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Marco Palma

Marco Palma

Domenica, 03 Giugno 2018 09:52

Leverano lavori su condotta AQP terminati

LEVERANO – In questi giorni la rete idrica leveranese ha subito dei cali di pressione e in alcune abitazioni, l’acqua è venuta a mancare completamente. Disagi anche a Copertino.

Nella giornata di giovedì Acquedotto Pugliese ha effettuato dei lavori di bypass di una condotta idrica principale (da località Zanzara a Leverano), per agevolare i lavori di costruzione di una condotta di fogna bianca del diametro di circa un metro. La condotta idrica serve i comuni di Leverano e Copertino. Questi lavori avrebbero dovuto portare a una riduzione momentanea della pressione idrica. Il Comune di Leverano, oltre che da questa condotta, è servito anche da un’altra che però non è sufficiente a garantire pressione sufficiente a tutto il territorio comunale. Raggiunto telefonicamente il Sindaco di Leverano, Marcello Rolli, ci ha spiegato la dinamica di questa serie sfortunata di eventi che ha portato grossi disagi ai leveranesi.

“Giovedì poco dopo il termine dei lavori, l’intervento è saltato. I tecnici di AQP hanno ricominciato la lavorazione e hanno terminato intorno alle 12.00 dell'altro ieri, venerdì.” – dice il sindaco. Questo però non è bastato, infatti, l’acqua ha cominciato a scarseggiare nuovamente “intorno alle 21-22 della sera. Infatti, per la seconda volta, l’intervento di bypass effettuato dai tecnici di AQP è saltato e l’altra condotta non riusciva a coprire tutto il territorio” – continua Rolli. La squadra dei tecnici AQP, allora, torna sul cantiere. Svuota lo scavo dall’acqua, raggiunge la condotta e si rimette a lavoro, terminando i lavori intorno alle 13.00. Ieri mattina, il Sindaco afferma di aver preso contatti con tutti gli organi competenti (Prefettura, Vigili del Fuoco, AQP) per chiedere le autobotti, che arrivano intorno alle 13.30. Rolli precisa che i lavori alla rete idrica comportano che le valvole dell’acqua dopo un intervento vanno riaperte un po’ alla volta, quindi, la pressione ci mette un po’ per tornare alla normalità. Ora l’allarme è rientrato ma davanti alla sede del Municipio, per precauzione, resterà un’autobotte di acqua potabile fino a oggi. Il sindaco ci tiene a precisare che per tutto il tempo alcune delle fontanelle pubbliche e il Comando di Polizia Municipale hanno potuto erogare l’acqua.

Non sono mancate le polemiche da parte dei leveranesi, sui social. “Dovevo seguire l’emergenza, comprendo le critiche ma non accetto le strumentalizzazioni”.

Per Rolli “AQP non ha considerato in maniera puntuale l’importanza della condotta centrale” non dando al Comune la possibile di “garantire un’informazione puntuale alla cittadinanza e elementi per fronteggiare l’emergenza” – afferma – “c’è da dire, però, che AQP sa bene come si fanno questo tipo di lavori e ringrazio i tecnici e gli operai che hanno lavorato sotto il sole e il caldo per far tornare alla normalità la situazione.”

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CAMPI SALENTINA – Si è tenuto ieri sera l’incontro “Salento Terra di opportunità”, organizzato da Francesco Cantoro. L’obiettivo dell’incontro era far incontrare professionisti del settore della formazione e del lavoro con i giovani salentini. All’incontro hanno preso parte Federica de Benedetto, imprenditrice e Consigliere Comunale di Lecce, che ha presentato i professionisti e ha invitato i giovani a non credere alla politica delle promesse lavorative, in quanto il lavoro passa prima di tutto dalla formazione.

Durante l’incontro si sono avvicendati tre professionisti. Il Dr. Raffele Ottavio, formatore che ha presentato alla platea i vari strumenti che la nostra Regione e l’Unione Europea mettono a disposizione per la formazione culturale e professione dei giovani e i meno giovani. La Dott.ssa Daniela Pagano, esperta di selezione del personale che ha dato consigli su come si compila un Curriculum Vitae e quali sono i giusti approcci da tenere durante un colloquio di lavoro (tenendo anche delle simulazione di colloquio a margine dell’incontro). Infine la Dott.ssa Mariangela De Carlo, commercialista e esperta di bandi europei, che ha elencato quali sono gli aiuti economici che l’Unione mette a disposizione dei giovani e dell’autoimprenditorialità.

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Domenica, 06 Maggio 2018 10:11

PD Salice – Incontro sul biotestamento

SALICE SALENTINO – La sezione locale del Partito Democratico ha organizzato un incontro sul biotestamento, legge targata PD del 2017.

Il luogo dell’incontro è stato il Centro Sociale Parrocchiale, dove in tanti hanno partecipato all’iniziativa che ha visto come relatori l’Onorevole Salvatore Capone (PD), l’avvocato Sergio Limongelli (presidente camera forense neretina), Don Giuseppe Pendinelli (parroco), e Dott. Enzo Caroprese (direttore Hospice – ASL Lecce – San Cesario). Assente, per motivi di salute, il Reverendo Don Pietro de Punzio (parroco Mater Domini e Giudice del Tribunale Ecclesiastico Pugliese) al quale vanno gli auguri di pronta guarigione del Circolo PD salicese. A moderare la serata è stato Mimmo Arnesano, il quale ha sottolineato come il biotestamento non è eutanasia e ha letto alcuni commi della legge (la 219/2017, ndr).

Ogni relatore ha approfondito il tema dal proprio punto di vista professionale. Nel suo intervento l’Onorevole Capone ha spiegato l’importanza di questa legge e ha raccontato tutto il lavoro “di unione” che c’è stato all’interno della commissione per la sua stesura e approvazione.

L’avvocato Limongelli ha approfondito l’aspetto tecnico/burocratico, spiegando inoltre, rispondendo a una nostra domanda, che all’interno della legge non è previsto l’obiezione di coscienza e che il Ministero della Salute non ha nessuno strumento legale/legislativo per inserirla.

Il Dott. Enzo Caroprese, anestesista, ha raccontato come storicamente l’accanimento terapeutico fosse già non accettato dalla nostra società nei decenni scorsi. Ha parlato del suo lavoro e di quanto è difficile anche per le famiglie vedere i propri cari soffrire. Anche lui è intervenuto a seguito della nostra domanda sull’obiezione di coscienza, spiegando come è differente l’obiezione di coscienza prevista dalla legge sull’aborto rispetto a quelle non prevista nel biotestamento, in quanto gli argomenti sono su piani differenti. Don Pietro de Punzio ha rimarcato le parole di Papa Francesco e la posizione della chiesa, contraria all’eutanasia ma anche all’accanimento terapeutico, invitando quindi ha trovare la giusta via tra questi due paletti (spiegando come già nel 1981, una commissione Vaticana aveva già trattato questi temi).

Tra gli interventi anche quello di Enzo Marinaci, segretario del PD locale, che oltre a ringraziare i presenti e i relatori ha rimarcato quanto è stato importante il lavoro che il Partito Democratico ha fatto su un tema così importante.

Presente anche l’avvocato Marco Ligori (capogruppo di maggioranza al Consiglio Comunale di Salice Salentino) che, rispondendo a una nostra domanda per l’Onorevole Capone sul come fosse possibile che nell’81 il Vaticano già trattava temi del genere e l’Italia no, ha spiegato come in scelte come queste la Chiesa Cattolica in Italia è forte e presente “ieri più di oggi”.

In chiusura il moderatore Mimmo Arnesano ha annunciato che nei prossimi giorni la sezione del Partito Democratico, presenterà una richiesta formale al Comune di Salice Salentino per l’istituzione di un registro pubblico per le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento, presenti nella legge).

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Che da qualche mese non correva buon sangue lo si era capito. Il sindaco Rosato senza mezzi termini, durante un Consiglio Comunale, l’aveva ufficiosamente esclusa dal gruppo della maggioranza, dichiarando che non la considerava più parte integrante di quello che è stato il progetto politico che li ha portati a vincere le elezioni. In questi mesi, Sonia Cuppone ha mantenuto un profilo basso con sporadici interventi sulla stampa locale ma sempre teso alla critica nei confronti dell’amministrazione Rosato. È accusata di mirare solo alla carica di assessore, alcuni sui social non hanno digerito la sua scelta di non votare la modifica allo statuto comunale ma al contempo, com’era logico aspettarsi, tanti altri l’hanno appoggiata con messaggi di stima e di vicinanza. A questo vanno aggiunti gli errori che, dal suo punto di vista, sta compiendo l’amministrazione salicese.

Di seguito l’intervista alla Consigliere Sonia Cuppone.

  • DOMANDA 1

Lei con le sue 468 preferenze è la quarta per numero di voti e rappresenta il 9,11% degli elettori di “Uniti per Salice”. Sin da subito dopo la vittoria, però, qualcosa non ha funzionato. Da più parti è accusata di voler solo l’incarico di assessore. Cosa è successo e come risponde a queste critiche?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N.1

Dite bene, 468 le preferenze che l'elettorato di Salice ha ritenuto di attribuire alla mia persona. Detto questo, è bene fare un excursus storico, non di parte, che sgombri tanti perché e dubbi sulla situazione dei rapporti politici e amministrativi nella maggioranza consiliare di Salice.

La mia candidatura nella lista “Uniti per Salice” non è nata da mia richiesta o da richiesta di mio marito, rappresentante del gruppo politico “Insieme per Salice”, anzi il candidato in pectore e naturale era mio marito, Giampiero Perrone. Durante gli incontri preparatori della lista, dai responsabili di “Work in progress” e di “Primavera Salicese”, ovvero Tonino Rosato e Mimino Leuzzi, si è espressa e chiesta con convinzione la candidatura di Sonia Cuppone, perché vi era necessità della presenza in Giunta Municipale di una persona di cultura, ancor meglio nell’ambito legale.

Ancorché poco propensa alla nuova esperienza, ho accettato e a conti fatti il consuntivo della mia campagna elettorale è stato più che lusinghiero! Però ... Già nelle more dello spoglio che cominciava a sancire il mio ottimo risultato, direttamente proporzionale risultava la freddezza di chi - pur vincitore -  semmai doveva complimentarsi. Per cui i 468 voti scadevano in 11 voti in più della quinta suffragata e venivano - con sufficienza mal celata -  ridimensionati nella loro effettiva sostanza. E si è capito subito perché: niente assessorato (e di questo oggi ringrazio la santa Provvidenza, considerato con chi avrei avuto a che fare!), solo promesse di entrare in Giunta, per subentro, entro due anni e mezzo. Niente di tutto ciò! È chiaro che, entrata nella mentalità di consigliere comunale, io ho fatto, faccio e farò il consigliere comunale nella pienezza dei doveri, innanzitutto, e dei diritti, non cedibili e nella disponibilità di nessuno.

 

  • DOMANDA 2

Più di una volta si è dimostrata critica nei confronti dell’operato di questa amministrazione (uno su tutti la modifica dello statuto). Come è possibile che nel giro di pochi mesi non condivide più il progetto politico per il quale si è battuta e spesa? Cosa è cambiato?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 2

Indubbiamente le vicissitudini personali mi hanno indotta, acclarata la poca o nulla serietà degli interlocutori nel mantenimento degli impegni e politici e personali, a calarmi nel miglior e profittevole modo per la comunità salicese, nei panni di consigliere comunale. L’articolo 29 dello Statuto - è bene chiarire - non è stata una o la fase di posizionamento, ma una incontrovertibile non accettazione di una lesione del concetto di maggioranza numerica! Tanto è vero che qualche membro di maggioranza, in via del tutto breve, rivolgendosi all'opposizione consigliare e chiedendone il voto favorevole argomentava << Oggi serve a noi, domani può servire a voi!>>. D'altronde, nell'approvazione degli articoli dello Statuto, il mio voto contrario è andato solo all'articolo 29 e all'articolo 56, ovvero sul vero e proprio obbrobrio del loro concetto di maggioranza e sulla costituzione eventuale dello staff del sindaco, ovvero una potenziale maggiore spesa per le casse comunali e una reale poca considerazione del lavoro e delle capacità dei dipendenti comunali! La modifica dell'articolo 29 dello Statuto si è rivelata, in definitiva, una scialuppa di salvataggio per consentire il mantenimento del potere, a danno del concetto naturale di maggioranza di voti.

Il progetto politico originario, per il quale mi sono battuta e spesa in campagna elettorale, prevedeva attenzione massima per le casse comunali e soprattutto cambio di marcia sulle politiche fiscali, rispetto all'amministrazione di sinistra. Mantenere le tasse su IMU e TASI e aumentare la TARI è diversificarsi? Chi è cambiato e chi ha cambiato cosa?

 

  • DOMANDA 3

Il sindaco Rosato già in passato ha dichiarato di considerare fuori dalla coalizione sia Lei che il Consigliere Manno. In un recente comunicato stampa, inoltre, l’amministrazione Rosato ha reso noto che Lei non fa più parte del gruppo di maggioranza. Come è venuta a conoscenza di questa notizia?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 3

Il sindaco può dichiarare ciò che vuole! La realtà è che il mandato elettorale di consigliere comunale non è certamente nella disponibilità del sindaco, o tantomeno di chi per esso. Sì badi bene, precedente illuminante: alla vigilia delle elezioni politiche nazionali si è riunita la commissione elettorale del nostro Comune, per approvare l'elenco degli aspiranti scrutatori e di poi il metodo di nomina degli stessi. Della commissione fanno parte i consiglieri Cuppone, Manno e Grasso, con presidente (per regolamento) il sindaco, il quale, nella prima riunione, come “buongiorno”, ha intimato - senza sprezzo del ridicolo - ai consiglieri Cuppone e Manno di dare le dimissioni da componenti della commissione, altrimenti avrebbe provveduto lui amministrativamente! Forse pensava di parlare a se stesso!

A voi e alla cittadinanza possiamo ben dire che la commissione elettorale è sempre composta da Cuppone, Manno e Grasso e la presiede, sempre per regolamento, il sindaco! La volgare intemerata violenza verbale del sindaco era certamente puro, semplice tentativo di intimidazione! E possiamo ben dire che i consiglieri Cuppone e Manno non hanno inteso ledere la figura di “sua Maestà”, perché di “Maestà” non vi era neppure l'ombra!

Quanto al comunicato stampa, non è l'amministrazione Rosato che ha reso noto che io non faccio (non farei!) più parte del gruppo di maggioranza, ma un capogruppo consiliare “qualsiasi”!

Il “qualsiasi” si riferisce al fatto, non opinabile, che l'appartenenza o meno ad una maggioranza politica non è nella disponibilità di alcuno. D'altronde, può chiarire tutto un semplice, ovvio esercizio di sillogismo: io sono stata eletta nella lista vincente “Uniti per Salice”, la lista “Uniti per Salice” esprime la maggioranza, io sono nella maggioranza “et hic manebimus optime”!

Infine, sono venuta a conoscenza dell'improvvida notizia con lo stesso comunicato di cui parlate voi e di cui poco o niente me ne cale!

 

  • DOMANDA 4

Ha intenzione di fare un gruppo consiliare autonomo, oppure, convergerà tra le file di uno degli altri due già presenti? A riguardo, ha preso contatti con Manno?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 4

Non ho capito a quale schema di composizione consiliare tenda la domanda, comunque rispondo con tranquillità: io sono consigliere comunale non nominata, ma eletta e delle mie posizioni, pur sempre dedicate all’utilità pubblica, non devo rendere conto a nessuno, men che meno agli infausti interlocutori di oggi. D'altronde, anche per il nostro piccolo si confà il dettato costituzionale (art.67), quando afferma che l’eletto esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato!

La mia libertà di opinione, d’intervento, di proposta prescinde da dinamiche di parte e risponde solo alla coscienza personale e al bene della popolazione salicese. 

 

  • DOMANDA 5

Come interpreta il ruolo di Gaetano Ianne nel Consiglio Comunale?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N.5

Nessuna interpretazione! In tutta onestà, devo dire che sono tanti i pensieri miei, figuriamoci se posso permettermi il lusso e l'onere di pensare ai problemi altrui!

 

  • DOMANDE 6

In Consiglio Comunale ha sollevato dei dubbi sulla fattibilità di alcuni importi del piano delle opere pubbliche. Potrebbe spiegarci di cosa si tratta?

  • RISPOSTA ALLA DOMANDA N. 6

Io non ho espresso dubbi sulla fattibilità di alcuni importi del Piano delle Opere pubbliche, ho semplicemente fatto presente che la delibera (la n.5 dell'ultimo Consiglio Comunale), così come presentata, era “invotabile”, perché presentava ridicole difformità di cifre dovute a gravissimi errori aritmetici, e nel prospetto riassuntivo e nei prospetti analitici. Tali errori sarebbero stati esiziali, dannosi, rovinosi, se la delibera fosse stata approvata così come presentata, perché avrebbe “inquinato” irrimediabilmente le delibere, successive, che prevedevano in contabilità il merito della delibera de qua.

E il consigliere Cuppone invece di essere ringraziata, invece di essere oggetto di gratitudine, è stata contestata con tale violenza verbale da sfociare in turpiloquio, vista la frase espressa da uno sprovveduto assessore, all'ex assessore ed ex consigliere comunale Giampiero Perrone, marito della Cuppone, con la frase “Quando la finirete tu e tua moglie di rompere i c…..?”.

Ma qual è stata la mia colpa? Ah, sì, una colpa ce l'ho: quello di “supplenza” al lavoro della Giunta Municipale, la quale, molto probabilmente, è tutta impegnata e tesa al tentativo di annientamento di un nemico “inventato a tavolino” ed esistente solo nelle loro meningi!

Ma, vi chiederete, le osservazioni della Cuppone sulla delibera n. 5 si sono rivelate veritiere e giuste?  Sì, si sono rivelate veritiere e giuste. Tanto che si è corso ai ripari con il ritiro degli allegati e con una nuova e giusta formulazione aritmetica, ovviando così al balletto della cifra di un milione di euro in più, oltre che al ridicolo delle cifre esposte nel prospetto analitico (produco qui, per vostra conoscenza, gli allegati di deliberazione).

Per inciso e per verità oggettiva, si deve dire che il “qualsiasi” capogruppo consiliare di maggioranza nel comunicato evidenziava che la Cuppone non aveva partecipato alla riunione di maggioranza per discutere in pre-consiglio. Osservazioni: primo la consigliera non è stata invitata, come avviene da tanto tempo; secondo, vi è la certezza che il pre-consiglio di maggioranza c'è stato, così come la riunione di Giunta Municipale.

Conclusione deprimente: se non hanno avuto contezza - nella riunione di maggioranza e nella Giunta Municipale - degli errori macroscopici della delibera n. 5, le conclusioni possono essere solo queste: la riunione di maggioranza pre-consiglio c'è stata, ma ha fatto “salotto”; la Giunta Municipale c'è stata ma non ha “faticato”. Quanta sciatteria! Quanta supponenza, quanta inconcludenza!

E quante bugie sul mio conto! E io rispondo così: <<Quando smetterete di dire bugie su di me, io smetterò di dire verità su di voi>>!

 

Nota della Redazione, il grassetto nel testo a opera dell'intervistato.

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COMUNICATO STAMPA 

In merito all’accusa del Sindaco  ai 3 assessori dimissionari di aver “riposto fiducia nelle persone sbagliate” o più esplicitamente di tradimento, come va ripetendo il suo braccio destro Giovanni De Luca, ex Presidente del Consiglio, più volte bannato dai  social per i suoi sproloqui, facciamo presente che in ordine temporale, si sono susseguite le dimissioni, sempre per divergenze col Sindaco, di: 

1. Dott. Piergiuseppe De Matteis consigliere comunale, maggiormente votato nella lista di “Novoli Protagonista”; 
2. Daniela De Pascalis, già assessore ai Servizi Sociali, dimissioni poi “fatte rientrare”; 
3. Piero Pella, direttore artistico della Pinacoteca Comunale, incaricato dalla Giunta; 
4. Pasquale Palomba, Maresciallo della Finanza, Vice Sindaco con deleghe 
5. Ing. Antonio Sozzo, assessore LL.PP, Urbanistica, Viabilità, consigliere comunale subentrato al dott. De Matteis; 
6. Avv. Sabrina Murra, assessore al Personale, Contenzioso; 
7. Prof. Antonio Calabrese, membro del C.d.A. della Fondazione Focara. 

Da ultimo ricordiamo le dichiarazioni dell’assessore Chiara Madaro nel consiglio comunale del 30 Marzo u.s., in parte ritrattate con i successivi comportamenti tenuti (presenza in Giunta e a manifestazione in rappresentanza istituzionale) e il cambio appena a metà mandato del segretario comunale dott. Paolo Pallara scelto e nominato dallo stesso sindaco. 

A questo punto c’è da chiedersi se le persone sbagliate siano tutte queste o di sbagliato ci sia a monte la figura del Sindaco. 

Il fallimento è solo suo, avendo tradito il mandato elettorale conferitogli dai cittadini novolesi, non operando per il bene di tutti ma solo per quelli che l’hanno votato in un’ottica di divisione e non di coinvolgimento. A tal proposito basti pensare, come non solo unico esempio, all’impegno tanto sbandierato di rifondare la Fondazione Focara, mai attuato e anzi perseguito nel peggior modo possibile con la responsabilità di aver provocato un debito di quasi 1 milione di euro in soli  2 anni e mezzo, con il conseguente commissariamento dell’Ente e con danni finanziari che potrebbero ricadere sul bilancio comunale e quindi sui cittadini tutti. 

In tale fallimento rientra : 

• aver lasciato il comune allo sbando senza dipendenti poiché i concorsi banditi da diverso tempo dopo aver contrastato le sue ritrosie sono ancora fermi con il serio rischio della perdita definitiva della capacità assunzionale dell’Ente e nonostante la  nomina delle commissioni già effettuate dalla Prefettura e dalla Corte d’Appello su richiesta e sollecitazione degli assessori al personale succedutesi; 

• aver gestito il Comune come se fosse il gioco del monopoli, non preoccupandosi di quali danni possano provocare alla comunità le sue politiche scellerate basate su spese voluttuarie e non essenziali per il bene comune. 

In merito poi alle accuse di incoscienza, irresponsabilità, irragionevolezza dimostrate dagli ex assessori durante l’ultimo consiglio comunale, precisiamo che il Sindaco aveva previsto l’aumento della Tari, per il corrente anno, nonostante i quasi 300 mila € incassati con l’accertamento dell’evasione per gli anni 2010-2011-2012 e con quelli che ulteriormente verranno incassati ancora per il 2013 di prossima emanazione. 
Le tariffe Tari portate in consiglio comunale e da noi bocciate prevedevano un aumento dell’8% ed ora è naturale chiedersi il perché, secondo il  Sindaco Greco e l’Assessore ai Tributi De Luca, il Commissario Prefettizio dovrebbe aumentarle del 20% come da loro paventato. Il loro piano Tari non era dunque  veritiero? 
Il sistema di gestione dei rifiuti deve essere chiuso in pareggio e per questo deve essere monitorato con la sorveglianza e gli accertamenti che impediscono ai furbi di evadere e/o di riempire le campagne di rifiuti. I risultati della video sorveglianza e delle associazioni appositamente incaricate, misure volute dal Sindaco delegato all’ambiente, non hanno portato risultati in quanto mai ha somministrato le sanzioni  e di contro si è stati costretti a fare costosi interventi di bonifica. 

In tempi di ristrettezze economiche l’amministrazione comunale ha il dovere di scegliere le politiche da attuare o dando priorità ai servizi per i cittadini o agli interventi meno necessari, come contributi a feste, eventi e attività minori organizzate da associazioni varie. Un amministratore corretto e responsabile deve fare delle scelte per il bene comune (di tutti i cittadini e non di una parte) in coerenza col suo modo di pensare, senza per questo essere accusato  di essere “indegno” o peggio “traditore”. 
Per noi è sbagliato aumentare le tasse sui cittadini per finanziare le spese per manifestazioni ed eventi che nella maggior parte dei casi sono fini a se stessi, per così dire, e non portano alcun beneficio alla collettività. 

E’ evidente che se si deve parlare di tradimento, questo lo si deve fare solo per chi è venuto meno al suo impegno di “rinnovamento, trasparenza e cittadinanza attiva” tanto sbandierato in campagna elettorale e riportato nel programma di “Novoli Protagonista”. 

I Consiglieri Comunali del gruppo “Per Novoli” 
Pasquale Palomba 
Sabrina Murra 
Antonio Sozzo 

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NOVOLI – Dopo le ore “infuocate” di venerdì 30 marzo, quando il Consiglio Comunale di Novoli ha visto la spaccatura che ha sancito la fine dell’amministrazione guidata da Gianmaria Greco, sindaco eletto con la lista Novoli Protagonista durante la tornata elettorale del giugno 2015, ora si vivono le ore della quiete. Giovedì mattina Greco ha rassegnato le dimissioni e la stessa sera, con un post sulla sua bacheca Facebook, salutava i novolesi. Saluti amari e non certo carenti di rancore per la scelta “irragionevole” fatta dai tre consiglieri che passarono nel giro di poche ora dalle file della maggioranza a quelle della minoranza consiliare. Salic’è ha contattato il braccio destro del sindaco novolese, Giovanni de Luca 41 anni, ex Presidente del Consiglio Comunale e attuale Assessore al Bilancio di Novoli. De Luca entra nella vicenda non soltanto raccontandoci il presente ma anche facendo un breve excursus storico/politico di questa amministrazione.

Quali sono le cause dello strappo avuto in Consiglio Comunale la sera del venerdì santo?

Pretesti. C’è poco di politico in questa crisi e molto di interessi personali che è doveroso far venire allo scoperto. Sarà questo un ulteriore impegno che assumo davanti alla cittadinanza.

In Consiglio i tre “scissionisti” hanno tentato di ingaggiare una maldestra battaglia sulla TARI, sventolando un pretestuoso quanto vuoto "cambio di visione amministrativa". Hanno bocciato le tariffe che siamo stati costretti ad aumentare inevitabilmente dell’8% a causa di alcune sentenze che riguardano noi ed altri Comuni. Il maldestro tentativo non gli è riuscito, anche a causa della loro incapacità politica, dimostrando tutta la loro incompetenza amministrativa, questo poiché ora le tariffe raggiungeranno la doppia cifra, oltre ad aver cagionato uno squilibrio di bilancio che avrà ripercussioni gravi per i sette consiglieri che hanno votato contro (anche per lo scarso senso istituzionale). Accecati dal rancore, hanno fatto venir meno il criterio amministrativo che si ispira “al principio del buon padre di famiglia” nelle scelte amministrative che riguardano un Ente Pubblico.

Prima di allora, ci sono stati altri avvenimenti che avrebbero potuto presagire quello che stava per succedere?

Sì. In un Consiglio precedente, l'ex Vice Sindaco Palomba, a fronte dell'annunciata assenza del Sindaco Greco, inscenò una sorta di commedia napoletana. Fece finta di non sapere che quel giorno il Sindaco Greco sarebbe stato assente dal Consiglio Comunale per motivi famigliari. Non era vero, lo sapeva dal pomeriggio precedente tant'è che la mattina aveva già pronte le dimissioni. Una persona assolutamente inaffidabile, presuntuosa quanto arrogante.

C’erano state avvisaglie anche da parte degli altri due, ma il Sindaco riponeva in loro fiducia e stima, racchiudeva tutto in normali confronti interni alla maggioranza. Per il sottoscritto non era così e l’ho sempre messo in guardia.

Il sindaco Gianmaria Greco, sulla sua bacheca Facebook (qualche ora dopo aver protocollato le dimissioni) si è scusato con i novolesi per essersi fidato delle persone sbagliate. Lei che da molti è definito un “fedelissimo” di Greco, ci può spiegare com’è possibile che ci si rende conto solo dopo due anni e mezzo che quelle erano le “persone sbagliate”?

Mi onoro di essere per Greco anche un amico oltre che aver sottoscritto con lui un patto amministrativo che per me è “sacro” in quanto fatto nell’interesse di Novoli.

Quando ho visto la lista, ho espresso subito perplessità su quei tre.  Io nell’accordo pre-elettorale attendevo Gianni D’Ambrosio e Gianfranco De Luca, invece mi ritrovai Palomba. Antonio Sozzo, un vecchio democristiano si era già reso protagonista di turbative amministrative nell’amministrazione Quarta nel 1991-1993. Della Murra conoscevo il carattere. Mentre per loro tre, nei confronti di Fratelli d'Italia e del Movimento per Novoli, garantì il Sindaco Greco.

In una dichiarazione rilasciata al Quotidiano di Puglia lei ha detto che avrebbe cercato di evitare il commissariamento dell’ente. In che modo credeva di farcela?

Credevo che il buonsenso avrebbe prevalso. Un commissariamento così lungo lo può volere solo chi è incosciente. Cosa che ho scoperto, mio malgrado, siano (incoscienti). Infatti, credevo che l'UDC, che tra maggioranza e gruppi consiliari contava su tre figure, potesse permetterci un governo “di scopo”. Mi sono sbagliato, infatti, esclusa la consigliere Katia Cosma, le altre due non rispondono a logiche politiche. Se questo è il nuovo....

Come immagina il futuro politico di Novoli?

Chi sfiducia una maggioranza è destinato all'oblio. La gente non tollera i ribaltoni. Gianmaria Greco ha il diritto in futuro di ripresentarsi, noi lo appoggeremo. È stato un buon Sindaco, sempre a fianco delle fasce sociali deboli. Se così non fosse, se non volesse palesare una sua ricandidatura, Fratelli d'Italia questa volta non farà nessun passo indietro sul candidato Sindaco. E non ci sono presunti consiglieri regionali novolesi che tengano. Il loro valore politico è nullo, elettoralmente pari allo zero. A sinistra non hanno un progetto alternativo e anche questa volta hanno dimostrato il loro odio verso Novoli.  Bramano solo il potere.

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NOVOLI – Dopo l’ultimo consiglio comunale lo strappo nella maggioranza era evidente. Il sindaco Gianmaria Greco, in carica dal giugno 2015, non ha potuto far altro che dimettersi. Giovedì 5 aprile, in mattinata, ha protocollato le sue dimissioni. In serata, poi lo ha annunciato sulla sua bacheca Facebook, dove scrive poche righe di saluto e ringraziamento nei confronti degli “amministratori rimasti fedeli al progetto” ma anche verso “i dipendenti e i collaboratori”. Sottolinea il suo “rammarico per l’irragionevolezza dimostrata dai tre (consiglieri, ndr) nell’ultimo consiglio nel bocciare diversi atti che avranno conseguenze negative sul bilancio di previsione 2018 e sul futuro della comunità.”. Al momento sono decine i commenti al post del sindaco di novolesi che lo ringraziano per il lavoro svolto. Il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le proprie dimissioni, dopodiché scatterà il commissariamento dell’ente.

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Sabato, 31 Marzo 2018 11:00

Salice. Aumento della TARI per il 2018

Salice Salentino – Durante la mattinata di giovedì il Consiglio Comunale ha approvato il Piano Economico Finanziario in merito alla TARI (Tassa sui rifiuti), prevedendone l’aumento. La delibera è stata votata dalla maggioranza consiliare, con l’astensione dei consiglieri Cuppone, Manno, Ianne e l’assenza del gruppo di minoranza Salice nel Cuore (che hanno lasciato l’aula per protesta a causa di una diatriba dovuta a un errore nella documentazione ricevuta, in merito alla delibera n. 10). Il costo totale del servizio è di 1.487.960,15€ (al di sotto del costo standard calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di circa 1.766.321€).

I dati che vi riportiamo sono stati presi dal Piano Economico Finanziario, allegato alla Delibera di Consiglio Comunale n. 11 del 29/03/2018, attualmente online sull’Albo Pretorio del Comune di Salice Salentino.

Gli aumenti maggiori si avranno per le utenze non domestiche. Tra questi, i meno colpiti saranno le “Attività industriali con capannoni di produzione” che vedranno innalzare la tassa dell’8,03%. Mentre le più colpite saranno le “Attività artigianali di produzione di beni specifici”, il cui importo da pagare salirà dell’11,51%.

Gli incrementi interesseranno quasi tutte le tipologie previste dalla tabella indicata nel PEF. Tra le principali attività interessate: Negozi di abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli. Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub, birrerie. Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio. Campeggi, distributori di carburanti, impianti sportivi. Bar, caffè, pasticceria. Attività artigianali di produzione beni specifici.

A salire saranno anche gli importi dovuti dalle utenze domestiche su tutti gli scaglioni previsti dal PEF (da un minimo di +6,01% a un massimo di +11,57%). Se la famiglia media è composta da quattro componenti, ubicati in una casa di 100 mq, allora, l’aumento è dell’8,45% (passando da 379,31€ lorde a 411,38€ lorde, circa 30€ in più).

Restano invariate la modalità di pagamento a 4 rate, le cui scadenze previste per i pagamenti sono: 30 giugno 2018, 31 agosto 2018, 31 ottobre 2018 e 7 dicembre 2018.

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Incidente stradale sulla SS7ter
Questa mattina, attorno alle 9, due auto si sono scontrate sulla strada statale 7ter. Una delle due (una Ford Focus) si è ribaltata, mentre l’altra (una Bmw X1) è uscita fuori strada. Feriti gli occupanti di entrambi i mezzi, ma nessuno grave. Sul posto oltre che i sanitari del Servizio Sanitario Regionale anche la Polizia Locale di Salice Salentino.

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Quello che sta accadendo a Lecce è fatto risaputo. Tutti i quotidiani locali ne parlano da settimane.

A Lecce c’è l’anatra zoppa. Che non è un volatile da aiutare chiamando il WWF o le Guardie Zoofile, ma è quel meccanismo, per certi versi contorto, che vede un Consiglio Comunale con una maggioranza che di fatto è la minoranza.

Per i comuni in cui è previsto il ballottaggio può succedere, infatti, che ci si ritrovi con un sindaco di uno schieramento politico e con un consiglio comunale composto per la maggior parte da esponenti dello schieramento politico avverso, questo per via dei risultati del primo turno.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, Lecce era davanti a un bivio. O meglio, i consiglieri comunali di Lecce e il sindaco erano davanti a un bivio. Si doveva scegliere tra: le dimissione dei consiglieri (la maggioranza dei consiglieri, in termini numerici) per andare a elezioni in primavera, oppure, le dimissioni del neosindaco Carlo Salvemini che avrebbero portato al commissariamento dell’ente e a elezioni non prima del 2019.

Sei ai piedi di un burrone con accanto il tuo peggior nemico. L’unico modo per uscirne e che uno dei due decida di buttarsi giù. Ora, chi salta?

Al di là del romanzesco c’è poco da ridere. Sono molti gli esperti che indicano questa situazione come complessa e di difficile lettura. Per cercare di capire meglio quali siano state e quali saranno le dinamiche di questa faccenda, Salic’è ha deciso di intervistare una delle protagoniste di questa storia, la leccese Federica De Benedetto, consigliere comunale di Forza Italia (entrata in forza della sentenza del Consiglio di Stato). Stacanovista e social, De Benedetto da anni segue la politica locale con interesse, la si ricorda tra l’altro per il suo blog viVendolaPuglia dove si parlava non solo di politica ma anche di altre tematiche legate al territorio.

Lei è tra gli esponenti politici giovani più conosciuti del centro destra. Ci racconti del suo percorso e della gavetta necessaria per passare dalla politica di sezione alla candidatura per la Camera dei Deputati.

Spessissimo mi chiedono come sia nata la mia passione politica, ma la verità è che è nata con me.

Al liceo per la prima volta mi sono avvicinata ad Azione Giovani, che era il gruppo giovanile di Alleanza Nazionale e mi sono candidata come rappresentante della consulta del mio liceo (il Liceo Banzi di Lecce). Dopo essere stata rappresentante, da allora non mi sono più fermata. Ho scelto di studiare a Roma, dove mi sono laureata in Economia alla Luiss e anche lì sono stata eletta rappresentante degli studenti. Poi ho voluto fortemente tornare a Lecce per aprire una mia piccola attività imprenditoriale, infatti, la politica è la passione della mia vita ma non è mai stata la mia professione, che è separata e indipendente da qualsiasi attività politica.

Dallo scorso anno sono consigliere comunale a Lecce, inoltre, sono stata candidata alle Elezioni Europee del 2014 per Forza Italia (dove ero la candidata più giovane d’Italia) e nell’ultima tornata elettorale sono stata candidata, sempre per Forza Italia, alla Camera dei Deputati.

La politica, si sa, è anche questione di compromessi. Il Comune di Lecce a seguito delle elezioni amministrative del 2017 si ritrova in una situazione di ingovernabilità. Perché?

Il Comune di Lecce vive il caso della cosiddetta “anatra zoppa”, in cui si ha un Consiglio Comunale con consiglieri di maggioranza di un colore politico (nel nostro caso di centro destra) ma poi al ballottaggio gli elettori leccesi hanno scelto un sindaco di centro sinistra.

Quindi, abbiamo una maggioranza di governo, una giunta, gli assessori e il sindaco di una parte politica e invece un Consiglio Comunale di centro destra in maggioranza. Questo naturalmente crea delle difficoltà maggiori nel portare avanti l’attività amministrativa, perché ovviamente è più complesso trovare delle forme di equilibrio e coerenza tra chi ha portato avanti dei programmi diversi in campagna elettorale e ha delle idee differenti di visione della città.

Lecce, fino al 24 febbraio, ha avuto la possibilità di “sciogliere” il consiglio comunale mediante le dimissioni della maggioranza dei consiglieri e tornare alle urne nel giro di pochi mesi. Successivamente, in alternativa, un’altra strada alla soluzione dell’ingovernabilità è quella delle dimissioni del Sindaco Salvemini, che porterebbero al commissariamento del Comune di Lecce. Perché avete scelto di non dimettervi?

Per rispondere alla vostra domanda, dobbiamo necessariamente, però, ricordare quello che è successo nell’ultimo anno. Infatti quando a giungo, dopo il ballottaggio, si è avuta una maggioranza di centro destra e un sindaco di centro sinistra, si sarebbe anche potuto aprire un dialogo su dei punti comuni e condivisi per il bene della città. Ma questo dialogo non si è mai potuto aprire, perché il centro destra ha dovuto per ben nove mesi (prima al TAR e poi al Consiglio di Stato) difendere il voto dei cittadini leccesi in quanto la Commissione Elettorale aveva deciso di togliere sei consiglieri eletti del centro destra per darne sei al centro sinistra, questo per garantire la governabilità. Ma questo non è un principio applicato nella fattispecie dell’anatra zoppa (che è un’eventualità prevista dalla legge) e che ha visto per ben nove mesi togliere la rappresentatività ai cittadini di centro destra che avevano scelto dei consiglieri. I quali, me compresa, non hanno potuto sedere per ben nove mesi in Consiglio Comunale e rappresentare quei cittadini e portare avanti le loro battaglie.

Quindi, adesso è complesso aprire un momento di dialogo. Personalmente, posso dire qual è la mia opinione. Io mi sarei dimessa il giorno dopo per tornare al voto e confermo che nel prossimo Consiglio Comunale, in cui ci sarà il bilancio, voterò no al bilancio del centro sinistra coerentemente con il mandato dei miei elettori.

E se le chiedessi se tale scelta, in realtà, sia stata dettata dalla concomitanza della campagna elettorale per le elezioni politiche e quindi all’assenza di tempo, necessario alla realizzazione di una nuova campagna elettorale per le amministrative. Cosa mi risponderebbe?

La mancanza delle dimissioni dei consiglieri di centro destra non è collegata alle elezioni politiche, io stessa ero in campagna elettorale e tra l’altro non a Lecce bensì a Bari. Sono tornata tutte le volte che c’erano da fare riunioni o consigli comunali e sono venuta a Lecce appositamente anche il giorno in cui, dal segretario comunale, dovevamo depositare le firme.

La verità è che in quei giorni non c’era la volontà unanime dei consiglieri di centro destra a rassegnare le dimissioni. Dobbiamo essere, quindi, schietti e sinceri con chi ci legge e per questo motivo dobbiamo vedere anche cosa succederà la prossima settimana.

A me non piacciono i pettegolezzi, politici o privati non fa differenza. Pertanto non posso commentare nulla se non i numeri e i voti che avremo il giorno dopo del Consiglio Comunale, in cui si vedrà effettivamente chi ha votato il bilancio e chi no. Ecco, il giorno dopo sarò felice di commentarli, oggi sono soltanto dei pettegolezzi politici che non mi appassionano.

Criticherebbe il Sindaco qualora scegliesse di dimettersi? Se lei fosse al posto di Carlo Salvemini, cosa farebbe?

Secondo me, la coerenza vorrebbe che Salvemini si fosse già dimesso. Come esattamente ha fatto il sindaco di Avezzano, che lo stesso giorno del Comune di Lecce ha avuto la sentenza di conferma dell’anatra zoppa dimettendosi il giorno stesso.

Sono dell’opinione che si doveva e si deve tornare presto al voto, per dare una maggioranza coerente e che dia la possibilità di portare avanti una visione di Lecce coerentemente con il voto dei cittadini. Quindi, secondo me sì! Salvemini si sarebbe dovuto dimettere prima, ma si potrebbe dimettere ancora oggi.

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