici ma mai volgari, narra la storia di un importante produttore cinematografico di origini kazake che, sul punto di morte consegna una teiera al nipote, figlio di sua sorella.

Questi, rimasto deluso dalla misera eredità, invoca involontariamente il Genio in essa contenuto. Per esaudire il desiderio del suo nuovo padrone, ovvero incassare un’eredità ben più cospicua, il Genio sarà costretto a tornare indietro nel tempo allo scopo di impedire al produttore di lasciare l’Italia, rischiando di perdere i propri capitali, e rientrare in patria per sfuggire a una delusione d’amore. Tra gag esilaranti e avvincenti equivoci, riuscirà il nostro Genio a perseguire il suo macchinoso intento?


L’autore: Mattia De Pascali, dedito soprattutto al cinema, come sceneggiatore e regista, torna a dedicarsi al teatro, dopo una breve esperienza romana.

Tra i suoi lavori, il più recente è il film McBetter, la cui uscita in home video è prevista per l’autunno.

Gli attori impegnati sono:

Massimo Mangia, un leccese romano che, dopo aver calcato i migliori palcoscenici della capitale, torna alle sue radici salentine, interpretando il Genio/Franz;

Donatella Reverchon, romana ma con cittadinanza leccese, porta la sua Roma in Salento, interpretando Esterina Panacchioni;

Maurizio Aiuto, abituato alle luci del cinema, si cimenta a teatro portando la sua estrosità, interpretando il magnate Zzurrovkij;

Alessandro Stajano, nipote della celebre Giò Stajano da cui ha ereditato verve e classe, triplica la sua performance regalandoci, tra gli altri, un’esuberante Lola Pamplona;

Elena Oliverio, al suo debutto teatrale, stupisce per la sua naturalezza interpretativa di Katharina.


11 Giugno 2018 ore 20.30

TEATRO PAISIELLO

Via Giuseppe Palmieri, 83, 73100 Lecce

Biglietti: platea € 10,00 Palchi Centrali € 10,00 Palchi laterali € 8,00 Loggione € 5,00Botteghino: 328 4717266

info: 328 4717266

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https://www.facebook.com/vitabellano

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