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Cronaca Locale

Cronaca Locale (115)

SALICE SALENTINO - Non è la prima volta che accade ma mai come questa, con il personale ferroviario che scende dai treni a evitare incidenti. SALICE SALENTINO - Non è la prima volta che accade ma mai come questa, con il personale ferroviario che scende dai treni a evitare incidenti. Questa mattina, il Sindaco di Salice Salentino, preoccupato degli incresciosi avvenimenti, ha scritto a Ferrovie Sud Est per chiedere interventi e chiarimenti sul malfunzionamento del passaggio a livello di via Vescovo Faggiano. È lo stesso Rosato a renderlo noto con un post pubblicato su Facebook, attraverso il quale oltre a tranquillizzare la cittadinanza sul fatto che l'Amministrazione si stia muovendo per trovare una soluzione, ha anche pubblicato la lettera inviata ai vertici di FSE in cui ha specificato che gli episodi avvenuti in questi giorni "hanno destaato e destano preoccupazioni per l'incolumità pubblica"

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Martedì, 07 Novembre 2017 20:03

Commozione per i funerali di Vincenzo Rizzo

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GUAGNANO – Commozione e tanta partecipazione per i Funerali di Vincenzo Rizzo, giovane guagnanese trovato impiccato a soli 31 anni. Il ragazzo, molto conosciuto, socievole e di compagnia faceva il meccanico, era specializzato su macchine agricole. Da qualche anno aveva una relazione con una ragazza del posto ma sembrerebbe che tale relazione si era interrotta da poco tempo. La sua triste fine è avvenuta all'interno del garage del padre della sua ragazza, luogo conosciuto e frequentato dal giovane per tanto tempo. Tempestivi sono stati i soccorsi per rianimare il giovane ma vano è stato ogni tentativo per salvarlo. Sui social il cordoglio e la vicinanza al dolore della famiglia è tangibile e caloroso.

I funerali di Vincenzo, emozionanti e intensi, hanno visto la partecipazione di tutta la cittadinanza e in particolare del mondo “Ultras Lecce”. Infatti, era presente l'intera Curva Nord che non ha abbandonato Vincenzo per un solo attimo. Dall'arrivo degli Ultras, raggruppatisi presso la Villa Comunale, il corteo si è portato dapprima presso la Chiesa SS. Cosimo e Damiano (rione paesello) dove era la salma del giovane. Da qui il feretro è stato accompagnato presso la chiesa Madre. Particolarmente emozionante l'omelia del parroco Don Giovanni Prete e commovente la partecipazione di tutti i presenti. La madre del giovane è stata colta da un malore all'uscita del feretro. Nonostante il buio e la tarda ora, gli ultras del Lecce hanno salutato Vincenzo con cori e fumogeni. Evidente e palpabile il dolore e la commozione di tutti i presenti.

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Domenica, 22 Ottobre 2017 17:35

Rapina nella notte a Guagnano.

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WhatsApp Image 2017 10 22 at 17.34.58Erano circa le 2.30 di sabato notte quando C.R., titolare del noto ristorante "Il Giardino del Re", viene minacciato da tre banditi armati ed a volto coperto.

In compagnia della sua compagna stava chiudendo il locale quando, dal buio, sono sbucati i malviventi che si sono fatti consegnare i soldi, circa 1200 euro, il telefonino e la macchina una Opel Insigna.

A bordo della stessa auto sono fuggiti senza fortunatamente fare male a nessuno. La macchina è stata ritrovata, in mattinata, sulla via per Cellino con all 'interno tutti gli effetti personali del titolare.

Le indagini sono condotte dai carabinieri del norm di Campi e dai Carabinieri di Guagnano. Utili alle indagini potranno essere le immagini di videosorveglianza presenti in paese ed all'interno del Ristorante.

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Domenica, 22 Ottobre 2017 01:34

Rogo a Guagnano

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Notte di fuoco a Guagnano tra il 19 e il 20 ottobre.

Due auto, appartenenti alla famiglia di uno stimato artigiano del posto, sono state bruciate. Tempestivo l intervento dei vigili del fuoco giunti subito  dopo la chiamata del proprietario delle vetture.  Non sono note le cause del gesto ne tanto meno il proprietario ha subito minacce o intimidazioni in merito all accaduto. Particolare evidente nella dinamica dell incendio il fatto che il liquido combustibile sia stato buttato sulla parte anteriore dei veicoli.

Al vaglio degli inquirenti ora le immagini di videosorveglianza presenti in zona. Molto toccante il post fatto dalla figlia dell'artigiano su un noto social network dove si chiedeva " cosa avesse fatto di male la sua famiglia per meritare tutto questo ..."Notte di fuoco a Guagnano tra il 19 e il 20 ottobre.

Due auto, appartenenti alla famiglia di uno stimato artigiano del posto, sono state bruciate. Tempestivo l intervento dei vigili del fuoco giunti subito  dopo la chiamata del proprietario delle vetture.  Non sono note le cause del gesto ne tanto meno il proprietario ha subito minacce o intimidazioni in merito all accaduto. Particolare evidente nella dinamica dell incendio il fatto che il liquido combustibile sia stato buttato sulla parte anteriore dei veicoli.

Al vaglio degli inquirenti ora le immagini di videosorveglianza presenti in zona. Molto toccante il post fatto dalla figlia dell'artigiano su un noto social network dove si chiedeva " cosa avesse fatto di male la sua famiglia per meritare tutto questo ..."Le indagini,condotte dai Carabinieri di Guagnano e del Nucleo Radiomobile di Campi, vanno avanti in modo serrato.

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Giovedì, 19 Ottobre 2017 22:37

CONSIDERAZIONI ED AMAREZZE

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Capita spesso nella vita, quando si è presi dalla quotidianità, di dare per scontato tutto quello che ci circonda.

La libertà di essere uomini, la volontà di poter portare a termine l'impegno preso, la possibilità di scegliere e magari impegnarsi a distinguere il bene dal male. 

Capita invece che ci si sveglia, magari nel cuore della notte, con l'incapacità di darsi una ragione per quello che è successo, proprio a noi, proprio a quell'impegno che per anni abbiamo portato avanti come bandiera fieri di sventolarla sempre più in alto.

Ci uniamo con sgomento all'amarezza per l'inqualificabile gesto che ha segnato un uomo, un professionista, un nostro amico, e riportiamo le sue parole che ci confermano ancora una volta la correttezza e la sensibilità di un grande uomo. 

foto DAgostino 415x260

Cari amici e concittadini,

i fatti che mi hanno visto colpito da un grave atto intimidatorio consistito nell’incendio doloso appiccato alla porta del mio studio professionale, mi rammaricano  notevolmente.

Ho sempre lavorato con coscienza e abnegazione, per circa 25 anni sempre nello stesso studio, con correttezza verso tutti e in primis verso i clienti e poi verso le controparti, cercando di dare ai clienti non solo un punto di vista professionale quanto più possibile oggettivo e interessato solo alla comunicazione del migliore  parere del caso o alla migliore assistenza in una causa fosse essa civile o penale ma anche una casa fisica nella quale trovare conforto ed assistenza morale e psicologica.

Evidentemente tutto questo oggi non basta. Non posso assolutamente dire chi o per quale motivo abbia voluto consumare un reato così deplorevole, certamente i Carabinieri indagano a tutto campo.

A tal proposito mi corre obbligo di ringraziare in modo particolare il Comandante delle Stazione dei Carabinieri di Salice M.llo Giuseppe La Rocca il quale, nella notte di tale evento, ha dimostrato non solo la sempre consueta esperienza investigativa ma anche la sua vicinanza personale ed il suo aspetto umano e di conforto, nella migliore tradizione dell’Arma.

Talvolta essere disponibili, pazienti, mediatori, pensare più agli altri che non a sé stessi, cercare di offrire soluzioni legali intermedie tra il diritto vantato e la certezza del risultato, dare tutta la propria esperienza e passione ogni giorno per 25 anni, domeniche incluse, tutto ciò forse è oramai troppo per una realtà  sociale che tutto questo non lo apprezza anzi si comporta in modo contrario.

Dall’altra parte, invece, non si può cambiare la propria natura umana e professionale, aperta e disponibile sempre e verso tutti, non si può smettere di volere bene al proprio paese ed ai propri concittadini, con la speranza che non siano stati essi stessi a ferirmi. Sarebbe una delusione tale da portarmi  all’abbandono dell’impegno politico sempre rivolto al bene della gente.

Ringrazio tutti gli amici ed i concittadini che mi hanno manifestato il loro affetto e la loro vicinanza non facendomi sentire solo e ringrazio l’Amministrazione Comunale di Salice sia nei rappresentanti della Maggioranza, Sindaco Tonino Rosato in testa sia nei rappresentati della Minoranza, Avv. Alessandro Ruggeri in testa, per la solidarietà Istituzionale e personale espressami con affetto.

Per il resto, continua l’attività professionale ma questo evento mi permette di accendere un faro sulla  critica condizione della Avvocatura italiana e Salentina in particolare, sempre di frontiera ed in trincea, stretta da continue difficoltà normative, dalle disfunzioni della macchina della giustizia e dalla crisi socio – economica che colpisce gli Avvocati alla pari di tutti i cittadini italiani.

A tutti i Colleghi che mi hanno espresso la loro piena solidarietà, chiedo di non gettare la spugna e di continuare ad essere quel baluardo di giustizia e di libertà oggi giorno più utile che mai.

Grazie di cuore a tutti.

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E' accaduto stanotte uno spiacevole attentato incendiario ai danni dello studio di un avvocato Salicese.

Del liquido infiammabile è stato cosparso  sul portone dell'Avvocato Oronzo D'Agostino in via Gabriele D’Annunzio dove poi le fiamme sono divampate arrecando lievi danni agli infissi e annerendo parzialmente il muro circostante il portone.

L'avvocato, ascoltato dai militari, ha dichiarato di non aver avuto mai intimidazioni di alcun tipo, tantomeno di aver discusso di recente.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco del distaccamento di Veglie e la compagnia di Carabinieri della Stazione di Campi Salentina i quali hanno effettuato rilievi da cui è stato rinvenuto che il liquido utilizzato per appicare le fiamme fosse della benzina.Sono in corso accertamenti per la ricostruzione dell'accaduto.

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Mercoledì, 20 Settembre 2017 11:32

Guagnano : "Angioma benigno scambiato per cancro "

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La Corte di Appello di Lecce ha confermato la condanna per l'oncologo Dario Muci, all'epoca dei fatti in servizio presso l'ospedale "Sambiasi" di Nardò.

La condanna inflitta al medico è stata di due anni con pena sospesa poiché non riconobbe un innocuo angioma gigante scambiandolo per un tumore al fegato. Il grave errore del professionista portò la guagnanese B. P. a subire terapie invasive ed inadeguate che la portarono alla morte, a soli 59 anni, nel giugno del 2008 .

Il caso della signora B. P. fu portato alla luce dai legali di famiglia,  Prontera e Vincenti , dopo che nel luglio 2004 alla donna fu diagnosticato un cancro al fegato senza gli opportuni approfondimenti. 

Fino all'aprile del 2007 fu sottoposta a chemioterapia. In questo periodo  un altro medico, grazie ad una TAC , si accorse che la donna aveva un angioma e non un carcinoma. Poco dopo alla sfortunata paziente fu diagnosticata una " citopenia del sangue periferico " causata, in base a quanto stabilito dalle perizie, dalla chemioterapia.

La donna fu sottoposta al trapianto del midollo ma ciò, purtroppo, non riuscì a scongiurarne la morte.

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Basta, siamo stufi!”, è questo l'urlo degli agenti di Polizia Penitenziaria che l’11 e il 12 settembre aderiranno alla protesta per dire NO all'indifferenza dimostrata dalle Istituzioni e per accendere un faro sulla situazione in cui riversa attualmente il carcere.

Partenza da Foggia, con tappe intermedie Trani, Bari e Taranto, e arrivo a Borgo San Nicola di Lecce dove i partecipanti alla manifestazione trascorreranno l’intera notte nei pressi dei cancelli d’ingresso del carcere in attesa della Conferenza Stampa che verterà sui temi  oramai risaputi: DAP, sovraffollamento delle carceri e pessime condizioni in cui gli agenti sono costretti a lavorare facendo turni su turni per la mancanza di personale.

E' l'OSAPP della Regione Puglia a dar voce agli agenti che, quotidianamente, si ritrovano a dover lavorare in una consistente situazione di carenza di organico e che hanno oltrettutto ricevuto notizia dell'attivazione di nuove sezioni, dell'apertura del reparto psichiatrico a Lecce e della riattivazione di una struttura e che, con molta probabilità, sarà utilizzata per la cosiddetta “custodia attenuata".

Non tolleriamo più una politica assente" dichiarano i vertici sindacali "sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, ed una Amministrazione Penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità

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Giovedì, 07 Settembre 2017 20:51

Veglie - Tenta di strangolare la ex compagna: arrestato

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Erano le 13 di un giorno normale, un giorno come tutti gli altri, quando un uomo di Copertino ha tentato di uccidere la sua ex compagna.

Il fatto è avvenuto nelle campagna della Strada Provinciale 111, strada che collega Monteruga a Veglie.

Quando lei (M. S., 41 anni, disoccupata) gli dice che non voleva più continuare la loro convivenza, che durava da due anni, lui (D.R.V., 71 anni, rigattiere) sembra accettare la scelta della donna. Le chiede però se potesse andare con lui per delle commissioni, lei accetta ed escono a bordo di una Ape di proprietà della donna.

Quando arrivano sulla strada provinciale 111, l’uomo svolta per una traversa e cerca di baciarla. Lei non ci sta e lo respinge, ed è allora che l’uomo uscito dall’ape  prende dal cassone posteriore una corda, apre lo sportello e prendendo alla sprovvista la malcapitata, la avvolge attorno al collo della donna, trascinandola fuori dall’autocarro verso un pozzo.

Nel mentre che l’anziano inveiva verbalmente e la picchiava, la donna è riuscita a liberarsi e a correre verso la provinciale. Lì, per sua fortuna, è stata notata da alcuni passanti che si sono fermati a soccorrerla e che hanno subito chiamato il 112. La gazzella dei Carabinieri era a meno di un chilometro dal punto in cui è avvenuto il fatto, l’intervento tempestivo dei militari del Comando di Stazione dei Carabinieri di Veglie, sotto il comando del Maresciallo Lezzi, ha anche impedito che l’uomo potesse darsi alla fuga. La donna è stata trasportata presso l’ospedale Vito Fazzi, con una prognosi di 15 giorni.

Il 71enne è stato portato, per un malore, presso l’ospedale di Copertino ma è già stato dimesso e si trova in caserma per le foto segnaletiche. Subito dopo sarà trasferito al carcere di Lecce con l’accusa di tentato omicidio.

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Un’altra disgrazia in mare, quest’oggi a Torre San Giovanni, marina di Ugento. Davide Innocente, trentanovenne di Salice Salentino, vigile del fuoco in servizio al distaccamento di Veglie, perde la vita. Si trovava nella marina insieme ad un amico rimasto sulla barca, mentre lui si era immerso in apnea. 

Pare che si sia sentito male non appena riemerso, stando a quanto dicono gli accertamenti. L’amico ha cercato di riportarlo subito a riva, ma non sono serviti a niente i tentativi di soccorso, sia da parte degli operatori del 118 – tra l’altro l’ambulanza che giungeva per soccorrerlo, era rimasta bloccata in un incidente sulla Ugento-Casarano, quindi è stata inviata sul posto un’altra autoambulanza – né da parte dei militari della Capitaneria di Porto di Gallipoli.

Il corpo del giovane deceduto si trova ora nella sala mortuaria del “Vito Fazzi” di Lecce, su disposizione del magistrato, e a breve si svolgerà l’autopsia per verificare la causa effettiva della sua morte.

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