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Friday, 08 March 2013 07:43

DUCCIO di Buoninsegna ( 1255 – 1318 ) - “ Madonna Gualino “ ( 1280. Tempera e oro su tavola , 157x86 cm. di Duccio di Buoninsegna, Galleria Sabauda di Torino ).

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L’opera mostra una Madonna seria e severa in trono, con la testa leggermente piegata di lato (a tre quarti) e con un bambino in piedi. Dietro il trono si vedono due angeli su piccola scala. Il trono ha un’architettura semplice con qualche decorazione, ma non ha nessuna delle caratteristiche gotiche o degli intarsi marmorei evidenti nelle Maestà successive dell’artista.

L’opera ricorda la Maestà del Louvre di Cimabue (1280 circa) o ancor di più la contemporanea Maestà della Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, attribuita ancora a Cimabue, pur con qualche riserbo da parte di molti. Sono molti gli aspetti di questa tavola che richiamano alla mente il pittore fiorentino, dalla resa del panneggio del Bambino alle caratteristiche somatiche dei personaggi, dalla prospettiva inversa del trono all’uso dei chiaroscuri. Lo stile di Cimabue e Duccio furono assai diversi, così come diversi furono i loro conseguimenti nella pittura. Ma questa difformità di stile, che sarà evidente più avanti con le opere della maturità, è pressoché inesistente in questi anni. Questo ha fatto presupporre che ci fosse un rapporto di Maestro-Allievo tra il più anziano Cimabue e il più giovane Duccio. Alcune differenze rispetto a Cimabue le troviamo nella rappresentazione defilata e a mezzo busto degli angeli e nella veste di Maria, che riporta delle fascianti matasse di crisografie bizantine sotto il manto scuro. Gesù ha un caratteristico naso a patatina. E infine i colori: il rosa e il rosso vinato delle vesti e il blu del suppedaneo del trono sono colorazioni di derivazione senese e che Duccio userà ancora.

 

 

 

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