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Ambiente

Ambiente (127)

Si è tenuta giovedì 2 marzo, a Salice, presso il centro polifunzionale “padre Benigno Perrone” un incontro a porte aperte tra l'amministrazione comunale, la cooperativa Monteco e i commercianti di Salice per relazionare sull'inizio del servizio della raccolta differenziata nel Paese.

Ha aperto l'incontro l'assessore Arcangelo Fina, sostenendo che a partire da Maggio,molto probabilmente, si inizierà anche a Salice con il servizio di raccolta differenziata porta a porta e si ritireranno i cassonetti stradali. Successivamente ha preso la parola la dott.sa, Stefàno Alessandra,dell'ufficio comunicazioni Monteco, spiegando che l'incontro era mirato per conoscere tutte le attività commerciali presenti nel Paese e in base alle tipologie di rifiuti prodotti, verranno consegnati i contenitori. Quest'ultimi saranno provvisti di un rfid, associato alla partita iva o al codice fiscale, che serve per tracciare la provenienza del rifiuto. Ha chiuso l'incontro il vice sindaco Alessandro Ruggeri, sensibilizzando alla raccolta differenziata e dicendo come questa sia la strada giusta da percorrere per perseguire lo sviluppo sostenibile di cui il Paese ha bisogno.

È stata presentata questa mattina la terza edizione della grande esposizione riguardante il turismo, a livello regionale. Il BTM – Business Tourism Management, nato nell’ambito del progetto “365 giorni in Puglia” si svolgerà a Lecce dal 16 al 18 febbraio 2017, nelle sale del Castello Carlo V, dove ci saranno all’incirca 100 espositori tra compagnie di trasporto aereo, navale, ed agenzie ed esperti del settore.

Il turismo è il denominatore comune che legherà questa rassegna, ideata, organizzata e promossa dall’agenzia di comunicazione PASSWORD AD, come ha ricordato l’assessore del Comune di Lecce Luigi Coclite, anche se ora occorre fare il salto di qualità. In prima persona, anche l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone, ha contribuito a questo progetto per istituzionalizzarlo quest’anno a livello regionale. Nel suo intervento ha rafforzato l’idea su quanto ora sia necessario puntare sulla bellezza dei luoghi, per non offrire solo un turismo di passaggio, ma pensare anche a dei pacchetti ad hoc, che includano tutta la Puglia. Inoltre, superare la classica dicotomia del pubblico contrapposto al privato , sostenendo lo sforzo di quest’ultimo. Si crea in questo modo una rete di sinergie, per far lavorare tutte le strutture.

Gli indicatori di settore sono positivi, tant’è che nel 2015 gli arrivi sono aumentati del 5 per cento, le presenze di 3, un netto miglioramento rispetto al 2007, i flussi internazionali sono cresciuti del 60 per cento. Anche per il 2017 l’obiettivo è abbastanza chiaro: assumere un ruolo sempre più rilevante nell’interazione dinamica, per promuovere il turismo mettendo in contatto i destinatari dell’offerta con i proponenti della domanda, ed essere uno strumento di assistenza e supporto locale per le agenzie istituzionali.WhatsApp Image 2017 02 13 at 1.00.26 PM 1

A concludere, l’orgoglio dell’ideatrice e responsabile della kermesse Mary Rossi, e dell’amministratore di Password AD, Nevio D’Arpa, che sottolineano come la parola chiave di quest’anno sarà “Emozione”,  fondamentale per puntare al destagionalizzazione del turismo premendo soprattutto per la sezione Gusto del BTM 2017, che riguarda il turismo gastronomico. Il Cortile del castello Carlo V sarà lo scenario nei giorni 16-17-18 febbraio 2017, dalle ore 10 alle ore 17, di numerosi percorsi sensoriali, laboratori interattivi showcooking e conferenze. Un progetto rivolto a buyers del turismo enogastronomico e food buyers (intermediari, blogger, giornalisti, compagnie aeree, operatori turistici, tour operator).
Sarà possibile seguire live BTM Puglia su tutti i social network usando l'hashtag dedicato #BTMPuglia2017.

Giovedì 2 febbraio, presso il centro parrocchiale “Don Mario Melendugno”, a Salice Salentino, si è tenuto un meeting, che trattava come argomento della serata il progetto “GENEO”. Il Geneo è un importante progetto di ricerca scientifica presentato dalla LILT di Lecce,denominato Sistemi di valutazione di diagnosi precoce delle correlazioni tra GEnotossicità dei suoli e NEOplasie in aree a rischio per la salute umana. Per relazionare di questo progetto era presente il dott. Giuseppe Serravezza, oncologo e presidente della LILT di Lecce e il dott. Giovanni De Filippis, direttore del dipartimento dell'Asl di Lecce. Con questo progetto ha affermato il dott. Serravezza si intende accertare un eventuale nesso significativo tra fattori di rischio presenti in loco e sviluppo abnorme di patologie oncologiche nella popolazione. Infatti seppur il Salento non è stato un luogo altamente industrializzato nel corso della storia, a pochi passi erano presenti delle realtà abbastanza dannose, come l'ILVA a Taranto e Cerano a Brindisi, sia per l'ambiente che per l'uomo e quelle microparticelle che uscivano dalle maestose canne fumarie andavano a contaminare non solo l'aria ma anche il suolo. Per confermare ciò, è stato dimostrato che in dei campioni di suolo analizzati al giorno d'oggi sono presenti elementi chimici che risalgono a decine e decine di anni fa. La colpa della contaminazione del suolo afferma il dott. De Filippis che non è da attribuire esclusivamente a questi colossi economici e industriali ma anche alle piccole industrie presenti nel nostro territorio, che sono dei “cerini fastidiosi” a causa dello scarso controllo per lo smaltimento dei rifiuti, per poi non parlare dei fenomeni criminali di sversamento di materiale tossico nei terreni abbandonati o in discariche abusive. Con il progetto Geneo si vuole far sapere che ambiente e salute sono due facce della stessa medaglia. A questo progetto che ora si torva in una fase di start-up parteciperanno 32 comuni della provincia di Lecce, scelti dalla LILT in seguito a degli studi, interessati da alto, intermedio e basso rischio di neoplasie. Successivamente vi potranno accedere le altre amministrazioni con un contributo di 1500,00 euro, proposta che è stata fatta anche al comune di Salice Salentino, da parte di altri movimenti politici.

L’importante attestazione è stata assegnata a cinque concessionari di lidi balneari, tutti operanti nella marina di Melendugno, in provincia di Lecce, e aderenti ad ASSOTUR

 

Melendugno (Le) – Non soltanto un vessillo ma un’importante certificazione che testimonia l’elevato standard di qualità dei servizi che vengono garantiti, puntando al loro costante mantenimento. Il tutto affinché turisti, visitatori e comunità locali possano avere sempre la certezza di trascorrere un soggiorno di alta qualità, fruibilità, accessibilità, sicurezza e rispetto dell’ambiente.

Sono questi, infatti, i requisiti occorrenti per ottenere la certificazione ISO 13009, uno standard recente e di valenza internazionale (non esiste ancora una versione in italiano recepita dall’UNI) che a differenza di altre norme (es. ISO 9001, ISO 14001) applicabili alle diverse realtà aziendali, è specifica per gli stabilimenti balneari.

L’iter di certificazione è stato avviato da ben cinque stabilimenti delle splendide Marine di Melendugno, già  “Bandiera Blu”, “Cinque Vele Legambiente”, “Bandiera Verde e Paese Green” nella classifica del Sole 24.

Si tratta di Lido La Sorgente di Torre dell’OrsoLido Li Marangi,  Lido CoibaLido San Basilio e Mora Mora Beach di San Foca, tutti associati diAssotur e operatori turistici di Salento 5 Torri.

Si tratta dei primi stabilimenti in Italia ad aver intrapreso questo importante e ambizioso percorso: “Ottenere la certificazione ISO per le imprese balneari – dichiara la Dr.ssa Colomba Casale consulente dello Studio IQ sas di Ostuni e auditor senior per valutazioni di terza parte nei sistemi aziendali certificati - significa non solo la possibilità di spendersi in termini di immagine per un importante vantaggio competitivo ma anche la possibilità di realizzare una riorganizzazione aziendale, perché di azienda a tutti gli effetti stiamo parlando, attraverso una chiara definizione dei ruoli, delle responsabilità e delle attività, dalla manutenzione alla pulizia delle spiagge, dalle attività di salvamento alla gestione del cliente”.

La certificazione ISO 13009 ha validità di 3 anni, si applica a tutte le organizzazioni pubbliche o private che erogano un servizio connesso alle spiagge ed è rilasciata da RINA SERVICES S.p.A. l’ente internazionale che fornisce i servizi di classificazione, certificazione, collaudo e ispezione (TIC Services) per garantire l'eccellenza alle organizzazioni dei settori navale, ambiente ed energia, infrastrutture, trasporti e logistica, qualità e sicurezza, agroalimentare.

Chi è ASSOTUR

Gli operatori balneari della costa Melendugnese, si sono riuniti in associazione (ASSOTUR Melendugno) con lo scopo di facilitare e rendere più accogliente il soggiorno dei turisti nel Salento, nella speranza di dare nuovo slancio all'economia della costa.

L’associazione sebbene operi dal 1996 si è riorganizzata il 26 maggio 2015 ed ha partecipato come socio fondatore alla nascita di ARTIS Puglia Sviluppo (Società consortile pubblico privata per lo sviluppo dell’industria dell’ospitalità e del comparto turistico allargato per la valorizzazione dei territori e delle produzioni agroalimentari ed artigianali qualificate della puglia)

Sono Soci tutti i concessionari demaniali della costa ricadente nell’area del Comune di Melendugno.

Contro la crisi e la disoccupazione giovanile e per aprire nuovi spiragli per i giovani nel mondo del lavoro martedì prossimo, 17 maggio 2016, dalle ore 9,30, a Bari all’Hotel Oriente (Carso Cavour 32), si celebrerà la ‘Giornata dell’Innovazione’ con i giovani agricoltori che hanno creato prodotti e servizi innovativi, in mostra nella ‘Rassegna degli Oscar’ allestita per l’occasione.

Il processo di rigenerazione del settore agricolo che ha nei giovani agricoltori gli attori principali va accompagnato da mirate azioni incentivanti che diano risalto alle professionalità esistenti e promuovano un nuovo modo di fare impresa.

Sarà presentato lo studio di Coldiretti Puglia su numeri, analisi di crescita e nuove tendenze dell’imprenditoria agricola giovane e sarà occasione per accendere i riflettori sui nuovi bandi del PSR Puglia 2014 – 2020 con gli interventi giusti per gli agricoltori del domani.

Saranno presenti, tra gli altri, insieme al Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele e al leader degli agricoltori pugliesi, Maria Serena Minunni, il Commissario Straordinario di Pugliapromozione, Paolo Verri, il Direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone,  l’Assessore alla Agricoltura regionale, Leo Di Gioia ed il Presidente Nazionale dei giovani di Coldiretti, Maria Letizia Gardoni.

Thursday, 05 May 2016 10:22

15 Maggio: Seconda edizione festa del baratto

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Domenica 15 Maggio dalle ORE 10.00 presso il GIARDINO DEL CONVENTO, si svolgerà la Seconda Edizione della “Festa del Baratto”, un mercatino solidale nel quale si potranno scambiare o donare oggetti non più utilizzati ma ancora in buono stato e funzionanti, allungandone in questo modo la vita e contribuendo a ridurre la produzione di rifiuti. 
Data l'importanza della manifestazione, Vi invitiamo tutti a partecipare con i Vostri bambini.

Si è svolto oggi, 3 maggio, nella splendida cornice del Palazzo Baronale di Novoli, allestito per ospitare per la prima volta una conferenza, l’incontro con i giornalisti, nel corso del quale è stato presentato il  programma del progetto e i suoi partners: l’Unione dei Comuni del Nord Salento, Città di Manduria, Regione Puglia, Città del Vino e Ferrovie Sud-Est. La presentazione dell’evento, è stata, dunque, ospitata dalla comunità novolese, un’importante centro di attività vinicola, nella prima metà dello scorso secolo, il cui commercio avveniva con trasporto ferroviario, come testimoniano i numerosi antichi stabilimenti vinicoli costruiti in via Milano con affaccio posteriore direttamente su un binario.

Percorsi culturali e naturalistici, queste le parole chiave del progetto, guidato dall’assessore del comune di Novoli, Giovanni De Luca. Presenti anche altri amministratori, in rappresentanza dei comuni coinvolti: Salice, Guagnano, Manduria, Campi e Trepuzzi. Obiettivo principale del progetto è quello di combinare le attività agricole con quelle culturali. Sono proprio quest’ultime che costituiscono, una delle prerogative principali dell’Unione dei comuni del Nord Salento, in particolar modo per tutto ciò che riguarda la valorizzazione delle risorse territoriali, a vantaggio non solo del turismo, ma rendendole anche fattore strategico sul piano economico. Ecco dunque che il trasporto ferroviario diventa, in questa cornice, non solo collegamento fondamentale per le varie attività culturali, ma diviene esso stesso, patrimonio culturale, attraverso la realizzazione di una mostra itinerante sulla storia delle ferrovie e la pubblicazione di una guida storico-descrittiva dei numerosi enti di rilevanza culturale, come teatri, musei, pinacoteche, ma anche aree di interesse antropologico, menhir, dolmen e masserie presenti sul territorio. L’unione dei Comuni, pone poi una particolare attenzione ad uno dei prodotti principali della terra salentina: il vino, con l’intenzione di valorizzarlo, non solo come prodotto finale, ma anche durante le varie fasi della sua produzione, dalla salvaguardia delle campagne dall’uso di prodotti chimici, all’incentivazione di attività promozionali per il prodotto stesso, attraverso la partecipazione a concorsi di rilevanza nazionale. Cinque, dunque, le tappe degli incontri, che si terranno in questo mese, presentate ufficialmente nel corso della conferenza: Novoli ospiterà il primo, previsto per  il giorno 5, presso il Palazzo Baronale, e avrà come tema “Glocalizzazione vs Globalizzazione, una nuova era per il moscato di Novoli”, successivamente il 16, presso il Centro Polifunzionale di Salice, si svolgerà il secondo incontro in programma, “La carta della Qualità delle città del vino”, sarà il tema trattato, il 18  invece Guagnano ospiterà la presentazione del concorso enologico nazionale e degustazione vini in concorso, dal titolo “La selezione del Sindaco”, nella cornice del Museo del Negroamaro, il 20  sarà la volta poi di Manduria, con il convegno “Recevin, la rete europea della Città del vino”, presso la Ex Chiesa di Santa Croce, la rassegna di incontri terminerà a Campi Salentina, il 25 Maggio, con il tema “Coltivare la città: il piano regolatore delle città del vino”, nella Sala don Pietro Serio del Palazzo municipale.

Il salento, dunque, attraverso questo progetto, punta a non essere più terra di passaggio, ma punto di incontro, conscio della propria identità culturale e delle possibilità di crescita e coesione che possono derivarne.

Eccezionale ondata di maltempo nelle ultime 48 ore in Puglia. Gli effetti delle violente raffiche di vento, degli acquazzoni e degli shock termici sono devastanti sulle ciliegie pugliesi.

“In provincia di Bari le piogge torrenziali – denuncia il Delegato di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – hanno danneggiato il 60% della produzione di ciliegia Bigarreaux, la più precoce e già quantitativamente scarsa quest’anno per gli sbalzi termici che hanno preceduto la raccolta, e il 40% della produzione di ciliegie Georgia, il cui raccolto inizierà al più tardi la prossima settimana. Sono migliaia i nuclei familiari della provincia di Bari, cui la produzione di ciliegie offre una consistente fonte di reddito. Il fabbisogno di lavoro per ettaro di ciliegeto specializzato è pari a circa 600 ore, l’85 percento delle quali assorbite nelle operazioni di raccolta. Pertanto, in poche ore è stato spazzato via il lavoro di tanti, negando agli imprenditori agricoli di recuperare l’investimento fatto”.

Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale e la produzione di ciliegie in Puglia è pari al 39,8% del totale nazionale.

“La campagna delle ciliegie è iniziata con quantità ridotte della varietà Bigarreaux – denuncia il Direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati - che già registravano cali anche fino al 30-40% per colpa dell’andamento climatico. Nei giorni scorsi a temperature molto alte si sono alternati bruschi cali sino anche a 7 gradi, uno shock termico che ha bruciato numerosi  fiori e portato a piccioli molto corti. Vanno riconosciuti gli sforzi che gli imprenditori locali hanno compiuto per garantire un prodotto di alta qualità, un frutto molto delicato come la ciliegia. Tutto ciò richiede un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, per cui la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine”.

La graduatoria dei prodotti agricoli pugliesi nel contesto nazionale vede al primo posto anche le ciliegie con una superficie di quasi 20.000 ettari, di cui oltre 17.000 della sola provincia di Bari, la quale copre più dell’85% della superficie investita.

E’ deflazione shock con il crollo del 60 per cento dei prezzi delle verdure nei campi, ma i consumatori non lo sanno perché sui banchi di vendita di piccola, media e grande distribuzione la forbice dei prezzi dal campo alla tavola è sempre troppo larga. Per questo Coldiretti Puglia ha donato le verdure di stagione ai consiglieri regionali, agli assessori e ai Presidenti di Consiglio e Giunta, Loizzo ed Emiliano, per manifestare lo stato di disagio che gli agricoltori vivono in campagna e chiedere interventi di sostegno al settore attraverso campagne di comunicazione sulla sana e corretta alimentazione a base di prodotti ortofrutticoli pugliesi e favorendo la vendita nelle strutture della distribuzione organizzata. L’orticoltura rappresenta un comparto fondamentale dell’agricoltura pugliese contribuendo con una quota di oltre il 30% alla formazione del valore aggiunto delle coltivazioni agricole. In Puglia risulta coltivato circa 1/4 della superfice complessiva nazionale destinata agli ortaggi. L’ortofrutticoltura è uno dei settori chiave dell’agricoltura pugliese, con un valore nel 2015 di 1.087.600.000 euro di Produzione Lorda Vendibile.

“Contro la crisi della quarta settimana e il crollo dei consumi – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele -  diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Per questo chiediamo al Governo della Regione Puglia di avviare iniziative di sostegno con gli ipermercati e di dare corpo e sostanza alla legge che già nel 2008 aveva previsto l’obbligo dell’utilizzo nelle mense pubbliche, tramite previsione nei relativi bandi, di prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50%, il coinvolgimento diretto  delle grandi e medie strutture di vendita che operano sul territorio regionale, anche tramite realizzazione di spazi espositivi in esclusiva, oltre all’utilizzo delle imprese esercenti attività di ristorazione o di vendita al pubblico attraverso il loro inserimento in campagne regionali di immagine, nonché disposizioni in materia di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli e di controlli”.

Il 56 per cento delle famiglie pugliesi ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza. 

 “Probabilmente non è ipotizzabile una legge che obblighi gli ipermercati – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - a vendere prodotti locali, è invece praticabile l’ipotesi di preferire, nel rilascio delle autorizzazioni, quelle strutture che nella loro organizzazione commerciale e, quindi, nel loro regolamento societario dimostrano di saper valorizzare i prodotti legati al territorio ove si individuino approvvigionamenti di prodotti tipici direttamente dalle imprese locali a vantaggio sia della regione ospitante sia dei consumatori, per cui il prezzo finale non è gravato da ulteriori costi di trasporto. In una regione come la nostra che ha la leadership nella produzione di ortofrutta bisogna assicurare la disponibilità ai consumatori di produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono freschezza e genuinità uniche”.

In Puglia arrivano carciofi dall’Egitto, angurie dalla Grecia, pomodori dal Marocco, passata di pomodoro dalla Cina, ciliegie dalla Turchia e una volta entrati diventano ‘made in Italy’.  Bisogna mettere in campo ogni strumento utile ad impedire che prodotti di dubbia provenienza vengano spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono e la cui commercializzazione arreca danno all’economia regionale, mina il reddito delle imprese agricole e si traduce in una truffa per i consumatori, ignari di quello che acquistano e mangiano.

Già nel 2008 la Regione Puglia aveva accolto una specifica richiesta avanzata dalla Coldiretti, nella Legge n. 38 del 19 dicembre 2008, tendente a preferire nella ristorazione collettiva, gestita dalle Istituzioni pubbliche, i prodotti “biologici e tradizionali nonché quelli a denominazione protetta ed ad indicazione geografica tipica, dando valore preminente alle tipicità della regione Puglia.

L’aumento dei prezzi dal campo alla tavola è favorito dalla mancanza di trasparenza nel commercio al dettaglio dove non viene rispettato l’obbligo di esporre sui cartellini, oltre al prezzo, l’origine, la varietà e la qualità della frutta e verdura in vendita previsto dalla legge per consentire ai consumatori di fare confronti omogenei e di scegliere i prodotti più convenienti. E’ stringente la necessità di chiudere la porta alle speculazioni con l’applicazione del decreto legislativo 306/02 che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell’Unione Europea sulla qualità e commercializzazione di frutta e verdura. L’obbligo di mettere l’etichetta sulla frutta e verdura fresca commercializzata riguarda sia i prodotti confezionati che quelli venduti sfusi per i quali possono essere utilizzati cartellini con l’indicazione della provenienza, della varietà e della categoria qualitativa.

E’ deflazione shock con il crollo del 60 per cento dei prezzi delle verdure nei campi, ma i consumatori non lo sanno perché sui banchi di vendita di piccola, media e grande distribuzione la forbice dei prezzi dal campo alla tavola è sempre troppo larga. Per questo Coldiretti Puglia ha donato le verdure di stagione ai consiglieri regionali, agli assessori e ai Presidenti di Consiglio e Giunta, Loizzo ed Emiliano, per manifestare lo stato di disagio che gli agricoltori vivono in campagna e chiedere interventi di sostegno al settore attraverso campagne di comunicazione sulla sana e corretta alimentazione a base di prodotti ortofrutticoli pugliesi e favorendo la vendita nelle strutture della distribuzione organizzata. L’orticoltura rappresenta un comparto fondamentale dell’agricoltura pugliese contribuendo con una quota di oltre il 30% alla formazione del valore aggiunto delle coltivazioni agricole. In Puglia risulta coltivato circa 1/4 della superfice complessiva nazionale destinata agli ortaggi. L’ortofrutticoltura è uno dei settori chiave dell’agricoltura pugliese, con un valore nel 2015 di 1.087.600.000 euro di Produzione Lorda Vendibile.

“Contro la crisi della quarta settimana e il crollo dei consumi – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele -  diviene determinante il riequilibrio nei rapporti tra imprese agricole, distribuzione e consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini. Per questo chiediamo al Governo della Regione Puglia di avviare iniziative di sostegno con gli ipermercati e di dare corpo e sostanza alla legge che già nel 2008 aveva previsto l’obbligo dell’utilizzo nelle mense pubbliche, tramite previsione nei relativi bandi, di prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50%, il coinvolgimento diretto  delle grandi e medie strutture di vendita che operano sul territorio regionale, anche tramite realizzazione di spazi espositivi in esclusiva, oltre all’utilizzo delle imprese esercenti attività di ristorazione o di vendita al pubblico attraverso il loro inserimento in campagne regionali di immagine, nonché disposizioni in materia di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli e di controlli”.

Il 56 per cento delle famiglie pugliesi ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato magari direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza. 

 “Probabilmente non è ipotizzabile una legge che obblighi gli ipermercati – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - a vendere prodotti locali, è invece praticabile l’ipotesi di preferire, nel rilascio delle autorizzazioni, quelle strutture che nella loro organizzazione commerciale e, quindi, nel loro regolamento societario dimostrano di saper valorizzare i prodotti legati al territorio ove si individuino approvvigionamenti di prodotti tipici direttamente dalle imprese locali a vantaggio sia della regione ospitante sia dei consumatori, per cui il prezzo finale non è gravato da ulteriori costi di trasporto. In una regione come la nostra che ha la leadership nella produzione di ortofrutta bisogna assicurare la disponibilità ai consumatori di produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono freschezza e genuinità uniche”.

In Puglia arrivano carciofi dall’Egitto, angurie dalla Grecia, pomodori dal Marocco, passata di pomodoro dalla Cina, ciliegie dalla Turchia e una volta entrati diventano ‘made in Italy’.  Bisogna mettere in campo ogni strumento utile ad impedire che prodotti di dubbia provenienza vengano spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono e la cui commercializzazione arreca danno all’economia regionale, mina il reddito delle imprese agricole e si traduce in una truffa per i consumatori, ignari di quello che acquistano e mangiano.

Già nel 2008 la Regione Puglia aveva accolto una specifica richiesta avanzata dalla Coldiretti, nella Legge n. 38 del 19 dicembre 2008, tendente a preferire nella ristorazione collettiva, gestita dalle Istituzioni pubbliche, i prodotti “biologici e tradizionali nonché quelli a denominazione protetta ed ad indicazione geografica tipica, dando valore preminente alle tipicità della regione Puglia.

L’aumento dei prezzi dal campo alla tavola è favorito dalla mancanza di trasparenza nel commercio al dettaglio dove non viene rispettato l’obbligo di esporre sui cartellini, oltre al prezzo, l’origine, la varietà e la qualità della frutta e verdura in vendita previsto dalla legge per consentire ai consumatori di fare confronti omogenei e di scegliere i prodotti più convenienti. E’ stringente la necessità di chiudere la porta alle speculazioni con l’applicazione del decreto legislativo 306/02 che inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le norme dell’Unione Europea sulla qualità e commercializzazione di frutta e verdura. L’obbligo di mettere l’etichetta sulla frutta e verdura fresca commercializzata riguarda sia i prodotti confezionati che quelli venduti sfusi per i quali possono essere utilizzati cartellini con l’indicazione della provenienza, della varietà e della categoria qualitativa.

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