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Marco Palma

Marco Palma

SALICE SALENTINO - Abbiamo chiesto ai consiglieri Marco Ligori (capogruppo di maggioranza) e Alessandro Ruggeri (capogruppo di opposizione) la loro opinione sulle modifiche allo Statuto Comunale proposte dall’amministrazione Rosato. Il punto della discordia è la modifica dell’articolo 29 dello Statuto. Di seguito le due versioni, con il testo attuale a sinistra e quello proposto a destra.

Testo attuale

Testo proposto

Articolo 29

Numero legale per la validità delle sedute

1. Il Consiglio Comunale si riunisce validamente con la presenza di un terzo dei consiglieri assegnati (sei), Sindaco escluso, sia in prima che in seconda convocazione, salvo che sia richiesta una maggioranza speciale. Per l’approvazione del bilancio di previsione, degli equilibri di bilancio e del conto consuntivo è richiesta la presenza della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, sia in prima che in seconda convocazione, Sindaco escluso.

2. Il Consiglio non può deliberare, in seduta di seconda convocazione, su proposte non comprese nell’ordine del giorno della seduta di prima convocazione, ove non ne sia stato dato avviso nei modi e termini stabiliti dall’articolo precedente. 

3. Non concorrono a determinare la validità dell’adunanza:

a) i consiglieri tenuti [ad] obbligatoriamente ad astenersi;

b) coloro che escono dalla sala prima della votazione;

c) gli assessori scelti fra i cittadini non facenti parte del Consiglio. Questi intervengono alle adunanze del Consiglio, partecipano alla discussione, ma non hanno diritto di voto.

Art 29 - Numero legale per la validità della seduta

1. Il Consiglio Comunale si riunisce validamente con la presenza di un terzo dei consiglieri assegnati Sindaco escluso, sia in prima che in seconda convocazione, salvo che sia richiesta una maggioranza speciale. Per l'approvazione del bilancio di previsione, degli equilibri di bilancio e del conto consuntivo è richiesta la presenza della metà dei consiglieri assegnati, Sindaco escluso.

2. Il Consiglio non può deliberare, in seduta di seconda convocazione, su proposte non comprese nell'ordine del giorno della seduta di prima convocazione, ove non ne sia stato dato avviso nei modi e termini stabiliti dall'articolo precedente.

3. Non concorrono a determinare la validità dell'adunanza:

a) i consiglieri tenuti [adl obbligatoriamente ad astenersi;

b) coloro che escono dalla sala prima della votazione;

c) gli assessori scelti fra i cittadini non facenti parte del Consiglio. Questi intervengono alle adunanze del Consiglio, partecipano alla discussione, ma non hanno diritto di voto.

 

MARCO LIGORI (capogruppo maggioranza)

“La polemica della minoranza  è fine a se stessa; quando non si ha nulla da dire si cercano dei pretesti per poter attaccare la maggioranza che in questi cinque mesi sta lavorando duramente, impegnandosi e cercando di trovare tutti gli strumenti possibili per poter attuare il programma elettorale.

Per quanto riguarda lo Statuto comunale partiamo dall’assunto che noi inizialmente volevamo solo modificarlo per inserire la possibilità di delega sindacale per i consiglieri. Gli assessori e il sindaco non possono far fronte da soli a tutti gli impegni, quindi, si è pensato di poter dare delle deleghe (a titolo gratuito) ai consiglieri.

Solo dopo, su impulso dell’ex Segretario Comunale e dell’Avvocato Mele (caposettore agli Affari Generali), si é voluto riguardare l’intero impianto statutario considerato che abbiamo uno Statuto desueto risalente al 1991. Abbiamo “ammodernato” lo Statuto anche con l’ausilio del nuovo Segretario Comunale dr.ssa Poso che ha contribuito alla stesura del testo definitivo. Ciò si é reso necessario anche per eliminare alcune delle incompatibilità tra Statuto e Regolamento del Comune. Ad esempio, proprioil quorum relativo all’approvazione del bilancio di previsione e gli equilibri di bilancio, per il Regolamento è parial 50%, per lo Statuto è diverso. Ovviamente, quando ci sono incompatibilità ciò che vale è lo Statuto (gerarchia delle fonti, ndr). Inoltre,occorre precisare che nello stesso Statuto ci sono delle incongruenze nel computo delle maggioranze tra l’art. 29 e l’art. 30. Infatti mentre per il primo è richiesta una maggioranza di otto consiglieri per il secondo è prevista una maggioranza di sette.

Noi stiamo adeguando lo statuto alla maggioranza prevista nell’art. 30 dello Statuto oltre che al regolamento.

E’ giusto che vi sia una giusta omogeneità tra le nome e che vi sia chiarezza.

Queste modifiche varranno per noi così come per tutte le amministrazioni che si susseguiranno. Inoltre, abbiamo proposto la cancellazione della norma relativa al difensore civico e abbiamo introdotto il Consiglio Comunale Aperto, cioè la possibilità che il Consiglio possa svolgersi anche al di fuori della sede istituzionale dando la possibilità ai cittadini di esprimere la propria opinione e addirittura dando la possibilità agli stessi cittadini di convocarlo. Abbiamo ridefinito le pari opportunità, che non erano previste nello statuto. Abbiamo accorpato le consulte. Abbiamo eliminato il Collegio dei revisori non più previsto dalle norme nazionali.

Voglio che sia ben chiara una cosa: noi oggi, a prescindere dall’assenza dei due consiglieri avremmo comunque potuto far passare la modifica dello Statuto. Infatti, da Statuto con 9 consiglieri avremmo potuto farla passare seduta stante, ma dato che c’era solo una maggioranza assoluta  avremmo potuto approvarla nelle prossime due tornate consiliari (entro trenta giorni)con la stessa maggioranza, come previsto dal comma 4 dell’articolo 6 del Testo Unico per gli Enti Locali (ndr: vedi nota a conclusione dell’articolo*).

Abbiamo preferito rinviare questa votazione al prossimo lunedì per permettere a tutti di essere presenti per votarlo. Lo Statuto riguarda tutto il Consiglio Comunale ed é giusto votarlo alla presenza di tutti i consiglieri.

Per quanto riguarda lo “staff” del sindaco questo è un istituto presente in tantissimi altri statuti comunali e noi l’abbiamo previsto come eventuale e non necessariamente oneroso. Può riguardare una collaborazione spontanea ma resta un’eventualità. Non c’è niente di scandaloso se non per chi vuole fare polemica a tutti i costi.

Inoltre, ci tengo a precisare che tutto ciò che si sta facendo è nella piena autonomia della maggioranza di governo in Consiglio Comunale e nonostante questo lo scorso 7 novembre sono stati convocati tutti i consiglieri di opposizioneper il giorno 13 al fine di condividere con loro tutti i punti di modifica allo Statuto Comunale e per discutere di eventuali loro proposte. Quindi, prima di andare in Consiglio abbiamo illustrato e condiviso con loro le modifiche e nessuno ha eccepito alcunché. Ammetto però che non era presente il consigliere Alessandro Ruggeri.. Ma gli altri erano presenti.

Dispiace che si voglia solo fare polemica sterile al fine di apparire sui giornali, ma la verità è che noi abbiamo fatto tutti i passaggi istituzionali. Siamo stati corretti sino in fondo tanto da invitarli e informarli già prima del Consiglio Comunale.”

* Art. 6, comma 4, TUEL.: Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

 

ALESSANDRO RUGGERI (Capogruppo di Salice nel Cuore)

Alessandro Ruggeri: “Oggi il sindaco Rosato, ha cercato di far passare una modifica statutaria come qualcosa di assolutamente normale. In realtà, dietro le moltissime modifiche che dovevano essere approvate, il punto cruciale è la modifica dell’articolo 29. L’attuale amministrazione non voleva far altro che abbassare il quorum per la votazione dei bilanci e delle delibere più importati. Questo comporta, per loro, il poter fare a meno di alcuni consiglieri che hanno un ruolo determinante. Tant’è vero che oggi i consiglieri di maggioranza Manno e Cuppone erano assenti. Ma a un certo punto c’è stato il colpo di scena. Il Consigliere Ianne ha chiesto un rinvio, motivando la richiesta con l’importanza della modifica che ci accingevamo a porre allo Statuto e l’assenza di due consiglieri. Per la modifica statutaria servono i due terzi dei consiglieri più il sindaco, quindi, nove persone e questa mattina non c’erano i numeri. Ecco perché hanno convinto, probabilmente, Gaetano Ianne a fare questa richiesta di rinvio. Probabilmente, il consigliere Ianne l’ha fatto, non sapendo che questa modifica lede anche la sua persona, in quanto anche il suo voto non risulterebbe più essenziale per il quorum delle delibere più importanti.

Ci sono, inoltre, altri punti di questa modifica da prendere in considerazione. Ad esempio, quello sullo staff del sindaco, dove il primo cittadino può farsi affiancare da consiglieri o consulenti. In un comune di nove mila abitanti? Ma questo staff deve essere retribuito? Il sindaco sembra aver già dimenticato, nella sua precedente esperienza amministrativa quando era vice sindaco, la condanna della Corte dei Conti, quando l’amministrazione di allora si rivolse a dei consulenti esterni.

Con queste modifiche vogliono ridurre le consulte dei cittadini da 4 a 2 vogliono dare un contentino ai consiglieri di maggioranza, dandogli delle deleghe.

Il punto sei (quello sulle video riprese), invece, è passato all’unanimità. Quello è un regolamento proposto da Enzo Marinaci nella passata amministrazione, all’epoca era favorevole Minimo Leuzzi e contrario Tonino Rosato. Ecco perché, all’epoca, non passò.”

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Donato Leuzzi, 48 anni nato a Salice. Dottore Commercialista e Revisore Contabile laureato all’Università di Lecce. Segue la politica fin da quando era ragazzino, militante della Federazione Giovanile Socialista “all’epoca del craxismo”. Ha sempre vissuto la politica non in primo piano (come adesso) ma come militante. Rimasto di area di centrosinistraprima a Salice poi a Novoli, dove vive, ora è iscritto alla sezione novolese del Partito Democratico.

Parliamo della Fondazione Fòcara. Chi l’ha fondata, quando e perché?

La Fondazione Fòcara è un ente associativo che si è costituita con atto notarile nel non molto lontano 2011, i soci fondatori sono: il Comune di Novoli, La Regione Puglia e la Provincia di Lecce. Secondo l’atto costitutivo della Fondazione lo scopo è quello di gestire l’organizzazione di mostre, eventi culturali e convegni, nonché studi, ricerche, pubblicazioni e iniziative attinenti alla Fòcara. Sostanzialmente la Fondazione andrebbe a gestire quello che è a Novoli l’evento più importante, cioè appunto quello della Fòcara. Che è conosciuta anche in ambito regionale, secondo solo alla Notte della Taranta. La Fòcaraha avuto anche dei risvolti a livello nazionale con la presenza della Rai.

Qual è il suo ruolo nella Fondazione?

Sono consigliere di amministrazione, nominato con delibera regionale del 2 maggio 2017 n. 625.

Cosa sta succedendo nella Fondazione Fòcara? Ci sono i decreti ingiuntivi? Cosa sta facendo il Consiglio di Amministrazione per far fronte a questi problemi?

Sono stato nominato dalla Regione il 2 maggio ma la mia ratifica da parte del Consiglio di Amministrazione è avvenuta il 6 ottobre 2017. Anche se, a oggi, ancora non ho la documentazione ufficiale della mia ratifica (ci sono delle formalità da espletare con comunicazioni ufficiali agli enti preposti).(ndr: l’intervista è datata 16/11/2017).

Lei ha cognizione dei decreti ingiuntivi, a quanto ammontano e chi sono i creditori?

Di questo non ne sono al corrente, so che ci sono in quanto ne hanno parlato i giornali. Li ho conosciuti non in via ufficiale ma dalla lettura dei giornali. Il 6 ottobre ho espressamente richiesto la documentazione da inoltrare alla Regione, la quale già a luglio ne aveva chiesto copia. Ho inoltre chiesto alla Prefettura di Lecce, in virtù dell’articolo 25 del codice civile, l’intervento del Prefetto quale organo deputato al controllo – secondo il codice civile – delle Fondazioni.

Ha ricevuto risposte dalla Prefettura?

No, ma qualche giorno fa son venuti gli ispettori regionali e hanno acquisito la documentazione.

Quindi, a oggi possiamo conoscere a quanto ammonta il debito della Fondazione?

No, non ho contezza di questo perché non ho la documentazione e non ho potuto prendere visione. In ogni caso, la Regione è quella che ha il compito primario di valutare.

Se le chiedessi se lei è favorevole o contrario a rendere pubblico il bilancio, cosa mi risponderebbe?

Io, dal mio punto di vista (in qualità di componente) non ho nessuna remora a renderlo pubblico. Però non sono io colui il quale ha autorità per farlo. Ci sono 5 amministratori e si vota a maggioranza. Non ho problemi a chiedere che i bilanci vengano resi pubblici.

Quest’anno si farà la Fòcara?

Sì, si farà. Stanno già lavorando. C’è il Comitato di Sant’Antonio che è interno alla Fondazione ma comunque, per determinate funzioni che non sono della Fondazione, anche esterno. La Fondazione è l’organo principale dove arrivano i fondi pubblici con i quali si organizza l’evento da un altro punto di vista.

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SALICE SALENTINO - Non è la prima volta che accade ma mai come questa, con il personale ferroviario che scende dai treni a evitare incidenti. SALICE SALENTINO - Non è la prima volta che accade ma mai come questa, con il personale ferroviario che scende dai treni a evitare incidenti. Questa mattina, il Sindaco di Salice Salentino, preoccupato degli incresciosi avvenimenti, ha scritto a Ferrovie Sud Est per chiedere interventi e chiarimenti sul malfunzionamento del passaggio a livello di via Vescovo Faggiano. È lo stesso Rosato a renderlo noto con un post pubblicato su Facebook, attraverso il quale oltre a tranquillizzare la cittadinanza sul fatto che l'Amministrazione si stia muovendo per trovare una soluzione, ha anche pubblicato la lettera inviata ai vertici di FSE in cui ha specificato che gli episodi avvenuti in questi giorni "hanno destaato e destano preoccupazioni per l'incolumità pubblica"

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SALICE SALENTINO – Il 4 novembre è una giornata importante per tutti. In ogni comune italiano, per un giorno, ci si ferma a commemorare i militari caduti in guerra, le Forze Armate e l’articolo 5 della Costituzione, quello della “Repubblica una e indivisibile”, che ogni giorno invisibilmente ci protegge e ci tiene al sicuro dal ritorno di un passato che nessuno vorrebbe rivivere. Così dopo la messa, Salice Salentino l’ha fatto ricordando uno a uno tutti i nomi dei militari salicesi morti o dispersi nelle guerre. Un gruppo di bambini ha letto i nomi di chi ha permesso loro, oggi, di essere liberi e di vivere in una nazione sicura lontani dalla guerra che dilania altri luoghi non così lontani dai noi.
Presenti anche i militari salicesi in servizio nelle caserme di zona. La cerimonia si è conclusa nell’aula consiliare dove il Sindaco Tonino Rosato ha dato loro una bottiglia di vino "Salice Salentino", vino che rappresenta il lavoro di tutta la comunità salicese che, dopo la guerra, si è risollevata grazie all’agricoltura e all’enogastronomia; i militari hanno ringraziato con il saluto militare.

(Per le foto della commemorazione cliccare qui, a cura di Denise Colletta)

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SALICE – Enzo Marinaci, da circa quattro anni alla guida del Partito Democratico del comune di Salice, è stato rieletto segretario di circolo. Il neo segretario, ha inoltre da poco preso il posto di Margherita D'amone (consigliere dimissionaria) in consiglio comunale con la lista Salice nel Cuore. Sempre in questi giorni, oltre ai congressi per l’elezione dei segretari di circolo, si tengono anche le elezioni per delegati provinciali. Le liste sono due Morciano e Minerva. Al circolo di Salice spettano due delegati, l’elezione ha dato un delegato alla mozione Renzi/Orlando (rappresentata dal sindaco di Tiggiano Ippazio Morciano) e uno alla mozione Emiliano (rappresentata dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva).

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Martedì, 17 Ottobre 2017 23:01

Salice e Parigi uniti nel segno del vino

SALICE – Si terrà domani, 18 ottobre, a Parigi una conferenza stampa in cui si presenterà una carrellata di vini tutti salentini. Primo fra tutti il vino di Salice Salentino, che vedrà le cantine di Leone de Castris, Donna Lisa, Castello Monaci, l’Azienda Agricola Daniele Casilli, la Cantina Mogavero e la Cantina di Salice Salentino.

L'incontro è stato organizzato dalla  direttrice di Mediterraneo Spiagge,  Carmen Mancarella. Successivamente, i giornalisti francesi esperti del settore enogastronomico, saranno invitati qui nel Salento.

Il Salento esporta a Parigi le sue eccellenze: il mondo del vino, la gastronomia e il suo meraviglioso mare e sarà proprio il Comune di Salice Salentino a fare da capofila a un gruppo di Comuni e imprenditori del nostro territorio.

All’incontro di domani parteciperà anche il sindaco Tonino Rosato, che ha raggiungiunto la capitale francese con l’intento di promuovere Salice Salentino, non solo da un punto di vista enogastronomico ma anche turistico. Questo è un incontro che si aggiunge ai tantissimi che, in questi anni, vedono sempre di più Salice Salentino al centro di numerosi eventi e premi, grazie alle cantine che  portano il rosso salicese a fare il giro del mondo, rendendolo di prestigio.

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Negli ultimi mesi molti comuni del centro-nord Salento hanno aderito al ConsortiumGrows, acronimo di Green Revolution Of Wealth in Salento (Rivoluzione verde per la ricchezza del Salento) che vede come capofila il Comune di Campi Salentina per la partecipazione al Programma E.L.EN.A., acronimo di European Local ENergyAssistence (Assistenza europea all’energia locale), gestito dalla BEI, acronimo di Banca Europea degli Investimenti.

Ma tra tutti questi acronimi e tecnicismi, di cosa si tratta? Quali saranno i benefici per il nostro territorio? Ma soprattutto quali sono i costi? Tutte domande legittime che molto spesso i lettori (quando informati) tendono a farsi, dato che altrettanto spesso questi progetti restano mera discussione di Consigli Comunali, talvolta tenuti in orari inaccessibili ai più, per poi trasformarsi come propaganda nel momento in cui i finanziamenti arrivano sul territorio.

Salic’è ha intervistato il “padre” di questo progetto, il consigliere Angelo Sirsi.

Un passo alla volta. Cos’è E.L.EN.A e a cosa serve? È un programma che prevede lo stanziamento di fondi da parte dell’Unione Europea, tramite la Banca Europea degli Investimenti, per investimenti in settori come efficientamento energetico, mini eolico, mobilità sostenibile, ammodernamento della pubblica illuminazione e via discorrendo. Il funzionamento di questo programma ce lo spiega - sotto il profilo tecnico - l’architetto Taurino, dirigente del Comune di Campi Salentina.

Al momento in cui scriviamo, l’ammontare del finanziamento è di 4150890,01€, di cui il 90% coperti dall’UE e il resto con fondi propri. L’obiettivo è quello di non far spendere nemmeno un euro (per quanto possibile) ai comuni, al punto che quel 10% di fondi propri consiste negli stipendi dei dipendenti comunali che si occupano del progetto. Questa cifra servirà a coprire i costi di progettazione. I comuni emetteranno i bandi inerenti all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, pubblica illuminazione e mobilità sostenibile. La ditta che vincerà il bando riceverà un prestito da parte della BEI che sarà coperto con il risparmio che l’ente avrà dalla realizzazione dell’opera.

Per farla semplice facciamo un esempio. Facciamo che oggi un comune spende 10 euro all’anno per la pubblica illuminazione. Grazie all’ammodernamento della rete, la spesa stimatadopo la realizzazione dei lavori è, invece, di 8 euro. In questo modo l’ente avrà un risparmio di 2€ che utilizzerà per il pagamento del prestito della BEI. Quindi, l’ente locale non avrà alcun costo aggiuntivo e un nuovo impianto di pubblica illuminazione.

Secondo l’architetto Taurino, la sfida sta nell’ottenere una rata più bassa del risparmio percepito. Infatti, in questo modo gli enti che hanno aderito al consorzio potranno spostare quei soldi su altri settori (come ad esempio sociale, manutenzione stradale, cultura ecc.).

Quello che ha dato qualche grattacapo ai tecnici e ai politici dei comuni che hanno aderito al consorzio è stato l’articolo 3.3 della convenzione. Il quale esclude la possibilità di recedere unilateralmente dal consorzio, fatti salvi i casi espressamente previsti dalla legge e a patto che chi decide di uscire tiri fuori il doppio del finanziamento (cioè 8 milioni e 300 mila euro, circa). Per fortuna nei commi successivi è stato previsto un “paracadute”, cioè la possibilità di uscire facendosi sostituire da un altro comune disposto a entrare nel consorzio. In merito a questo, a margine dell’intervista, il consigliere Sirsi sottolinea che vista la natura del bando “non si capisce perché dovrebbero recedere.”.

Di seguito l’intervista al consigliere Angelo Sirsi, “padre” del progetto.

Consigliere Sirsi, ci spieghi cos’è il Programma E.L.EN.A. e cosa ha spinto così tanti comuni a parteciparvi?

E.L.EN.A. è un programma comunitario ed è la cosa della quale come Assessore dei Lavori Pubblici, Urbanistica e Patrimonio del Comune di Campi, vado più orgoglioso. Questo, nonostante che in questi tre anni abbiamo riqualificato ed efficientato 6 scuole, 2 palestre, fatto tante strade, le piazzette del centro storico e abbiamo messo in cantiere dal dissesto idrogeologico ad altri progetti, per un totale di circa 20 milioni di euro, che abbiamo portato a Campi. Il Programma Comunitario Europeo è un programma di assistenza a un intervento energetico. È un programma che sta lì da anni e che nessuno in Italia, tranne cinque province, ha mai realizzato (nel senso che i soldi ci sono sempre) e la Comunità Europea ha dato incarico alla BEI (Banca Europea degli Investimenti) di realizzarlo. È un programma a costo zero per i comuni ed è “pubblico/privato”. Nel senso che senza il pubblico non si può realizzare (infatti, la richiesta può essere presentata solo da un ente pubblico) e senza l’intervento dei privati non si può realizzare comunque. È necessario che ci sia la partnership tra pubblico e privato. Il pubblico si occupa esattamente di quello che abbiamo fatto noi in due anni e mezzo. Infatti, ho cominciato a realizzarlo nell’aprile del 2015.

I primi comuni a cui abbiamo pensato sono stati i comuni dell’Unione del Nord Salento, ai quali abbiamo spiegato l’importanza della realizzazione di questo progetto per l’ambiente e per il nostro territorio. Dopodiché, assieme l’architetto Taurino (dirigente dell’Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Settore Tecnico del Comune di Campi Salentina) e alla dottoressa Fumaio (che è l’esperta di programmi comunitari che ci ha seguito), abbiamo fatto il giro di tutti i comuni per presentarlo e capire quali erano le esigenze dei singoli comuni, per i vari settori. Il programma E.L.EN.A non si realizza solo in quei settori che noi abbiamo scelto, ognuno può scegliere di realizzarlo come vuole. Per esempio, la Provincia di Bergamo (con il Sindaco di Bergamo) ha scelto solo l’efficientamento energetico delle luci, mettendo insieme qualcosa come 150 comuni di tutta la provincia, concentrandosi solo su quel settore. Noi abbiamo preferito diversificare. Il settore a cui noi teniamo di più è quello della mobilità sostenibile, per la quale sono previsti circa 24 milioni di euro ma che con l’ingresso di altri comuni aumenterà. Perché proprio la mobilità sostenibile? – ci spiega il consigliere – Perchésul nostro territorio la mobilità sostenibile manca. Provate a pensare a tutti quei turisti che ogni anno raggiungono Lecce e non trovano treni o collegamenti con le città turistiche. In questo modo daremo l’opportunità a investitori privati di avere auto elettriche con il trasporto nelle località turistiche (sia quelle costiere che quelle nell’entroterra).

Ad esempio abbiamo già dei contatti con Kia, che vuole mettere sul mercato a gennaio del 2018 più di 400 vetture (modelli sperimentali) e li metterà a disposizione su questo territorio, gratuitamente.

Poi c’è l’efficientamento degli edifici pubblici, cioè efficientare e portare alla categoria più bassa, quindi, quasi a impatto ambientale 0 degli edifici. 

Cos’è il ConsortiumGrows?

Anche questo è un acronimo che sta per Green Revolution Of Wealth in Salento (Rivoluzione verde per la ricchezza del Salento), il suo nome deriva dal fatto che abbiamo concentrato tutto sull’impatto ambientale. Al momento fanno parte di questo consorzio 23 comuni(NDR: dalla data di realizzazione dell’intervista ad oggi i comuni sono diventati 26), con Campi Salentina come comune capofila. C’è un'unica riserva per la Città di Lecce, in quanto il progetto potrebbe salire dai 124 milioni (attuali) a 130/135 milioni (non sappiamo quali siano le esigenze della Città di Lecce), quindi, ci siamo riservati di presentarlo in un secondo momento.

Inoltre, la BEI ci ha chiesto di suddividere l’importo. I primi 100 milioni di euro andranno in porto nel giro di un mese. Gli altri 24, quelli per la mobilità sostenibile, saranno dati a fine anno o all’inizio del prossimo perché è un progetto unico/pilota in tutta Europa. Ad oggi, per come è strutturato e con gli investimenti che ci saranno non ha eguali. Quindi, entro un mese pensiamo di firmare con la BEI.

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Sicuramente giudicare l’operato di un’amministrazione dai primi cento giorni sarebbe come giudicare un film dal trailer, ma se si potesse il giudizio non sarebbe dei migliori. Ad oggi, quello che passa più sotto i riflettori è lo scontro (tutto interno) alla maggioranza, con un consigliere comunale che lascia l’ufficio del sindaco di certo non entusiasta e i rapporti con un comune limitrofo incrinati da non ben specificati motivi. Questo è quello che si evince dall’incontro con l’avvocato Alessandro Ruggeri, capogruppo di Salice nel Cuore.

Nelle scorse settimane abbiamo provato a contattare i consiglieri Manno e Cuppone, entrambi hanno gentilmente reclinato l’invito a rispondere alle nostre domande sull’ipotetica crisi di maggioranza, sfociata, a detta di molti, subito dopo la nomina degli assessori. Quindi, bocche cucite! Che stiano cercando di salvare il salvabile lavando i panni sporchi in casa propria? Al momento, non sembra esserci dato sapere. In caso di uscita dei consiglieri Manno e Cuppone dal gruppo di maggioranza, i voti che avrebbe Rosato scenderebbero a 7 e la minoranza salirebbe a 6. Solo un voto di scarto che impedirebbe ai consiglieri di maggioranza di prendersi anche solo un raffreddore. In questo scenario chi farà da stampella a Tonino Rosato?

Altro fronte quello che vede l’intervento del Sindaco di Veglie in Consiglio Comunale in merito a un bando per la rigenerazione urbana della Regione Puglia. Tale bando prevede la partecipazione di comuni con più di 15000 abitati, permettendo ai comuni al di sotto di tale soglia di aggregarsi. Sembrerebbe che i comuni di Veglie e Salice Salentino avessero pensato di presentarsi assieme, portando il Comune di Veglie a non partecipare ad altri raggruppamenti. Proprio sul più bello, il Comune di Salice Salentino sembrerebbe abbia dato un due di picche a quello di Veglie, impedendogli, in questo modo, la partecipazione al bando.

Quando ad agosto parlava di “Finanziamenti speciali per la raccolta di rifiuti persi” a cosa si riferiva?

Il provvedimento è il 480 del 2017 con cui la Regione ha inteso finanziare interventi straordinari di pulizia. Detta misura era “a sportello” (cioè in ordine di presentazione) e il comune di Salice non ha beneficiato del finanziamento. A nulla sono valse le lamentele sui social di alcuni sostenitori dell’attuale maggioranza che avrebbe paventato un rigetto della domanda del nostro Comune perché di schieramento avverso a quello della Regione. Ma basta leggere l’elenco dei beneficiari di detta misura per comprendere come la maggior parte di questi comuni sia addirittura di centro destra. L’unica responsabilità è da imputare al colpevole ritardo del comune nella presentazione della domanda. Questo non ci sorprende, infatti, si erano vantati in campagna elettorale di intercettare innumerevoli finanziamenti ma il più semplice è stato mancato. Ora, aspettiamo di vedere cosa accadrà in futuro. Noi solleciteremo una maggiore attenzione e preparazione, visto che da soli non riescono a far quadrare il cerchio. Sembrano più interessati a mantenere una flebile maggioranza che a dedicarsi alle reali problematiche del paese.

Ma c’è davvero una “crepa” nella maggioranza?

La crepa nella maggioranza c’è e come. L’abbiamo visto anche nell’ultimo consiglio comunale, quando, la consigliera Cuppone ha presentato la richiesta (da me anticipata a microfoni spenti) di anticipare la delibera di subentro del consigliere Marinaci alla dimissionaria Margherita D’amone. Questo perché il consiglio era monco e bisognava “ripristinare la legalità” rieleggendo il consigliere subentrante. Tutto questo anche perché dovevamo approvare delle modifiche al bilancio e non c’era motivo di rischiare che qualcuno impugnasse la delibera in quanto il consiglio era monco. Questa richiesta ha scardinato gli equilibri. Il consiglio è stato sospeso per circa 30 minuti, la maggioranza si è ritirata nell’ufficio del sindaco per vedere se fosse possibile o meno anticipare la delibera. Una volta usciti, hanno accettato la richiesta.

Questo cosa c’entra con Cuppone?

L’avvocato Cuppone ha avuto una discussione animata, uscendo anticipatamente dall’ufficio del sindaco. All’uscita era abbastanza agitata. Questo mi dispiace, in quanto, prima come politico e poi come avvocato, il comportamento di Sonia è stato doppiamente ineccepibile.

Prima mettendosi da parte, anche se con le sue competenze sarebbe stata necessaria per la gestione della macchina comunale. Ricordiamoci che Sonia Cuppone ha preso un botto di voti. Considerando, inoltre, che l’avvocato Cuppone non faceva parte né dello schieramento di Tonino Rosato né di Primavera Salicese ma è stato un elemento esterno, il fatto stesso che non le sia stato riconosciuto un assessorato è rilevante e sminuisce la stessa figura dell’avvocato Cuppone. Nelle coalizioni uno può fare un passo indietro a favore di un altro, ma visto che lei era da sola avrebbe dovuto avere il necessario rispetto, cosa che non ha avuto.

Il secondo aspetto è quello legale, l’istanza era estremamente fondata.

Non solo il consigliere Cuppone ma anche il consigliere Giampiero Manno ha dimostrato un grandissimo senso di responsabilità. Anche Manno, che ha avuto una quantità spropositata di voti, avrebbe avuto il diritto di far parte della giunta. Manno ha una vasta esperienza e una fitta rete di legami con i cittadini e potrebbe esserne il portavoce e interpretare le esigenze di gran parte dell’elettorato, meriterebbero entrambi (Manno e Cuppone, ndr) di stare in giunta.

Ma tutte queste parole al miele verso la consigliere Cuppone e il consigliere Manno, sono per portarli in opposizione e togliere voti in consiglio a Rosato?

No, assolutamente no. Anche perché non dureranno. Non c’è l’amalgama giusta.

Margherita D’amone, al di là degli impegni personali, ha fatto un passo indietro anche per lasciare il posto a Enzo Marinaci (segretario di partito)?

No no, assolutamente no. Margherita si è spesa fino all’ultima goccia di energia, cercando di dare tutto il possibile e si è visto. Tutti alla fine della campagna elettorale hanno riconosciuto il valore di Margherita D’amone che ha innalzato i livelli dei Servizi Sociali. Tant’è che il mio intervento in Consiglio Comunale è stato travisato dal Sindaco Rosato. Quando ho detto che la subentrante Paola Galizia deve avere un livello molto alto per mantenere il ritmo di Margherita D’amone, credeva che io volessi dire che Galizia non avesse le competenze. In realtà, volevo dire che le aspettative che abbiamo sull’assessore Galizia sono molto elevate, quindi, sentirà l’ombra di Margherita D’amone sul suo lavoro. Tonino Rosato ha detto:“Galizia è due spanne più elevata a livello di preparazione” e da qui nascono le pretese da parte nostra, infatti, ben venga! Perché noi ci aspettiamo molto di più da Paola Galizia, visto che dobbiamo alzare il livello e andare a crescere. I servizi sociali sono un campo di battaglia, quindi, si vedrà subito se Galizia ha le competenze per sostituire Margherita.

Gaetano Ianne. Gli è convenuto candidarsi con voi per non uscire dalla compagine politica salicese, oppure, avrebbe dovuto candidarsi da solo?

No, da solo non avrebbe avuto riscontro. È un politico che si è giocato molto bene la sua partita…

Però è uscito subito dal gruppo Salice nel Cuore con Itaca

Sì, è uscito subito per altro senza avere un colloquio o un dialogo. Ha mandato quella comunicazione che è stata letta in Consiglio, con cui ha dichiarato espressamente di prendere le distanze dal capogruppo di opposizione, che sarei io. Quindi, non conosco le motivazioni.

È stata una manovra per non essere cancellati dalla compagine politica salicese?

Probabilmente sì. C’ha visto lungo, sapeva che la sua squadra non avrebbe avuto un riscontro sufficiente…

Quindi vi ha usati?

No, non ci ha usati. È stato un politico molto scaltro. Noi avevamo bisogno di lui e lui aveva bisogno di noi. È stata una forma simbiotica di unire le forze. Vuoi che la gente voleva il cambiamento a tutti i costi, infatti, a prescindere da chi si sarebbero trovati di fronte, volevano il cambiato punto e basta. Loro hanno viaggiato a vele spiegate su quest’onda favorevole.

Adesso lo possiamo dire, era molto complicato riuscire ad avere una riconferma. Anche perché io ero visto come l’amministrazione uscente, pur avendo caratteristiche politiche diverse dal sindaco predecessore, però, inevitabilmente come è successo in altri comuni gli elettori hanno voluto il cambiamento e hanno perseguito questa strada.

Attualmente, da parte dei comuni, è in corso la candidatura a un bando della Regione Puglia per la rigenerazione urbana. Questo bando è aperto ai comuni con più di 15000 abitanti e permette a quelli sotto quella soglia di unirsi per potervi partecipare. I sindaci di Veglie e Salice decisero di parteciparvi assieme, al punto che Veglie abbandona l’idea di partecipare con altri comuni con i quali aveva preso contatti. A un certo punto, il 4 agosto, il Sindaco Rosato comunica al Sindaco Paladini che Salice non avrebbe partecipato più al bando con Veglie ma sarebbe andato con l’Unione dei Comuni del Nord Salento. In questo modo Veglie è rimasta esclusa dal bando. Era al corrente di questa storia, cosa ne pensa?

No non ne ero al corrente. Mi lascia abbastanza allibito per la mancanza di correttezza nei confronti di Veglie, è una grandissima scorrettezza che ha inficiato un percorso comune tra Salice e Veglie. Resto senza parole, ti rubo questa storia per raccontarla poi ai miei figli.

D’altronde noi l’abbiamo sempre detto, la gente ha deciso di dare questa sferzataperché questo cambiamento poteva apportare migliorie. Dovranno passare un paio d’anni per riuscire a inquadrare la situazione, ma intanto il tempo passa con evidente danno per la macchina amministrativa. Loro non hanno dato una sferzata di novità, anzi, stanno più o meno continuando quello che noi avevamo fatto. Però, emergono grandissime contraddizioni tra quello che dicevano in campagna elettorale e quello che poi hanno fatto in Consiglio Comunale. Ricordate le famose società in house che volevano costituire? Volevano farlo in controtendenza nazionale, in quanto la normativa attuale mira a evitare che queste società possano avere degli sbocchi clientelari. Quindi, il legislatore tende a disciplinare in maniera incisiva. Loro, invece, volevano aprire queste società per far lavorare la gente del paese. Poi, invece, in consiglio cosa hanno votato? Hanno messo in vendita le quote dell’unica partecipata (Società di Servizi Pubblici Ambientali) che poteva servire al loro progetto politico. L’unica società è stata venduta! Quella società era un contenitore che poteva continuare a funzionare. Si poteva creare una rete con l’Unione dei Comuni per la gestione di servizi intercomunali (ad esempio: la gestione del verde, il randagismo, i servizi cimiteriali). Mi sono sforzato di dirlo nel mio intervento ma i consiglieri di opposizione non vengono minimamente considerati.

Un racconto, dal suo punto di vista, di questi primi 100 giorni.

Quando penso ai cento giorni penso ai cento giorni agli esami, una giornata fantastica. In questo caso c’è poco da essere felici. Si vantano che stanno lavorando su otto progetti ma dobbiamo basarci su cose concrete. La Festa dell’Assunta (di ché se ne dica) non è stata autorizzata, il Jazz & Wine non c’è più. Il consigliere (di minoranza, ndr) Grasso ha chiesto di poter usare il Chiostro del Convento per la parata storica ma è stata sfrattata con la scusa della ristrutturazione l’intero Convento. Solo lei! Infatti, gli altri sono rimasti! La parata l’abbiamo spostata a Cutrofiano.

La biblioteca sta per essere chiusa, il bando con la cooperativa che gestiva il polifunzionale sta andando in scadenza e non è stato predisposto un altro bando. Ora ci chiediamo chi gestirà il Centro Polifunzionale? La biblioteca verrà chiusa? Con l’intesa di trasferirla al Chiostro del Convento quando saranno completati i lavori? Quindi, corriamo il rischio di restare tre anni senza biblioteca.

Dicevano che avrebbero fatto partire il parco giochi, perché non l’hanno fatto? Parliamo del verde. Ricordate le foto “mai più così”? Sono passati 100 giorni, dobbiamo ancora aspettare prima di vedere migliorare il nostro paese? O si stanno rendendo conto che obiettivamente amministrare significa tutt’altro? Vuol dire avere grosse responsabilità e i risultati si iniziano a vedere pian piano.

Una cosa su cui rivendico la paternità è il progetto di 200000€ per le strade. Partirà a breve e c’era già l’elenco delle strade e noi pretendiamo vengano rispettate quelle scelte e asfaltate quelle strade. Noi denunceremo nel caso in cui ci saranno cambiamenti di programma.

Questa come altre, sono tutte cose che abbiamo fatto noi, loro cosa stanno facendo, oltre a gestire l’ordinario?

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Domenica, 08 Ottobre 2017 18:01

Leverano: Una comunità in continua evoluzione

Intervista a Marcello Rolli, sindaco di Leverano dal 11 giugno. Architetto e docente presso il Liceo Artistico di Lecce, vede nella partecipazione l’arma vincente per una buona politica. Non tralasciando la difesa dell’ambiente e gli interventi a favore delle famiglie, Rolli descrive come nel corso degli ultimi decenni Leverano si sia distinto per la sua capacità di reinventarsi grazie all’agricoltura.

Lei ha vinto con il 50,4%, quindi, circa un terzo degli aventi diritto (considerando l’astensionismo al 28,8). Come giudica il dato sull’astensionismo e come si approccia al suo lavoro sapendo di rappresentare un terzo degli aventi diritto.

Il discorso dell’astensionismo è un dato che rispecchia l’atteggiamento degli elettori a livello nazionale, anzi, a livello locale l’astensionismo è sempre più basso, a differenza del nazionale dove, ad esempio, durante i referendum, si rischia di non arrivare al quorum.

Io rappresento la comunità di Leverano. Queste sono le regole della democrazia: si vince con un voto in più e nel momento in cui lo si fa ci si assume la responsabilità di amministrare tutto il paese, questa è una domanda che non mi sono mai posto. Io so che per questi cinque anni devo fare il bene di tutta la mia comunità, non di una parte.

Spesso Leverano viene visto come un punto di riferimento dai comuni vicini, le posso chiedere perché e se è davvero tutto oro quello che luccica?

Leverano rappresenta una comunità laboriosa, dove il lavoro è la questione centrale per la gran parte di essa. Credo che Leverano si sia conquistata questa immagine, che più di un’immagine è una realtà operosa, perché è una comunità che ha saputo riconvertirsi.

Infatti nel settore agricolo, negli ultimi 40 anni, è riuscita a combattere le crisi. Ci sono state crisi che hanno interessato il settore viti-vinicolo, quello artigianale e il settore oleario (che purtroppo adesso riguarda tutti). Nel mentre, qui è nato il settore florovivaistico. Qui a Leverano, infatti, abbiamo avuto contadini che hanno preso la valige e sono andati via (al nord) per formarsi, al ritorno hanno impiantato delle serre. Quelle serre hanno creato reddito. Il nostro è un paese che è riuscito almeno per due/tre volte negli ultimi decenni a reinventarsi.

Le racconto una storia recente. La gran parte delle cantine cooperative sociali del Salento sono state chiuse. La nostra cantina continua a lavorare e a funzionare perché, a un punto della sua storia, ha avuto l’intuito di riformarsi. Ci sono stati dei giovani che sono andati al nord, dove hanno imparato a vinificare e ora fanno un buonissimo vino. Hanno lavorato d’intuito, lavorando sul giusto rapporto qualità prezzo e oggi la nostra cantina esporta milioni e milioni di bottiglie in tutto il mondo. Vince premi e crea occupazione e reddito. La nostra cantina riesce a pagare bene l’uva. Questo cosa vuol dire in termini occupazionali, economici e d’immagine per il nostro paese? Vuol dire che se un giovane, figlio di un contadino, qualche anno fa non vedeva un futuro nel terreno del padre, adesso invece, lo stesso giovane decide di tenere quel terreno.

La stessa cosa sta accadendo in questi anni per l’ortofrutta. Nel momento in cui il settore floricolo ha avuto cedimenti, allora, questa crisi è stata tamponata dall’ortofrutta. Noi produciamo primizie straordinarie, stiamo consolidando l’aspetto della biodiversità (recuperando tanti prodotti che si stavano perdendo), ne è nata una cooperativa ortofrutticola (la San Rocco) dove la gran parte dei soci sono giovani.

Quali sono le prime criticità che ha affrontato in questi 100 giorni?

Diciamo che l’aspetto dei 100 giorni è un fatto molto giornalistico. In 100 giorni non si può fare niente, si può fare pochissimo, sfatiamo questo discorso dei 100 giorni. Bisogna lavorare un anno per iniziare a seminare qualcosa, si possono fare bilanci ai due anni, ai tre anni e ai cinque anni.

In questi primi mesi abbiamo riscontrato problemi di carattere sociale: perché siamo al sud, in contesti dove, nonostante ciò che le ho detto, le percentuali di disoccupazione sono molto alte. C’è un bisogno abitativo che riguarda prevalentemente le fasce più deboli. Le difficoltà che abbiamo avuto sono state in merito alle domande di carattere sociale, quindi, lavoro e casa.

La questione della casa non l’affronta l’amministrazione comunale in solitudine, c’è Arca Sud che gestisce l’aspetto dell’edilizia popolare. Nonostante ciò qualche anno fa il nostro Comune, tramite i PIRP (Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie) ha colto l’occasione per farsi finanziare la realizzazione di alcuni alloggi. A questo si aggiunge che una palazzina che era rimasta in costruzione di proprietà di Arca Sud, attraverso un atto deliberativo e dell’impegno della precedente amministrazione, si sta completando. Quegli alloggi saranno assegnati quanto prima alle persone che ne hanno bisogno. Inoltre, stiamo partecipando a un bando di rigenerazione urbana della Regione Puglia, all’interno di questo progetto stiamo inserendo il recupero di un immobile comunale per alloggi di emergenza e alloggi sociali.

Sulle pagine Facebook, in tanti lamentano dei focolai di plastica nelle campagne leveranesi. Cosa pensa di questo fenomeno e come vi state attrezzando?

Io le ho raccontato un aspetto positivo della nostra comunità, ma nello stesso c’è anche un aspetto negativo. Leverano ha conosciuto uno sviluppo straordinario, unico forse nel Salento, crescendo in un settore, quello florovivaistico, che ha consumato territorio e che non ha tenuto conto del costo ambientale. Quindi, è stato uno sviluppo miope rispetto alla tutela dell’ambiente. La nostra campagna ne ha risentito, la nostra falda acquifera ne ha risentito, l’aria ne ha risentito e ci sono dei problemi di carattere ambientale e di salute pubblica, strettamente legati a questo sviluppo.

Naturalmente Leverano essendo un luogo di attività agricole che prevede l’uso della plastica (quella delle serra, dell’irrigazione, per la pacciamatura nei campi di pomodori e di angurie) è epicentro ma non è un fenomeno che riguarda solo Leverano, infatti, il nostro feudo è limitato. Quindi, questi fuochi da dove arrivano? Arrivano da, mi faccia dire, delinquenti che: per far prima, per non smaltire la plastica, per non prendersi la briga di portarla nell’isola ecologica, a volte è spazzatura che accumulano, hanno questa bruttissima abitudine di mettere fuoco. Non è un piromane della plastica ma è un’abitudine sbagliata, purtroppo consolidata, di alcuni contadini (non tutti!) che all’imbrunire o all’alba risolvono il problema dello smaltimento bruciando.

C’è da dire che ci sono molti imprenditori agricoli o florovivaisti che la conferiscono la plastica e la smaltiscono. Quest’anno c’è più attenzione e sensibilità e giustamente viene sollevato dai social.

Questo, come dicevo riguarda non solo Leverano ma più comuni. Non accade, infatti, solo a Leverano ma anche a Nardò o a Veglie. Soprattutto Nardò. Perché il feudo di Leverano è limitato. Molti contadini, imprenditori agricoli o floricultori hanno le loro serre o attività nel territorio di Nardò. Il problema non è solo di Leverano.

Bisogna sensibilizzare e informare. Abbiamo fatto un manifesto dove ricordiamo a tutti la gravità di questi episodi, la delicatezza del nostro ambiente, la sensibilità che in questi casi sta mancando e quanto sia grave smaltire la plastica che si sta bruciando (con la diossina che viene rilasciata nell’aria). Dobbiamo dotarci di guardie ambientali volontarie, perché la comunità si deve rendere conto che non è un problema comunale ma è un problema di tutti. Se sono un cittadino e sto vedendo un fuoco, devo capire che devo essere il primo a fare una foto e a denunciare. Non posso dire “riguarda il comune” o “riguarda il sindaco”. Tutti ci dobbiamo sentire responsabili, perché tutti dobbiamo avere occhi per vedere. Non bisogna far finta che non esiste il problema, esiste per tutti. Poi bisogna avere gli strumenti. Quest’estate, io assieme agli assessori, uscivamo in macchina alla ricerca dei focolai e a volte li abbiamo individuati e segnalati agli organi preposti. Poi ci sono misure di cui dobbiamo dotarci come rilevatori di fumo o rilevatori di incendi, per fare questo bisogna aderire o sfruttare bandi pubblici. La nostra attenzione è altissima, perché sappiamo riguarda la salute dei cittadini.

Quali sono gli strumenti che i piccoli amministratori hanno a disposizione per favorire il commercio?

Si può agevolare con un buon piano commerciale, con una buona gestione del territorio e con la promozione di esso. Un territorio come quello di Leverano è un territorio che produce e se funziona un settore, l’economia gira e anche gli altri settori funzionano. Se mai dovesse crollare il sistema agricolo di Leverano, crollerebbe tutto il sistema (ricezione turistica, commercio, abbigliamento). L’amministrazione comunale deve promuove il territorio, promuovere il nome di Leverano, far sì che Leverano cresca dal punto di vista economico. Ma soprattutto, un capitolo per noi importante, è quello dello sviluppo turistico. Il nostro comune, come tutti i comuni del Salento, ha un patrimonio straordinario ancora inespresso. Ogni comune del Salento ha un centro storico, ha una chiesa del cinquecento, ha una cripta, ha la vigna, ha una territorio bellissimo a due passi dal mare. Credo che tutto il Salento si possa riconvertire, con uno sviluppo sostenibile e meglio distribuito e non concentrato solo su Porto Cesareo, Gallipoli e altre poche località. Un territorio che deve offrire accoglienza, enogastronomia e comunità. Nella nostra campagna estiva abbiamo usato questo slogan: siamo comunità! Essere comunità, a nostro avviso ma non solo, è la più interessante carta di identità che si possa offrire per promuove il turismo. Perché il turista se accolto bene, con disponibilità e accoglienza, può scoprire un entroterra che ancora non è stato valorizzato.

Progetti futuri?

Ci siamo appena insediati e abbiamo un programma amministrativo da applicare. Questo si fonda su una modalità semplice ma per noi di forte novità che è quella della partecipazione. Non come parola vuota ma come fatto operativo. Noi vogliamo amministrare attraverso il coinvolgimento della comunità nelle grandi scelte. Ad esempio stiamo lavorando su un bando per la rigenerazione urbana, che vuol dire risorse economiche importati, per farlo abbiamo deciso di coinvolgere associazioni culturali, sociali, ambientaliste e singoli cittadini. Ho fatto un percorso di progettazione partecipata, proprio nell’ambito di questo bando, dove hanno partecipato 120 persone che hanno alzato la mano, hanno fatto interventi, hanno ascoltato e hanno elaborato un progetto che presenteremo alla Regione Puglia. Tale progetto è portato avanti con i comuni di Nardò e Porto Cesareo e i fondi saranno divisi in proporzione al numero degli abitanti.

Questo è il nostro impegno, più che di contenuti è un impegno di modalità. Vogliamo ribaltare il concetto della politica. Vogliamo che la politica si assuma delle responsabilità ma che le decisioni importanti vengano prese insieme alla comunità.

Come altri progetti abbiamo un’area di 83000 metri quadri, Padula Cupa, che noi vogliamo recuperare per farne uno spazio verde e attrezzato, con percorsi ciclabili e dove portare anche gli animali domestici.

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Margherita D'Amone, la persona più votata della lista “Salice nel Cuore – con Itaca”, rassegna le dimissioni. 

L’ex assessore Margherita D’Amone lascia l’incarico di consigliere comunale con una lettera indirizzata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale. Dalla lettera scaturisce che le motivazioni sono da imputare a impegni personali e professionali del consigliere. 

La campagna elettorale salicese non è stata tra le più tranquille del Salento, tra le tante bagarre (che hanno visto come attori entrambi gli schieramenti), Margherita D’Amone non è stata di certo risparmiata da attacchi politici tipici della campagna elettorale. Questo però non l’ha fermata, portandola ad ottenere un risulto eccezionale alla prima candidatura. Onore al merito e alla intraprendenza di una donna che ricevuto l’incarico di assessore il 20/11/2014 lavorando fino all’ultimo giorno del mandato. 

Margherita D’Amone ha portato fermento in quel di Salice Salentino "Un percorso intenso, vissuto con impegno e dedizione quello delle Politiche Sociali,  altrettanto importante da Consigliera dell'opposizione." dichiara Margherita che aggiunge "Sento di essere stata in questi anni vicina ai cittadini, alle famiglie, alla scuola, alla cultura, ai problemi delle persone in difficoltà.Sempre attenta e pronta ad accogliere ogni forma di aiuto o disagio.Una Politica Propositiva, innovativa e progettuale, coinvolgendo in promise le scuole e le associazioni presenti.Sento di aver dato molto per la mia comunità e l'ho fatto con serietà e senso di responsabilità.Con profonda amarezza per la maturata decisione, sarò impegnata per impegni professionali e di formazione a Roma e quindi per il momento, mi sara' difficile conciliare.Esperienza straordinaria e di grande arricchimento."

In risposta alle dimissioni arriva prontamente una lettera da parte del movimento "Salice nel cuore - con Itaca" di cui la D'Amone fa parte 
"Da parte del nostro movimento, ma anche come cittadini, esprimiamo un grandissimo ringraziamento ad una giovane ragazza che ha rivoluzionato il modo di fare politica, il modo di affrontare le problematiche quotidiane dei servizi sociali, il modo di interfacciarsi con le persone, il modo di manifestare professionalità e disponibilità verso il prossimo.Una grande professionista, dedita al lavoro ed all'impegno costante che ha segnato indelebilmente il nostro Comune.Ha lasciato un gravoso compito al nuovo assessore dei Servizi Sociali che,  per tenere il  suo passo dovrà dimostrare doti singolari di iniziativa ed intraprendenza, unita a grande cultura e professionalità. Noi vigileremo affinché tutto il lavoro e l'impegno di  Margherita non sia vano e che sia un trampolino che dia slancio e continuità ai servizi Sociali.Le subentra, come consigliere di opposizione,  Vincenzo Marinaci, professionista di grande mitezza e cultura, esperto della macchina amministrativa e che darà una preziosa mano al nostro lavoro di sentinelle della buona politica e della buona amministrazione.Auguri ad entrambi."

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