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Thursday, 07 March 2013 08:17

MERISI Michelangelo da CARAVAGGIO ( 1571 – 1610 ) - “ Martirio di Sant’ Orsola “ ( 1610. Olio su tela, 140x170 cm. Palazzo Zevallos, Napoli ).

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Come già in molti altri suoi lavori, il Caravaggio si discosta dall'iconografia tradizionale di Sant'Orsola, generalmente ritratta coi soli simboli del martirio e in compagnia di una o più vergini sue compagne; sceglie invece di raffigurare il momento stesso in cui la santa, avendo rifiutato di concedersi al tiranno Attila, viene da lui trafitta con una freccia, caricando la scena di un tono squisitamente drammatico.

Il dipinto è ambientato nella tenda di Attila, appena discernibile grazie al drappeggio sullo sfondo, che funge quasi da quinta teatrale. L'intero ambiente, come consuetudine nei dipinti caravaggeschi, è permeato da un complesso gioco di luci e ombre, che tuttavia in quest'ultimo dipinto dell'artista sembra dar vantaggio più alle seconde che le prime: è uno specchio del travagliato periodo che l'autore stava vivendo nella parte finale della sua vita.

 

Il primo personaggio a sinistra è lo stesso Attila, raffigurato con abiti secenteschi; il barbaro ha appena scagliato la freccia e sembra essersi già pentito del suo gesto: sembra quasi allentare la presa sull'arco e il suo volto è contratto in una smorfia di dolore, quasi a dire "che cosa ho fatto?". A poca distanza da lui c'è Sant'Orsola, trafitta dalla freccia appena visibile sul suo seno: ella sta piegando la testa in quella direzione e con le mani sta spingendo indietro il petto come per meglio vedere lo strumento del suo martirio. Non sembra provare dolore, piuttosto una disinteressata rassegnazione, ma il suo volto e le mani bianchissime rispetto a quelli degli altri personaggi preludono alla sua immediata morte. Infatti tre barbari, anch'essi in abiti moderni (uno indossa addirittura un'armatura di ferro), stanno accorrendo a sorreggere Sant'Orsola, ed essi stessi sembrano increduli di fronte al gesto repentino e impulsivo del loro capo. Nelle fattezze di quello di loro che si trova alle immediate spalle della santa, Caravaggio ha raffigurato se stesso con la bocca dischiusa e l'espressione dolorante: egli sembra ricevere la trafittura insieme a lei. In seguito ad un recente restauro (2005) è venuto fuori un pentimento: è riapparsa una mano che si frappone tra la Santa ed il carnefice, quasi come a volersi opporre all'esecuzione; non sappiamo se fu ricoperta da Caravaggio stesso, o da interventi successivi.

 

Read 9673 times Last modified on Friday, 08 March 2013 07:31

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