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Mercoledì, 02 Agosto 2017 22:43

GUAGNANO :TENTATO FURTO NELLA NOTTE

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Erano circa le 2.30 di questa notte quando il proprietario di una Fiat Grande Punto, rincasando a casa dalla festa della birra di Leverano con amici, si accorge che la sua auto ha qualcosa di strano. Ciò che salta subito all occhio del ragazzo è il fatto che la sua macchina è aperta ed ha la retromarcia inserita!
A questo punto si accorge che stavano tentando di rubarla e solo grazie all' antifurto meccanico, da poco montato presso l'officina-elettrauto di Miccoli Angelo, il furto non è riuscito ed i delinquenti hanno desistito. Guardato il sistema di videosorveglianza presente, il proprietario, vede due sagome armeggiare vicino al suo veicolo e subito ha chiamato i carabinieri di Guagnano  che, prontamente intervenuti, hanno acquisito tutte le immagini. Dai primi riscontri e dalle prime indiscrezioni i due malcapitati dovrebbero avere le ore contate.

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Questa mattina un uomo, in circostanze ancora da accertare, sarebbe caduto dal gommone su cui viaggiava in compagnia di altri passeggeri, finendo travolto dal motore fuoribordo dello stesso.

Il gommone si sarebbe spiaggiato e l’uomo, 33 anni di Monteroni di Lecce, è stato soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno trasportato presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a intervento, attualmente è in prognosi riservata. Le indagini sono in corso.

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A Santa Maria al Bagno, questa mattina il ritrovamento del corpo di un uomo 69enne. Salvatore Pellegrino era un ex farmacista di Galatone, che pare abbia deciso di togliersi la vita, lasciando preventivamente un biglietto ai suoi cari, in cui esprimeva l'intenzione di farla finita. 

Si è lanciato nelle acque della marina di Nardò, ancora vestito, dopo aver in precedenza riempito le proprio tasche con delle pietre e dei massi, lasciandosi cadere dalla scogliera, questo è quello che hanno segnalato i presenti. I bagnanti hanno allertato il 118, che è comunque giunto quando per l'uomo non c'era più nulla da fare. 

I pompieri hanno recuperato il corpo dell’uomo, che ora si trova nella camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria, per accertamenti medici. La famiglia è stata avvisata dai carabinieri della stazione di Nardò.

 

 

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Una grande festa, ieri presso la parrocchia Santa Maria Assunta di Salice Salentino, dove alle 20.30 c’è stata la prima proiezione del film “Il Miracolo di Marcellino” con la regia di Giuseppe Verdesca. L’emozione era chiara sui volti dei tanti che erano lì ad assistere con grande curiosità, tant’è che per le numerose richieste, c’è stato anche un secondo spettacolo alle 22.30 per poter permettere a tutti di prendere visione al film. Quasi che il miracolo sia stato compiuto nuovamente, poiché vedere riunite personalità differenti nello stesso luogo non è cosa da poco.
Il lungometraggio ha permesso di ripercorrere dei luoghi molto cari ai salicesi come ad esempio il Convento Madonna della Visitazione, mentre altre scene si sono svolte presso la Tenuta San Giovanni, e “Lu Palummarieddru” (un feudo sempre a Salice Salentino), sotto l’occhio attento di Cristian Scarciglia (Foto retrò di Guagnano), che insieme alla compagna Miriam ha ripreso e montato il tutto.    

Oltre duecento le persone che sono state coinvolte nel film,con la partecipazione di alcuni facenti parte della compagnia teatrale salicese “Il teatro delle Giaccùre stritte” tra cui Francesco Verdesca, Lucia Ricciato e Antonio Leuzzi, anche se, senza dubbio il protagonista indiscusso è stato il piccolo Yari Verdesca, che nel ruolo di Marcellino ha strappato lacrime e applausi ai presenti.
A fine spettacolo, Laura Margarito ha tenuto a sottolineare che tutti i contributi ricevuti per questa proiezione e per le prossime che si svolgeranno a Salice Salentino, saranno devolute all’associazione Famiglie SMA

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Una tragedia senza spiegazioni, quest'oggi a Carpignano Salentino. Un ragazzo di diciassette anni, dopo aver scritto un post d'addio sulla sua bacheca di Facebook, intorno alle due di notte, si è tolto la vita nel bagno di casa, impiccandosi con una corda. Il ritrovamento è avvenuto questa mattina alle sei, da parte di suo padre, una guardia carceraria, che si era alzato per andare a lavorare.  
Il ragazzo, a detta dei suoi conoscenti era uno studente modello, frequentava il liceo classico Capece di Maglie, molto serio ed impegnato. Tutti si chiedono le cause di questo gesto folle, soprattutto a questa giovane età, confermando che molto spesso l'apparenza è ben lontana dalla realtà. Il post scritto poco prima di suicidarsi diceva "Ultimo atto, cala il sipario".
Le forze dell'ordine indagano sulla vicenda.  

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Paura quest’oggi, verso le 12.30, sulla strada provinciale che collega Salice Salentino a Veglie.

S.M., di Salice, stava ritornando a casa per il pranzo, alla guida della sua bicicletta. Dalla zona industriale di Salice Salentino, proveniva in quel momento un conducente di un’auto, residente a Guagnano, in direzione Veglie anch’esso. L’uomo che guidava l’autovettura per evitare di investire S.M. in bici, ha perso il controllo del veicolo, che è uscito improvvisamente fuori strada nel terreno agricolo adiacente, ribaltandosi, per poi prendere fuoco, per motivi che non è ancora dato conoscere.

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I due coinvolti sono stati immediatamente soccorsi dagli operatori del 118. Sono in seguito accorsi i vigili urbani di Salice Salentino, i carabinieri di Campi Salentina e i vigili del fuoco di Veglie. Fortunatamente il sinistro è apparso più grave del previsto, infatti dopo le prime analisi nessuno dei due uomini riportava dei gravi danni, ma sono comunque stati accompagnati al pronto soccorso per gli accertamenti del caso.

L’accertamento della dinamica esatta dell’accaduto è condotta dai carabinieri di Campi Salentina. Si resta in attesa di nuovi aggiornamenti.

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Mercoledì, 17 Maggio 2017 15:57

Blue whale, il gioco al suicidio e le fake news

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In questi giorni si sta parlando molto di un gioco al suicidio chiamato "Blue Whale", che sarebbe comparso su Vk, un social network simile a Facebook. 
Varie testate internazionali hanno provato a ricostruire le origini del fenomeno, che si pensi abbia portato al suicidio almeno 150 ragazzini, in Russia. 


Come spiegato su Il Giornale, in breve il funzionamento è questo:
«Il gioco invita i partecipanti ad affrontare una serie di (assurde) prove. Ad esempio, guardare film dell’orrore per un giorno intero, incidersi sul corpo una balena azzurra, svegliarsi alle 4.20 del mattino, il tutto per 50 giorni. L’ultimo giorno il gioco prevede una provocazione mortale: trovare l’edificio più alto della città in cui si abita e saltare giù. Così gli ideatori di questa terribile moda invitano i partecipanti a togliersi la vita. I ragazzi che si sono lasciati trasportare in questo vortice di orrore, prima di farla finita, lo dichiarano sui social con frasi piuttosto enigmatiche: “Questo mondo non è per noi” oppure “Siamo figli di una generazione morta”».

L’episodio più citato come possibile origine del “Blue Whale” è il suicidio di Rina Palenkova, una sedicenne russa che prima di morire aveva caricato delle foto e dei video su VK per documentare il suo suicidio, avvenuto nel 2015. Palenkova diventò una specie di simbolo di un fenomeno online che era già diffuso su VK, e che si identificava nella sigla "f57". Tuttavia la Russia ha un tasso di suicidi tra adolescenti molto alto, negli ultimi dieci anni i giovani tra i 15 e i 19 anni a suicidarsi sono stati intorno ai 1700 all’anno.

Il presunto ideatore del gioco, il 21enne russo Philipp Budeikin, studente di psicologia, non ha mostrato alcun pentimento, ma avrebbe dichiarato «Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete». Le sue dichiarazioni riportate da Metro.co.uk. continuano «Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società. Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza».

Si è parlato anche della veridicità di queste notizie , se non fossero altro che fake news, usate per coprire altro, infatti tutta la storia non sarebbe confermata. In ogni caso«in Russia si uccidono 1700 ragazzi tra i 15 e i 19 anni all'anno. In sette mesi del 2012 (la forbice di tempo in cui sarebbero avvenuti i suicidi secondo Novaya) se ne sarebbero uccisi 990, quindi senza Blue Whale Game».
Dunque un problema esiste: perché tanti ragazzini decidono di togliersi la vita? 

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Degli spari a Salice Salentino in via Paolo Cofano, sono esplosi contro il portone di un'abitazione. Sono in corso le indagini dei carabinieri per avere delle ulteriori certezze sulle dinamiche dei fatti. L'atto di intimidazione per ora non lascia fuori nessuna ipotesi, probabilmente il destinatario è un venticinquenne già noto alle forze dell'ordine per un'altra operazione. 

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Si è svolto a Salice Salentino, sabato 18 marzo, l’incontro culturale alla “Colonna”, che aveva come protagonista lo speleologo Riccardo Rella, il padre del trekking salentino , dopo la pionieristica 1997 “Cammino per Leuca”, forza propulsiva di tutto il gruppo eco escursionistico “SpeleoTrekkingSalento” di Lecce, composto anche dal prof. Ezio Sarcinella, presente alla serata. La presentazione del libro “Le vie dei Pellegrini” è stato un evento molto  partecipato, organizzato da Giovanni Greco, che ha offerto nuovi spunti per approfondire la vastità delle terre e tradizioni del Salento. Dopo i vari cenni iniziali sulle vie di comunicazione messapiche preromane, ci si è soffermati particolarmente sulla Via Francigena, attualmente in fase di riconoscimento da parte del consiglio d’Europa; non solo una Via ma un Fascio di quelle di Vie di quelle chiese con reliquie di Santi, una convergenza storico-geografica e spirituale delle Vie Francigene d’Europa. Riccardo Rella ha poi continuato illustrando cosa significa intraprendere un cammino, o meglio un viaggio, interamente a piedi, e raccontando anche alcuni aneddoti e tradizioni ormai consolidate. Da tenere a mente particolarmente, durante il percorso, il complesso di Leuca Piccola di Morciano , costruito ad hoc per poter ospitare il pellegrino nel 1685, e L’Erma Antica, ossia un piedistallo che riporta l’effige di un angelo, riportando il cammino a S. Michele Arcangelo, dove nei secoli scorsi, i pellegrini deponevano una pietra per simboleggiare il peso dei peccati. Abbattuta in seguito ad un incidente, l’Erma Antica è stata fatta restaurare proprio da Speleotrekking, in collaborazione con Castrignano del Capo e scelta quale simbolo del “Cammino per Leuca”. Ad oggi, il Cammino permette a B&B ed alberghi con transfer dei bagagli, la possibilità di accoglienza ai pellegrini, per garantire agli ospiti una serena esperienza di cammino. 

La serata si è conclusa con un viaggio virtuale itinerante, grazie alle foto scattate da Joseph Manta durante il pellegrinaggio, che grazie al commento di Riccardo Rella, ha permesso ai presenti di poter rivivere in parte quell’esperienza.  

 

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Orrore ed indignazione sono i sentimenti che prevalgono dopo il ritrovamento di un cucciolo a quattro zampe, seviziato e ucciso barbaramente. Dixy, era questo il suo nome, era stato trovato giorni fa da una famiglia che vive a Casalabate che lo aveva accolto in casa. Sfortunatamente, il cane si sarebbe allontanato dall'abitazione di chi lo aveva accolto, per poi essere ritrovato senza vita in una campagna di Casalabate. Oltre alla tristezza e al dolore c'è anche lo sdegno e la rabbia per le raccapriccianti condizioni nelle quali Dixy è stato ritrovato: escoriazioni al collo che farebbero pensare ad una corda che l'avrebbe soffocato, la coda tranciata di netto e un bavaglio in bocca.
Una vera e propria esecuzione a cui non si riesce a dare una spiegazione né una motivazione, nei confronti di un amico a quattro zampe che ha trovato la morte, violenta e tragica, per mano di alcuni individui, che adesso si spera possano essere rintracciati a breve per fare giustizia. A Guagnano sono stati ritrovati dei gatti senza vita,  uccisi con delle polpette al veleno. Dell'episodio è stata informata la Polizia Municipale che indagherà attraverso il cibo ritrovato e le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza poste all'esterno di alcune abitazioni. Per i responsabili di questi atroci maltrattamenti la legge prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5.000 a 30.000 euro.

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