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Artista del giorno

Artista del giorno (126)

 

Non c'è allineamento tra gli storici dell'arte nella datazione della cosiddetta Madonna greca (dai monogrammi in lettere greche scritti ai lati dell'immagine): alcuni la datano ai primi lavori dell'artista, tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anno sessanta, altri a una fase successiva alla Pietà, negli anni settanta, quando si avviava a manifestare il distacco dall'esempio di Andrea Mantegna.

 

L'opera è una delle pochissime firmate di Piero della Francesca, infatti sul piccolo cartiglio in basso a destra si legge "PETRI D[E] BURGO [SAN SEPOLCRO] OPUS MCCCCL.


 

Il lavoro è in genere datato agli anni sessanta del Quattrocento, quando Piero lavorava ad Arezzo agli affreschi delle Storie della Vera Croce, con oscillazioni che arrivano però anche agli anni cinquanta. L'affresco si trovava in una sala di quello che era il palazzo del governo cittadino (oggi sede del museo).

Non c'è allineamento tra gli storici dell'arte nella datazione della cosiddetta Madonna greca (dai monogrammi in lettere greche scritti ai lati dell'immagine): alcuni la datano ai primi lavori dell'artista, tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anno sessanta, altri a una fase successiva alla Pietà, negli anni settanta, quando si avviava a manifestare il distacco dall'esempio di Andrea Mantegna.


 

Non si conoscono le circostanze della creazione del piccolo dipinto, che viene in genere posto a ridosso dell'Orazione nell'orto della predella della Pala di San Zeno (1457-1459, oggi a Tours) e dell'Orazione nell'orto di Giovanni Bellini (1459), con la quale ha più di un'analogia compositiva.

 

 

Negli anni sessanta dell'Ottocento Monet era un pittore squattrinato ma con idee radicali che, con un gruppo di amici, diede origine a una pittura che confluirà presto nella corrente impressionista.

 

La donna in primo piano è la moglie del pittore, Camille e il bambino è suo figlio Jean. Monet dipinse molti quadri in questo periodo, aventi per soggetto il tema del riposo e della passeggiata.


 

Come in molti dipinti di Vermeer, il soggetto è ricorrente e in un ambiente chiuso: ragazze o dame che suonano musica, scrivono o leggono lettere, compiono piccole azioni banali e quotidiane come versare dell'acqua da una brocca.

 

Raffigura una fanciulla volta di tre quarti. Colpisce in particolar modo l'espressione estatica, assolutamente languida ed ammaliante (secondo alcuni carica anche di un innocente erotismo), dello sguardo della giovane modella: sembra sia stato lo stesso Vermeer a chiedere alla ragazza, posta di fronte alla grande finestra illuminata dalla luce naturale del suo atelier, di voltare il capo più volte lentamente, tenendo socchiuse le labbra per produrre questo effetto.

 

Il quadro si ispira alla parabola del figlio prodigo contenuta nella Bibbia. La parabola dell'evangelista Luca (c.15, v.11-32), rappresentata in questo quadro, viene anche ricordata come "Parabola del Padre misericordioso".

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