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Cronaca Locale

Cronaca Locale (120)

Venerdì, 10 Febbraio 2017 13:13

SQUINZANO: FETO TROVATO IN UN ARMADIO

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Un feto di 36 settimane è stato scoperto nell'armadio di una casa alla periferia di Squinzano in tarda serata.

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Venerdì, 10 Febbraio 2017 10:49

Ospedale Galateo: incuria e segni satanici

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Sappiamo tutti che Lecce gode di una fama internazionale per le strutture in barcocco, le antiche chiese e gli anfiteatri romani; ma molte strutture piu' recenti, risalenti agli anni 30 sono nell'abbandono piu' totale, accessibile per chiunque e per lo più fatiscenti e quindi pericolose.

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Era diventato uno di famiglia, il 50enne arrestato questa mattina dai carabinieri di Veglie: l’uomo, che cercava di sopperire alle presunte mancanze di severità dei genitori, aveva un solo e unico scopo, irretire e circuire la figlia minore 14enne della coppia. Secondo gli inquirenti, gli abusi andavano avanti da tempo e la ragazza era stata costretta anche all'uso di alcool e droga. Il piano escogitato era ingegnoso: prima coprendo la bambina di attenzioni, di pensierini, di regali per legarla a sé e successivamente andando a prenderla a scuola, portarla in giro in macchina per poi ad abusare di lei. La sua fiducia da parte della famiglia era totale, tanto da indurre i genitori a coinvolgerlo nelle scelte educative. Una professoressa, alcune amiche e i servizi di osservazione dei carabinieri che hanno documentato le frequentazioni del 50enne, hanno aiutato a far cadere il velo di omertà e di vergogna e con l’aiuto di una cooperativa sociale è iniziata ad emergere una realtà di squallore: la ragazza interrogata dalla pm Stefania Mininni e nel corso dell’incidente probatorio dal Gip Cinzia Vergine è riuscita a trovare il coraggio di riferire quanto era stata costretta a subire.Questa mattina l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con divieto assoluto di frequentazioni diverse. La storia di questa ragazzina potrebbe non essere la sola di cui si è reso responsabile il 50enne e per questo i carabinieri invitano chiunque possa aver vissuto un’esperienza simile a rivolgersi alle forze dell’ordine per raccontare la propria storia. 

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Mercoledì, 01 Febbraio 2017 17:53

Mattarella, Unisalento e mail

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Dopo le varie critiche per la modalità di inaugurazione dopo 30 anni di chiusura del teatro Apollo a Lecce, il prossimo 3 febbraio, alla quale presiederà  il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, altre ne giungono e questa volta lo scenario cambia.
Come se non bastasse, anche l’altra tappa all’università del Salento, per la precisione nel chiostro del Rettorato , sarà solo per pochi fortunati. Con un comunicato arrivato via mail dall’ufficio comunicazione studenti, il Rettore Vincenzo Zara, ha annunciato che il Presidente sarebbe stato accolto per un breve saluto nel pomeriggio, “Cari colleghi, personale tecnico-amministrativo e studenti, con emozione vi comunico che la nostra comunità accademica avrà l’onore di un saluto particolare del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita a Lecce il prossimo 3 febbraio. Accoglieremo il Presidente nel chiostro del Rettorato per un breve saluto nel pomeriggio: sarà per noi una preziosa occasione per parlargli del nostro lavoro di ricerca, didattica e terza missione, nella direzione di una piena e proficua interazione con il territorio, con l’obiettivo di uno sviluppo coerente con le vocazioni del territorio stesso e capace di valorizzare i talenti dei nostri giovani”. Il vero peccato è che, l’altra mail che spiegava le modalità di partecipazione è arrivata in tempi diversi a tutti gli studenti, e alle 14.07 (ora in cui è arrivata a me), c’era uno scarto di parecchi minuti con tutti gli altri. Per poter prenotare occorreva indicare nome, cognome, corso di laurea e numero di matricola. Solo settanta posti disponibili. Una studentessa commenta un post su facebook “Pensa che a me è arrivata prima la mail per dire che i posti erano esauriti e il giorno dopo quella per potersi prenotare!”, un altro studente scrive che la mail gli è arrivata alle 14.37, e alle 14.38 la risposta dall’ufficio comunicazione e URP, “Gentile studente, siamo spiacenti ma i posti disponibili sono esauriti. Cordiali saluti”, quindi 70 studenti dell'Università del Salento alle 14:37 hanno tutti, contemporaneamente, nel lasso di 20 secondi, battendo un record mondiale di 'risposta più veloce ad una mail', avuto la prontezza di prenotarsi. Tra le varie lamentele, e tra chi si indigna, una voce spunta fuori dal coro, che è la somma (triste) di tutto e dice, “Perché, sta venendo Mattarella?”. Ai prediletti e non, e a chi non sa di essere né uno né l’altro. 

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È nato tutto grazie ad una segnalazione anonima sul 112, arrivata intorno alle 22:00 di ieri sera, secondo la quale è stato ritrovato un cadavere in una zona di campagna a Gallipoli. Si tratta di un ritrovamento macabro dal messaggio abbastanza sinistro, proprio perché le modalità ricordano quelle mafiose.

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La guardia di finanza ha sequestrato oltre 500 chili di marijuana trasportata su un gommone proveniente dall'Albania, intercettato al largo delle coste adriatiche del Salento. I finanzieri hanno bloccato il gommone lungo sette metri mentre si dirigeva verso le coste pugliesi, arrestando gli scafisti, due albanesi originari di Valona di 48 e 30 anni che, nel tentativo di sfuggire alla cattura, avevano gettato in mare tutto il carico di droga trasportato alleggerendo l'imbarcazione. L'abbordaggio è avvenuto a circa 25 miglia al largo di San Cataldo, sul litorale leccese. I finanzieri hanno poi recuperato tutta la droga gettata in mare, suddivisa in 28 involucri per un peso complessivo di 506 chili che avrebbe fruttato oltre cinque milioni di euro all'organizzazione criminale che gestisce lo spaccio. Come in altre occasioni precedenti, anche in questo caso è stata attivata la collaborazione operativa e investigativa con le autorità di polizia albanesi tramite il nucleo di frontiera marittima della guardia di finanza che ha sede a Durazzo.  Si tratta del secondo ingente sequestro di marijuana avvenuto con le stesse modalità e sempre nella stessa zona in appena 48 ore.

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Decesso di un paziente al Vito Fazzi di Lecce dopo un intervento chirurgico. La prematura scomparsa del 77enne Giovanni Corvaglia di Tricase è avvenuto il 21 gennaio dopo un intervento andato a buon fine che prevedeva tre bypass a due valvole plastiche.

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Venerdì, 27 Gennaio 2017 18:28

Innocente in carcere trova sosia che lo scagiona

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Uno si chiama Vincenzo Mundo, 46 anni di Bitonto (Bari), l’altro si chiama Riccardo Antonio Corsini, 45 anni di Bari, quello che hanno in comune è solo una marcata somiglianza estetica. Poi succede che tra realtà e finzione non ci sia più distinzione. E come se fossimo nel film “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni avviene uno scambio d’identità, perciò il primo, un padre di famiglia innocente, è accusato di un reato che non ha commesso, e viene incarcerato al posto del secondo, che già si trovava in carcere per un’altra rapina.
La rapina nella gioielleria di Sannicandro risale al primo marzo 2016. In due erano a volto coperto, mentre Riccardo Antonio Corsini, l’unico a volto scoperto, viene fotografato dalle telecamere della videosorveglianza interna. Il bottino di 20mila euro accaparrato dagli altri rapinatori, costa all’ignaro Vincenzo Mundo, un arresto il 2 settembre scorso, e cinque mesi di carcere, grazie alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm barese Fabio Buquicchio.  Durante la detenzione, a Bari, avviene per caso l’incontro tra i due, che sono scambiati per gemelli dagli altri detenuti. Nelle le scorse settimane, forse un grave senso di colpa o un rimorso di coscienza, ha convinto Corsini, il vero autore del colpo, a confessare, scrivendo una lettera al magistrato per scagionare l’innocente padre di famiglia accusato di un reato che non ha commesso. 
Corsini viene interrogato e si apre un procedimento nei suoi confronti. Il pm, aveva chiesto in apertura di udienza il proscioglimento dell’imputato Mundo, difeso dagli avvocati Nicola Quaranta e Massimo Roberto Chiusolo, e la sua immediata scarcerazione. Il tribunale però, in merito alla richiesta di immediata remissione in libertà, ha preferito richiedere una perizia antropometrica rinviando al 9 febbraio. A volte ciò che ti inchioda è proprio quello che può anche salvarti. 

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Nell’era dei social è facile essere sempre aggiornati su qualsiasi tipo di notizia, anche se a volte (nella maggior parte delle volte) ci sono titoli che vorresti non leggere, soprattutto quando ti riguardano. È così che sono venuta a conoscenza della scomparsa del professore Saverio De Bellis (docente di Diritto internazionale, Diritto internazionale privato e Organizzazione internazionale nei corsi di laurea in Giurisprudenza e in Scienze politiche dell’Università del Salento), mentre ero ad un incontro per discutere di progetti ed idee.

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Venerdì, 20 Gennaio 2017 09:45

Scontro sulla campi-guagnano, nessun ferito

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Incidente senza conseguenze, quello avvenuto ieri tra due Fiat Punto, sulla strada statale 7ter, nel tratto che conginuge Campi Salentina e Guagnano, a ridosso della ditta "Salvati legnami".

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