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Si presenti

Mi chiamo Valentina Capoccia e sono ingegnere informatico. Da diversi anni divido il mio tempo fra lavoro e associazionismo cercando di realizzare valore aggiunto per il mio paese. La mia candidatura nasce dall'amore reale che provo per la mia Salice e per i miei concittadini. Mi piace pensare ad una "Salice a portata di tutti" e mi piacerebbe poter contribuire per realizzarla!

Come ha conosciuto Tonino Rosato e che rapporti ci sono tra voi due?

Ho conosciuto Tonino 10 anni fa, quando mi affacciai al mondo della politica con la mia prima candidatura. Eravamo in liste contrapposte, entrambe di destra. Negli anni successivi abbiamo cominciato a condividere progetti, ho capito che eravamo sulla stessa strada e che avevamo gli stessi obiettivi. Attualmente il mio rapporto con lui è un rapporto di amicizia e stima, lui è una persona che si spende molto e da tempo per il paese, ha tante idee e crede nella squadra che ha creato, la quale è molto forte in competenze e professionalità.

Come potrebbe contribuire in una giunta comunale, quali sono le tue competenze e cosa potresti fare per Salice Salentino?

Sicuramente il ramo che da sempre mi è stato affine è quello della cultura, dello sport e dell’ambiente (soprattutto). Seguo con molto interesse il mondo dell’associazionismo, del quale faccio parte, ho partecipato alla creazione di diversi eventi. Partecipo a diverse realtà culturali, infatti, tra l’altro sono la coreografa di un’associazione teatral-musicale del mio paese. Sono sempre stata attratta dal fascino della cultura. A mio avviso, essa riesce a stimolare l’animo di ognuno di noi.

Poi c’è l’ambiente, per il quale vorrei contribuire a prescindere dal risultato delle elezioni. Mi piacerebbe promuovere un riavvicinamento all’agricoltura e al rispetto del verde pubblico. Ripristinare un decoro inteso come decoro feudale, cioè la rivalutazione non solo del centro urbano ma anche delle nostre campagne. Mi piacerebbe avvicinare anche i bambini alle nostre origini, perché senza le origini non si può avere senso di appartenenza.

Un giudizio sulla gestione dell’ambiente da parte dell’amministrazione Tondo.

C’è stata poca attenzione in tal senso, si pensi alle aiuole, ai polmoni verdi, ai parchi. Poca attenzione al rispetto dell’ambiente, poca attenzione alle campagne. È stato da sempre promosso il vino DOC di Salice Salentino, promosso con le parole ma nei fatti s’è fatto ben poco.

Cosa si potrebbe fare, quali sono le sue proposte in tal senso.

Salice potrebbe individuare tutti i terreni agricoli abbandonati e rivalutarli dandoli in gestione a qualcuno che ha voglia di avere un "fazzoletto" da coltivare. Il Comune di Salice potrebbe essere garante e organizzare. Quindi, potrebbe individuare i terreni e fare da intermediario tra chi i proprietari e chi li andrà ad utilizzare. A questo si potrebbero aggiungere dei corsi per i bambini durante i periodi di raccolta e per gli agricoltori in merito ai concimi da utilizzare affinchè si promuovano quelli di natura biologica. Inoltre, si potrebbe ripensare all’idea del museo del vino, essendo Salice conosciuto per questo prodotto.

Economia e lavori pubblici

La situazione di Salice è il risultato di un decennio di centrosinistra mal gestito con le tasse che son salite alle stelle per i pochi servizi offerti. Penso che l’economia locale non è stata incentivata per nulla.

Parliamo del centro storico e della sua valorizzazione

Il centro storico, attualmente, non ha motivo di essere chiamato in tal modo. A parte la piazza, che viene individuata come tale, non è stato fatto nulla per rivalutare e per valorizzare ciò che già abbiamo (convento e chiesa in primis). Essendo, il centro storico, la parte più importante - storicamente e artisticamente - del paese sarebbe bello inseririre dei cartelli informativi vicino ad ogni edificio storico collegati ad un percorso turistico da seguire, restaurare la torre dell’orologio e ristrutturare e valorizzare la cappella di Santa Filomena. Inoltre, bisognerebbe saper manutenere ciò che abbiamo, come ad esempio la cura di tutte le targhe lapide (esempio quella del monumento ai caduti) e dei beni culturali.

Come realizzerebbe tutto questo e con quali fondi?

Punto sulla collaborazione con le associazioni, qui a Salice ne abbiamo tante. La cultura è possibile svilupparla collaborando con esse e dando spazio a tutte indistintamente, senza creare predilezioni per un’associazione anziché di un’altra (com’è stato invece fatto in passato). Soprattutto, c’è bisogno di progettualità, gli eventi realizzati devono essere collegati tra di loro per il raggiungimento dell’obiettivo comune. E poi bisogna stare molto attenti ad intercettare i bandi messi a disposizione dalla comunità europea.

Quindi lei parte dall’assunto che il Comune di Salice Salentino non abbia fondi!?

Nonostante la tassazione sia alle stelle, l’amministrazione (così felice di sanare il debito pubblico) ha pensato di fare un altro debito con la Cassa Depositi e Prestiti per il ripristino del manto stradale.

Parliamo di trasparenza

Mi piacerebbe che i consigli comunali venissero trasmessi in diretta, perché è giusto che il cittadino sappia. Questo non è stato fatto ne voluto. Quindi, se vogliamo continuare con il Consiglio Comunale di mattina, allora, diamo la possibilità al cittadino di avere le registrazioni, affinché tutti sappiano cosa accade.

Le due liste, Uniti per Salice e Salice nel Cuore con Itaca, sono il risultato di unione di diversi gruppi. Quali sono le differenze tra voi e il centrosinistra?

Il nostro percorso è stato molto differente dal loro, noi tendiamo ad una unione già da cinque anni. La nostra è un’unione reale, non dettata dal “uniamoci altrimenti non vinciamo”.

Considerando che si voterà con la doppia preferenza di genere e che dall’introduzione di questa legge la presenza femminile nei consigli comunali è molto aumentata. Perché gli elettori dovrebbe scegliere lei e non le altre donne della sua lista?

Tutte le donne del nostro gruppo sono fantastiche e ognuna a suo modo potrebbe contribuire in maniera eccellente. Per quanto mi riguarda, credo di avere un’affinità con ciò che propongo, perché mi sono sempre spesa per il paese e ho proposto e fatto ben prima di candidarmi.

Si presenti

Mi chiamo Silvia Grasso, sono laureata all’Università del Salento in Sociologia e Ricerca Sociale e in Pedagogia come Educatore socio-ambientale. Amo organizzare eventi e mi occupo di manifestazioni culturali anche dal punto di vista organizzativo. Lavoro per il Centro Polifunzionale gestisco il Chiostro del Convento. Quest’anno ho curato una “Rassegna Letteraria”, presentando quasi venti libri presso il Centro Polifunzionale. I corsi di ECDL, il “Progetto maschere veneziane in cartapesta” e tre campus estivi. Ho cercato di mettere in risalto i talenti salicesi con l’evento “Salice Paese d’Arte, Musica, Letteratura e Poesia”. Inoltre, mi sono occupata della realizzazione dei Mercatini di Natale nel Chiostro con gli artigiani dei Teatini.

Assieme a Mirella Capoccia, invece, abbiamo realizzato: 3 edizioni della Focara di Sant’Antonio, 2 fiere, 3 parate storiche, 3 tornei dei rioni. Realizzammo anche “Grano e Tabacco in Piazza” e “Vendemmia in Piazza”, “Cinema a Portata di Mano” e i Concerti Lirici. Abbiamo realizzato anche il progetto AGRI, assieme alle scuole, vincendo il premio EXPO “Città degli antichi sapori”. In questo progetto i bambini hanno piantumato le insalate, hanno cucinato e visitato i luoghi di produzione. Per concludere abbiamo dato vita al coro lirico “Angelo Luiso”.

Parlaci dell’associazione “Emozioni del Salento”

Premetto che al momento mi sono autosospesa per la campagna elettorale. Grazie a quest’associazione ma soprattutto grazie al lavoro dei soci, siamo riusciti a realizzare moltissime manifestazioni. L’associazione è nata per promuovere il territorio salentino e salicese. Per me bisogna lavorare sotto tanti aspetti per migliorare il nostro paese. Ci sono delle ricchezze che andrebbero valorizzate come il: Presepe Artistico Poliscenico, il museo De Castris, Castello Monaci, la chiesa della “Cona” o della Madonna del Latte, le Case del Re (residenza estiva di Raimondello Orsini del Balzo).

Quali sono le tue ambizioni politiche

Mi sono sempre occupata di cultura e manifestazioni ma non ambisco a ruoli specifici. Più che a incarichi ambisco a progetti. Vorrei riuscire a realizzare a Salice una manifestazione alla pari di quelle di altri comuni limitrofi, per attirare gente da fuori come evento catalizzatore di turismo. C’abbiamo provato con successo con la Parata, circa 7000 mila persone. L’obiettivo è quello di ingrandire l’evento collegandolo alla Fiera.

Vorremmo creare una Fondazione per gli eventi per promuovere lo sviluppo economico e creare una rete turistica, valorizzando anche le campagne. Sicuramente Salice deve essere curato, in questi anni è stato fatto tanto e ora bisogna aggiungere (e non distruggere) per migliorare il processo che già è iniziato. Voglio che il mercatino, che il natale nel chiostro e che la parata diventino una tradizione. Vorrei che l’evento Fiera risorgesse trasformandolo in un evento importante

Un giudizio sul passato

A me non importa fare la rivoluzione, perché la mia rivoluzione l’ho già fatta. A livello di manifestazioni culturali tutto questo fermento non c’era. Ho cominciato tre anni fa e l’ho fatto perché era ed è la mia passione. Il mio giudizio sul passato è assolutamente positivo. Hanno ristrutturato la Piazzetta Trisolino e questo splendido Chiostro, per il quale sono stati stanziato altri 900mila euro per il piano superiore. Sono state ristrutturate le scuole, le strade, la villetta del convento e anche il cimitero. Inoltre, c’è un altro progetto che prevede la sistemazione di altre strade non previste dall’attuale progetto.

E il Centro Storico?

Il Centro Storico credo sia l’unica cosa realmente rimasta da valorizzare in maniera seria, assieme al Castello e al Cinema Marzano. Andrebbe ristrutturato, con la creazione di attività commerciali che possano far rivivere la Piazza e farla ritornare il fulcro sociale di questo paese. Si chiama Piazza Plebiscito, proprio perché lì il popolo si riuniva. Inoltre, questo è anche rimasto invariato nel tempo dato che i comizi si svolgono in piazza. Il popolo si riunisce e decide. Questo fa che quella piazza sia stata ed è il centro sociale, culturale e politico del paese. C’è anche in progetto il piano dei colori.

Un giudizio sull’altra lista.

A me non piace dire cose negative su nessuno, spero solo che vinca il migliore e questo lo decideranno i cittadini. Qui non ci sono nemici, stiamo giocando una partita che dovrà essere vinta da chi il popolo sceglierà.

Un giudizio sulla tua lista e sul tuo candidato Sindaco.

Si è creato un rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ci vogliamo bene e per la maggior parte siamo giovani. Vogliamo promuovere e creare a Salice ciò che andiamo a cercare fuori. Alessandro è una persona di cultura, che sa parlare e sa ragionare. È un professionista ma non un professionista della politica. Spesso ha trascurato i suoi interessi personali per dedicarsi alla politica. Credo che la vecchia amministrazione abbia fatto tutto sotto il punto di vista culturale.

Come vedono le giovani donne la politica?

Io non credo che ci siano differenze tra donne e uomini. La differenza sta nella persona. Sono una donna e mi sento un essere umano che potenzialmente può fare tutto ciò che può fare un uomo. Da parte delle donne c’è una certa frenesia nel raggiungere l’obiettivo, forse perché si impegnano di più. Le donne sono molto più interessate alla realizzazione degli eventi, alla cultura e si danno molto da fare.

Faccia un appello agli elettori.

Quello che faccio lo faccio con passione. Credo che chi abbia lavorato e chi abbia prodotto tanto sia giusto possa ricevere una legittimazione per ciò che ha fatto. Non è giusto partire al contrario, mettendosi prima in lista per poi fare. Spero che gli elettori non compiano un’ingiustizia e riescano a ripagare chi ha lavorato per la comunità. Credo nella meritocrazia.

Saturday, 20 May 2017 08:39

Ruggeri presenta la sua lista - Intervista da Salic'è

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Ruggeri: “Questa piazza così gremita di persone fa riscoprire la bellezza di essere salicesi.”

Questa sera Alessandro Ruggeri ha presentato, in Piazza Plebiscito, la lista che lo accompagnerà nella campagna elettorale che lo vede contrapporsi a Tonino Rosato, di “Uniti per Salice”.

Ruggeri ha prima presentato uno a uno i candidati, spendendo per ognuno di loro poche parole di presentazione, in qualche caso sottolineando anche l’apporto che il candidato porterà all’interno della lista. Nel suo intervento, ha spiegato che bisogna “ragionare in maniera unitaria”, ricompattando il centro sinistra e plaudendo l’alta affluenza delle primarie. Ha sottolineato che la sua lista è una squadra e che è arrivato il momento di cambiare. Nel suo intervento, ha lodato l’operato dell’amministrazione uscente, in particolare della figura del Sindaco Giuseppe Tondo, visto quasi come un mentore.

Non è mancata, però, la stoccata alla lista rivale “Il sindaco deve rappresentare l’Italia” – ha detto, rappresentare le istituzioni. Continuando ha raccontato quanto avvenuto negli ultimi giorni “Un candidato sindaco, sol perché c’è un manifesto inesistente … ha detto: “non accetto il confronto con l’altro candidato sindaco”, imputandomi la responsabilità di un manifesto. … Un candidato sindaco, non può evitare il confronto”. L’invito di Ruggeri a Rosato non è il primo.

A termine del comizio, Ruggeri ha risposto alle nostre domande:

Avvocato, lei su Facebook ha scritto: “E’ giunto il momento di cambiare. Di amministrare.”. Fino a oggi cosa avete fatto?

“Abbiamo amministrato. Continueremo ad amministrare in continuità con quello che è stato già fatto. Però, Pippi Tondo ha capito che è giunto il momento di cambiare e quindi si è fatto da parte. Lasciando spazio a me che sono prontissimo a continuare con l’eredità ricevuta, però, rinnovando i tre quarti della mia squadra.”

Sinistra o lista civica?

“Noi abbiamo fatto le primarie del centro sinistra per unificare l’area, quindi, è una lista civica perché ci sono componenti della società civile, però, di estrazione di centrosinistra.”

Perché dovrebbero votarvi?

“Perché noi siamo il cambiamento, siamo il rinnovamento, siamo una squadra amalgamata molto bene. A differenza degli altri che sono tante persone che stanno lottando per se stesse, noi siamo una squadra che lotta per un fine comune.”

Intervista di fine mandato a Paolo Quaranta, 49 anni commercialista, Assessore al Bilancio del Comune di Salice Salentino.

Da quanto tempo è nel mondo della politica?

Sono in consiglio comunale dal novembre 1997. Durante la mia prima esperienza sono stato in maggioranza, con il Sindaco Scandone, dopo ho fatto 5 anni di opposizione e poi altri 10 anni di maggioranza, con il Sindaco De Mitri e il Sindaco Tondo.

Com’era Salice nel 1996 e com’è oggi?

Salice nel ’96 era sicuramente un po’ più “frizzante”, anche dal punto di vista economico. Dal punto di vista amministrativo si potevano fare scelte politiche più importanti e diverse, questo perché nel bilancio comunale il fattore politico era predominante. Successivamente, oltre alla crisi di questi anni, è cambiata la struttura degli enti locali e dei loro bilanci. Non ultima è stata l’armonizzazione contabile dei bilanci, che ha portato ad avere dei bilanci quasi “di cassa”, cioè se si incassano delle somme si possono spendere, altrimenti, no. Oltre a questo, l’armonizzazione comporta anche il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che è un accantonamento che viene fatto in bilancio (sottraendo delle risorse alla disponibilità dei politici) per coprire tutte le entrate tributarie non incassate.

Il vicesindaco Alessandro Ruggeri, su Facebook scrive: “E’ giunto il momento di cambiare. Di amministrare”. In questi 5 anni, quindi, non avete amministrato?

Forse vuole dire, cambiare il modo di amministrare, anche alla luce di queste novità. Quando parlavo del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità deve considerare che nel 2016 abbiamo accantonato circa 220 mila € e nel 2017 più di 300 mila €. Per un comune come il nostro, un accantonamento del genere è un capitolo importante. Inoltre, c’è un altro aspetto che incide sul modo di amministrare. Infatti, noi da 4 anni percepiamo dei trasferimenti statali che sono inferiori rispetto al monte salari. Con le somme statali dovremmo pagare: gli stipendi, il piano di ammortamento dei mutui, la pubblica illuminazione e poi? Poi bisognerebbe fare anche attività politica. Ecco perché probabilmente il vicesindaco pensa che bisogna iniziare a pensare a un modo diverso di amministrare.

La Corte dei Conti, nella sua deliberazione (16/2017, ndr) ha scritto “Dalla documentazione acquisita agli atti, si evince che il Comune di Salice Salentino nel 2011 ha proceduto al riconoscimento di debiti fuori bilancio per l’importo complessivo di € 1.118.970,30”. Come si fa a trovare debiti fuori bilancio per quell’importo?

No, allora, spieghiamo come funziona. Il debito si definisce “fuori bilancio” perché era stato già approvato il bilancio di previsione.

Nel 2011, il consiglio comunale ha riconosciuto dei debiti. Si parla al plurale perché avevano una natura diversa. Soprattutto, in quella occasione, si riconobbe il debito nei confronti degli eredi Ripa, per la famosa vicenda “Casina Ripa”, poi diventata Centro Polifunzionale. Lì fu fatto l’esproprio che fu calcolato in maniera errata, quindi, si è arrivato a riconoscere il debito – con l’amministrazione De Mitri, nel 2011 – per oltre 700 mila euro.

Sempre in questa deliberazione, la Corte definisce il Comune di Salice come incapace. Come risponde?

Questo è un problema di forma. La legge prevede che la copertura del debito fuori bilancio debba avvenire attraverso l’alienazione di beni immobili, oppure, con spese correnti (fondi di bilancio). C’è anche la possibilità di coprire alcuni debiti fuori bilancio contraendo un mutuo, ma solo se si tratta di spese per investimento. Nell’ottobre 2011, quando abbiamo riconosciuto tutti quei debiti, noi li abbiamo coperti contabilmente attraverso la vendita di beni (come ad esempio Villa Alemanno e altri immobili di proprietà del comune).La nostra incapacità, secondo il provvedimento della Corte dei Conti, è stata nel non pagare i debiti nell’arco di 3 anni. Infatti, la legge prevede che nel momento in cui non si riescono a vendere gli immobili, bisogna coprire con fondi propri, massimo nell’arco di tre anni. Noi, invece, siamo andati oltre finendo di pagare nel 2015. Ecco il perché della “bacchettata” della Corte e mi piace sottolineare che non è nient’altro, se non quello. Attualmente, non c’è più niente da pagare per tutti tre gli anni, indicati dalla Corte.

Le pongo una domanda che viene dal consigliere Cosimo Leuzzi*. Il quale le chiede: “Qual è la situazione effettiva, economico-finanziaria del Comune di Salice?”

(Vedi lo speciale sulle elezioni amministrative 2017, ndr)

Attualmente noi pensiamo di lasciare un Comune solido dal punto di vista economico. Sicuramente non ci sono più i debiti, non abbiamo mai o quasi mai utilizzato le anticipazioni di tesoreria se non per brevissimi periodi (la tesoreria è la banca che viene usata dal comune per le transazioni, la legge prevede l’utilizzo delle anticipazioni, è come se la banca ci facesse un fido). Quello che è importante è che in questi anni abbiamo sempre impegnato le somme solo là dove eravamo certi di averle. Non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba e abbiamo pagato altri debiti, oltre a quelli richiamati nella deliberazione della Corte.

Per coprire questi debiti non sono stati fatti prestiti e non abbiamo gravato il Comune di nuovi mutui, se non nel 2015, quando c’è stata la possibilità di contrarre un mutuo, abbiamo deciso di rifare le strade.

Il rifacimento delle strade, quindi, non è propaganda elettorale?

Il rifacimento è stato adottato anche dall’esigenza di porre un freno al risarcimento danni che chiedono i cittadini. Non è uno spot elettorale, il progetto è stato approvato nel 2015. Perché nel 2015 il bilancio ci dava la possibilità di contrarre un mutuo, l’abbiamo inserito nell’elenco annuale delle opere pubbliche e l’ufficio tecnico ha redatto il progetto. Poi, purtroppo, con i tempi della progettazione, del bando e dell’aggiudicazione siamo arrivati a iniziare i lavori nel febbraio del 2017.

Sa dirci come mai i Consigli Comunali si svolgono di mattina?

Non c’è una motivazione in particolare. E’ stato fatto per anni di pomeriggio, ma nemmeno il pomeriggio, purtroppo, veniva più nessuno.Per quanto riguarda lo streaming dovrebbe chiedere al candidato sindaco Rosato che all’epoca si è opposto. Credo non sia stato contento delle proposte fatte dai giornali online, mi riferisco a “Salic’è” e “Guagnano Informa”. Credo che non fosse d’accordo con uno dei due, non ricordo quale ma comunque non glielo direi.

Ha deciso lei di non candidarsi?

Ho deciso di non candidarmi. Come ho detto prima sono in Consiglio Comunale dal ’97, credo di aver dato tutto. Io sono sempre stato un uomo di partito – ho avuto la tessera di Rifondazione Comunista e poi di SEL – però dal 2012/2013 ho perso il mio orientamento partitico e non ho più rinnovato la tessera. Ritengo di non dover fare ulteriori esperienze politiche, perché se non ho un riferimento di partito non voglio auto referenziarmi o auto rappresentarmi.

Cosa auspica lei per Salice e chi vorrebbe vincesse le elezioni?

Salice ha una peculiarità particolare che è l’agricoltura e per assurdo – a causa dell’abbandono dei terreni agricoli – si sta ritorno ai grandi proprietari terrieri. Forse, a questo punto, dobbiamo dire che è un bene che arrivano i proprietari dal nord ma anche quelli della zona, che continuano a comprare appezzamenti di terreni, dove produrre l’uva. Dal punto di vista sociale e culturale, credo che quest’amministrazione abbia fatto molto. Ha risvegliato molto il paese dal torpore con diversi eventi culturali e manifestazioni, purtroppo, non sempre partecipate. Devo dire una cosa, con grosso rammarico, le divisioni politiche all’interno dei paesi come Salice e soprattutto questo sistema elettorale, porta a una contrapposizione forte tra la maggioranza e l’opposizione, tra persone. Questa contrapposizione porta all’erezione di alcune barriere che non consentono a una parte di cittadini di partecipare alle manifestazioni che magari vengono organizzate da un’amministrazione, invece che da un’altra.

Non so chi vincerà. Voglio dire che grazie alle primarie del centrosinistra che si sono svolte ad aprile, sicuramente si è ricompattata un’area. A Salice il centrosinistra è una realtà importante, pur partendo da una situazioni di svantaggio. Dico di svantaggio perché l’anti-politica viene cavalcata da tutti e chi amministra parte in una situazione di svantaggio, perché la gente vorrebbe vedere il proprio paese fatto d’oro. Non tutte le colpe possono essere date agli amministratori ma è più facile colpire loro. Come dicevo pocanzi, il nostro attuale vicesindaco (Alessandro Ruggeri, ndr) e l’Assessore ai servizi sociali hanno dato molto dal punto di vista culturale. Credo che si debba e si possa continuare con quel tipo di amministrazione. Penso che Alessandro Ruggeri possa essere un buon sindaco per continuare il lavoro intrapreso negli ultimi anni.

Cosimo Leuzzi, 56 anni, funzionario provinciale. Candidato con la lista “Uniti per Salice”.

Si presenti, cosa la porta in politica?

Io sono in politica da tempo. Se per politica si intende interessarsi del bene comune, allora, sono in politica da diversi anni. Se, invece, per politica si intende amministrazione ho amministrato per pochi anni e nella maggior parte dei casi sono stato all’opposizione.

Molti anni fa sono stato segretario del Partito Socialista Italiano, ma dal 2001 non ho più tessere di partito. Questo perché sono un po’ nauseato da tutto ciò che ha rappresentato la politica negli ultimi 15/20 anni.

Guardando a Salice, invece, c’è solo da mettersi le mani nei capelli. Non c’è sviluppo, non c’è pianificazione. Si scontano gli errori politici fatti in passato, come le divisioni.

Ha parlato di errori. Quali sono, secondo lei, i principali errori compiuti da questa amministrazione?

Non c’è una questione della quale non si possa parlare di fallimento. A partire dalla normale amministrazione. Non sono stati in grado di intercettare finanziamenti, ad esempio, molte volte Salice non ha nemmeno presentato richiesta.

Ha detto “non sono in grado”, queste incapacità sono politiche o tecniche? Qualora vincesse le elezioni come interverrebbe?

Sono tecniche e politiche. Sul piano tecnico, la riorganizzazione degli uffici e dei servizi è uno dei nostri cavalli di battaglia. Questo riguarderà tutti gli uffici, perché sono tutti importati. Infatti, ci sono carenze organizzative e di gestione.

Quali sono le sue ambizioni?

Non ho particolari ambizioni di ruolo. Ho messo a disposizione la mia esperienza e darò una mano alla lista, inoltre, sono convinto che ci sia bisogno del giusto connubio tra i giovani e i meno giovani.

Parliamo del bilancio del Comune di Salice.

Il bilancio è disastrato. Di recente la Corte dei Conti ha bacchettato il Comune di Salice. In quella deliberazione, la Corte fotografa la situazione del nostro Comune mettendo in evidenza le incapacità dell’attuale amministrazione. Questo non lo dico io ma lo dice la Corte: “Quando il fenomeno assume dimensioni rilevanti e reiterate in più esercizi finanziari, è presumibile che gran parte dei debiti fuori bilancio sia riconducibile alla incapacità di porre in essere una corretta politica di programmazione e gestione finanziaria delle risorse e delle spese, alla possibile sottostima degli stanziamenti di bilancio rispetto alle effettive necessità di spesa, ovvero al fine di garantire i vincoli del pareggio e degli equilibri interni.”. Inoltre, la Corte ha disposto la “…tempestiva comunicazione all’organo consiliare…”, solo che la deliberazione è datata febbraio, mentre il Consiglio Comunale è stato fatto a fine Aprile.

Manutenzione e lavori pubblici.

Hanno contratto un mutuo di 500 mila euro per il rifacimento del manto stradale, appesantendo ulteriormente le casse del comune per poter fare bella figura per la campagna elettorale. Sperando di prendere in giro le persone, proprio come si faceva nel medioevo politico.

Cosa pensa del candidato sindaco avversario?

Per mia natura ho sempre rispettato gli avversari politici. L’unica cosa che ho da dire è che: non possiamo permetterci il lusso, di far svolgere le funzioni di sindaco a una persona che dichiara di cominciare a capire come funziona la macchina amministrativa. Salice non può perdere ulteriore tempo. Salice ha bisogno di gente che conosca a menadito il funzionamento di tutta la macchina amministrativa, ha bisogno di gente capace e competente.

Appello elettorale

La nostra è una lista che dispone tra le proprie fila persone molto competenti. Ho accettato ancora questa sfida a 56 anni, voglio vincere le elezioni e con un progetto serio, come quello che stiamo portando avanti, ce la possiamo fare.

Intervista Enzo Marinaci, funzionario provinciale, candidato nella lista “Salice nel Cuore – con Itaca”.

La prima domanda è uguale per tutti. Si presenti.

Sono il Segretario del PD salicese, sono alla quinta campagna elettorale. Nel corso degli anni ho ricoperto i ruoli di vicesindaco (nel 1997), presidente del consiglio (amministrazione De Mitri) e capogruppo di maggioranza (amministrazione uscente).

Perché le primarie del Partito Democratico e quelle per la scelta del candidato sindaco, si sono svolte in date diverse?

Perché erano primarie diverse. In una si sceglieva il candidato sindaco e nell’altra il Segretario nazionale del PD. Non era corretto fare esporre i cittadini, perché alla gente che è venuta alle primarie per la scelta del sindaco magari non importavano le primarie del PD.

Perché crede che gli elettori dovrebbero riconfermarle la fiducia?

Perché credo che la politica sia passione. Il mio impegno in politica è stato sempre un impegno per la gente e per la collettività, ho avuto solo in un’occasione un ruolo amministrativo. Dopodiché, le mie, sono state solo candidature di servizio. Chi mi conosce sa qual è la mia formazione politico/culturale e che sono sempre stato nel centrosinistra. Non come altri che hanno cambiato bandiera. La mia coerenza è la mia lealtà all’interno del centro sinistra è un dato di fatto.

Quali sono le cose migliori che avete realizzato e cosa avreste voluto fare meglio?

È stata un’amministrazione che ha lavorato tantissimo e che si è impegnata per risanare i conti del Comune di Salice. Inoltre, si è dato anche molto spazio alle attività culturali e i servizi sociali, nonostante la scarsità di risorse. Senza trascurare anche le strade, il chiostro del convento, il convento e il suo giardino, le scuole.

Bisogna sempre cercare di andare oltre, senza accontentarsi mai, perché c’è sempre da migliorare. Con ulteriori risorse si sarebbe potuto fare altro che a causa delle ristrettezze economiche non abbiamo potuto realizzare.

Lei e altri siete sulla scena politica salicese da diversi anni. Ha detto che avete risanato i debiti, ma non sono gli stessi che avete fatto voi?

No, no. Questo non è corretto. Infatti, abbiamo avuto delle sentenze che condannavano il Comune di Salice ha pagare che risalgono agli inizi degli anni novanta e ci siamo ritrovati a risolvere altre situazioni non additabili a noi.

A quale ruolo ambisce e perché quello?

Il mio background culturale e la mia estrazione religiosa, sono cattolico, mi ha sempre portato ad avere un’attenzione particolare verso gli ultimi, dei bisognosi o di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Mi piacerebbe potenziare l’attenzione verso le famiglie svantaggiate.

Ad esempio, in questo campo, Margherita D’Amone ha fatto tanto e ha portato avanti e realizzato tanti progetti.

Un giudizio sul candidato sindaco avversario e la sua lista.

A me non piace guardare in casa d’altri, anche perché nell’altra lista ci sono molti amici. Non voglio entrare nel merito e giudicare, facendo valutazioni politiche.

Allora, un giudizio su Alessandro Ruggeri.

Alessandro è un ragazzo che in questi anni ha dimostrato una grande capacità e sensibilità umana e amministrativa. Era la sua prima apparizione a livello politico. È una persona preparata che ha fatto parlare positivamente di se ed è per questo la maggioranza uscente aveva individuato in lui una figura che poteva dare un prosieguo all’attività amministrativa, anche per quanto riguarda il rinnovamento.

Faccia il suo appello agli elettori.

In questi anni ognuno di noi si è caratterizzato per il proprio impegno. La mia correttezza e la mia onestà intellettuale è sotto gli occhi di tutti. Non ho mai fatto promesse che poi non potevo mantenere. Per me il rispetto dell’altro è il principio basilare di ogni mio atteggiamento in politica. Ed è per questo, la lealtà e la correttezza, chiedo di poter essere suffragato dai cittadini. 

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