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Marco Palma

Marco Palma

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla bitumazione di via Paraporti (nel centro storico del Comune di Galatone), l’assessore ai lavori pubblici Biagio Gatto, raggiunto telefonicamente, fa il punto della situazione chiarendo che non c’è stata nessuna bitumazione.

“Il 19 settembre è stato eseguito un intervento urgente (ex art. 27 del D.Lgs. 42/2004), riferito a lavori di manutenzione stradale, nelle immediate vicinanze della caserma dei Carabinieri.

Dopo la rimozione del vecchio asfalto, lì già c’era un manto stradale, è stato rinvenuto un basolato posato circa 50 anni fa. Prudentemente l’ufficio dei lavori pubblici ha bloccato i lavori e contestualmente (nella stessa data) ha scritto alla Soprintendenza per chiedere come intervenire, vista la situazione. Attendiamo la risposta della Soprintendenza per verificare come portare a termine l’intervento. Non è intenzione di questa amministrazione di stratificare i basolati con l’asfalto ma di recuperare tutti i basolati.”

Nel suo intervento, l’assessore spiega come l’amministrazione sia pronta a partecipare a un bando della Regione Puglia, che uscirà nel prossimo futuro, per intervenire sull’intero basolato del centro storico di Galatone. Gatto tiene a sottolineare come “L’amministrazione abbia svolto nell’interesse della pubblica utilità tutti gli interventi che erano necessari fare.”.

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È arrivata alla tredicesima edizione la “Festa dei lettori, sconfinaMENTI”, l’iniziativa promossa dalla Regione Puglia e che si tiene in molte altre regioni d’Italia.

 

Veglie, dal 23 settembre al 2 ottobre con tantissimi eventi e diverse location, vedrà reading con musica, presentazioni di libri e flash mod di lettura. Inoltre, il 30 settembre, presso il Gal – Terra d’Arneo, si terrà il dibattito “Generazioni al confine” con la scrittrice Flavia Piccinni e lo psicologo-psicoterapeuta Luigi Russo.

 

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Erano le 13 di un giorno normale, un giorno come tutti gli altri, quando un uomo di Copertino ha tentato di uccidere la sua ex compagna.

Il fatto è avvenuto nelle campagna della Strada Provinciale 111, strada che collega Monteruga a Veglie.

Quando lei (M. S., 41 anni, disoccupata) gli dice che non voleva più continuare la loro convivenza, che durava da due anni, lui (D.R.V., 71 anni, rigattiere) sembra accettare la scelta della donna. Le chiede però se potesse andare con lui per delle commissioni, lei accetta ed escono a bordo di una Ape di proprietà della donna.

Quando arrivano sulla strada provinciale 111, l’uomo svolta per una traversa e cerca di baciarla. Lei non ci sta e lo respinge, ed è allora che l’uomo uscito dall’ape  prende dal cassone posteriore una corda, apre lo sportello e prendendo alla sprovvista la malcapitata, la avvolge attorno al collo della donna, trascinandola fuori dall’autocarro verso un pozzo.

Nel mentre che l’anziano inveiva verbalmente e la picchiava, la donna è riuscita a liberarsi e a correre verso la provinciale. Lì, per sua fortuna, è stata notata da alcuni passanti che si sono fermati a soccorrerla e che hanno subito chiamato il 112. La gazzella dei Carabinieri era a meno di un chilometro dal punto in cui è avvenuto il fatto, l’intervento tempestivo dei militari del Comando di Stazione dei Carabinieri di Veglie, sotto il comando del Maresciallo Lezzi, ha anche impedito che l’uomo potesse darsi alla fuga. La donna è stata trasportata presso l’ospedale Vito Fazzi, con una prognosi di 15 giorni.

Il 71enne è stato portato, per un malore, presso l’ospedale di Copertino ma è già stato dimesso e si trova in caserma per le foto segnaletiche. Subito dopo sarà trasferito al carcere di Lecce con l’accusa di tentato omicidio.

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Con un lungo post di questa mattina il sindaco, Tonino Rosato, chiarisce la posizione dell'Amministrazione comunale dopo le critiche dei giorni scorsi arrivate dai social network.

Su Facebook, infatti, alcuni salicesi avrebbero criticato la scelta dell'Amministrazione di non concedere Piazza Plebiscito per l'organizzazione della sagra, che da anni anima il centro di Salice Salentino. 

Rosato ha spiegato che non c'è stata alcuna mancanza di volontà da parte della neoeletta giunta e che gli organizzatori, informati dai dipendenti della casa municipale, di tutto l'iter burocratico non hanno dato seguito alla richiesta di concessione della piazza. 

In particolar modo, il sindaco, fa richiamo alle recenti direttive in fatto di organizzazione di eventi pubblici, emanate dal Ministero dell'Interno. 

Di seguito il post del sindaco:

 

 

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Questa mattina un uomo, in circostanze ancora da accertare, sarebbe caduto dal gommone su cui viaggiava in compagnia di altri passeggeri, finendo travolto dal motore fuoribordo dello stesso.

Il gommone si sarebbe spiaggiato e l’uomo, 33 anni di Monteroni di Lecce, è stato soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno trasportato presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a intervento, attualmente è in prognosi riservata. Le indagini sono in corso.

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In un comunicato del 21 luglio, Acquedotto Pugliese comunica un calo nella pressione idrica dei suoi impianti nei giorni 26 e 27 luglio.
Il calo interesserà, oltre che Salice Salentino anche, Lecce, Guagnano, Veglie, Squinzano, Novoli, Trepuzzi, Campi Salentina, Surbo, San Cesario, San Pietro in Lama, Lequile, Monteroni, Arnesano, Carmiano, Lizzanello e Cavallino.
Il vicesindaco, con delega ai Lavori Pubblici, Mimino Leuzzi precisa che “sarà un calo di pressione e non una sospensione dell’erogazione dell’acqua”. 

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Dopo la notizia dei giorni scorsi, pubblicata sulla stampa locale, per la quale sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – che Gaetano Ianne (candidato con la lista Salice nel Cuore con Itaca, ora consigliere di minoranza dopo la sconfitta dell’undici giugno scorso) sia pronto ad appoggiare la neo eletta maggioranza di Tonino Rosato, Alessandro Ruggeri (capogruppo di Salice nel Cuore) risponde con un “no comment”.

A quanto sembra, Ruggeri, non vuole in questa prima fase esprimersi o prendere posizione su quella che sembra essere da giorni la gara a chi prende prima le distanze dal centrosinistra locale. D’altro canto, Ianne, forse cerca di salvare il salvabile e di restare a galla. 

In tutto questo, a Salice, dopo alcune esternazioni a dir poco paradossali, sembrerebbe che sia scattato il “tutti contro tutti”, con gruppi e gruppetti che si creano a sinistra della sinistra e a sinistra di quest’ultima. Tipico del centrosinistra verrebbe da dire, “chi li conosce li evita”direbbero i detrattori. Fatto sta che molto spesso si tende a confondere ciò che è la politica locale con quella che è, invece, consuetudine nella politica nazionale.

Salic’è fa il punto della situazione con Mimino Leuzzi. Inoltre, nell’intervista si chiedono chiarimenti in merito a un post, pubblicato da Salice nel Cuore, in merito allo spostamento di alcune panchine dalla zona PIP.

Salice nel Cuore ha criticato la scelta di spostare le panchine dalla zona PIP ad altri luoghi della cittadina. Infatti, sulla propria pagina Facebook, sottolinea che quelle panchine erano state acquistate con l’ausilio di fondi vincolati regionali “con divieto assoluto di distogliere i beni destinati a quelle finalità”. In pratica, per il gruppo di Alessandro Ruggeri, non potevate spostare quelle panchine.

Allora, primo stiamo parlando di un progetto già chiuso da anni, ormai. Secondo stiamo parlando del nulla. Anche perché se proprio dobbiamo dirla tutta quelle panchine stavano lì a marcire.

Il problema è nato da un’esigenza che in altri punti di Salice c’era il bisogno di panchine (come la villetta del circolo cittadino). Finché non si sistemerà in maniera adeguata la zona PIP, abbiamo deciso di spostarle. Abbiamo ricevuto i ringraziamenti dei cittadini, le panchine adesso non stanno marcendo, sono “rinate”.

Secondo lei c’è il rischio che la Regione chieda indietro i soldi?

Assolutamente no. Sono fantasie di chi scrive. Quelle panchine sono in una villetta pubblica dove i cittadini ci stanno ringraziando.

Dopo le elezioni, c’è stata un’assemblea dove hanno partecipato gli appartenenti all’area del centrosinistra. Emanuele Fina, in un’intervista a Salic’è, ha dichiarato: “Da quell’assemblea è emersa la voglia diffusa di ridefinire i contorni di un’area da tempo divisa”. A quell’assemblea ha partecipato anche lei. Un’assemblea del genere non si poteva fare prima dell’elezioni e portare il centrosinistra unito?

No, perché il centro sinistra non è rappresentato da quelli che in maniera impropria si sono definiti di centro sinistra. Secondo me quell’aggregazione non ha nulla a che fare con il centrosinistra. Non basta mettersi un’etichetta per definirsi di quell’area, bisogna esserlo sempre e dimostrarlo in tutte le occasioni.

Mi spiego, il fatto che loro abbiano definito la loro lista di centro sinistra è una definizione che lascia il tempo che trova. Intanto per definirsi dell’area è semplice, per rappresentarla tutta è più complicato. Non l’hanno rappresentata e non lo faranno mai. Buona parte di loro si definiscono di centrosinistra ma non lo sono mai stati.

Il Cardinale Martini definì la politica italiana come uno spazio geometrico. Tangentopoli, secondo me non è mai stata chiarita del tutto, credo che in quel momento ci sia lo snodo della politica italiana. Se non si chiarirà una volta per tutte quel momento continueremo a prenderci in giro. Non basta chiamare quel periodo in un certo modo per stare con la coscienza apposto. Sono convinto che quello è il momento più importante della storia politica degli ultimi 50 anni e che in quella fase bisogna andare a trovare la verità storica. Non basta dividere chi è stato ladro da chi no. Anche perché abbiamo visto che dopo quella famosa data è successo di tutto e che quei ladri, in confronto a questi, sarebbero dei dilettanti.

Nella politica italiana (quindi a livello generale, ndr), mi definisco socialista e basta. Quando ci sarà un centrosinistra degno di quel nome, allora aderirò. Sono molto vicino alle posizioni del PD e del PSI (anche se non esiste più) rispetto che ad altre.

A quella riunione hanno partecipato persone riconducibili al nuovo partito di Massimo D’Alema e Roberto Speranza.

Sì ma con quel partito non c’entro nulla, con D’Alema men che meno. Lo considero, dal punto di vista politico, un nemico. Lo considero uno degli artefici e dei responsabili del caos politico di quegli anni. A mio avviso, lui assieme a Fini e Berlusconi, sono tra i maggiori responsabili di quella stagione che non è stata ancora chiarita. Ha trionfato non solo la confusione ma anche il populismo, è stata fatta tanta demagogia. Non è stata approfondita la questione. Solo gli storici stanno approfondendo non i politici. Assieme ai politici c’è una buona parte della popolazione italiana a cui sta bene così. Gli italiani sono un popolo particolare, stanno sempre dalla parte dei vincitori.

Tornando su Salice, questa unione perché non è stata fatta prima?

In tempi non sospetti noi siamo andati a parlare. Qui a Salice il Partito Democratico non esiste, è un partito che necessita di rinnovarsi, ha bisogno di fare un congresso vero e che ha bisogno di un rinnovamento dalle fondamenta. Nel momento in cui si rifonderà si potrà discutere con tutti. Inoltre, credo che tutti coloro che sono lontani da quel partito potrebbero riavvicinarsi a quell’area politica.

Non le piace la gestione di Marinaci?

Non è una questione personale. Marinaci è un amico, non c’entra.

Dal punto di vista politico la gestione la ritengo non soddisfacente. Non per colpa sua ma per un insieme di questioni. Marinaci avrebbe fatto bene, per esempio, se dopo la sconfitta avesse rimesso il suo mandato per rimettere in discussione tutto e dar vita a questo cambiamento di cui si parla tanto ma non si realizza mai.

Ultima domanda su Gaetano Ianne. Il consigliere Ianne sembra non volersi ritirare anche se sconfitto. Sembra voler stare sempre sulla cresta dell’onda. Come interpreta la sua disponibilità?

Non ho capito il percorso di Ianne prima delle elezioni. Stava costruendo una lista ma a un certo punto, non si capisce bene con quali motivazioni, sono giunti alla decisione di fare le primarie. Lui, secondo me, le primarie le ha vinte. Al di là del risultato, di fatto era una persona sola contro tutti e ha vinto le elezioni primarie. Non ho capito perché abbia scelto quella strada, ma alla fine hanno fatto la lista assieme e hanno subito la sconfitta più cocente della storia politico amministrativa di Salice. Questo nonostante le due liste siano state unite dalle primarie.

Il sindaco ha lanciato, con molta chiarezza, la sfida all’opposizione dicendogli che non chiuderà le porte a nessuno. Ianne si è messo a disposizione, non è passato di certo in maggioranza ma sta mettendo a disposizione la sua esperienza.

Vuole dire qualcosa su questo primo mese di amministrazione?

A me non piace parlare prima è una cosa antipaticissima, soprattutto non mi piace una volta andati al potere parlar male di chi c’era prima. A differenza loro che hanno cominciato a dire che siamo partiti male e che stiamo dando incarichi ai professionisti esterni. Noi non abbiamo voluto stravolgere nulla di quello che c’era perché prima di muoverci vogliamo capire, le cose che stiamo facendo sono in continuità con quello che loro avevano fatto nell’ultimo periodo. Anche gli stessi incarichi derivano da scelte di chi ci ha preceduto. Sono stati dati in continuità su scelte fatte da loro. Prima di agire, vogliamo renderci conto della situazione. Situazione che non è rosea come qualcuno la dipingeva, è molto più scura e non mi pare (questo lo posso preannunciare) che avessero ripianato e risanato un bel niente. Ci sono grossissimi problemi economici per il Comune. Se devo essere onesto dall’ultima volta che ho amministrato, anni fa, non ho trovato di certo un comune migliore.

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Ieri sera, nella sede di Salic’è si è tenuta un’assemblea civica dei militanti dell’aerea di centrosinistra. Emanuele Fina, tra i sostenitori di quest’incontro, sottolinea che non c’è stata nessuna chiusura e che era aperta a tutti coloro volessero partecipare, PD incluso.

 

Dopo la sconfitta dell'undici giugno, cosa vi proponete di fare?

Innanzitutto colgo l'occasione per precisare che l'assemblea di ieri sera, promossa da tutti i firmatari dell'appello e non solo dal sottoscritto, era pubblica, aperta a chiunque sentisse come proprio il tema, quindi non vi è stata nessuna esclusione, come pretestuosamente alcuni stanno affermando, anche perché non sono stati fatti inviti ad personam. Tanto meno, tengo ad affermarlo, è stato escluso il PD come si è titolato erroneamente su alcuni articoli di stampa; un centrosinistra largo ed inclusivo come quello che immaginiamo non può fare a meno del principale partito del centrosinistra italiano.

Dall'assemblea è emersa una voglia diffusa di ridefinire i contorni di un'area da troppo tempo divisa partendo dai temi che riguardano il paese e, più in generale, i caratteri culturali, identitari del centrosinistra stesso, mettendo da parte gli anatemi. Un processo culturale prima ancora che politico che necessita di uno sforzo collettivo gravoso e che ci spinge a recuperare alla partecipazione attiva quanti si sono rinchiusi nelle proprie case.

Secondo te cosa ha portato alla sconfitta Ruggeri? Credi che l'inserimento in squadra di politici di lunghissimo corso abbia inciso?

Non ho titoli per esprimere un giudizio sulla composizione delle liste e osservo che il punto su cui dovremmo riflettere non riguarda “le persone” ma l’impostazione politica di fondo.

Penso che non facciamo un buon servizio al centro-sinistra se chiudiamo la discussione in una logica tutta elettoralistica e imputiamo tutti i nostri problemi a questi mesi di campagna elettorale, in cui pure degli errori si sono evidentemente commessi. Personalmente ritengo che abbiano radici più profonde e che siano riconducibili in parte ad errori antichi risalenti alla seconda metà degli anni ’90 e alle travagliate vicende precedenti le elezioni del 2007 ma, soprattutto, alle scelte politiche degli ultimi 6 anni in cui è prevalso un atteggiamento di chiusura, di esclusione e di prevaricazione con inutili prove di forza che hanno impoverito ed indebolito un gruppo in passato folto e plurale.

Ho provato a spiegarlo ieri sera rifacendomi alle riflessioni di Gramsci sul potere secondo il quale questo si basa sulla presenza di forza e consenso; se prevale la prima si ha il dominio, se prevale la seconda l’egemonia, intesa come dominio culturale e capacità di conquistare l’adesione di molti intorno ad un progetto politico.

Ecco, io penso che la sconfitta e la posizione di minoranza (non solo elettorale) siano le conseguenze di una debolezza culturale, di una difficoltà ad aggregare molti cittadini nell’elaborazione di un’idea di paese. In questi anni si è pensato che bastassero “i voti”, quindi il dominio e si è tralasciato l’aspetto più prettamente politico e culturale.

Da qui deriva anche la debolezza dell’azione amministrativa, che a mio parere ha pesato sul risultato elettorale, perché non c’è progetto che tenga senza il coinvolgimento di una larga parte dei cittadini, anche di quelli che ci stanno meno simpatici. 

E’ lo stesso schema che ha portato a rifiutare le primarie a gennaio e a celebrarle in modo rocambolesco ad aprile.

Voci non confermate, asseriscono che hai appoggiato la "parte" di sinistra della lista Rosato. Ora però ti troviamo a sostenere un'iniziativa che cerca di riunire il centro sinistra sconfitto. Qual è la tua posizione?

Quando nel 2007 fui eletto segretario del PD mi impegnai a riallacciare i rapporti con quella parte di centrosinistra che fece altre scelte rispetto alla lista che sostenemmo; in particolare cercai di recuperare quella parte di amici della Margherita in quanto cofondatori del nuovo partito e credo di poter affermare di esserci parzialmente riuscito. In seguito ho cercato di fare altrettanto con la componente socialista ma con risultati più scarsi. Ci riprovai anche nell’estate del 2011 quando mi spesi per aggregare a noi l’allora Generazione Salice (di cui faceva parte lo stesso avv. Ruggeri) prima che desse vita alla lista Primavera salicese. Un obiettivo che ho perseguito anche in questi anni da semplice militante ma che non è stato condiviso da chi aveva la responsabilità della guida politica e che a mio avviso rappresenta, per riallacciarmi alla domanda precedente, un’altra causa della sconfitta.  I fatti, quindi, dimostrano che da sempre ho ritenuto un valore l’unità del centrosinistra e continuo a pensare che in questa direzione bisogna spendere tutte le energie per recuperare coloro i quali hanno votato per i candidati di centrosinistra presenti nell’altra lista e quei 500 cittadini che hanno preferito l’astensione, molti dei quali certamente nostri elettori.

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Salice Salentino – Tonino Rosato è il nuovo sindaco

 

Ci sono volute tre candidature ma alla fine Tonino Rosato è il sindaco di Salice Salentino. Il pragmatismo ha battuto la retorica. Il “Non è vero!” ha battuto l’“Eccolo! L’abbiamo fatto”.

Dopo una campagna elettorale fatta di accuse reciproche su programmi e discorsi copiati, alla fine il socialista “craxiano” (come ci tiene a definirsi) ce l’ha fatta. Con una squadra composta perlopiù di tecnici e al motto “Il ricambio non deve essere solo anagrafico ma anche nei modi e nel pensiero” si accinge a guidare un paese che per dieci anni è stato guidato dal centrosinistra. 

La percentuale di vittoria è del 63%.

 

 

 

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Tonino Rosato, 58 anni, dipendente ASL è il capogruppo di minoranza al Consiglio Comunale di Salice Salentino. È il fondatore dell’associazione politico culturale “L’Iniziativa” ed è il candidato sindaco per la lista “Uniti per Salice”, composta da 7 uomini e 5 donne. Uno dei loro cavalli di battaglia è la riorganizzazione degli uffici pubblici. Già candidato in passato, adesso cerca di dare una spallata al governo cittadino.

Si presenti e presenti il suo progetto politico.

Sono da tempo sulla scena politica salicese. Ho iniziato nel ’97, quando venni eletto per la prima volta consigliere comunale. Sono stato vicesindaco dal 2003 al 2006, uscì dalla maggioranza perché non condividevo metodi e modi, lo feci in modo tranquillo e sereno anche per gli impegni personali che non mi consentivano di adempiere agli obblighi dell’amministrazione.

Abbiamo cominciato due anni fa perché abbiamo deciso, alla luce degli ultimi anni di amministrazione Tondo, che non si poteva andare avanti. Dopo la divisione delle scorse elezioni, abbiamo compreso che non potevamo permetterci un altro sbaglio. Questo progetto (l’unione di Work in Progress, Primavera Salicese, Impegno e Cambiamento, Salice Popolare e Insieme per Salice) c’è stato chiesto dai cittadini e per noi appartiene a loro. Due anni fa abbiamo scelto di mettere da parte le esperienze partitiche per dedicarci anima e corpo a questo progetto che è finalizzato all’obiettivo di amministrare Salice.

Lei è stato vicesindaco dal 2003 al 2006. Cosa ricorda di quegli anni? Quanto è cambiato Salice rispetto ad allora?

Quella è stata un’esperienza che mi ha permesso di formarmi anche sotto l’aspetto amministrativo. È stata un’esperienza positivissima che mi ha fatto conoscere la macchina amministrativa, il rapporto con la struttura e i dipendenti. Mi ha dato quello che mancava al politico che fa solo politica di sezione e poi mi ha dato modo di rapportarmi con le reali difficoltà delle persone. Ero il responsabile dei Servizi Sociali che è un settore che scelsi con tutte le mie forze, infatti, avevo e ho una predisposizione verso il sociale (anche dovuta al mio lavoro).

Dal punto di vista politico è cambiato poco e niente, perché non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo del “pensare come comunità” e non come fazioni che portano conseguentemente alla divisione, alla lacerazione del tessuto sociale e alla dialettica che diventa scontro. Da questo punto di vista spero che questa volta cambi. A me piacerebbe che il paese iniziasse a pensare come comunità, muovendosi come una sola entità per il bene della collettività. In caso di vittoria mi piacerebbe che l’associazionismo e la società civile, lasciassero da parte le divisioni e facessero squadra nel momento del bisogno. Oggi trovo un paese diviso, come lo era allora. Solo con l’aggravante di uno pseudo rinnovamento. Mi piacerebbe che lo scontro politico rimanesse nell’ambito della dialettica e della contrapposizione, senza lasciare strascichi.

Come ad esempio la polemica nata sull’incontro tra i due candidati sindaco. Scendere a un livello così basso criticando l’avversario politico su aspetti come quelli che hanno utilizzato, lascia il tempo che trova. L’incontro deve essere una scelta libera, non la vedo come una necessità ma come qualcosa che va di moda. Io da sempre il confronto l’ho inteso con il cittadino che deve essere il vero protagonista.

Quest’ultimo deve avere la possibilità di giudicare e valutare sotto ogni aspetto, anche perché non possiamo inventarci politici ogni 5 anni. Non possiamo essere sensibili su questo o quel tema ogni 5 anni. Anche perché c’è gente che si impegna a 360° ogni giorno. Il cittadino deve aver modo di valutare anche questo.

Cosimo Gravili appoggia la lista capitanata dall’avvocato Alessandro Ruggeri. Lei è stato vicesindaco durante la giunta Gravili. Cosa pensa del “cambio di bandiera” dell’ex sindaco?

Ognuno fa quello che crede e si qualifica per quello che è sempre stato.

In un suo comizio ha detto il Comune di Salice Salentino spende mezzo milione di euro per servizi esterni e che vorrebbe realizzare una municipalizzata. Ha già fatto un’indagine per valutare i reali costi?

La normativa recente prevede che ogni 10 persone che vanno in pensione puoi assumerne il 75%.

Tra l’altro, noi abbiamo sul tavolo una serie di progetti tra cui uno che prevede la costituzione di una società che riceve dal Comune l’incarico per la gestione di alcuni (o tutti) i servizi. È allo studio la forma ideale per realizzare un soggetto economico esterno al Comune. Quest’azienda ricercherà il suo personale all’interno del territorio salicese.

Si parla spesso di sicurezza. Sulla base anche degli ultimi incresciosi episodi, cosa prevede il vostro programma per fronteggiare questo problema? Un giudizio su quello che è stato fatto dalla passata amministrazione, dato che lei è capogruppo di minoranza.

Si poteva fare tantissimo e non è stato fatto niente. C’è tutt’ora la possibilità di accedere a finanziamenti per la videosorveglianza e non è stato fatto. Inoltre, la sicurezza passa anche dal rispetto delle regole da parte dei cittadini. Bisognerebbe raccordare le forze dell’ordine presenti (Carabinieri e Polizia Locale), se non bastano le forze dell’ordine bisognerebbe considerare una convezione con gli istituti privati di vigilanza per tutelare anche il patrimonio pubblico e porre freno agli atti vandalici. Davanti a episodi come quelli recenti bisognerebbe cercare di sensibilizzare e di rendere tutti responsabili del patrimonio pubblico. 

Perché gli elettori dovrebbero scegliere lei?

Chiedo di votarmi perché la storia di ognuno di noi dovrebbe essere il primo biglietto da visita. Il mio biglietto dice che il sottoscritto ha messo a disposizione del paese la propria passione, intesa come servizio alla comunità. Quindi, ho dimostrato di essere stato un amministratore corretto, leale, affidabile e onesto. A questo bisogna aggiungere anche la competenza, l’essere sempre tra i cittadini e di continuare ad avere rapporti quotidiani con i loro.

Se i cittadini ci daranno la loro fiducia sarò un sindaco di strada. Voglio che si sentano parte integrante dell’amministrazione. Naturalmente vogliamo amministrare al meglio, perché bisogna avere una chiara visione di quello che si vuole realizzare. Se noi saremo eletti, il futuro di Salice tra cinque anni sarà sicuramente migliore, sotto tutti gli aspetti. Siamo consapevoli delle difficoltà che comporta questa grande sfida, ma noi abbiamo una squadra fortissima e competente che ha sposato questa causa. Siamo così convinti che stiamo già lavorando, se vinceremo le elezioni già nei giorni successivi avremo già progetti da presentare (rigenerazione urbana, efficientamentoenergetico, dissesto idrogeologico). Abbiamo competenze, conoscenze e conosciamo i meccanismi per poter rimettere in moto la macchina comunale. Non si può più amministrare un Comune senza attingere a risorse esogene (finanziamenti esterni), già dai giorni successivi la data delle elezioni abbiamo incontri con tecnici e parti sociali. Perché abbiamo già idea di come partire e l’idea di programma che nel primo anno andremo a sviluppare.

Si sente nell’aria la voglia di cambiare e di ripartire da parte dei cittadini di Salice. Si sente l’entusiasmo, vivono quest’appuntamento in modo diverso rispetto agli altri anni. Da parte dei nostri cittadini nei nostri confronti c’è grande attenzione, loro ripongono in noi tantissima fiducia e soprattutto speranze. Di questo ne siamo consapevoli e non vogliamo deluderli. Tra cinque anni vogliamo presentarci ai cittadini di Salice continuando a guardarli negli occhi. Per noi questi cinque anni saranno un punto di partenza per costruire un futuro migliore per Salice.

DOMANDE EXTRA DA PARTE DEI LETTORI

“Sig. Rosato ci elenchi le cose che ha fatto lei. Se le ha fatte.”

Nel ricoprire ruoli di amministratore (da assessore e da consigliere provinciale) credo di aver fatto e non poco.

Quando arrivai ai Servizi Sociali, questi erano allo sbando (come lo sono adesso), senza regole e senza organizzazione. All’epoca non c’erano i piani di zona e tutto gravava sulle casse comunali. C’è una relazione fatta dai Servizi Sociali dove si elenca ciò che abbiamo fatto in quegli anni. Soggiorni climatici per anziani, assistenza domiciliare per anziani (con tanti servizi tra cui quello infermieristico, il trasporto, barbiere/parrucchiere e teleassistenza). Ma anche il trasporto verso le Terme di Santa Cesaria, il servizio trasporto per i disabili, il doposcuola per famiglie non abbienti.

Per quanto riguarda il mio impegno nell’amministrazione provinciale, considerata la situazione economica dell’ente, credo il mio sia stato un impegno abbastanza forte. In campagna elettorale presi degli impegni su alcune opere che ho mantenuto al 90%. Mi rammarico, infatti, di non essere riuscito a mantenere l’impegno per la realizzazione di un piccolo palazzetto. Per il resto, invece, mi sono impegnato per la realizzazione di tante opere. Per esempio il rondò sulla Salice-Novoli, quello sulla San Pancrazio-Torre Lapillo. Sulla circonvallazione di Veglie realizzato il semaforo (incrocio di Monteruga, ndr) e il rondò che porta a Torre Lapillo. Inoltre, una bretella per entrare nella zona industriale di Salice dalla circonvallazione, l’illuminazione sull’incrocio della Salice-Veglie. Infine, l’illuminazione della circonvallazione di Salice. Il mio impegno per il paese c’è sempre stato e che ha portato i suoi frutti. Si potrebbero aggiunge l’impegno per il restauro della Chiesa Madre e per le sue tele. Mi sono impegnato è posso presentare un’attività amministrativa correlata da fatti e proficua. 

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