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Monday, 25 February 2013 08:01

GIOTTO di Bondone ( 1267 – 1337 ) - “ Crocifisso di Santa Maria Novella “ ( 1290. Tempera e oro su tavola, 578x406 cm. Santa Maria Novella, Firenze ).

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La Croce di Giotto è considerata un'opera fondamentale per la storia dell'arte italiana, in quanto l'artista approfondisce e rinnova l'iconografia del Christus patiens (già introdotta nell'arte italiana nella seconda metà del Duecento da Giunta Pisano e da Cimabue).


Giotto infatti abbandonò l'iconografia del Cristo inarcato, per dipingerlo in una posa più naturalistica, un doloroso abbandono con le gambe piegate sotto il peso del corpo, seguendo un'ispirazione legata alla tradizione scultorea (di Giovanni Pisano ad esempio), piuttosto che quella tradizionalmente legata alla pittura bizantina. Dispose le gambe incrociate e bloccate da un solo chiodo sui piedi, in una maniera già usata da Nicola Pisano nella lunetta della Deposizione nel portale sinistro del Duomo di Lucca (1270 circa).
Durante il restauro dell'opera sono state evidenziate alcune particolarità rimaste, fino ad allora, sconosciute, tra cui l'estrema raffinatezza di una bottega che si avvaleva di maestranze esperte e raffinate e il cambiamento in corso d'opera da parte di Giotto nella impostazione più allungata e reclinata della figura di Cristo (fatto che comportò un cambiamento anche della struttura lignea già costruita).
I due dolenti, alle estremità dei bracci, mostrano come di consueto Maria e san Giovanni a metà figura. Se nel Giovanni si nota un'influenza di Cimabue abbastanza spiccata, la Madonna richiama modelli romani, forse visti in occasione di un primo viaggio a Roma al seguito del suo maestro. Inoltre il Crocifisso ricorda nell'insieme quello dipinto ad Assisi nella scena di Girolamo che esamina le stimmate.

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