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Sunday, 30 September 2012 10:59

SE QUESTO È UN UOMO, NEL 2012, IN ITALIA

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La sconvolgente morte di Francesco Mastrogiovanni in un reportage esclusivo de “L’Espresso”

 

SE QUESTO È UN UOMO, NEL 2012, IN ITALIA

 

È di queste ore la pubblicazione sul sito del periodico “L’Espresso” di un articolo (a firma di Gianfranco Turano) che mira a far luce sull’assurda vicenda della morte del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni, legato a un letto di un ospedale psichiatrico per quasi quattro giorni senza acqua né cure di alcun tipo, imbottito di sedativi. Mastrogiovanni era stato sottoposto a un Tso, “Trattamento sanitario obbligatorio”.


Il “Trattamento sanitario obbligatorio” è previsto per i soggetti affetti da malattia mentale che necessitino di interventi terapeutici urgenti di natura necessariamente ospedaliera, per i quali, però, il paziente abbia già espresso il suo rifiuto. Nell’articolo si legge che Mastrogiovanni, il quale aveva già ricevuto delle cure psichiatriche (ritenute ingiuste dal giornalista), era stato ricoverato nell’agosto del 2009 nell’istituto di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, in seguito ad una segnalazione per guida pericolosa dei vigili urbani del Comune di Pollica, dove Mastrogiovanni si trovava in vacanza. Il tso, a quanto emerge, sarebbe stato disposto senza il preventivo parere di due medici, previsto, invece dalla procedura.


Si apprende, inoltre, che dagli atti del processo emergono due importanti perizie: la prima attesta che il disturbo bipolare di cui soffriva Mastrogiovanni era del tutto compatibile con una vita normale e con l'assunzione di responsabilità; la seconda, che “inchioda” il personale dell’istituto psichiatrico, dimostra che il paziente, il giorno precedente la morte, “mostrava segni di essere colpito da infarto, che l'elettrocardiogramma è stato eseguito solo post mortem, che i valori dei suoi enzimi erano gravemente alterati, che non aveva bevuto a sufficienza, che non doveva essere imprigionato e che tutte le linee guida sulla contenzione in vigore in Italia o all'estero sono state ignorate dal personale dell'ospedale San Luca” (pag 2 dell’articolo).


Nel processo, i reati contestati a medici ed infermieri sono: sequestro di persona, falso in atto pubblico (il ricovero di Mastrogiovanni non era stato neppure registrato) e morte in conseguenza di altro reato.
Per tenere viva l’attenzione sul caso la famiglia, con la collaborazione dell’associazione “A buon diritto”, ha diffuso il video che documenta la vergogna di quelle ore.


Fonte ed approfondimenti: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosi-hanno-ucciso-mastrogiovanni/2191955

Read 1456 times Last modified on Sunday, 30 September 2012 12:58

Laureato in Giurisprudenza, iscritto alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università del Salento. Collabora con lo studio legale Capaldo-Pellegrino. Appassionato di teatro, politica, musica e cinema.

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