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Cultura (599)

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Venerdì, 10 Agosto 2018 19:35

Cartoline non spedite #54 Sciocchina

Scritto da

lug

È successo tutto molto in fretta. Senza neanche pensarci stavo lì a firmare due copie di contratto e intorno a me, nella stessa stanza, c’erano altri cinque ragazzi che non avevo mai visto prima d’ora e che probabilmente non rivedrò più. Poco male, non che mi entusiasmassero più di tanto. A dire il vero, ho dovuto tenere a freno il mio spirito polemico, perché alcuni di loro facevano domande davvero molto stupide, ed io in quel momento ero tipo “ma come fanno le persone a vivere nonostante questo grado di intelligenza così basso?”. Per non peccare di presunzione, sorridevo e mi nascondevo il volto con la visiera del cappellino da baseball (che indossavo perché non ero riuscita a fare lo shampoo in tempo, e per la cronaca, gli appuntamenti in estate alle tre del pomeriggio andrebbero banditi per legge). Poi l’insofferenza veniva fuori e allora andavo avanti e indietro camminando come un’ossessa, per scaricare la rabbia che a me fa venire l’incompetenza della gente. E come se non bastasse, fuori dall’edificio, sotto quel sole cocente come poche cose alle tre del pomeriggio, in un angolo remoto della Puglia, c’era qualcuno che mi aspettava e che mi chiamava al telefono ogni dieci minuti, al quale dovevo giustificare il ritardo dicendo “eh, un attimo, ci sono ancora molte cose da fare”. Suvvia, non potevo mica dire in quella stessa stanza “eh, un attimo, per una firma di un secondo ci sono venti domande inutili e altrettante spiegazioni richieste, che non si sa come, c’è chi non capisce un cazzo ma comunque gli riesce di fare le cose”. E vabè. Per farla breve, quando è arrivato il mio turno, mi sono sentita dire “Ah, perfetto, tu hai già fatto tutto come si doveva fare” e nel giro di due minuti sono uscita di lì, con il contratto in mano. Che poi, in fondo, si tratta solo di avere un po’ più di cura e attenzione ai dettagli, cosa che erroneamente mi aspetto di trovare anche negli altri, ma che noto sempre con molto piacere (ehm, certo) di quanto sia davvero poco scontata.  Un quarto d’ora dopo ero a scegliere una valigia quasi più grande di me, di un colore rosa shocking (che mia sorella non avrebbe mai comprato, mi ha detto una volta a casa). Ma io questa cosa dell’intelligenza la vedo un po’ come una condanna e allora da qualche parte devo pur mescolare le carte. Eheheh, che sciocchina.

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Premiati Marcello Masi, Rocco Tolfa e Riccardo Cotarella

Degustazioni, masterclass, spazio-enoteca, talk show,

spettacoli e il concerto finale di Teresa de Sio

 

Presentata questa mattina a Bari, nella sede dell’Assessorato Agricoltura della Regione Puglia, la decima edizione del “Premio Terre del Negroamaro”.

L’edizione 2018 si terrà il 17 agosto prossimo,con vigilia il 16 per gli addetti ai lavori, nella piazza di Guagnano (Le) e all’interno dei suoi antichi vicoli, con un nuovo format e un programma ricco di appuntamenti.

Il Premio, che si propone di dare risalto alle cantine del territorio che producono il Negroamaro, è organizzato da“Vinoway Italia”. Al suo presidente, Davide Gangi, è stato affidato il ruolo di direttore tecnico e coordinatore delle attività del Comitato tecnico-operativo del Progetto “Premio Terre del Negroamaro”, quest’anno diretto dall’avvocato Viviana D’Amico e della Pro Loco di Villa Baldassarri, coordinata da Antonio Caragiuli.

Valorizzare il vitigno storico dell’areale dove sorge Guagnano, dunque, e i produttori impegnati in un percorso virtuoso che ha saputo affermare il Negroamaro in tutto il mondo, l’obiettivo della manifestazione che quest’anno ha deciso di premiare personalità di prestigio del panorama enologico nazionale, come Riccardo Cotarella,presidente mondiale degli enologi e i giornalisti Marcello Masi e Rocco Tolfa, ideatori e conduttori del programma di Rai due “I signori del vino”.

“La Regione Puglia - hanno commentato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, e il direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone - sostiene eventi importanti di valorizzazione e promozione del patrimonio enogastronomico pugliese. L’appuntamento estivo di Guagnano celebra il Negroamaro, uno dei prodotti di punta della nostra enologia, oramai conosciuto e riconosciuto in Italia e all’estero. È un prodotto emblematico della nostra terra e, in particolare, del Salento, che oggi, grazie soprattutto agli sforzi dei produttori, ha raggiunto livelli eccellenti e una versatilità straordinaria.La Puglia investe nella promozione dell’agroalimentare, considerata strategia di crescita per una regione ricca come la nostra: l’evento Premio Terre del Negramaro, come tante altre importanti manifestazioni, consente di far conoscere il sistema produttivo locale, i suggestivi borghi rurali e cittadini, attraverso formule vincenti che attirano anche migliaia di turisti”.

“Ci sarà più spazio per il vino, in questa decima edizione -  ha aggiunto Davide Gangi–ma anche alla gastronomia locale, dedicando alla ristorazione e alle aziende olearie un’importanza che darà loro più visibilità e autonomia di azione. Ho pensato altresì di dare spazio agli appassionati e agli addetti ai lavori ideando delle aree esclusive a loro destinate, senza assolutamente trascurare anche chi per la prima volta si affaccia a questo ambiente e voglia trascorrere una bella serata agostana nella nostra meravigliosa terra”.

 

Il programma

16 agosto, la vigilia: riservata solo agli addetti ai lavori. È prevista una Masterclass dedicata ai vini rosati Negroamaro, con la "Master of Wine" ElizabethGabay, tra le più accreditate giornaliste del settore, Davide Gangi e Giuseppe Baldassarre Consigliere Nazionale AIS, che si svolgerà presso la piazza principale del comune di Guagnano, a partire dalle ore 20:00. Parteciperanno giornalisti nazionali ed internazionali, wine-lover, ristoratori e addetti del settore alla presenza dei produttori..

Il 17 agosto,con l’allestimento dei banchetti di tutte le aziende in Via Castello e le strade animate da fuochi di spettacolo, giocolieri, trampolieri e artisti musicali, prevede diversi momenti:

                                                                                                        

- Masterclass con Pino De Luca e Duccio Armenio, nel Museo del Negroamaro di Guagnano, dalle ore 20:00 alle ore 24:00; aperta al pubblico, con le referenze delle aziende che si susseguiranno ad intervalli di 40 minuti.

- Uno spazio-enotecaallestito nella piazza principale di Guagnano con i vini top di gamma, aperto al pubblico, gestito dai sommelier AIS Lecce, a cui sarà affidata anche l'area circoscritta del Comune di Guagnano contraddistinta da tre diverse colorazioni in base alla tipologia di vino: Bianco, Rosso e Rosato.

- A partire dalle ore 21 sul palco allestito per l’occasione, con la presentazione di Barbara Politi, si esibirà la “Martina Malagnino Band”, a seguire il talk show e la premiazione condotto da Davide Gangi ed il concerto di Teresa De Sio.

Durante la manifestazione verrà inoltre ricordataDonatella Briosi, apprezzata sommelier, socia de “Le Donne del Vino Friuli Venezia Giulia”, tragicamente scomparsa lo scorso giugno, a cui la delegata de “Le Donne del Vino Puglia” Marianna Cardone, insieme a Davide Gangi e all’associazione contro la violenza sulle donne “Io donna”, rivolgerà un affettuoso saluto.

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“Quella volta che ho imparato a nuotare”: il 6 agosto a Guagnano si presenta il romanzo di Davide Simeone. 

Nuovo appuntamento letterario a Guagnano. Si terrà lunedì 6 agosto alle 20:30 in Largo Ceino (nei pressi della chiesa madre) la presentazione del romanzo “Quella volta che ho imparato a nuotare” di Davide Simeone (Manni Editore). L’appuntamento, curato dalla Pro Loco del posto, rientra nella rassegna “Estate 2018”, il cartellone di eventi organizzati da Pro Loco di Guagnano e Pro Loco di Villa Baldassarri, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di Amici della Casa della Bontà. Dopo i saluti del presidente della Pro Loco Antonio Congedo, dialogherà con l’autore Valentina Perrone, giornalista e scrittrice. Ingresso libero. 

Il libro. Stefano scrive libri per bambini. Mollando, seppur per pochi giorni, una vita convulsa e confusa, si ritrova in una piccola comunità del Salento, all'inizio con diffidenza e poi, pian piano, abbandonando ansie e timori. Incontra Chicca, amica d'infanzia, con la figlia Camilla, e poi conosce Al e Giuliana, e un prete e una suora e il loro gruppo di volontari, il tenero Matteo e la saggia incantevole Alice. E tutti gli insegnano a guardarsi di nuovo attorno, e dentro, e gli insegnano di nuovo a nuotare. 

L’autore. Davide Simeone (1984) scrive e fa l’avvocato, vive e lavora a Lecce. Ha pubblicato il suo primo romanzo “Come dico io” nel 2003, a soli 19 anni,  presentato l’anno successivo alla 5ᵃ biennale del premio “La Lama”. Nel 2005 si ripresenta con la sua seconda esperienza narrativa, “Quattro”, con la quale ottiene il premio “Ignazio Ciaia – Nunzio Schena”. Nel 2008 pubblica il romanzo “L’alba di domani” e nel 2013 vince il premio “Asterisco” con il suo nuovo lavoro,  l’antologia di racconti dal titolo “Rewind”. Nel 2014 ha pubblicato il racconto breve “Caterina va a Martina” per il blog letterario “Inchiostro di Puglia”.

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Venerdì, 03 Agosto 2018 16:10

Cartoline non spedite #53 Marte

Scritto da

marte

Un telo nero, nessun sipario, la vita che si disvela e non sai mai cosa ti riserverà di lì a poco. Nel turbinio di gente che ho conosciuto negli ultimi giorni, una donna coi capelli corti, parlando con un'altra ragazza, spiegava come per lei la scrittura sia stata una scelta sofferta e per molti anni messa da parte. Una scelta che avrebbe occupato tutta la sua vita. Una vita che non sarebbe stata più la sua. E paradossalmente è così, perché certe cose non si scelgono, e meno male, ché io sono un'indecisa cronica e solo per decidere cosa mangiare ci metto venti minuti, mentre tutti hanno già ordinato. Allora mi succede che devo correre appresso al cameriere (con i cerotti all'altezza delle caviglie che implorano pietà, mentre si strusciano sulle crosticine non ancora seccate, perché altri luoghi e altri sandali mi hanno vista correre), e dirgli di aggiungere una pizza con mozzarella di bufala, scamorza affumicata e pomodorini ciliegini, per sentirmi rispondere "Ah, pensavo avessi già ordinato". Eh, lo pensavo anch'io. Tra l'altro, appena seduta avevo detto a chi mi era seduto vicino che non avrei assolutamente scelto la pizza, dato che l'avevo già mangiata ieri e pure a pranzo, (quella avanzata dalla sera prima). Quindi ho vagliato l'ipotesi frutti di mare, contorno di patate, insalatona super condita, primo di pasta, secondo di carne, frittini e dessert, e ho consigliato agli altri cosa potesse esser buono. Ed io in tutto questo. Pizza. E neanche la volevo. Per carità, si sa che è buona sempre, ma io in tutto questo, un turbinio come sempre. Probabilmente ero già sazia mentre iniziavo a tagliare la prima fetta, ma alla fine nel piatto sono rimaste solo due o tre croste. Certe cose non si scelgono. Ma fatemi illudere di sì. E sono le dodici meno un quarto, e la luna fa capolino a metà da sopra il campanile, poco prima dallo specchio del bagno ti sei resa conto di avere in testa ancora gli occhiali da sole. E mi dicono: come fai? E penso, non lo so. Rispondo: faccio. Ripenso al titolo dell'ultimo spettacolo visto, Vieni su Marte. (Sorrido). Okay, ci vediamo su Marte. 

 

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Venerdì, 27 Luglio 2018 15:26

Cartoline non spedite #52 Sonno

Scritto da

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Il tempo del racconto è materiale necessario per fruire di una storia. Di una qualsiasi storia. Se davvero vuoi, dieci minuti li trovi, mi sento dire, e rido perché nei cerchi concentrici dell’esistenza sono poi le stesse frasi che mi ritrovo a dire anch’io. Magari fosse così semplice, dico e mi rispondono. E mi confondono. C’è qualcun altro che mi riporta alla realtà, ormai da anni, e benedico il dio di lassù (qualunque esso sia), perché si ha sempre bisogno di chi ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, ma soprattutto dove vogliamo andare. Poi ci sono incontri inaspettati, e risate che ti ricordano altri tempi, quando c’erano altri problemi, ma comunque un modo per scherzare  lo si trovava, insieme. Cercare casa è una delle esperienze che mi mancava, ma che in un modo o nell’altro prima o poi sarebbe dovuta arrivare. Solo che accade in un’altra lingua, e non è né la mia né la loro. Il destino è veramente sempre molto curioso, ed io ripenso che fin da quando frequentavo le scuole elementari stavo sempre a dire ai miei genitori, che all’epoca si chiedevano se non fossi pazza, e mi guardavano come una piccola aliena, insomma stavo sempre a dire che avrei voluto andare a vivere in America, “da grande”. Oppure quando stavamo a litigare, io ingenuamente urlavo “va bene, allora me ne vado ora e mi trasferisco a New York”. In realtà poi quel desiderio non è mai passato, è rimasto, ma come rimane qualcosa che chissà se accadrà mai. Quelle tipiche cose che ti sembrano sempre troppo belle per essere vere e invece di rincorrerle va a finire che le lasci andare e le perdi. A me è successo così, tantissime volte. E anche con un sacco di persone. Ma se la responsabilità per le cose strettamente personali è solo mia, con la gente è diverso, perché si deve essere sempre in due a volerlo, e nessuno può fare il doppio del lavoro, perché poi una mattina ti svegli e ti rendi conto che a crederci eri solo tu. E la consapevolezza di ciò non è mai bella, ti lascia solo un vuoto enorme da riempire con quantità abissali di cinismo e disillusione. Lo vedo negli altri, e mi dispiace così tanto. A me invece lascia il ricordo di tutta la forza e la tenacia che sono stata in grado di avere. Ma in fondo sono un po’ stupida, perché voglio solo la bellezza, datemi solo meraviglia e delicatezza. E tre o quattro ore in più di sonno.  

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Venerdì, 20 Luglio 2018 20:36

Cartoline non spedite #51 Cerchio

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Succede qualche volta di non voler dire più niente, tutte le parole ti sembrano superflue. Hai un biglietto in mano e una partenza sempre più vicina, e d’improvviso pensi che a volte le cose che desideri succedono, raro ma non impossibile. Difficile, così come la vita, con gli sbalzi necessari e irrimediabili (anche se non per questo fanno meno male).
Le sfumature del cielo abbracciano colori di ogni tipo, un po’ come quando sei in cerchio con persone di nazionalità più disparate e non riesci a pensare ad altro se non a quanto è bella la vita quando ti dà la possibilità di una rinascita. A saperla cogliere. Questo è il momento in cui dovrei essere spaventata dall’incognita, ma una buona dose di me è più spaventata dall’eccitazione che ne deriva. Ecco perché credo che un’oretta di meditazione al giorno sia fondamentale per tutti, e probabilmente non ci sarebbe così tanto stress in giro. La gente si affanna per i motivi più futili, a volte, ma ci sono cose che non si possono controllare, e prima lo si capisce, prima si impara a gestire l’ansia che ne deriva. Ci sto lavorando anch’io, non è semplice, siamo pur sempre umani. Ma la consapevolezza è già qualcosa. Penso che si dovrebbero sempre avere una o due consapevolezze. E anche sfortune, e poi gioie, e poi insegnamenti, e poi ancora stupore. Lasciare andare, perché le cose che sono veramente destinate ad essere nella nostra vita non ci abbandonano mai. E sarò un’ingenua forse a crederci, ma so esserci, quando serve e so dimostrare che le mie parole non sono solo lettere messe in fila. In questo cerchio passiamo dalle risate al pianto, dalla resistenza all’abbandono in meno di cinque secondi, ma la vera conquista è accorgersi che non siamo soli, a dispetto di tutto quello che il mondo vuole farci credere. E anche quando lo siamo per contingenza di circostanze, abbiamo dentro di noi tutto quello che può salvarci, e se non vogliamo salvarci, possiamo sempre provare a salvare gli altri. Non è buonismo. E' un modo di essere, di costruire qualcosa. Se vuoi fare la differenza, guardati allo specchio e inizia da te, hanno cantato. Non è un caso che senza la musica la vita sarebbe un errore. 

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Venerdì, 13 Luglio 2018 18:23

Cartoline non spedite #50 Parole

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Tanto va la gatta al lardo che ci lascia il testamento. La notte porta doveri. Rosso di sera, vorrei indietro la primavera. Se son rose, pungeranno. Ho un fiocco nella manica, per voi che m’avete piantato in denari. Non gridare al gatto, al gatto. Guarda in maialesco, piuttosto. Stai lì a reggere il pendolo, senza rigare a zig-zag e a rigirare la cotoletta. Le pesche nel paniere si sono rotte, a occhio e testa, direi. Stavo correndo a perdifemore, e sono inciampata, inutile ridere sull’aranciata versata. Hai mandato a vergini tutti i miei piani, e lì c’è qualcuno che riesce sempre a cadere a gambe incrociate. Tutte le strade portano al mare. Non dire vino finché non ce l’hai nel bicchiere. So I start a revolution from my kitchen. Se non ora, dove? Hai mancato il computer, mentre mi tenevi sotto una campana di plastica. La risposta che cerchi è dentro il frigorifero. Cos’è una regina senza il suo re? Beh, storicamente è migliore. A caval donato, gli si mette una buona sella. Dio dà il pane a chi è celiaco. La volpe che non arriva all’uva, ci si siede sotto e ne scrive una poesia. Fuori dal letto, scusa ma chi sei? Cielo a pecorelle, che Dio fortunato. Campa cavallo, che poi alla fine muori comunque. Cento di questi calci. Chi ben comincia, può finire malissimo. Chi la fa, se la scordi. Can che abbaia, ha un padrone che non ha saputo addomesticarlo. E comunque meglio una gallina oggi che un brodo domani. Si sa che chi va con lo zoppo, arriva in ritardo. Patti chiari, e allora mettiti gli occhiali perché come fai a vederli altrimenti? Non tutte le ciambelle sono anche intelligenti. Beati gli stupidi, che hanno capito tutto.
Vuoi salire a vedere la mia collezione di parole? Non c’è due senza uno (dei due). Se non posso scrivere di te, allora non voglio scrivere di nessun altro.  

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Sabato 14 luglio e domenica 15 luglio nel centro storico di Campi Salentina

Aria di festa nel centro storico di Campi Salentina, pronta a dare il via alla due giorni di celebrazioni ed eventi in onore di S. Pompilio M. Pirrotti, amato patrono della città.

A scandire i festeggiamenti civili la prima edizione di “creArt: autoproduzioni d’estate” un evento per la promozione dell’artigianato artistico e tradizionale che si svolgerà tra Casa Prato Calabrese e Piazza Unità d’Italia. Organizzato da Associazione Pro Loco Campi Salentina in collaborazione con Ente Fiera e GAL Terra d’Arneo, con il patrocinio del Comune, l’evento sarà un connubio di arte, design e tradizione, in numerose sfumature.

Un’arte sensibile ai temi del riciclo, dell’ambiente, dell’ecocompatibiltà e del riuso artistico sarà oggetto del laboratorio nomade a cura di sm-artlab, ovvero un incubatore di collaborazioni, idee, contaminazioni che coinvolgono designer, artigiani, illustratori, grafici, artisti pugliesi che fa della coralità il suo punto di forza.

Si passa poi alla conoscenza del nostro territorio, la Terra d’Arneo, della bellezza dei suoi paesaggi costieri, subcostieri, rurali ed urbani dal fascino senza tempo, raccontati in una mostra tematica a cura del GAL Terra d’Arneo, dal titolo: “Paesaggi tra natura e memoria”.

Non mancheranno l’allegria e la convivialità dei giorni di festa con musica e buon cibo preparato con cura negli stand del centro storico.

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Autori in corsa per la premiazione finale. Pubblicati i nomi dei finalisti della prima edizione del Concorso Letterario e Fotografico Nazionale “La vita contadina: ieri e oggi“, ideato e promosso dalla Pro Loco Guagnano '93 con il fine di valorizzare il mondo rurale di un tempo e dei nostri giorni.

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Venerdì, 06 Luglio 2018 23:50

Cartoline non spedite #49 Mongolfiera

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Una mongolfiera non vola se non lascia andare vie le zavorre. Zavorra, questa parola ha un suono fantastico. Sembra quasi che già a dirlo se ne riesca a percepire tutta la sua pesantezza. Sulla mensola del bagno, tra le varie creme, ce n’è una per i talloni screpolati, solo che io non la uso mai. La guardo ogni mattina, ma non avendo i talloni screpolati, la sua utilità per me è uguale a zero. Poi di colpo accade che mentre sei seduta, inizi a sentire un formicolio improvviso alle mani, alle braccia, alle gambe e poi ai piedi. Proprio quei piedi che esistono anche se non metti mai la crema, perché i talloni non sono screpolati. E inizi a riconsiderare tutte le piccole cose a cui non fai mai attenzione. Quelle che si danno per scontate. Quelle che si mettono da parte perché ce ne sono altre di più importanti. E poi invece capisci che. Capisci che avresti dovuto fare quello che fanno gli altri. Quelli che vivono meglio. Una cartolina nata contro il panico. Il caldo, i dieci giorni di ritardo, le mail con gli errori da correggere, le partenze vicinissime che potrebbero non essere poi così sicure. (Cosa lo è?) Sai salvarti e annientarti nello stesso istante. Come una partita persa negli ultimi dieci secondi del secondo tempo supplementare. (Da non crederci, eppure è così.) Il profumo dei gelsomini che è forte e pungente, acre e dolce allo stesso tempo. La corriera che non passa quando tra meno di un'ora hai un esame e allora devi risolvere il problema al più presto possibile per non mandare a puttane una sessione. Fare rete aiuta sempre. Questa estate me ne ricorderò. Andrò a pescare. Respira. Non lasciarti travolgere dalle emozioni, lo sai che è solo un passaggio e passerà. (Quante cose bisogna raccontarsi per andare avanti). Respira. Hai letto da qualche parte che dipende tutto dal respiro. Dieci gocce e finalmente riesci a lasciare andare le mani. Quelle mani che stringevano il vuoto e non riuscivano a ritornare nella loro posizione normale. I piedi che possono dimenarsi. La mandibola che trema e gli occhi che pulsano. La pressione bassa. Chi sa calmarti. Uno, due, tre. 

Ci sono poche cose da dire quando è il corpo a parlare. Perché il corpo sa sempre cosa dire. Scriveva Hermann Hesse nel Siddharta: ... « Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri. »

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