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Monday, 01 April 2013 06:59

MANTEGNA Andrea ( 1431 – 1506 ) - “ Orazione nell'orto “ ( 1455. Tempera su tavola, 63x80 cm. National Gallery di Londra ).

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Non si conoscono le circostanze della creazione del piccolo dipinto, che viene in genere posto a ridosso dell'Orazione nell'orto della predella della Pala di San Zeno (1457-1459, oggi a Tours) e dell'Orazione nell'orto di Giovanni Bellini (1459), con la quale ha più di un'analogia compositiva.

Non c'è concordia tra gli storici dell'arte su quale sia l'esatta cronologia delle tre opere: se quella di Bellini viene in genere considerata come l'ultima, alcuni pongono come modello iniziale la tavola di Tours, altri quella di Londra. In ogni caso il modello originario pare essere un disegno di Jacopo Bellini, contenuto nell'album di Londra. Il dipinto contiene probabilmente anche riferimenti al Concilio di Mantova che stava per svolgersi in quegli anni: gli apostoli dormono nel Getsemani mentre Gerusalemme è raffigurata come Costantinopoli, sui cui campanili cui brilla la luna crescente, simbolo della presa da parte degli Ottomani. Gesù sta pregando nel Getsemani, rappresentato come un arido paesaggio roccioso dove il Salvatore è in ginocchio su uno sperone rialzato, che assomiglia a un altare. Davanti a lui sono apparsi alcuni angeli che gli preannunciano il destino mostrandogli gli strumenti della Passione. In basso stanno tre apostoli addormentati (Pietro, Giacomo il Maggiore e Giovanni), mentre sullo sfondo stanno arrivando i soldati ad arrestare Cristo, guidati da Giuda, che indica loro la via esplicitamente distendendo il braccio. In lontananza si vede la città ideale di Gerusalemme (con monumenti della Roma antica), all'ombra di due aspri picchi rocciosi. La firma dell'artista si trova sulla roccia vicino alla testa di Giovanni. La scena si svolge in un'atmosfera cupa e crepuscolare, che accentua con i contrasti cromatici la drammaticità dell'evento. Cristo ad esempio è vestito di scuro, isolandolo rispetto agli apostoli vestiti di colori sgargianti, quasi a prefigurarne l'ineluttabile dramma. Anche l'albero secco e l'avvoltoio sono presagi sinistri, mentre i germogli e il pellicano (che si credeva nutrisse i propri figli strappandosi le proprie carni, sacrificandosi insomma come il Cristo) sono simboli di speranza per il futuro.

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