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Campagna Elettorale 2017

Campagna Elettorale 2017 (21)

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Salice Salentino – Tonino Rosato è il nuovo sindaco

 

Ci sono volute tre candidature ma alla fine Tonino Rosato è il sindaco di Salice Salentino. Il pragmatismo ha battuto la retorica. Il “Non è vero!” ha battuto l’“Eccolo! L’abbiamo fatto”.

Dopo una campagna elettorale fatta di accuse reciproche su programmi e discorsi copiati, alla fine il socialista “craxiano” (come ci tiene a definirsi) ce l’ha fatta. Con una squadra composta perlopiù di tecnici e al motto “Il ricambio non deve essere solo anagrafico ma anche nei modi e nel pensiero” si accinge a guidare un paese che per dieci anni è stato guidato dal centrosinistra. 

La percentuale di vittoria è del 63%.

 

 

 

Tonino Rosato, 58 anni, dipendente ASL è il capogruppo di minoranza al Consiglio Comunale di Salice Salentino. È il fondatore dell’associazione politico culturale “L’Iniziativa” ed è il candidato sindaco per la lista “Uniti per Salice”, composta da 7 uomini e 5 donne. Uno dei loro cavalli di battaglia è la riorganizzazione degli uffici pubblici. Già candidato in passato, adesso cerca di dare una spallata al governo cittadino.

Si presenti e presenti il suo progetto politico.

Sono da tempo sulla scena politica salicese. Ho iniziato nel ’97, quando venni eletto per la prima volta consigliere comunale. Sono stato vicesindaco dal 2003 al 2006, uscì dalla maggioranza perché non condividevo metodi e modi, lo feci in modo tranquillo e sereno anche per gli impegni personali che non mi consentivano di adempiere agli obblighi dell’amministrazione.

Abbiamo cominciato due anni fa perché abbiamo deciso, alla luce degli ultimi anni di amministrazione Tondo, che non si poteva andare avanti. Dopo la divisione delle scorse elezioni, abbiamo compreso che non potevamo permetterci un altro sbaglio. Questo progetto (l’unione di Work in Progress, Primavera Salicese, Impegno e Cambiamento, Salice Popolare e Insieme per Salice) c’è stato chiesto dai cittadini e per noi appartiene a loro. Due anni fa abbiamo scelto di mettere da parte le esperienze partitiche per dedicarci anima e corpo a questo progetto che è finalizzato all’obiettivo di amministrare Salice.

Lei è stato vicesindaco dal 2003 al 2006. Cosa ricorda di quegli anni? Quanto è cambiato Salice rispetto ad allora?

Quella è stata un’esperienza che mi ha permesso di formarmi anche sotto l’aspetto amministrativo. È stata un’esperienza positivissima che mi ha fatto conoscere la macchina amministrativa, il rapporto con la struttura e i dipendenti. Mi ha dato quello che mancava al politico che fa solo politica di sezione e poi mi ha dato modo di rapportarmi con le reali difficoltà delle persone. Ero il responsabile dei Servizi Sociali che è un settore che scelsi con tutte le mie forze, infatti, avevo e ho una predisposizione verso il sociale (anche dovuta al mio lavoro).

Dal punto di vista politico è cambiato poco e niente, perché non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo del “pensare come comunità” e non come fazioni che portano conseguentemente alla divisione, alla lacerazione del tessuto sociale e alla dialettica che diventa scontro. Da questo punto di vista spero che questa volta cambi. A me piacerebbe che il paese iniziasse a pensare come comunità, muovendosi come una sola entità per il bene della collettività. In caso di vittoria mi piacerebbe che l’associazionismo e la società civile, lasciassero da parte le divisioni e facessero squadra nel momento del bisogno. Oggi trovo un paese diviso, come lo era allora. Solo con l’aggravante di uno pseudo rinnovamento. Mi piacerebbe che lo scontro politico rimanesse nell’ambito della dialettica e della contrapposizione, senza lasciare strascichi.

Come ad esempio la polemica nata sull’incontro tra i due candidati sindaco. Scendere a un livello così basso criticando l’avversario politico su aspetti come quelli che hanno utilizzato, lascia il tempo che trova. L’incontro deve essere una scelta libera, non la vedo come una necessità ma come qualcosa che va di moda. Io da sempre il confronto l’ho inteso con il cittadino che deve essere il vero protagonista.

Quest’ultimo deve avere la possibilità di giudicare e valutare sotto ogni aspetto, anche perché non possiamo inventarci politici ogni 5 anni. Non possiamo essere sensibili su questo o quel tema ogni 5 anni. Anche perché c’è gente che si impegna a 360° ogni giorno. Il cittadino deve aver modo di valutare anche questo.

Cosimo Gravili appoggia la lista capitanata dall’avvocato Alessandro Ruggeri. Lei è stato vicesindaco durante la giunta Gravili. Cosa pensa del “cambio di bandiera” dell’ex sindaco?

Ognuno fa quello che crede e si qualifica per quello che è sempre stato.

In un suo comizio ha detto il Comune di Salice Salentino spende mezzo milione di euro per servizi esterni e che vorrebbe realizzare una municipalizzata. Ha già fatto un’indagine per valutare i reali costi?

La normativa recente prevede che ogni 10 persone che vanno in pensione puoi assumerne il 75%.

Tra l’altro, noi abbiamo sul tavolo una serie di progetti tra cui uno che prevede la costituzione di una società che riceve dal Comune l’incarico per la gestione di alcuni (o tutti) i servizi. È allo studio la forma ideale per realizzare un soggetto economico esterno al Comune. Quest’azienda ricercherà il suo personale all’interno del territorio salicese.

Si parla spesso di sicurezza. Sulla base anche degli ultimi incresciosi episodi, cosa prevede il vostro programma per fronteggiare questo problema? Un giudizio su quello che è stato fatto dalla passata amministrazione, dato che lei è capogruppo di minoranza.

Si poteva fare tantissimo e non è stato fatto niente. C’è tutt’ora la possibilità di accedere a finanziamenti per la videosorveglianza e non è stato fatto. Inoltre, la sicurezza passa anche dal rispetto delle regole da parte dei cittadini. Bisognerebbe raccordare le forze dell’ordine presenti (Carabinieri e Polizia Locale), se non bastano le forze dell’ordine bisognerebbe considerare una convezione con gli istituti privati di vigilanza per tutelare anche il patrimonio pubblico e porre freno agli atti vandalici. Davanti a episodi come quelli recenti bisognerebbe cercare di sensibilizzare e di rendere tutti responsabili del patrimonio pubblico. 

Perché gli elettori dovrebbero scegliere lei?

Chiedo di votarmi perché la storia di ognuno di noi dovrebbe essere il primo biglietto da visita. Il mio biglietto dice che il sottoscritto ha messo a disposizione del paese la propria passione, intesa come servizio alla comunità. Quindi, ho dimostrato di essere stato un amministratore corretto, leale, affidabile e onesto. A questo bisogna aggiungere anche la competenza, l’essere sempre tra i cittadini e di continuare ad avere rapporti quotidiani con i loro.

Se i cittadini ci daranno la loro fiducia sarò un sindaco di strada. Voglio che si sentano parte integrante dell’amministrazione. Naturalmente vogliamo amministrare al meglio, perché bisogna avere una chiara visione di quello che si vuole realizzare. Se noi saremo eletti, il futuro di Salice tra cinque anni sarà sicuramente migliore, sotto tutti gli aspetti. Siamo consapevoli delle difficoltà che comporta questa grande sfida, ma noi abbiamo una squadra fortissima e competente che ha sposato questa causa. Siamo così convinti che stiamo già lavorando, se vinceremo le elezioni già nei giorni successivi avremo già progetti da presentare (rigenerazione urbana, efficientamentoenergetico, dissesto idrogeologico). Abbiamo competenze, conoscenze e conosciamo i meccanismi per poter rimettere in moto la macchina comunale. Non si può più amministrare un Comune senza attingere a risorse esogene (finanziamenti esterni), già dai giorni successivi la data delle elezioni abbiamo incontri con tecnici e parti sociali. Perché abbiamo già idea di come partire e l’idea di programma che nel primo anno andremo a sviluppare.

Si sente nell’aria la voglia di cambiare e di ripartire da parte dei cittadini di Salice. Si sente l’entusiasmo, vivono quest’appuntamento in modo diverso rispetto agli altri anni. Da parte dei nostri cittadini nei nostri confronti c’è grande attenzione, loro ripongono in noi tantissima fiducia e soprattutto speranze. Di questo ne siamo consapevoli e non vogliamo deluderli. Tra cinque anni vogliamo presentarci ai cittadini di Salice continuando a guardarli negli occhi. Per noi questi cinque anni saranno un punto di partenza per costruire un futuro migliore per Salice.

DOMANDE EXTRA DA PARTE DEI LETTORI

“Sig. Rosato ci elenchi le cose che ha fatto lei. Se le ha fatte.”

Nel ricoprire ruoli di amministratore (da assessore e da consigliere provinciale) credo di aver fatto e non poco.

Quando arrivai ai Servizi Sociali, questi erano allo sbando (come lo sono adesso), senza regole e senza organizzazione. All’epoca non c’erano i piani di zona e tutto gravava sulle casse comunali. C’è una relazione fatta dai Servizi Sociali dove si elenca ciò che abbiamo fatto in quegli anni. Soggiorni climatici per anziani, assistenza domiciliare per anziani (con tanti servizi tra cui quello infermieristico, il trasporto, barbiere/parrucchiere e teleassistenza). Ma anche il trasporto verso le Terme di Santa Cesaria, il servizio trasporto per i disabili, il doposcuola per famiglie non abbienti.

Per quanto riguarda il mio impegno nell’amministrazione provinciale, considerata la situazione economica dell’ente, credo il mio sia stato un impegno abbastanza forte. In campagna elettorale presi degli impegni su alcune opere che ho mantenuto al 90%. Mi rammarico, infatti, di non essere riuscito a mantenere l’impegno per la realizzazione di un piccolo palazzetto. Per il resto, invece, mi sono impegnato per la realizzazione di tante opere. Per esempio il rondò sulla Salice-Novoli, quello sulla San Pancrazio-Torre Lapillo. Sulla circonvallazione di Veglie realizzato il semaforo (incrocio di Monteruga, ndr) e il rondò che porta a Torre Lapillo. Inoltre, una bretella per entrare nella zona industriale di Salice dalla circonvallazione, l’illuminazione sull’incrocio della Salice-Veglie. Infine, l’illuminazione della circonvallazione di Salice. Il mio impegno per il paese c’è sempre stato e che ha portato i suoi frutti. Si potrebbero aggiunge l’impegno per il restauro della Chiesa Madre e per le sue tele. Mi sono impegnato è posso presentare un’attività amministrativa correlata da fatti e proficua. 

Alessandro Ruggeri, 41 anni, avvocato è il Vice Sindaco uscente del Comune di Salice. Ha dato vita alla lista “Salice nel Cuore – con Itaca”, dopo la vittoria alle primarie. La lista, composta da 8 uomini e 4 donne, fa dell’entusiasmo il proprio cavallo di battaglia e punta dritta verso il cambiamento, non inteso solo a livello amministrativo ma soprattutto a livello politico, proponendo un turn-over della classe politica salicese.

Si presenti e presenti il suo progetto politico.

Il mio progetto politico va in continuità con quello che è stato fatto, però, non vorrei che la parola “continuità” venisse strumentalizzata. Infatti, per continuità, intendo che l’esperienza acquisita nel corso di questi anni, i progetti che sono stati approntanti, presentati e approvati dovranno avere la necessaria collocazione e il necessario sviluppo. Quindi, dare continuità a tutti i progetti e a tutto il lavoro fatto. Sono amministratore da 5 anni e ritengo che ne siano necessari 10 per riuscire a dare la propria impronta. In questi anni sono stato vicesindaco solo 2 anni e mezzo, ho lavorato strenuamente accanto al Dottore Tondo, ho imparato tantissimo e ritengo di essere pronto per andare avanti a capo di una nuova coalizione. Il mio sindaco ha compreso che i tempi sono cambiati, che è necessario lasciare il passo alle menti più giovani e più fresche, ed ecco che nasce la mia candidatura. Però, continuità non necessariamente vuol dire prendere tutto il vecchio e trasportarlo nel nuovo, la mia lista si compone soltanto di 4 unità del vecchio schieramento. Anche perché nessuno può amministrare ex novo, in quanto questo non avrebbe garantito il passaggio necessario tra quello che è il vecchio e il nuovo. Quindi, riteniamo che tra il passato, il nuovo e il futuro ci sia questo collegamento che risulta necessario affinché si possa continuare a lavorare.

Molto spesso, capita di confondere la politica locale con quella nazionale. Infatti, a causa della crisi economica, in molti hanno visto i municipi come luoghi ai quali rivolgersi per chiedere sostegno. Questo fenomeno si è verificato anche a Salice? In che modo un comune può far fronte a questo tipo di esigenze?

Sì, molte volte si confonde la politica locale con quella nazione. Ma i veri poveri disgraziati sono i sindaci (coloro che ci mettono la faccia), in quanto si interfacciano quotidianamente con le persone che hanno problemi concreti e seri. Infatti, nei livelli sovraordinati difficilmente c’è il politico che si interfaccia con la persona che non ha soldi per fare la spesa o quant’altro.

I sindaci e gli amministratori locali sono delle sentinelle al livello più basso che svolgono un ruolo essenziale per il sociale e per la comunità in cui vivono. Spesso il sindaco si deve fare da interprete di tutte le esigenze sociali. Posso assicurare che emotivamente non è facile interloquire con chi non ha di che vivere, e ti dirò di più, la maggior parte delle persone anche se hanno problemi non lo vengono a dire.

Quindi, compito di un amministratore è anche quello di intercettare le persone che hanno una dignità così grande da non venire a chiedere aiuto. Le soddisfazioni più grandi di questi cinque anni sono state vedere, per esempio, Margherita D’Amone lavorare in modo singolare per il sociale e intercettare, attraverso determinate abilità e ricerche, quelle persone che effettivamente hanno necessità e che non si sono mai rapportate con il Comune.

Poi, ci sono altre persone che vengono costantemente a chiedere. Anche lì ci vuole la capacità dell’amministratore a saper dosare tutto quanto per cercare di assecondare e soddisfare le reali esigenze della comunità. Distribuendo le risorse, qualora sia possibile, aiutando in questo modo le persone che hanno determinate problematiche e esigenze.

Nei suoi discorsi usa molto la retorica, tal volta anche la filosofia. Parole che sono difficili da trovare nelle cronache delle campagne elettorali delle elezioni amministrative, soprattutto quando si parla di piccoli comuni. Quando c'è da lottare con le buche o con la tassa sui rifiuti, quanto crede sia importante un approccio del genere?

Io uso la filosofia e la retorica perché sono uno strumento necessario per la politica. Non mi voglio vantare, sono molto severo nei miei confronti, anche perché non sempre parlando in un certo modo riesci a esprimerti al meglio. Penso che se si vuole dialogare in qualche modo bisogna far nascere l’interesse di chi ti ascolta. Ogni strumento e buono per attivare l’attenzione e spingere chi ti ascolta a ragionare e a fare delle valutazioni in base a quello che si sta dicendo. I politici devono avere la capacità di convincere e trasportare.

Ciò non toglie che, per quanto riguarda le problematiche concrete come le buche e le strade, quando sono arrivato i contenziosi per le buche erano numerosissimi e adesso si sono ridotti a pochissime unità. Infatti, oltre la retorica c’è anche l’aspetto giuridico e amministrativo che viene curato nei minimi termini. Anche perché le buche si sono ridotte notevolmente, abbiamo asfaltato gran parte del paese. Quindi, ritengo non guasti la filosofia e la retorica unita alla copertura delle buche.

In questi giorni, sulle pagine online di Salic’è, da parte di Enzo Marinaci e Paolo Quaranta abbiamo assistito a una difesa a spada tratta del bilancio e della gestione economica del Comune di Salice Salentino. Derubricando la faccenda della Corte dei Conti a una mera “bacchettata” e accettando che per le ristrettezze economiche non si è potuto fare di più, quali sono i vostri progetti per Salice e come intende realizzarli?

Il discorso del Bilancio comunale è un discorso abbastanza complesso e complicato. Se noi partiamo dal presupposto che i trasferimenti statali, che vengono da Roma, sono inferiori ai soldi necessari per pagare i dipendenti si dipinge un quadro abbastanza complicato. Da lì per riuscire a trovare le risorse per portare avanti ulteriori progetti, si va quasi nella fantascienza.

Ciò non toglie che il lavoro di un amministratore è quello non solo di aspettare che i soldi vengano riversati da Roma, ma trovare e intercettare tutte le forme di finanziamento necessarie che vengono mutuate dalla Regione Puglia rivenienti dalla Comunità Europea. Soldi che possono servire a migliorare la struttura e la vita del paese. Noi abbiamo intercettato finanziamenti importanti come la ristrutturazione del primo piano del Chiostro del Convento, ci saranno una ventina di cellette per una forma di turismo che potrà essere un turismo enogastronomico/religioso da collegare con le altre attività. Altro esempio è il Mercato Coperto per il quale è stato riconosciuto un finanziamento di 550 mila euro per farne un Centro Polivalente, il Centro Polifunzionale è stato riportato a nuovo, poi c’è il Centro Diurno e lo stesso Chiostro del Convento. Vogliamo intercettare numerosi altri fondi per il proseguo della nostra attività amministrativa che avverrà dal 12.

Progetti futuri. Tutto è incentrato sulla valorizzazione dell’agricoltura. Come ho già detto il centro della nostra attività economica deve essere l’agricoltura. Una legge regionale di qualche giorno fa ha approvato il censimento delle terre abbandonate e che risultano dismesse. Queste terre saranno censite e assegnate ai giovani che vogliono approcciarsi all’attività agricola, i quali attraverso la Banca delle Terre avranno la possibilità per ottenere dei finanziamenti per l’avviamento di un’attività giovanile agricola. I giovani devono tornare all’agricoltura, i nostri genitori hanno fatto un grandissimo errore che è quello di far considerare l’agricoltura come qualcosa da cui rifuggire, noi dobbiamo ritornare all’agricoltura e rioccuparci delle nostre radici. Attraverso la produzione di prodotti a km 0 che serviranno per creare una “rete a km0” con le attività (le cellette del chiostro, attività di B&B, Casina Ripa).

Un altro progetto ambizioso è il Salice Salentino DOC che è un nome molto inflazionato. Noi vogliamo cercare di attirare tutti coloro che conferiscono l’uva dei terreni salicesi nelle altre cantine, di conferirle qui a Salice. Vogliamo riproporre la coltivazione dell’uva, infatti, fino a qualche tempo fa si estirpavano i terreni in cambio di un piccolo contributo, Salice è stato devastato da questa politica di piccolo indennizzo e questo è stato un errore probabilmente anche della politica. Dobbiamo riavvicinarci alla terra e prendere possesso delle nostre radici. Questo comporterà una forma di interazione tra il vecchio e il nuovo. Cercheremo di creare una simbiosi tra i giovani e le vecchie conoscenze, per trasmetterle e rispolverare l’antica arte dell’agricoltura.

Si parla spesso di sicurezza, lei è un uomo di legge. Sulla base degli ultimi incresciosi episodi, cosa prevede il vostro programma per fronteggiare questo problema? E perché non l’avete fatto prima?

Parto dal presupposto che il Comune di Salice ha firmato la convenzione con il Ministero e la Prefettura per mantenere la Caserma dei Carabinieri su Salice. Il Ministero, con una legge di circa due anni fa, ha disposto che tutti i contratti d’affitto che arrivavano a scadenza dovevano avere una decurtazione del 30%, d'emblée. Il proprietario non c’è stato è voleva mandarli via. Noi abbiamo cercato di tamponare, avviando un dialogo serratissimo con il Prefetto e siamo arrivati anche al Ministro, anche perché tutto questo per 2000€ annui. Abbiamo proposto di addossarci noi questa somma. La Prefettura inizialmente non voleva ma dopo le nostre numerosissime pressioni hanno accettato. Quindi, ci siamo addossati la responsabilità di versare quei soldi per mantenere la caserma dei Carabinieri a Salice.

Per il futuro ritengo che sia oltremodo necessario una forma di video sorveglianza che possa attuare e concedere una maggiore sicurezza agli abitanti. Infatti, la sera dopo le 20 quando l’Ufficio di Polizia Locale chiude, in piazzetta Trisolino ci sono aggregazioni di giovani che danneggiano e creano problemi e bisogna fare attenzione affinché non prenda piede questa forma di vandalismo. Questo presuppone un controllo più serrato.

Perché gli elettori dovrebbero scegliere te.

Perché metto a disposizione la mia semplicità e trasparenza. Perché ritengo di fare un nuovo modo di politica per il paese. La politica fatta fino ad oggi è segnata da tipologie di condotte abbastanza passate. Ho un modo di fare tranquillo e difficilmente cado nel tranello dell’offesa e dell’ingiuria. Ritengo di essere una persona che possa rappresentare il futuro del mio paese. 

Si presenti

Mi chiamo Valentina Capoccia e sono ingegnere informatico. Da diversi anni divido il mio tempo fra lavoro e associazionismo cercando di realizzare valore aggiunto per il mio paese. La mia candidatura nasce dall'amore reale che provo per la mia Salice e per i miei concittadini. Mi piace pensare ad una "Salice a portata di tutti" e mi piacerebbe poter contribuire per realizzarla!

Come ha conosciuto Tonino Rosato e che rapporti ci sono tra voi due?

Ho conosciuto Tonino 10 anni fa, quando mi affacciai al mondo della politica con la mia prima candidatura. Eravamo in liste contrapposte, entrambe di destra. Negli anni successivi abbiamo cominciato a condividere progetti, ho capito che eravamo sulla stessa strada e che avevamo gli stessi obiettivi. Attualmente il mio rapporto con lui è un rapporto di amicizia e stima, lui è una persona che si spende molto e da tempo per il paese, ha tante idee e crede nella squadra che ha creato, la quale è molto forte in competenze e professionalità.

Come potrebbe contribuire in una giunta comunale, quali sono le tue competenze e cosa potresti fare per Salice Salentino?

Sicuramente il ramo che da sempre mi è stato affine è quello della cultura, dello sport e dell’ambiente (soprattutto). Seguo con molto interesse il mondo dell’associazionismo, del quale faccio parte, ho partecipato alla creazione di diversi eventi. Partecipo a diverse realtà culturali, infatti, tra l’altro sono la coreografa di un’associazione teatral-musicale del mio paese. Sono sempre stata attratta dal fascino della cultura. A mio avviso, essa riesce a stimolare l’animo di ognuno di noi.

Poi c’è l’ambiente, per il quale vorrei contribuire a prescindere dal risultato delle elezioni. Mi piacerebbe promuovere un riavvicinamento all’agricoltura e al rispetto del verde pubblico. Ripristinare un decoro inteso come decoro feudale, cioè la rivalutazione non solo del centro urbano ma anche delle nostre campagne. Mi piacerebbe avvicinare anche i bambini alle nostre origini, perché senza le origini non si può avere senso di appartenenza.

Un giudizio sulla gestione dell’ambiente da parte dell’amministrazione Tondo.

C’è stata poca attenzione in tal senso, si pensi alle aiuole, ai polmoni verdi, ai parchi. Poca attenzione al rispetto dell’ambiente, poca attenzione alle campagne. È stato da sempre promosso il vino DOC di Salice Salentino, promosso con le parole ma nei fatti s’è fatto ben poco.

Cosa si potrebbe fare, quali sono le sue proposte in tal senso.

Salice potrebbe individuare tutti i terreni agricoli abbandonati e rivalutarli dandoli in gestione a qualcuno che ha voglia di avere un "fazzoletto" da coltivare. Il Comune di Salice potrebbe essere garante e organizzare. Quindi, potrebbe individuare i terreni e fare da intermediario tra chi i proprietari e chi li andrà ad utilizzare. A questo si potrebbero aggiungere dei corsi per i bambini durante i periodi di raccolta e per gli agricoltori in merito ai concimi da utilizzare affinchè si promuovano quelli di natura biologica. Inoltre, si potrebbe ripensare all’idea del museo del vino, essendo Salice conosciuto per questo prodotto.

Economia e lavori pubblici

La situazione di Salice è il risultato di un decennio di centrosinistra mal gestito con le tasse che son salite alle stelle per i pochi servizi offerti. Penso che l’economia locale non è stata incentivata per nulla.

Parliamo del centro storico e della sua valorizzazione

Il centro storico, attualmente, non ha motivo di essere chiamato in tal modo. A parte la piazza, che viene individuata come tale, non è stato fatto nulla per rivalutare e per valorizzare ciò che già abbiamo (convento e chiesa in primis). Essendo, il centro storico, la parte più importante - storicamente e artisticamente - del paese sarebbe bello inseririre dei cartelli informativi vicino ad ogni edificio storico collegati ad un percorso turistico da seguire, restaurare la torre dell’orologio e ristrutturare e valorizzare la cappella di Santa Filomena. Inoltre, bisognerebbe saper manutenere ciò che abbiamo, come ad esempio la cura di tutte le targhe lapide (esempio quella del monumento ai caduti) e dei beni culturali.

Come realizzerebbe tutto questo e con quali fondi?

Punto sulla collaborazione con le associazioni, qui a Salice ne abbiamo tante. La cultura è possibile svilupparla collaborando con esse e dando spazio a tutte indistintamente, senza creare predilezioni per un’associazione anziché di un’altra (com’è stato invece fatto in passato). Soprattutto, c’è bisogno di progettualità, gli eventi realizzati devono essere collegati tra di loro per il raggiungimento dell’obiettivo comune. E poi bisogna stare molto attenti ad intercettare i bandi messi a disposizione dalla comunità europea.

Quindi lei parte dall’assunto che il Comune di Salice Salentino non abbia fondi!?

Nonostante la tassazione sia alle stelle, l’amministrazione (così felice di sanare il debito pubblico) ha pensato di fare un altro debito con la Cassa Depositi e Prestiti per il ripristino del manto stradale.

Parliamo di trasparenza

Mi piacerebbe che i consigli comunali venissero trasmessi in diretta, perché è giusto che il cittadino sappia. Questo non è stato fatto ne voluto. Quindi, se vogliamo continuare con il Consiglio Comunale di mattina, allora, diamo la possibilità al cittadino di avere le registrazioni, affinché tutti sappiano cosa accade.

Le due liste, Uniti per Salice e Salice nel Cuore con Itaca, sono il risultato di unione di diversi gruppi. Quali sono le differenze tra voi e il centrosinistra?

Il nostro percorso è stato molto differente dal loro, noi tendiamo ad una unione già da cinque anni. La nostra è un’unione reale, non dettata dal “uniamoci altrimenti non vinciamo”.

Considerando che si voterà con la doppia preferenza di genere e che dall’introduzione di questa legge la presenza femminile nei consigli comunali è molto aumentata. Perché gli elettori dovrebbe scegliere lei e non le altre donne della sua lista?

Tutte le donne del nostro gruppo sono fantastiche e ognuna a suo modo potrebbe contribuire in maniera eccellente. Per quanto mi riguarda, credo di avere un’affinità con ciò che propongo, perché mi sono sempre spesa per il paese e ho proposto e fatto ben prima di candidarmi.

Si presenti

Mi chiamo Silvia Grasso, sono laureata all’Università del Salento in Sociologia e Ricerca Sociale e in Pedagogia come Educatore socio-ambientale. Amo organizzare eventi e mi occupo di manifestazioni culturali anche dal punto di vista organizzativo. Lavoro per il Centro Polifunzionale gestisco il Chiostro del Convento. Quest’anno ho curato una “Rassegna Letteraria”, presentando quasi venti libri presso il Centro Polifunzionale. I corsi di ECDL, il “Progetto maschere veneziane in cartapesta” e tre campus estivi. Ho cercato di mettere in risalto i talenti salicesi con l’evento “Salice Paese d’Arte, Musica, Letteratura e Poesia”. Inoltre, mi sono occupata della realizzazione dei Mercatini di Natale nel Chiostro con gli artigiani dei Teatini.

Assieme a Mirella Capoccia, invece, abbiamo realizzato: 3 edizioni della Focara di Sant’Antonio, 2 fiere, 3 parate storiche, 3 tornei dei rioni. Realizzammo anche “Grano e Tabacco in Piazza” e “Vendemmia in Piazza”, “Cinema a Portata di Mano” e i Concerti Lirici. Abbiamo realizzato anche il progetto AGRI, assieme alle scuole, vincendo il premio EXPO “Città degli antichi sapori”. In questo progetto i bambini hanno piantumato le insalate, hanno cucinato e visitato i luoghi di produzione. Per concludere abbiamo dato vita al coro lirico “Angelo Luiso”.

Parlaci dell’associazione “Emozioni del Salento”

Premetto che al momento mi sono autosospesa per la campagna elettorale. Grazie a quest’associazione ma soprattutto grazie al lavoro dei soci, siamo riusciti a realizzare moltissime manifestazioni. L’associazione è nata per promuovere il territorio salentino e salicese. Per me bisogna lavorare sotto tanti aspetti per migliorare il nostro paese. Ci sono delle ricchezze che andrebbero valorizzate come il: Presepe Artistico Poliscenico, il museo De Castris, Castello Monaci, la chiesa della “Cona” o della Madonna del Latte, le Case del Re (residenza estiva di Raimondello Orsini del Balzo).

Quali sono le tue ambizioni politiche

Mi sono sempre occupata di cultura e manifestazioni ma non ambisco a ruoli specifici. Più che a incarichi ambisco a progetti. Vorrei riuscire a realizzare a Salice una manifestazione alla pari di quelle di altri comuni limitrofi, per attirare gente da fuori come evento catalizzatore di turismo. C’abbiamo provato con successo con la Parata, circa 7000 mila persone. L’obiettivo è quello di ingrandire l’evento collegandolo alla Fiera.

Vorremmo creare una Fondazione per gli eventi per promuovere lo sviluppo economico e creare una rete turistica, valorizzando anche le campagne. Sicuramente Salice deve essere curato, in questi anni è stato fatto tanto e ora bisogna aggiungere (e non distruggere) per migliorare il processo che già è iniziato. Voglio che il mercatino, che il natale nel chiostro e che la parata diventino una tradizione. Vorrei che l’evento Fiera risorgesse trasformandolo in un evento importante

Un giudizio sul passato

A me non importa fare la rivoluzione, perché la mia rivoluzione l’ho già fatta. A livello di manifestazioni culturali tutto questo fermento non c’era. Ho cominciato tre anni fa e l’ho fatto perché era ed è la mia passione. Il mio giudizio sul passato è assolutamente positivo. Hanno ristrutturato la Piazzetta Trisolino e questo splendido Chiostro, per il quale sono stati stanziato altri 900mila euro per il piano superiore. Sono state ristrutturate le scuole, le strade, la villetta del convento e anche il cimitero. Inoltre, c’è un altro progetto che prevede la sistemazione di altre strade non previste dall’attuale progetto.

E il Centro Storico?

Il Centro Storico credo sia l’unica cosa realmente rimasta da valorizzare in maniera seria, assieme al Castello e al Cinema Marzano. Andrebbe ristrutturato, con la creazione di attività commerciali che possano far rivivere la Piazza e farla ritornare il fulcro sociale di questo paese. Si chiama Piazza Plebiscito, proprio perché lì il popolo si riuniva. Inoltre, questo è anche rimasto invariato nel tempo dato che i comizi si svolgono in piazza. Il popolo si riunisce e decide. Questo fa che quella piazza sia stata ed è il centro sociale, culturale e politico del paese. C’è anche in progetto il piano dei colori.

Un giudizio sull’altra lista.

A me non piace dire cose negative su nessuno, spero solo che vinca il migliore e questo lo decideranno i cittadini. Qui non ci sono nemici, stiamo giocando una partita che dovrà essere vinta da chi il popolo sceglierà.

Un giudizio sulla tua lista e sul tuo candidato Sindaco.

Si è creato un rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ci vogliamo bene e per la maggior parte siamo giovani. Vogliamo promuovere e creare a Salice ciò che andiamo a cercare fuori. Alessandro è una persona di cultura, che sa parlare e sa ragionare. È un professionista ma non un professionista della politica. Spesso ha trascurato i suoi interessi personali per dedicarsi alla politica. Credo che la vecchia amministrazione abbia fatto tutto sotto il punto di vista culturale.

Come vedono le giovani donne la politica?

Io non credo che ci siano differenze tra donne e uomini. La differenza sta nella persona. Sono una donna e mi sento un essere umano che potenzialmente può fare tutto ciò che può fare un uomo. Da parte delle donne c’è una certa frenesia nel raggiungere l’obiettivo, forse perché si impegnano di più. Le donne sono molto più interessate alla realizzazione degli eventi, alla cultura e si danno molto da fare.

Faccia un appello agli elettori.

Quello che faccio lo faccio con passione. Credo che chi abbia lavorato e chi abbia prodotto tanto sia giusto possa ricevere una legittimazione per ciò che ha fatto. Non è giusto partire al contrario, mettendosi prima in lista per poi fare. Spero che gli elettori non compiano un’ingiustizia e riescano a ripagare chi ha lavorato per la comunità. Credo nella meritocrazia.

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08 December 2020
Cartoline non spedite
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