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Nazionale

Nazionale (58)

GUBBIO, 4 giugno 2018 - Colacem S.p.A. ha acquisito il 1°giugno 2018 l’intero capitale sociale della Maddaloni Cementi S.r.l., proprietaria dello stabilimento per la produzione di cemento di Maddaloni (CE), da Cementir Italia S.p.A. controllata da Italcementi S.p.A. del Gruppo HeidelbergCement.

Tale operazione, portata a termine con successo dagli Amministratori del C.d.A. di Colacem, consente una crescita della quota di mercato nazionale della stessa Colacem.

“Questo passo – affermano gli Amministratori – dimostra la nostra fiducia nelle potenzialità del Paese e nel ruolo che avrà il cemento, prodotto indispensabile oggi e in futuro per lo sviluppo economico e sociale”.

Il nuovo assetto permette di ottimizzare le sinergie produttive e di avere una migliore razionalizzazione dei prodotti Colacem sul mercato.

“Ci aspettiamo ora risultati interessanti – continuano gli Amministratori – che consentiranno di guardare con maggiore ottimismo ai prossimi traguardi, puntando su incrementi della redditività aziendale, condizionata negativamente negli anni passati dalla crisi del settore delle costruzioni”.

Tuesday, 20 May 2014 20:46

Tasi, la prima rata slitta a settembre

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La Tasi, come ormai dovremmo sapere tutti, è l’imposta sui servizi indivisibili prevista dalla Legge di Stabilità 2014 n. 147/2013 entrata in vigore dal primo gennaio.

Ormai ci siamo: dal 1° luglio 2014 partirà il nuovo sistema di tassazione delle rendite finanziarie.

 

Thursday, 10 April 2014 06:48

Euro dentro o fuori? La posta in gioco è alta!

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Ho letto con molta attenzione l’articolo “Euro: dentro o fuori?” del mio amico Pierpaolo Verdesca.

La domanda, oltre che interessante, rappresenta uno dei temi centrali su cui riflettere nell’imminente campagna elettorale per le elezioni europee. La posta in gioco è alta: non si decideranno le sorti di questo o quel partito ma della stessa Unione Europea. Del resto i movimenti anti-euro si diffondono in tutto il Vecchio continente e, facendo leva sulla rabbia, la disperazione, le difficoltà della gente, conquistano percentuali di consenso che è ben non sottovalutare.

Saturday, 05 April 2014 09:07

EURO: DENTRO O FUORI?

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Sono diversi anni che i palcoscenici politici,le tv,i giornali,sono pieni di notizie e creano un  dibattito acceso sull'eventualità di abbandonare o meno, la moneta unica. Sin dai primi mesi dell'entrata in vigore dell'euro - 1° gennaio 2002-  si è percepito che la stessa, avrebbe portato non pochi problemi all'economia del nostro Paese. Il cambio euro-lira fissato a 1/1936.27, ha penalizzato oltre modo tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico,privato,pensionati (che hanno assistito ad un vero e proprio dimezzamento del loro potere d'acquisto) e alla lunga ha colpito anche i commercianti. La crisi economica che dall'Europa, ha poi investito in maniera drammatica l'Italia, partita tra la fine del 2008 ed intensificatasi nel 2011,contemporaneamente alla caduta del Governo Berlusconi,non ha aiutato in alcun modo i sostenitori dell'unione monetaria,considerata da tutti, la principale artefice della crisi Italiana.

 

Come scrivevo qualche giorno fa nel post relativo alle polizze assicurative, conoscere bene i costi gravanti sui propri investimenti è il primo passo per renderli efficienti e puntare a conseguire buoni risultati.
 
Le insidie, infatti, non si nascondono soltanto negli strumenti assicurativi ma anche nella variegata offerta del c.d. risparmio gestito, più comunemente noto come "fondi comuni" d'investimento. 
 
Oltre alle commissioni d'ingresso/sottoscrizione che i soggetti collocatori applicano - meglio dire, possono applicare - al momento della sottoscrizione come compenso per l'attività di consulenza fornita al cliente (a breve vi comunicherò interessanti novità sul tema, anche alla luce della nuova normativa europea in materia di consulenza finanziaria) e che riducono percentualmente il valore iniziale dell'investimento, chi investe i propri risparmi in un fondo comune d'investimento paga alla Sgr una commissione di gestione, vale a dire un compenso per l'attività di gestione dei valori mobiliari del fondo che rappresenta quella percentuale del patrimonio totale del fondo stesso che la società trattiene. Essa è generalmente più alta per i fondi azionari e più bassa per i fondi obbligazionari e monetari (variano mediamente dallo 0,50% al 2%); è calcolata e trattenuta quotidianamente dalla Sgr ed è direttamente applicata al valore quotidiano della quota del fondo. In questo senso la commissione di gestione non è un costo "palese", poichè i rendimenti del fondo calcolati sull'andamento della quota Nav sono già comprensivi della stessa commissione di gestione. Dal punto di vista pratico, quindi, la commissione di gestione tende a ridurre il rendimento complessivo del fondo.
Alcuni fondi, generalmente i c.d. "fondi chiusi", possono prevedere anche delle commissioni di uscita che il sottoscrittore paga al momento del disinvestimento, specie se anticipato rispetto alla durata dell'investimento, e delle commissioni di switch quando l'investitore decide di "spostare" il suo investimento da un fondo ad un altro tra quelli proposti dalla medesima società di gestione (non tutte le società le applicano). 
 
La vera insidia, però, è rappresentata dalle commissioni di performance a cui è dedicato questo articolo. Si tratta di una commissione ulteriore che la società trattiene a fronte dei risultati conseguiti dal fondo; la percentuale è solitamente commisurata all'incremento del valore della quota rispetto all'incremento del parametro di riferimento predeterminato, il benchmark. Rappresentano un incentivo prima ed un premio poi per le performances positive che il gestore ha (eventualmente) conseguito. 
 
In realtà i meccanismi applicativi di queste commissioni sono diversi e tali che a volte possono portare a risultati diversi per il cliente e per lo stesso gestore. Accade quando, ad esempio, anzichè calcolare ed applicare la commissione a fine anno solo in presenza di una performance positiva del fondo, la società la calcola e la addebita mensilmente o trimestralmente a prescindere che ci sia stato o meno il recupero di perdite precedentemente registrate al verificarsi delle quali, "naturalmente", il cliente non ha ricevuto alcun rimborso. Così può accadere che, ipotizzando un anno in perdita, se per 5 mesi il fondo su cui avete investito è cresciuto e la crescita magari ha coperto solo le perdite precedenti, pagherete comunque un "premio" al gestore..che è un po' come assegnare uno scudetto per aver vinto il girone d'andata e pazienza se a fine stagione si è retrocessi! 

Insomma, le commissioni di performance costituiscono un costo in più a carico dell'investitore, che non sempre riceve un servizio aggiuntivo e una performance migliore, ma anche un guadagno facile e veloce per i gestori e le società di intermediazione. 

In Italia tali commissioni in Italia sono applicate da Azimut Holding Spa (120 milioni di euro nel bilancio 2012), Banca Generali, Mediolanum (171.937 milioni su un utile netto di 351 milioni, sempre bilancio 2012, di cui il 36% riconosciuto alla socia Fininvest). 
 
Di fronte a simili anomalie una domanda sorge spontanea: ma la Consob dov'è!?
 
Ps. Dimenticavo: io lavoro in Fineco!
 
Emanuele Fina
Wednesday, 29 January 2014 09:32

AGRICOLTURA, LA NUOVA PAC 2014-2020

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Dal 1 gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova PAC 2014-2020 (Politica Agricola Comune), che detterà le nuove linee guida per un’agricoltura in grado di riconciliare economia ed ecologia.

 

Tuesday, 14 January 2014 15:02

CASA E RIFIUTI, LE TASSE LOCALI DEL 2014

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Dal primo gennaio è entrata in vigore la nuova IUC, Imposta Unica Comunale, prevista dalla Legge di Stabilità 2014 e composta dalla ormai nota Imu, più altre due “new entry” come la Tasi e la Tari.

La IUC segue un modello di tassazione comunale ispirato ai principi del federalismo fiscale e si basa su due presupposti: il possesso di immobili e la fruizione di servizi comunali. Descriviamo le tre imposte locali.

La prima componente (Imu), dopo la tentazione di abolirla, è stata rimodulata ed ora è applicata per seconde abitazioni (e solo in alcuni casi anche per le prime).

Friday, 10 January 2014 22:42

ESENZIONE DAL CANONE RAI PER ALCUNI ANZIANI

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Cari anziani, se un giorno di questi tornate a casa e accartocciate il tanto odiato canone come nello

, niente paura! Per alcuni di voi non c’è il rischio che si accartocci anche la TV, che vostra moglie vi urli in faccia come una pazza e, soprattutto, che voi paghiate il canone.
Friday, 12 July 2013 08:52

DA "BBB+" A "BBB": LA SITUAZIONE ITALIANA SI AGGRAVA

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"L'Italia rimane un sorvegliato speciale". Queste sono state le parole a caldo del premier Enrico Letta , che ha commentato, amareggiato, la notizia del declassamento dell'Italia da parte dell'agenzia di rating Usa Standard & Poor's , notizia arrivata come una batosta in un momento in cui già di per se la situazione politica italiana è decisamente difficile da affrontare.

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